Il caso Bressan: il boicottaggio dei suoi vini é la risposta più stupida

Bressan

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Avevo deciso di non scrivere una riga del “caso Bressan”, sorto a causa di improvvide dichiarazioni (se non le conoscete potete informarvi attraverso i due articoli più onesti e circostanziati scritti su questa vicenda, questo e quest’altro) dal sen fuggite di Fulvio Bressan, il temperamentoso, polemico, scatenato irascibile bastian contrario vignaiolo di Farra d’Isonzo.

In attesa di lasciar parlare esclusivamente i vini, perché credo che per quanto Fulvio abbia “sbroccato” e sbagliato, anche se esasperato da uno stato di cose che solo i miopi, gli ipocriti ed i politicamente corretti ad oltranza possono fare finta di non vedere, sia giusto andare oltre a lasciare che sia il suo lavoro serio e coscienzioso in vigna e cantina a parlare e che di lui vengano giudicate le opere, i vini, e non qualche uscita che avrebbe potuto benissimo evitare, mi ero limitato ad intervenire su qualche blog, italiano ed estero, e su Twitter, per invitare tutti a darsi una calmata e porre fine ad una vera e propria opera di linciaggio nei confronti di Fulvio che trovavo francamente esagerata.

In questo strano Paese che è diventato l’Italia si perdonano ladri e assassini, gente che guida senza patente in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti e ammazza cittadini inermi, stupratori e criminali di ogni tipo e non si ha la forza di concedere al vignaiolo Bressan un briciolo di perdono e la possibilità di riscattarsi?

Non volevo dire niente, lo ripeto, ma quando oggi ho letto, da un suo tweet postato nel suo account di Twitter, che Mrs. Monica Larner, la novella Italian Reviewer for The Wine Advocate, ha dichiarato testualmente che “In light of the unacceptable comments recently made by Fulvio Bressan, I will not taste his wines in my upcoming Friuli report”, ovvero che a causa delle “sparate” di Bressan non inserirà i suoi vini nel suo resoconto di assaggio di vini del Friuli Venezia Giulia per la rivista creata da Robert Parker, allora mi sono girate le scatole e mi sono incavolato.

Di getto ho risposto alla collega, che notoriamente, come si può leggere qui e qui, non stimo molto, con un mio tweet scritto nel mio inglese un po’ zoppicante, dicendole “congratulation for your Pharisee politically correct choice! Remember that you taste wines not the ideas of the producers”.

Decidere di non assaggiare  i vini di Bressan, o di non scriverne dopo averli assaggiati è un gesto, da parte di un professionista la cui attività consiste nel degustare i vini e nel raccontarli ai lettori, non solo ingiustificato, ma sciocco, perché noi degustiamo e raccontiamo i vini e non entriamo nel merito delle opinioni politiche, delle prese di posizioni personali, di chi li produce.

buonacondotta

E se davvero la linea della Larner dovesse passare e fare testo, se per scrivere di un vino dovessimo disporre di una sorta di “certificato di buona condotta”, un attestato di moralità da parte dei produttori, mi chiedo di quanti produttori potremmo allora alla fine scrivere.
E quanti invece, che magari non pagano le tasse, non versano i contributi ai dipendenti o ai collaboratori, pagano in ritardo le provvigioni ai rappresentanti, utilizzano una Doc o una Docg che prevede l’uso, tramite il disciplinare di produzione, di determinate uve e poi invece ne utilizzano altre non consentite, e hanno idee politiche, non dichiarate, discutibili, verrebbero in tal modo ad essere esclusi.

Il consumatore non vuole altro che vini buoni, espressivi, rappresentativi dei territori di produzione, autentici, che si bevano bene e non facciano male e abbiano un prezzo corretto. Non chiede certo a chi li produce di essere degli angioletti, delle persone impegnate nel sociale o degli aspiranti premi Nobel. Dimenticarlo, e dare addosso a Bressan in questa occasione, è puro atto di ipocrisia.

