Ma è questo il modo di promuovere l’agroalimentare pugliese? Cronaca di una serata così così a Roma

MettiSeraPuglia

Da qualche tempo, come ho scritto, ho preso a collaborare, scherzosamente, ma sforzandoci entrambi di fare le cose sul serio, con una brava food blogger romana, animatrice del blog Solo per gusto.

Lei, la capitolina come mi piace chiamarla, pubblica le sue ricette, tutte messe alla prova e fotografate da lei, e io mi diverto ad abbinare ai suoi piatti qualche vino. Una collaborazione simpatica, tanto to have fun, come direbbero gli americani.

La scorsa settimana, ero in Puglia per Radici del Sud, mi è arrivata la seguente mail: “Caro Franco, ti giriamo un invito al quale teniamo molto. si tratta di una cena-evento molto bella, organizzata dalla regione Puglia, Andy Luotto tra i fornelli, tanti buoni vini in abbinamento… il tutto nella suggestiva cornice di Vinòforum a Roma. Riusciresti a partecipare o a mandarci qualcuno? Redazione Decanter Radio2 RAI Redazione Fuori di Gusto La7”.

Essendo in Puglia sino all’11 ho pensato che forse potevo inviare a questo evento pugliese la mia amica food blogger. Contattato chi mi aveva invitato e sentita lei abbiamo concordato che sarebbe stata lei a partecipare a questa serata. Con un preciso accordo: lei avrebbe scritto la sua cronaca, fotografato i piatti, parlato dello specifico food e io avrei abbinato, come d’abitudine, i vini.
Le cose però non sono andate come avevamo previsto, perché… Beh, lascio la parola a Vissia, questo il nome della food blogger, perché vi racconti, come ha fatto oggi sul suo blog in questo post super eloquente, come sono andate le cose e come i nostri progetti siano andati a carte e quarantotto.

Ma è questo il modo, mi verrebbe da chiedere all’Assessore alle Politiche Agricole delle Ragione Puglia, il cordiale Fabrizio Nardoni che è intervenuto domenica scorsa a Carovigno alla serata finale di Radici del Sud, di organizzare una promozione seria dei prodotti dell’agroalimentare pugliese non in un posto qualsiasi ma a Roma?

E perché mai era necessario coinvolgere la Redazione della trasmissione di Radio2 Decanter condotta dai due insopportabili prezzemolini (chiamati ovunque da aziende e consorzi, non si sa bene per quale oscuro motivo), nell’organizzazione di questo evento?

Lascio la parola alla mia amica food blogger capitolina

Caro Franco, ti scrivo per dirti che non credo che pubblicherò il post sulla cena pugliese cui sono andata come tua inviata. Purtroppo non sono riuscita a raccogliere le informazioni che cercavo. Va bene che sono romana, va bene che a noi ce piace de magnà e beve, ma sono pure una blogger e ho bisogno del racconto di ciò che sto mangiando, vado per il piacere di conoscere nuovi prodotti e nuove realtà.
Quello che più mi picca è che ieri sera c’era tutto questo ma non sono riuscita a venirci a contatto come volevo. Mi sono ritrovata in uno stand illuminato con le luci rosse e blu, che magari fanno tanto lounge bar ma che è noto ai più, non aiutano con le foto, per niente proprio.  E allora ho rinunciato a fare fotografie.

Poi  siccome sono una ottimista, sono andata al buffet, ma c’era la fila e che fila, e così bisognava veloci prendere il piatto di carta e procedere senza troppe domande a chiedere ciò che si voleva, per non spazientire camerieri e chi ti seguiva premendoti anche un po’, che lo spazio era poco. Ho chiesto chi aveva cucinato e la provenienza dei prodotti e mi è stato detto, viene tutto da due agriturismi pugliesi. Ah una cosa la so, uno dei due era una masseria didattica, lo so perché c’era una bandierina in un paniere ai lati del buffet.

A un certo punto mi sono ritrovata in piedi con piattino di carta tovagliolo e bicchiere a dover tagliare una fettina di cinghiale, fortunatamente ho incontrato un wine blog di mia conoscenza  e con le mie stesse difficoltà, che però aveva un amico in un altro stand e siamo andati a mangiare lì con il piattino in mano. Era tutto ottimo. E ho “rosicato”  ancora di più a non sapere il nome delle preparazione, chi lo aveva cucinato e via discorrendo, tutte le cosine che come ben sai a noi blogger ci piace sapere e raccontare.

