Soave Classico Grisela 2011 Cantina Tessari

GriselaTessari

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Ne sono persuaso da una vita: nonostante sia una delle denominazioni italiane più popolari e dai numeri decisamente importanti (2400 ettari per quasi 60 milioni di bottiglie distribuite nelle diverse tipologie) la Doc e Docg Soave è in grado di offrire al consumatore, italiano e internazionale, appassionato di vini bianchi fior di sorprese.

Lo so bene che in questo grande contenitore (il Soave rappresenta la fetta più consistente delle produzioni a denominazione di origine controllata della provincia di Verona (il 40% circa) nella quale sono concentrati il 10% dei DOC italiani e il 50% di quelli veneti), che comprende zone di pianura e collinari ad evidente diversa vocazione qualitativa, sono compresi anche vini senza particolari pregi se non quelli di costare poco e di farsi bere. E sono consapevole che buona parte di questa denominazione è appannaggio di grandi imbottigliatori e di cantine sociali (ognuna delle quali propone diverse selezioni, alcune di più che interessante livello.

Ciononostante, in virtù di un territorio spettacolare dal punto di vista paesaggistico e della posizione e giacitura dei vigneti, con un articolato panorama di vigneti e cru messo a punto anche grazie all’attivo ed efficace Consorzio di tutela, e di una conformazione geologica speciale, che vede terreni di origine vulcanica e basaltici, altri argillosi e altri di natura calcarea, talvolta con una interazione – compresenza dello stesso tipo di terreno, il Soave, soprattutto il Soave classico, ovvero l’area storica che comprende i comuni di Monteforte d’Alpone e Soave e comprende una superficie vitata di 1.700 ettari, vanta autentici gioielli.

E vede una perfetta, splendente interazione tra un vitigno duttile e identitario come la Garganega, che in molti casi viene utilizzata in purezza e dev’essere presente per almeno il 70%, e la zona di origine, tanto da facilitare la nascita di veri e propri vini di terroir.

Questa lunga introduzione e questo doveroso, e sincero, omaggio alle terre di Soave, prima di presentarvi un’azienda e un vino che ritengo illustrino al meglio tutte le potenzialità e le caratteristiche di questa zona. Un’azienda, la Cantina Tessari della famiglia Tessari (cognome molto diffuso nell’area e che fa riferimento a più di un produttore), distribuita in Italia da un selezionatore attento e autentico esperto di vini come Pietro Pellegrini, che dai 6000 metri scarsi, due campi veronesi proprietà del fondatore Antonio Tessari, è riuscita a controllare dodici ettari tutti nella zona classica. Questo grazie ad una lungimirante politica di piccoli passi di progressivi acquisti di appezzamenti situati nelle vocatissime zone del “Magnavacche”, “Costalta” e “Castellaro”, dislocate su un’altitudine media che va dai 150 ai 200 metri di altezza in media fascia collinare su terreni freschi e asciutti di origine vulcanica, ricchi di rocce basaltiche ed argille che garantisce la sanità dei vigneti e delle uve e l’esaltazione della mineralità e dell’aroma floreale che sono caratteristiche proprie dell’uva Garganega.

Due i Soave, di assoluto livello, prodotti, entrambi esaltazione di quest’uva. Il Soave Classico Le Bine Longhe di Costalta, da vigneti di quarant’anni su terreni basaltici scuri, di cui vi parlerò presto, ed il Soave Classico Grisela, da vigneti di età media di 35 anni tutti in territorio di Monteforte d’Alpone posti su terreni di origine vulcanica e argillosa. Un vino, questo, vinificato esclusivamente in acciaio, disponibile in circa ventimila esemplari, contro i poco più che seimila dell’altro cru, il cui recente assaggio di un campione dell’ottima annata 2011 mi ha veramente entusiasmato per la perfetta forma del vino e per la sintesi mirabile tra piacevolezza, uno degli elementi distintivi di ogni Soave degno di questo nome e complessità, nonché per la capacità di fotografare e restituire fedelmente le caratteristiche del vitigno e della zona.

Splendido il colore innanzitutto, un paglierino oro brillante vivo, e naso fresco, elegante, salato, molto fragrante, con sfumature di anice, fiori d’arancio, miele d’acacia, frutta bianca (pesca bianca e mela), di grande freschezza, intensità e precisione ed una vena minerale, netta la pietra focaia, di assoluto nitore.

Attacco in bocca che conferma, riprende e amplifica le note sapide e minerali, ben secco, deciso, incisivo, con preciso nerbo acido, scatto, incisività, che si impadronisce del palato, con grande equilibrio, mantenendolo fresco ed in continua tensione, con grande energia e dinamismo, bella persistenza che chiude su una classica nota di mandorla fresca.

Un vino veramente riuscito, goloso, di grande finezza, che potrete servire come aperitivo e abbinare a tutti i piatti leggeri e gustosi, soprattutto a base di pesce, frittate, antipasti freddi, di questa vostra calda estate. Prosit!

Azienda Agricola T.E.S.S.A.R.I Via Fontana Nuova, 86 37032 Brognoligo di Monteforte d’Alpone  Verona sito Internet www.cantinatessari.com

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Un pensiero su “Soave Classico Grisela 2011 Cantina Tessari

  1. Hai ragione, Franco, bel Soave, del resto la conca di Brognoligo, è a mio parere, uno dei luoghi più vocati per la garganega.
    Una precisazione per il refuso in testa all’articolo: 2.500 sono i produttori, chè gli ettari ormai arrivano a 6.500 circa e i 1.700 ettari del Soave Classico sono pochi,rispetto al gran numero dei restanti del Soave doc.

    caro saluto e un brindisi!
    MG

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