Ha detto bene un commentatore intervenendo sul blog Percorsi di vino di Andrea Petrini: “Questo non è altro che l’ennesimo tentativo di tagliare fuori dal mercato chi fa il vino seriamente e senza padrini; emarginare chi si preoccupa della qualità e non dei volumi di produzione e di cosa scrivono le guide”.

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129 pensieri su “Il caso Bressan: il boicottaggio dei suoi vini é la risposta più stupida

  1. So by this logic, people should just “get over” their objection to the Hitler wine, too, and just drink it for its merits rather than the ideology it seems to represent?

    People make purchase decisions all the time based on their ideology — choosing to support products made in their own country, or by organizations that support their religion. To suggest that the decision not to buy Bressan’s wines, or decline to indirectly support him through promotion of his wines through writing, is “stupid” means that you’re condemning the beliefs of those who are making such decisions.

    I don’t think anyone should be called stupid for being offended by racist comments, nor for making a decision to change their purchasing or writing behavior as a result of that offense.

    • For me decide not to write about Bressan wines because Fulvio is a “bad boy” is a stupid and no serious professional choice, Alder, sorry

      • I don’t agree with you Mr. Ziliani.
        You don’t like the word “boycott”, I agree.
        Let’s say: since one week ago I don’t like no more Bressan’s wines.Taste bad.
        That’s all. It’ easy

  2. Franco, che dire? Ti appoggio su tutta la linea. Proprio oggi mi sono recato in cantina da Fulvio e dalla sua bella famiglia. Non ho visto il mostro così suggestivamente dipinto dalla fatwa eno-anglo-fighetta.
    A parte queste considerazioni puramente umane, la censura antropologica su un vino (specie se di questo livello) è qualcosa che sarebbe ridicolo se in realtà non fosse sottilmente inquietante, e rivelatore di una mentalità che non mi piace per niente.

  3. Qualche anno addietro il vino francese aveva qui in Scandinavia ed il Olanda quote di mercato che andavano dal 62 al 71 percento. Poi un bel giorno i francesi ripresero ad effettuare esperimenti nucleari in Polinesia e i consumatori – senza essere istigati da nessuno – iniziarono a boicottare il vino francese e tutto il settore gastronomico dei nostri bravi cugini. Nel corso di quel boicottaggio che durò diversi mesi, una larga fascia di consumatori scoprì come alternativa i vini di altri paesi. Da quel giorno il vino francese iniziò una marcia del gambero che oggi lo vede attestato sul 15% del mercato.

    Questo per dire che oggi il consumatore vota con il portafoglio, ma anche per dire che ogni paese ha un sui approccio proprio e diverso riguardo la questione del razzismo. Nei paesi anglosassoni ex-colonialisti la cosa é molto sentita tanto da generare la necessità di espressioni politicamente corrette. In Scandinavia, dove pure ci sono tendenze xenofobe e problemi connessi con l’immigrazione, non solo e´reato penale il farsi attori di comportamenti e ed espressioni razzisti, ma é proprio una di quelle cose che “non si fanno” e basta. Una forma di rispetto che viene insegnata fin dall’asilo e rimane nella colonna vertebrale del cittadino medio.

    Ovviamente il boicottaggio é cosa di per sé epidermica e cieca e – nel caso della Francia – colpí anche molti piccoli produttori di qualità che magari erano essi stessi contrari agli esperimenti nucleari.

    Non conosco i vini di Bressan ma hanno, specie in Svezia, un grosso seguito e sono oggetto di grande apprezzamento. Non so immaginare quanto le espressioni razziste avranno influenza sul suo fatturato, ma come dicevo sopra, certi atteggiamenti sono malvisti e quasi automaticamente censurati. Spero per il produttore, ma ancora di più per i suoi dipendenti e fornitori, che il sicuro danno che andrá a subire, sia di proporzioni contenute.

    Ho letto sia la malaugurata “tirata” di Bressan, sia la sua successiva chiarifica e spiegazione. Mi ha colpito, nella seconda, una frase che mi fa
    pensare che il razzismo del produttore vada ben al di lá degli insulti inaccettabili alla Kyenge. Bressan scrive “….se una viene qua….”

