Il vino italiano protagonista a Londra: Franciacorta tasting e Definitive Italian wine tasting

Franciacorta-world

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Protagonisti i nostri vini italiani a due eventi molto importanti che hanno chiuso le degustazioni per il periodo estivo, dando un po’ di tregua agli appassionati che ricominceranno a prendere parte agli eventi a Settembre, dopo qualche bagno nelle acque del Mediterraneo. Il 4 Luglio si è tenuto all’Ambasciata Italiana il primo evento sul e sulla Franciacorta, dal titolo: ‘Debate on the future potential of Franciacorta in the UK Market’ e ha visto l’intervento di Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio Franciacorta; Jane Parkinson, wine writer di The Wine Gang; Simon Cassina Sommelier di D&D gruppo; William Baber di The Tasting Rooms, distributore indipendente con sede a Bath.

L’evento si è aperto con l’introduzione di Zanella sul mercato del Franciacorta in Italia e nel mondo, ponendo l’accento sullo status di Docg, e ha concluso coi seguenti dati: nel 2012 sono stati venduti 14 milioni di bottiglie, con un 25% di crescita rispetto al 2011. 13 milioni sono stati venduti in Italia mentre solo l’8% delle vendite si è registrato all’estero. Il paese che importa la maggiore quantità è il Giappone, seguito da Germania, Svizzera e USA. Sembra che il 2013 si sia aperto all’insegna di un vasto programma di comunicazione all’estero sul Franciacorta, in tutte le sue sfumature, sebbene la porta più difficile da aprire rimanga l’Inghilterra.

E per ovvi motivi: la “dittatura” imposta dallo Champagne, la concorrenza economica proposta dagli spumanti metodo tradizionale di Australia, Nuova Zelanda e da poco Tasmania, e il nazionalismo rappresentato dagli sparkling made in the UK..

Si è parlato di varie strategie d’attacco, partendo sempre dal concetto che il Franciacorta si posiziona ai piani alti delle vendite e quindi vari fattori: la necessità di fare marketing mirato a certe categorie di consumatori; la possibilità di usare il cibo come mezzo per introdurre queste bollicine italiane nei vari ristoranti (fra l’altro considerando che la ristorazione giapponese è il canale dove il Franciacorta ha trovato il suo sbocco principale, secondo i dati del Consorzio); campagne di educazione, sensibilizzazione e ‘brand awareness‘.

Certo in UK non è un percorso facile perché’ il consumatore medio non conosce tale prodotto. Sebbene si tratti di un prodotto di nicchia e valido, il prezzo purtroppo non aiuta. Su questo mi trovo d’accordo con l’intervento di Simon Cassina in quanto penso che la concorrenza sia spietata in UK e il cosiddetto ‘price point’ diventa un ostacolo, non indifferente alla vendita.
Sebbene il dibattito abbia puntato molto sulla necessità di diffondere l’immagine del Franciacorta senza voler competere con Prosecco e Champagne, io credo invece che il Prosecco, ormai conosciuto in UK, potrebbe dare un aiutino al Franciacorta, ponendosi come un sostituto, sulle wine list dei ristoranti, sia dal punto di vista della produzione che del prezzo.
Dal momento che esso è conosciuto fare leva sulle differenze potrebbe rappresentare un modo per spingere la nascente reputazione del Franciacorta, soprattutto se si ha di fronte un consumatore aperto alle novità e benestante. Una collaborazione tra i consorzi potrebbe diventare un’arma, ma insegnare ai produttori italiani e soprattutto ai nostri Consorzi a collaborare e lavorare insieme sarebbe come chiedere ai talebani di fare pace con gli Americani, e scusate il paragone!

