Vinarius lancia Gaja al Quirinale: ma quando mai si è visto un re accettare di fare il presidente?

Quirinale

Non so se prendere sul serio o considerare una barzelletta, oppure un doppio pesce d’aprile tardivo, visto che è stato reso noto l’11 aprile (ovvero un 1+1 aprile) questo comunicato stampa diffuso da Vinarius, l’Associazione delle Enoteche Italiane e dal suo neo presidente Andrea Terraneo.
Un comunicato che recita: “Ci piacerebbe proporre la candidatura di Angelo Gaja una delle personalità più significative del mondo del vino, alla Presidenza della Repubblica Italiana”.
E’ questo l’appello che Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, l’Associazione delle Enoteche Italiane, rivolge a tutte le componenti singole e associative della filiera agroalimentare. Settantatre anni, piemontese, produttore in Langa, a Montalcino, a Bolgheri, Angelo Gaja è in assoluto una delle personalità del mondo del vino italiano più conosciuto al mondo. Ha straordinarie caratteristiche umane e morali e possiede il carisma necessario per rivestire un ruolo tanto importante. Il suo è certamente un nome nuovo, in quanto non è stato coinvolto nelle passate gestioni amministrative del Paese Italia.
AngeloGaja

“Gaja -spiega Terraneo- rappresenta tutti gli italiani in quanto cittadino, lavoratore, simbolo di eccellenza. È uomo di spicco del mondo agroalimentare e, per Vinarius, in un momento economico tanto complesso, è una vera risorsa poter avere un candidato di tale levatura per il ruolo di Presidente della Repubblica”.
Non voglio spendere alcuna parola su questa analisi che Vinarius fa dall’attuale momento di crisi economica e sociale. Una crisi da cui, secondo Vinarius, “si può uscire puntando alla costruzione di un nuovo sistema economico e produttivo che ponga al primo punto l’utilizzo di quella che è la maggiore ricchezza del paese, ovvero il patrimonio culturale che attualmente è valorizzato solo in minima parte.
Un patrimonio che vede ai primi posti le eccellenze dell’agroalimentare, dal vino alla gastronomia, all’artigianato. Inoltre il made in Italy gode nel mondo straordinaria attenzione, cosa che contribuisce ad aprire nuovi canali di affermazione del nostro stile di vita con tutto ciò che esso comporta in termini di sviluppo.
A questo si aggiunga che la richiesta pressante, emersa anche dalle ultime consultazioni elettorali, è che la cosiddetta società civile metta a disposizione, per l’amministrazione della cosa pubblica, personaggi che non siano coinvolti con la partitocrazia degli ultimi trent’anni. Per tutti questi motivi Angelo Gaja ci appare il candidato ideale, il personaggio che assorbe tutte le caratteristiche necessarie per rappresentare l’Italia nel mondo”.

incoronazione

Avrei qualcosa da dire sia sulla congruità dell’uscita di Vinarius, associazione di cui sono amico, ricoprendo da alcuni anni, immeritatamente, il ruolo di membro del collegio dei probiviri, sia sulla scelta di Gaja, che non mi sembra in alcun modo e per vari motivi, un ipotetico candidato ideale al Quirinale. Anche se paragonato ai nomi (reali) che circolano per quella carica un Gaja presidente sarebbe comunque grasso che cola.
Trovo che la scelta di Vinarius sia improvvida, perché si sono fatti i conti senza l’oste e si è lanciato Gaja senza sapere se fosse disponibile. Secondo me Gaja non accetterebbe mai questo incarico.
Si è forse mai visto un re, e Gaja è indubbiamente il numero uno, il monarca, l’imperatore del Langhe Nebbiolo accettare di essere di fatto degradato e da re fare semplicemente il presidente, per di più di una stanca e bizzarra Repubblica come quella italiana?

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21 pensieri su “Vinarius lancia Gaja al Quirinale: ma quando mai si è visto un re accettare di fare il presidente?

  1. Caro Franco io appoggio l’amico Andrea e spero che da Monarca Gaja acetti di fare qualcosa per la sua nazione e per tutti noi .

    • Pietrasanta, ma tu pensi davvero che Gaja potrebbe fare qualcosa di utile “per la sua nazione e per tutti noi” se per assurda ipotesi diventasse Presidente della Repubblica?
      La parlantina non gli manca, l’altissima considerazione di sé pure, la notorietà internazionale nemmeno, ma poi?

      • E Poi ? Farebbe quello che deve fare da non politico mettere in fila indiana i politici Italiani e mandarli a potare le viti o altro …….
        Poi potrebbe veramente rappresentare noi Italiani nel mondo in modo eccelente .
        Ciao Carlo

        • con tutto il rispetto per il carisma del re del Langhe Nebbiolo mi permetto di avanzare qualche dubbio sulla opportunità di scegliere un produttore di vino come lui. Oggi sono buono e non voglio andare oltre e spiegare il perché :)

  2. per Angelo Gaja sarebbe certo poco divertente fare il presidente di questa repubblica, in questo momento. Soprattutto che, in questo momento, forse il lavoro più appassionante e soddisfacente è quello di fare vino, vivere (anche) la campagna e la terra, promuovere il nostro paese con una delle risorse più eloquenti – e inimitabili – che non siamo ancora riusciti ad avvilire.
    Se poi di un vino sei il Re, be’ che c’è di più….

