Barolisti di La Morra guardate che la guerra è finita: deponete pure le armi!

19 risposte

  1. silvana
    27 maggio 2013

    Ma davvero siamo a questo punto?! Quanto scrivi inquieta, non solo per il vino e il luogo che recensisci, ma per l’atteggiamento mentale e l’incomprensione dei tempi e delle nuove stagioni. Possibile che ci siano così tanti uomini (e, forse, donne), prima ancora che produttori, che non ascoltano i loro interlocutori (cioè quelli che fino a poco tempo fa venivano sbrigativamente definiti clienti o consumatori?). Possibile che, oltre ai gusti che si evolvono, non si capisca che la crisona non si limita a limare e strozzare i consumi della gente, ma costringe tutti a pensare e riflettere? (Be’ quasi tutti, pare).
    Se le “larghe intese” sono intese come le “larghe intese” del governo governante (si fa per dire), allora a me mancano le virgolette ma ad altri manca l’acquisizione dei cambiamenti avvenuti (alcuni drammatici, altri magari più positivi).

  2. arturo
    27 maggio 2013

    A quando un Suo articolo su nebbiolo prima 2013?

  3. Wojciech Bońkowski
    27 maggio 2013

    Bella la metafora dei soldati fantasma. Infatti il legno a La Morra va definitio nevrosi, che va oltre l’enologia e divento un argomento di psicopatologia.

  4. Giancarlob
    27 maggio 2013

    Sono d’ accordissimo con il suo approccio che è, molto più semplificato essendo un consumatore finale dai gusti evoluti e nulla più, anche il mio quando entro in un’ enoteca per acquistare del vino. Le chiedo però: ma come risponde il mercato a questi signori amanti della modernità ? Ricevessero dei feedback negativi (leggasi meno soldi) probabilmente comincerebbero a ripensare su quel che fanno …..

  5. Andrea Pagliantini
    27 maggio 2013

    A noi italiani ci frega la modestia che non abbiamo.
    Ci riesce sputtanare le eccellenze vengono da sole per via di un territorio vocato stando semplicemente attenti ai particolari e alle impercettibili sensazioni capiscono le persone hanno il polso della vigna e la modestia di starci e capire.
    Troppi Fonzie e scienziati peccano di egocentrismo gironzolano nel mondo del vino a fare danno.

  6. Il chiaro
    27 maggio 2013

    Che dire? Tristezza infinita! Tempo fa Voerzio mi disse: “per fare vino cattivo in Langa ci vuole molto impegno. È difficile farlo perchè basta eseguire le normali regole della vinificazione senza interventi particolari per ottenere cose superlative.”
    Quello che mi chiedo è: ma questi produttori non assaggiano mai i propri vini in comparata con aziende tipo Giacomo Cnterno, Schiavenza, Mascarello (giuseppe, che Bartolo non è più la stessa cosa da anni ormai), Cavallotto, Giovanni Canonica, Fenocchio…..?
    E se lo fanno davvero non sentono la differenza?
    Ziliani, ma anche Marcarini era off limits?

    • franco ziliani
      27 maggio 2013

      purtroppo anche il mio campione di La Serra di Marcarini non era proprio un vino che mi ha entusiasmato…

    • carlo
      28 maggio 2013

      infatto, questo e uno dei problemi in Langhe. Tanti produttori non bevono vino o solo per degustazione. Conosco produttori che non sentono quando il loro vino e rovinato del legno nuovo. Questo fenonomeno si vede anche nei ristoranti e bar, spesso ristoratori o sommelier non si fregano niento del patrimonio eccezionale che potrei essere il Barolo.

  7. luigi
    27 maggio 2013

    Mi chiedo come sono stati i vini Oddero.
    Mi sono sempre piaciuti ma ho sentito pareri discordanti sull’ultima annata.
    Qualcuno li ha provati quest’anno?

  8. Luca
    27 maggio 2013

    Franco …. Sei formidabile !
    È sempre un gran spasso leggere i tuoi articoli !
    Che dire degli esempi e delle foto , sorrido da solo .
    Per conto mio il 2009 è comunque un annata che marca molto , per sua natura stili diversi .
    Io ho trovato punte bellissime ed abissi profondi .

    • franco ziliani
      27 maggio 2013

      Grazie Luca, ed é sempre per me un’immensa consolazione trovare Barolo di La Morra che sono innanzitutto grandi Barolo come i vostri.
      Cari saluti da Varsavia

  9. Corrado
    28 maggio 2013

    Anche alla presentazione dell’annata 2009 di Serralunga ho trovati diversi Barolo non proprio ineccepibili ed a parte alcune luminose eccezioni penso che anche l’annata ci abbia messo del suo… ammetto di non essere un sommelier, ma da appassionato enofilo con una discreta esperienza molti vini non mi hanno soddisfatto.
    A proposito di Monforte d’Alba, una citazione per Silvano Bolmida, petit vigneron con idee molto chiare, l’esatto opposto delle “vinificazioni sveltina”.

  10. jacopo
    28 maggio 2013

    Recentemente ho bevuto un Barolo di Accomasso che avevo trovato molto serio, riservato e senza ammicchi, privo di qualsiasi piacioneria. Ha avuto modo di assaggiarlo? Anche il Barolo di Marengo mi era sembrato elegante ed equilibrato…
    La saluto cordialmente sperando in una sua risposta

    • franco ziliani
      28 maggio 2013

      tra i vini di La Morra che ho degustato non c’erano purtroppo i due ottimi Barolo che ha citato….

  11. gabriele succi
    4 giugno 2013

    Buona sera Franco, non sono qui a difendere le barriques e nemmeno a soffiare sul fuoco della disputa “legno grande” vs. “legno piccolo”; anzi sono il primo a dire che 90 volte su cento sia il Nebbiolo che il Sangiovese vengono meglio nella botte grande. Però, lei sicuramente conoscerà Flavio Roddolo; bene i suoi vini sono fatti tutti affinare in barrique…quei vini, non sono certo “Potenza, muscolarità, ampia struttura, colore concentrato, pienezza ed estrazione al gusto” per cui, io credo, che si tratti sempre e solo questione di “manico” e poco altro.
    Non credo che il produttore da me citato, solo per il fatto che usa legni piccoli, sia da annoverare fra i più esagerati modernisti.
    O no?

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