    Beh, a me sembra di ricordare che per essere eletti o ricoprire cariche pubbliche bisogna essere cittadini della Repubblica Italiana. Cecilie Kyenge é italiana, si é sudata la sua brava laurea italiana e lo Stato le ha affidato, ben prima della carica di ministro, il delicato compito di medico e chirurgo.

    Forse Bressan dovrebbe prendere in considerazione che Il razzismo é una palla al piede, una tassa in più, che eccita la guerra tra poveri e frena lo sviluppo economico, oltre che sociale del paese.

    Solo teoria e belle parole ? mah,inviterei Bressan e chi come lui a studiare un po’ la storia socioeconomica del Sudafrica, prima e dopo l’apartheid ?

    • L’esempio purtroppo è il meno appropriato, poiché il Sudafrica da allora ha perso, mi pare, 29 posizioni di sviluppo. Ed è diventato, oltretutto, uno dei Paesi più pericolosi del mondo.

      • Sul Sudafrica pre e post apartheid, mi permetto di dissentire, specie per quanto riguarda il ramo vino e turismo enogastronomico. Basta richiedere i dati alla WOSA.CO.ZA

  4. Davvero, io non riesco a capire come possiate giustificare questo linguaggio come fosse una bravata. Visto che lo conoscete cosi’ bene, provate a chiedergli cosa penserebbe e come si sentirebbe se in giro si parlasse di sporchi friulani, di razza inferiore? Tutti rubasoldi e rubagalline ecc. ecc.
    No signori, i vostri tentativi,troppo a caldo, sono incomprensibili. Posso capire l’irritazone, per l’ipocrisia di chi fa finta di non vedere i problemi di questo Paese,l’indignazione per tante cose che comunque accadono ogni giorno. Ma non si puo’ scaricare sugli immigrati il peso della malapolitica e della corruzione, tutte italiane, malgoverno tutto Made in Italy.
    Questo linguaggio non deve essere assolutamente la normalita’, non puo’ e non deve arrivare sulle bocche dei nostri figli e cosi’ via di generazione in generazione. Deve sparire, severamente punito penalmente cosi come accade in altre nazioni. Si ,chiamare una persona scimmia nera e mantenuta, e’ un reato.Aprite bene le orecchie leghisti e non.
    E non mandatemi piu’ email, voi di vino al vino,non sono piu’ interessato, sono un’intollerante antirazzista e i suoi vini BOICOTTATI per sempre.

    • innanzitutto, egregio signore, lei dovrebbe imparare l’educazione, visto che sul blog di Jeremy Parzen – http://dobianchi.com/2013/08/26/bressan-racist-facebook/#comments – lei mi ha mandato aff…
      In secondo luogo, se riesce a strapparsi dal suo oltranzismo esagitato, provi a rileggere quello che ho scritto e potrà facilmente capire, se ci riesce, che non ho certo giustificato le parole dell’amico Bressan o forme di razzismo (posso dire che a me la ministra Kyenge é antipatica e non condivido affatto le sue posizioni, spesso fuori luogo senza passare anch’io per fascista-nazista-razzista?) ma ho condannato il linciaggio cui é stato sottoposto e la scelta di qualcuno di invitare a boicottare i suoi vini o di non scriverne più.
      Poi é venuto lei su questo blog, liberamente, nessuno l’ha cercata o inviato mail, quindi come ci é venuto se ne può tranquillamente andare via. Non sentirò la mancanza di persone come lei.
      Torni pure al blog su cui si é espresso diffusamente e dove troverà altri personaggi come lei con i quali confrontarsi alla pari, in piena sintonia di vedute…

      • Ma infatti viene il sospetto che questo anonimo, che anche in altri luoghi virtuali ha distillato del moralismo survoltato, abbia quasi un fatto personale nei confronti di Fulvio.