    • Io credo che non sia divertente. Ma non dovrebbe farlo per divertirsi, ma per dare un contributo come esponente di punta di un settore che è fondamentale per la rinascita del Paese.
      Noto inoltre che qui e in altri blog si è, anche giustamente vista la rinomanza del personaggio, puntato a dire Gaja sì e Gaja no, tralasciando il significato dell’appello, che vuol chiamare a raccolta tutte le componenti affinché l’intero comparto cresca di importanza e possa affermare l’essenziale ruolo che dovrebbe ricoprire nel futuro di questo Paese.

      • Insomma, se non fosse chiaro, vogliamo finalmente dire all’Italia che il turismo, l’enogastronomia, l’artigianato sono le colonne di una auspicata rinascita italiana e che tutto il settore vuole Presidente un personaggio che esca dalle nostra fila?

        • Credo che da queste parti (di questo blog) siamo in molti a essere consapevoli dell’importanza dei comparti citati da Bonfio…
          E non augurare a Gaja di salire al Colle, non vuol dire sottovalutare la sagacia dell’imprenditore, anzi.

  3. E se invece l’ uscita di Vinarius avesse avuto come scopo proprio quello di evitare che a qualcuno venisse in mente, nel bel mezzo della kermesse per l elezione del nuovo presidente, di proporre Gaja trovando consensi ? In questo modo, valendo il detto che uno entra Papa in Conclave per uscirne cardinale, si è prevenuta quest’ idea per farlo continuare nel suo lavoro di Imperatore delle Langhe Nebbiolo …. :)

  4. Visto che di solito, i nostri governanti, sembrano poco sobri, nel prendere le decisioni, riguardanti le sorti del nostro paese,a mio parere la scelta di Angelo Gaja sarebbe opportuna, al fine di portare una ventata di sobrietà.

      • Non l’ho visto né ascoltato, ma il mi consenta cribbio ha tenuto un discorso davanti a un’adunata oceanica, e il paese ha fatto un salto (mortale) all’indietro. Siamo fessi (e qui Gaja non c’entra e mi perdonerà la non vacua digressione), ohibò, siamo davvero fessi. Ci stiamo per ritrovare nel fatal ventennio, alla mercé di Silvio risorto.

        • io ho visto degli estratti telegiornaleschi e sono rimasto sgomento per la quantità di italiani acclamanti, che hanno dimenticato di come il nostro negli anni di governo abbia fatto di tutto tranne che occuparsi dei problemi, quotidiani, degli italiani, occupato com’era in bunga bunga vari, festini con minorenni e sconcezze indegne non solo di un Primo ministro, ma di un uomo degno di questo nome.
          Tanti italiani sono pronti a ridare il potere al cavaliere, evidentemente bisognosi di un bugiardissimo e spregiudicato padrone. Povera Italia, poveri noi..

  5. Sgomento /sgomenti. Perché mi pare si stia tra l’incudine (mi consenta) e il martello (enfant prodige della sinistra(?)). Infatti, ho appena ricevuto la solita segnalazione da twitter, e il tweet che mi ha impressionato è quello di @matteorenzi che individua nel vino il settore con il maggior potenziale – tutto bene, anzi benissimo – potenziale che viene subito esplicitato con quest’ordine: soldi, lavoro, identità. Anziché: lavoro, identità, soldi.
    Ancora una volta, l’anima della sinistra elegge a propria dimora il portafogli.
    E il tweet spiega (con questo semi lapsus) la presenza di Renzi a Vinitaly (di cui non avevo, confesso, ben capito il senso); l’avrei preferito di gran lunga tra i grandi elettori del prossimo PdR!
    Possibile che anche questo giovane vispissimo non capisca che se si va avanti così, con questa ossessione per i soldi (loro) e non per le politiche per risanare il paese (nostro), si andrà a finire male?!
    Sì sono (apparentemente) andata fuori argomento, chiedo scusa, ma sono inferocita.

    • capisco la tua indignazione “compagna” Biasutti, che é anche la mia che “compagno” e di sinistra non sarò mai. Mi sa che anche la faccia da bravo ragazzo, il boy scout che la domenica racconta che va a messa, ci riserverà le sue buone delusioni… :(

      • Ma qualcuno si dovrà pur rendere conto che più che un paese con il fiato corto siamo un paese con il fiato che puzza (sa di marcio).
        E se l’immagine non è esattamente da domenica d’aprile con il sole, non è colpa mia.
        Se il vino, generally speaking, va bene, ciò di cui ha bisogno sono politiche che incoraggino vieppiù a lavorare sempre meglio (il miglior modo di qualificarsi sui mercati), non di politici che antepongono l’idea dei soldi a quella del lavoro.
        Sembra che i politici siano tutti appassionati di vino, invece sono tutti assatanati per i soldi.

        • Lancio anche D’Alema.
          Tre le possibilità: o lanciato per aria o una scorta di un paio di quintali di azioni monte dei paschi pagate al prezzo antecedente all’acquisto di antonveneta, o forbici e seghetto per imparare a potare viti e ulivi.
          Lavoro in cui la boria lascia il tempo che trova.

          • Ma quale boria, a me pare che siano terrorizzati – visto il faccino smunto e lo sguardo spettrale dell’ex presidente -. Se la voragine, che i bene informati mi raccontano essere mai vista prima, viene risaputa, per loro son dolori altrettanto grandi. Chiedere asilo nelle vigne servirà a poco, allora. Mi sa che gira tutto intorno a quel blob lì: Gaja dovrà soprassedere (e probabilmente ne sarà lieto assai.

  6. Pingback: Angelo Gaja for president? | Do Bianchi

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