A Radici del Sud ospiti sorprendenti…

Trio-conospite

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Come ho già scritto, qui, da martedì sera sono in Salento per l’edizione 2013 della manifestazione Radici del Sud di cui, con Nicola Campanile e Luciano Pignataro (nella foto il terzo ed il primo da sinistra) sono co-organizzatore.
Tra i tanti e qualificati ospiti, tutti professionisti, tutti grandi esperti, tutte persone che conoscono bene il vino, ne scrivono, lo selezionano, lo importano, lo commercializzano in vari Paesi esteri, ce n’é uno, come ho già sottolineato, che potrà apparire sorprendente, visto che notoriamente tra di noi, negli ultimi vent’anni, non sono state rose e fiori, visto che spesso, quando era il potente direttore della guida Vini d’Italia e non un pinco qualsiasi, l’ho criticato (attaccato). Assegnandogli un soprannome, Robert Parker der Tufello, che ha avuto una larga diffusione. E che lui stesso ha trovato simpatico, anche se invece del quartiere romano del Tufello avrebbe preferito che lo definissi il Parker di un altro quartiere di Roma, l’Alberone.
Sto parlando, l’avrete capito, di Daniele Cernilli (il quarto da sinistra nella foto, io sono il secondo), alias Doctor Wine.
A me non interessa che qualche pirla (traduzione per i non lombardi: scemo o stupidotto) possa definire questo invito a Cernilli, deciso da me con la totale complicità di Nicola Campanile, quasi una prova di compromesso. O un’abiura delle mie vecchie battaglie, su Wine Report e poi su questo blog. Le mie idee restano le stesse. La differenza é che entrambi, Cernilli ed io, che ormai non siamo più di primo pelo, abbiamo capito che é più facile, ed interessante, dialogare tra vecchi cronisti del vino, gente che di vino scrive da giornalista, che con qualche neofita che si dà arie da padreterno.
E per questo lui ha accettato l’invito e in questi primi due giorni mi sta sorprendendo per una quasi imbarazzante cortesia (non dico simpatia, non é ancora scoppiato “l’amore” e dubito possa scoppiare) nei mie confronti e per un modo scoperto di cercare quello che ci lega, una certa idea del vino, piuttosto che quello, che resta ancora molto, che ci divide.
Io sono molto felice di questa sua disponibilità e di queste prove di dialogo in corso e di avere un grande degustatore, ché tale l’ho sempre considerato, anche quando l’attaccavo, come responsabile di guida soprattutto, in ogni momento. Con una conoscenza e un’esperienza dei grandi vini, soprattutto quelli francesi e del Nuovo Mondo, ben superiore alla mia.
Se oggi qualcuno se la prende e rosica e pensa a chissà quale inciucio per la sua presenza a Radici del Sud, beh, sono solo suoi problemi. E pensi pure quello che vuole e si rassegni ad un’evidenza: la presenza di Cernilli qui nella giuria internazionale, primus inter pares, é un riconoscimento della centralità di Radici del Sud nel discorso sui vini pugliesi e sui vini da vitigni autoctoni meridionali.
Tutto il resto sono parole vane, o come avrebbe detto il Califfo noia…

8 pensieri su “A Radici del Sud ospiti sorprendenti…

  1. Mi pare proprio di vedervi già preparare la conferenza “on Sangiovese” – ovviamente a Montalcino -, voi due dialoganti / duellanti, all’ultimo … Brunello, senza esclusione di colpi.
    E coglierebbe in pieno lo spirito a cui accenni in questo post. E’ (sarebbe) tempo che chi ha reali competenze, in ogni campo, le metta in campo; questo non vuole dire – in nessun caso – smentire le proprie opinioni.
    Avete la fortuna di lavorare in un settore che non delocalizza, che è ‘costretto’ a lavorare sempre meglio, anche per far sventolare la bandiera che si sta sfilacciando, ogni giorno di più. Il vino italiano è made in Italy; altri prodotti sempre meno.
    ps: posta un Carovigno to day, per favore.

    • ah che bella idea Silvana! Nella pausa pranzo la giro a Cernilli e vediamo cosa ne dice. Sarebbe divertente e credo utile una nuova edizione del dibattito sul Brunello, presente e futuro, con l’ex direttore del Gambero rosso e ora mr. Doctor wine e quel rompiballe del sottoscritto, incrociare dialetticamente le lame sui brunelleschi temi… 🙂

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