      • Non ho capito bene, io le ho dato del vaffa, e lei si sente offeso.Io sono un gran maleducato e quel poverino va difeso Questo signore si e’ permesso di insultare pubblicamente,a ministra e milioni di persone della stessa razza e colore , e voi dite che ne faccio un fatto personale? Fa di unerba un fascio come tutti i suoi pari ed io sarei l’oltranzista?
        Tra l’altro se voi volete Bressan sia giudicato solo per quello che fa (parere tutto vostro), mi spiegate per quale motivo lui non da la stessa possibilita’ alla Kyenge e tutti i “neri” sui colleghi come li chiama. Perche’ giudica già negativamente un ministro che e’ all’opera da pochi mesi, lavora per l’integrazione, e non puo certo ributtare a mare gli immigrati, come borghezio ,calderoli,bossi (piccoli uomini) e compagnia suggeriscono, per ridurre i costi della politica.
        Ma voi siete davvero col prosciutto sugli occhi e sul naso?
        Io, ho si riletto, quello sia lei ed altri affermano.E non ne faccio un fatto personale, ma nazionale.
        Lei certo condanna le sue parole (vorrei vedere il contrario) come altri, e qui siamo tutti d’accordo( e neanche tanto).
        Privatamente magari lo conosce bene,ed in cuor suo, forse immagina e crede sia una persona diversa , che ama gli amici e la sua famiglia. Ma ha dimostrato esattamente il contrario pubblicamente e deve CAPIRLO lui e quelli che usano questo linguaggio, seppur in fondo son bravi ragazzi. Di bravi ragazzi son pieni gli eserciti, anche quelli che si macchiano dei crimini piu ignobili.
        Di bravi ragazzi era pieno il Sud Africa,tanti bravi ragazzi bianchi e neri, ma non si sono ben capiti.Ecc. Ecc. potremmo continuare per molto.
        Quanto alle mails mi riferivo alle mille bolle blog.
        Vede, professionalmente posso anche stimare una persona come ho fatto con lei, leggendo ed anche apprezzando, piu volte i suoi commenti
        Apprezzare un vino,un artista ecc. ma non posso non considerare poi anche il comportamento della persona in questione.
        Questo reca danni a se stesso, Italia ed a tutto il comparto produttivo.
        Questa sarebbe una grande, enorme ipocrisia di comodo.
        Il vino in questione non e’ poi cosi’ necessario se ne potrebbe fare a meno, a favore di qualche altro che considero piu’ pulito ed etico.
        Io liberamente mi dissocio, boicotto ed offendo, perche’ mi sento offeso in prima persona come italiano, antirazzista e cittadino del mondo.
        Il mio vaffa e unito ad altri miei arrabbiati concetti, sono nulla paragonate alla violenza verbale e mentale, di bifolchi tipo, Bressan e di chi eventualmente lo difende.
        Piuttosto che giustificare simili personaggi ed idee xenofobe o filo-razziste, io mi indigno e son fiero allora di aver offeso ogni, razzista miserabile, che non sa neanche di esserlo. Son fiero a questo punto, dopo aver piu’ volte illustrato il mio libero pensiero senza alcun secondo fine (anche a lei Farina , gia pensavo di averlo ben espresso altrove)son fiero dicevo, di essere considerato un gran maleducato. Il vaffa lo ripeto e lo sottoscrivo, a tutti quelli che non prendono una chiara posizione in merito, ma beatamente galleggiano nel mezzo.
        Non e questo il momento di difendere Bressan, ma di condannare questo linguaggio e queste idee, immediatamente, chiaramente senza se e senza ma.
        Anche “rischiando” di essere considerati oltranzisti, in questi casi e’ un’onore essere oltranzisti.Anche se riconosco che la via migliore sarebbe il dialogo, ma e davvero dura, non riesco proprio a capire perché’ possano ancora liberamente circolare simili idee, che hanno portato solo morte, distruzione e sfruttamenti. Di chi e la colpa?
        Di noi gran maleducati?