Poi sono tornata allo stand, per bere. La gestione contemporanea del piattino, forchetta e coltellino di plastica, cinghiale, trippa e focaccia non mi aveva permesso di prendere pure il bicchiere.  La  degustazione del vino è stata necessariamente asincrona. Tutti vini rosati, alcuni notevoli. Rosè anche le bollicine di Negroamaro, che non avevo mai apprezzato. Difficile capire se effettivamente c’era un abbinamento tra le bottiglie e le delizie del buffet.
Decisamente da urlo le ciliegie, le migliori mangiate in questa stagione un po’ così  così per la frutta che vuole il sole. Però non c’era un cestino, per i noccioli o altro. Dovevi aspettare che qualcuno poggiasse un piatto usato nei piccoli spazietti del buffet e liberarti dei noccioli prima che i camerieri acrobati passassero a recuperarli. Onore al merito, si vedeva che erano stressatissimi ma gestivano la situazione al meglio che poteva essere gestita.

Nessuna voglia di essere polemica, volevo solo però spiegarti per quale motivo non posso scrivere quel post di cui avevamo parlato. Sarebbe stato carino l’articolo a quattro mani, con me che avevo provato i piatti e te che discutevi dei vini,  ma per stavolta passo che non saprei proprio da dove iniziare.

16 pensieri su “Ma è questo il modo di promuovere l’agroalimentare pugliese? Cronaca di una serata così così a Roma

  1. Viene in mente la storiella del “paradiso all’italiana”, dove una volta manca una cosa, un’altra volta ne manca un’altra…
    Che peccato che un paese che una volta era povero ma bello – e “buono” – stia compiendo questa nemesi in cui si ritrova impoverito e più disorganizzato, incapace – una volta perché mancano le risorse, un’altra volta perché manca la capacità organizzativa – di farsi conoscere con semplicità e buon gusto, come meriterebbe.
    Sere fa, ho visto presentare Montalcino, il suo vino e le sue bellezze in modo davvero esemplare. Con semplicità e buon gusto. Peccato che chi lo ha fatto così sapintemente, cogliendo lo spirito dei luoghi, non fosse né toscano né italiano….Se ci affidassimo definitivamente ad altri?

  2. Il suggerimento riecheggia quello di Indro Montanelli di almeno trentanni fa.
    Aveva proposto, seriamente e non per paradosso, di dare la gestione di Venezia all’Unesco.
    Non sarà che dobbiamo davvero pensarci?

    • Speriamo davvero di no, Bonfio, perché sarebbero fior di posti di lavoro, da sottrarre alle logiche della politica lottizzante pure le braghe di tela in cui ci sta facendo rimanere.
      Si tratt(erebbe) di formare competenze. E prima ancora di educare al gusto, al buon gusto a cui una volta erano sensibili anche le famiglie e le persone ‘semplici’. Semplici, ma non stupide.

  3. Avendo presenziato alla serata in oggetto, seppur da “profano” del settore, ho provato, nei commenti al post della sua amica foodblogger, a smentire quella cronaca così parziale. Immagino leggerà quei commenti, se non altro per avere un diverso punto di vista; sempre ammesso che la cosa possa interessarla.
    Detto e scritto questo, mi chiedo e le chiedo: perché accettare l’invito di gente che evidentemente non stima (dal suo definirli “due insopportabili prezzemolini, chiamati ovunque da aziende e consorzi, non si sa bene per quale oscuro motivo” trasuda invidia, se lo faccia dire), per poi girarlo ad una sua amica con cui collabora “tanto to have fun” (la sto citando); peraltro una foodblogger, quindi forse poco adatta a commentare una serata che era più “istituzionale” che legata al “food” in senso stretto? Forse è stato sbagliato invitarla, nel senso che una serata simile era poco adatta a recensioni di foodblogger, tanto quanto può essere indelicato pubblicare il testo di una mail che le è stata inviata. Cordialità.

    • avevo già letto i suoi “commenti”, se così vogliamo definirli, sul blog Solo per gusto. Mi chiedo perché tanto suo impegno nel difendere una serata che la food blogger ha raccontato in maniera tutt’altro che parziale, ma oggettiva. Lei é in grado di smentire quello che Vissia, che ha partecipato alla serata unicamente allo scopo di poter documentare e raccontare, com’é suo stile, ha raccontato?
      Mi risulta che erano presenti anche altri food e wine blogger e che si sono trovati nelle identiche condizioni.
      Quanto al testo della mail che ho pubblicato, nulla di indelicato egregio signore, perché non ho rivelato alcun segreto e ho riportato esclusivamente il testo dell’invito che era stato inviato a me.
      Le lezioncine di bon ton e altro, anche relative alla citazione di Montanelli fatta da un commentatore, le vada a fare altrove

      • E a me risulta il contrario, invece. Nessuna lezioncina, né di bon ton né di italiano: per chi usa espressioni come “tanto to have fun” e va ad eventi cui è stato invitato da gente che gli sta antipatica per poi criticarla, ci vorrebbe ben altro che qualche lezioncina. Detto questo. Se questo è il suo modo di dialogare e interagire con chi non la pensa come lei, allora forse farebbe meglio a chiudere i commenti e a prodursi in efficaci (per lei) soliloqui. Quanto le dovevo.