Il dibattito è stato molto illuminante, soprattutto per il Consorzio e i produttori del Franciacorta che hanno così avuto modo di capire le problematiche che si oppongono alla diffusione del loro prodotto e penso si siano resi conto di quanto il consumatore inglese sia acculturato sul vino italiano. Di seguito la degustazione di metodo classico di 19  case, tutte rappresentate già in UK: un modo suppongo per cementare le vendite del prodotto già presente sul mercato, sebbene non mi sarebbe dispiaciuta la presenza di un paio di aziende in cerca di distribuzione, per rendere più entusiasmante l’assaggio per chi ricerca nuove aziende, da considerare nel proprio portfolio, in un momento in cui per i produttori italiani vendere all’estero certo non sarebbe una cattiva opzione.

Spero che questo evento non sia fine e se stesso ma che sia l’inizio di una serie di manifestazioni con protagonista il Franciacorta, magari in un location meno raffinata e più business driven, in quanto, come tutti noi sappiamo, purtroppo ‘una rondine non fa primavera..’

Il secondo evento si e’ tenuto il 25 Giugno scorso. Ottima la partecipazione registrata alla 15esima edizione del Definitive Italian Wine Tasting, organizzato da Hunt & Coad al Lord’s Cricket Ground di Londra. La manifestazione ha visto la partecipazione di agenti e distributori operanti sul mercato UK. Le aziende storiche di importazione di vino italiano si sono assicurati, come ogni anno, dei tavoli per poter far degustare le nuove annate dei vini o i vini di nuova introduzione nelle loro liste.

Presenti le aziende più influenti e alcuni Consorzi che hanno attirato un grande numero di visitatori. E’ importante notare quanto i buyers inglesi considerino l’evento come di focale interesse se il loro numero cresce a dismisura, di anno in anno. Un altro punto da notare e’ che molte aziende quest’anno non presenti per la prima volta alla London Wine Fair hanno comunque partecipato alla fiera annuale più importante del vino italiano a Londra. Sicuramente un elemento da non trascurare e’ il fatto che l’organizzatrice sia una delle più famose Master of Wine inglesi, la signora Jane Hunt grande conoscitrice del vino italiano e questo rende l’evento un ‘must’ per tutti gli altri membri dell’elitario Istituto, buyers di aziende essi stessi.

Quest’anno dunque vi è stata la presenza degli habitué ma anche di nuovi buyers, sommeliers e consulenti del vino. Qui di sotto vengono riportati i numeri dei partecipanti all’evento partendo dal 1999, primo anno di realizzazione, al 2013, appena conclusosi:

Partecipazione dal 1999 al 2013

Partecipazione Totale 2013 500
2012 428
2011 530
2010 471
2009 482
2008 481
2007 499
2006 404
2005 390
2004 (con 24 ore di sciopero di Metro) 321
2003 408
2002 396
2001 311
2000 282
1999 236

Ciò che conta, oltre al numero totale dei partecipanti, sempre in crescita nonostante si parli di recessione economica e di cali delle vendite del vino, è la suddivisione di questi per categoria di appartenenza, di cui trovate sotto il grafico con relativa percentuale:

Partecipazione DIT 2013 per Categoria

DIT2013-Breakdown

Anche quest’anno l’organizzazione è stata impeccabile e sebbene a metà mattinata sembrava che ci fosse poco pubblico, improvvisamente la sala si è riempita e le visite agli stand sono diventate incalzanti, ribadendo ancora una volta il successo di questa manifestazione unica. Il fatto che da due anni a questa parte poi l’orario di chiusura sia stato esteso fino alle 19.00 ha fatto in modo che molti sommeliers abbiano potuto essere presenti, prima o dopo il loro turno di lavoro.

Per chi ha poco tempo a disposizione, il tavolo dei vini autoctoni dove si può assaggiare in modalità ‘fai da te’ è una buona alternativa per avere una visione globale e veloce di ciò che l’Italia può offrire. In autunno si saprà già la data per il 2014 e le aziende potranno così già inserire l’evento nel loro piano annuale di degustazioni imperdibili. I prossimi eventi di vino inizieranno nuovamente ai primi di Settembre, sperando nel beneplacito del tempo che al momento ci sta regalando delle giornate di caldo piacevolissimo.

Giuseppina Andreacchio

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