        • reputo tempo perso rispondere alla sue argomentazioni, che si commentano da sole e danno prova di un fanatismo spaventoso.
          Ho già disposto la cancellazione del suo indirizzo di posta elettronica di Lemillebolleblog.
          Quanto al vaffa, beh, se lo tenga per lei gran maleducato che non é altro: chiaro?
          Quanto all’essere io un razzista inconsapevole, che non sa di esserlo, mentre lei avrebbe capito (che genio!) che lo sono, beh mi sa che lei é non solo fuori strada, ma animato da una preoccupante presunzione…

          • Guardi che non ho detto lei sia un razzista inconsapevole. Mi sarei aspettato una ferma condanna, senza se e senza ma.Questo ha offeso mezzo mondo, e lei ancora punta il dito contro di me ed il mio ormai datato vaffa?
            E’ piu grave sto famoso vaffa o quello che il Bressan vuoll far passare per uno sfogo normale, tra amici indignati del malgoverno e tasse varie.A lei tutto sommato sembra una cosa non gravissima,vuole considerare la questione da un’altro punto di vista? Che direbbe se avesse una moglie e un figlio, o un nipote di colore? Ci andrebbe di nuovo a cena col Bressan ed i suoi amici? Di certo lui non ha fatto nulla per non essere frainteso.
            @Non ho nulla contro i veneti, anzi. Non accetto (e sono intollerante) che molti elettori leghisti abbiano una malcelata xenofobia,e pensino sia normale esprimersi in quel modo
            Scaricare le colpe politiche e la corruzione sul nuovo venuto Ieri erano i meridionali ,oggi gli altri, e una forma di razzismo o no? Le mie parole sono forti,proprio per colpire ogni forma di razzismo consapevole ed inconsapevole, di tanti benpensanti.
            E vecchia la battuta, noi non siamo razzisti, sono loro che sono neri,meridionali,albanesi ecc. ecc.
            Mi sa che anche il mio sia tempo perso.

        • ma sta buono ,tricolore.
          E’ inconcepibile tutta questa bagarre nei vari siti sulle parole di Fulvio.
          Lasciatelo in pace.

          • Lasciatelo in pace? Io gli auguro di riscattarsi alla grande ,che possa dimostrare che in realta’ e’ una persona migliore,sia lui che i suoi familiari.
            Comunque, che lei dica sia una bagarre inconcepibile e’ una sua opinione personale. E’ un’argomento serio, tra i piu’ seri al giorno d’oggi.
            Non sono certo l’unico, ho solo partecipato piu’ attivamente di altri.su un paio di blog che normalmente frequento (pensa che mi son trattenuto, visto che leggo un po dappertutto, quasi quotidianamente).
            Quanto al fatto di abbandonare la discussione su questo blog, e’ una cosa che avevo gia’ deciso di fare, ma ovviamente devo pur spiegare le mie motivazioni, visto che addirittura Ziliani mi ha tacciato di fanatismo oltranzista per aver difeso con forza alcuni concetti.Magari ritornero’ se e quando lo riterro’ opportuno.
            @ Ziliani a proposito,non ha mica risposto sul come si comporterebbe nel caso avesse una moglie, un figlio o nipote di colore, la penserebbe allo stesso modo sui Bressan?
            In proposito sono stati molto chiari, molti altri suoi colleghi, quali Pignataro, A.Petrini,Morichetti ecc. ecc.

          • @ Alberto G. Tricolore
            non le ho risposto, perché sono nato a Milano, sono italiano, mia figlia é nata a Bergamo, altrettanto la mia ex moglie, e quindi non sono in condizione di sperimentare la condizione cui lei fa accenno. Spero di essere stato chiaro. Ora proceda pure a darmi del razzista, palese o latente, da persone come lei c’é da aspettarsi di tutto…

    • Lei è il primo razzista, se ne faccia una ragione.
      E’ lei ad aver scritto in giro delle belle paroline razziste verso il nord-est?

  5. non posso credere che una persona intelligente come lei abbia scritto questo post in difesa dell’indifendibile Bressan?
    Lo sa che ora potrebbe sentirsi dare anche lei del razzista?