        • Rocco, si é nuovamente esibito nell’esercizio, in cui eccelle, del parlare a vanvera.
          Non sono andato ad alcun evento organizzato da persone che mi stanno antipatiche (in verità l’organizzatore era la Regione Puglia, che antipatica non mi sta affatto e i due prezzemolini sono citati nell’invito con la formula “in collaborazione con”) ma ho inviato, di comune accordo con chi mi aveva invitato, una food blogger di assoluta fiducia e serietà che vive a Roma. Se le cose fossero andate diversamente Vissia ne avrebbe scritto positivamente e ora lei non sarebbe qui a tediare me ed il prossimo.
          Quanto al blog, se non le garba si rivolga altrove. Ma lei é qui, nascondendosi dietro ad nome posticcio, solo per difendere qualcosa che non é andato bene, non certo per “dialogare e interagire”. Quelli come lei sono riconoscibili lontano un miglio.

          • Guardi, ci rinuncio. Lasci perdere. E no, non riconosce proprio nulla. Anche perché avevo un blog anche io e so bene come ci si “comporta” in rete. Solo che questo scambio è diventato per lo meno stucchevole. Quanto le dovevo.
            PS: e i due prezzemolini sono definiti da lei insopportabili, a meno che io non sappia leggere. Ma lasci perdere.

          • dice che aveva un blog. Forse ora non l’ha più perché non solo dimostra di non saper leggere e non capisce proprio – o fa il finto tonto – quello che ho scritto chiaramente, ma forse non sapeva nemmeno scrivere. E non sapeva cosa dire. E non la filava nessuno…

  4. PS: c’è gente che cita Montanelli nei commenti a un post in cui viene usata l’espressione “tanto to have fun” e a me viene il male di vivere proprio.

  5. “Poi sono tornata allo stand, per bere. La gestione contemporanea del piattino, forchetta e coltellino di plastica, cinghiale, trippa e focaccia non mi aveva permesso di prendere pure il bicchiere. La degustazione del vino è stata necessariamente asincrona. Tutti vini rosati, alcuni notevoli. Rosè anche le bollicine di Negroamaro, che non avevo mai apprezzato. Difficile capire se effettivamente c’era un abbinamento tra le bottiglie e le delizie del buffet.
    Decisamente da urlo le ciliegie, le migliori mangiate in questa stagione un po’ così così per la frutta che vuole il sole. Però non c’era un cestino, per i noccioli o altro. Dovevi aspettare che qualcuno poggiasse un piatto usato nei piccoli spazietti del buffet e liberarti dei noccioli prima che i camerieri acrobati passassero a recuperarli. Onore al merito, si vedeva che erano stressatissimi ma gestivano la situazione al meglio che poteva essere gestita. – See more at: http://www.vinoalvino.org/blog/2013/06/ma-e-questo-il-modo-di-promuovere-lagroalimentare-pugliese-cronaca-di-una-serata-cosi-cosi-a-roma.html#comments

    Mio commento : mah……….non ho partecipato quindi dovre stare zitto, ma isolando quanto sopra mi viene da pensare che se uno, blogger, Ziliani o Montanelli, va ad una presentazione di rosati pugliesi e poi mi racconta degli equilibrismi che ha dovuto fare per mangiare o per deporre i noccioli di ciliegia, mah… forse era meglio tenere le cose separate, concentrarsi su i vini prima, sul mangiare poi o in ordine inverso, tenendo comunque le due cose ben distinte. Facendo cosí onore sia ai produttori di vino che alle eccellenze gastronomiche. Io, perlomeno, avrei fatto cosí.

    • Ma se Lei legge attentamente, e proprio quello che ha fatto la blogger….
      “La degustazione del vino è stata necessariamente asincrona”

  6. Quando il vino e la politica hanno un rapporto simbiotico, i danni e le figuracce sono visibili in modo plateale. Quanti politici, quanti negli ultimi anni hanno parlato di territorio e di valorizzazione delle peculiarità sia in enologia che nel comparto agroalimentare; avremmo meritato di meglio
    Il successo di un territorio, penso, sia imprescindibile da chi lo “trasmette” e da come. La manifestazione vinòforum e altre (soprattutto in contemporanea del Vinitaly) legate alla Puglia. Ma per cortesia…
    unioni e commistioni.
    Franco non mollare.

    senza ridurlo a sagra.

  7. correzione:….la manifestazione vinòforum e altre( soprattutto quella in contemporanea al Vinitaly)legate alla Puglia sono poca cosa, stucchevoli, autocelebrative. Ma per cortesia…unioni e commistioni….

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