    • Carlo, io non sono politicamente corretto e non faccio calcoli di comodità quando decido se scrivere e pubblicare qualcosa che penso.
      Sono un amico di Fulvio e credo che in questo momento bisognasse opporsi in qualche modo a questa valanga di insulti che tendono a fare di lui il MOSTRO da sbattere in prima pagina, pardon, in home page.
      Ha sbagliato Bressan, ma cosa vogliamo, fucilarlo, linciarlo sulla pubblica piazza, bruciarlo come eretico?
      E poi, come diceva un grande poeta e uomo libero, Ezra Pound, uno che ha pagato pesantemente per le proprie idee, “Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla”.
      Ecco, credo di averle dato la risposta sul perché abbia scritto questo post…

      • Ma scusi, dopo la valanga di insulti e cose vergognose che ha scritto sul suo sito si poteva anche aspettare di beccarsi qualche insulto a sua volta no? Adesso cos’e’ diventa lui la vittima? Ma si rende conto di quello che scriveva sulla sua pagina FB.. e non solo sulla Kyenge, dare della puttana alla Vezzali e augurare cancri a persone che non conosce sembra una cosa normale? No, per me lui e i suoi vini sono cancellati dalla faccia della terra………

        • Veramente il sig. Ziliani ha parlato d’altro in questo post…magari è il caso di leggerlo e CAPIRLO bene prima di scrivere….

      • Il problema è Che Bressan ci si è messo da solo in prima pagina, per quello che evidentemente è.
        E non si tratta di essere bastian contrari, anticonformisti o sprezzanti del pericolo.
        Non è il coraggio che ha spinto Bressan a scrivere quel che ha scritto. Le parole di Bressan sono permeate da una violenza di fondo che vanno ben oltre le pallide giustificazioni postume.
        E, visto che che tali affermazioni le ha pubblicate spontaneamente su FB e non in una serata tra amici, è normale che se ne parli.
        E non trovo giusto additare di moralismo chi prende posizioni nette a riguardo perché nette e pubbliche sono state le frasi di Fulvio Bressan.

        • a quando il presidio, ovviamente democratico e antifascista, davanti alla cantina di Bressan? A quando il blocco dei furgoncini che dovrebbero trasportare per la consegna a malcapitati acquirenti, che non sanno ancora quanto sia brutto sporco e cattivo?
          E magari ci sono tra i più esagitati tra voi “eno-indignados”, quelli che la domenica vanno a messa, fanno la comunione e da buoni cristiani sono pronti a perdonare…
          Ma quanto deve andare avanti questo pubblico processo di Bressan? Cosa volete da lui, l’autodafé o magari un karahiri?

          • No, guardi Ziliani, ha proprio sbagliato persona: non vado a messa e non andrò sotto casa di Bressan, ne tanto meno ho scritto qualcosa in proposito (è il primo commento che faccio in rete sull’argomento) proponendo boicottaggi su larga scala o purghe di stampo stalinista.
            Però che cosa pretende, che finisca tutto a tarallucci e vino e amici come prima?
            Se poi deciderò in futuro di bere o meno i suoi vini (che trovo comunque molto buoni) lo terrò per me, ne mi interessa mettere alla gogna l’azienda perché a capo c’è un personaggio quantomeno discutibile, ma il fatto che lo si difenda a spada tratta anche no.
            IMHO.
            Con stima.
            Gabriele Ferrari

          • Franco, ma figurati se questi Savonarola della mutua vanno a Messa. La loro religione è costituita da quel sistema pseudovaloriale che scaturisce dalla linea di congiunzione tra statolatria, benpensantismo e politicamente corretto.

          • Tommaso, alla messa non ci vado neanche io.
            Solo due volte l’anno perchè la chiesa del mio paesello è stata privatizzata e se alla messa in quelle ocasioni non ci va nessuno finirà che la sprangano e pur non essendo armato nè di spada, nè di fede ci vado più che volentieri.
            Un ti ci mettere a fare il Crociato fuori tempo massimo, la fede credo sia una cosa intima da coltivarsi in silenzio, andando e facendo.
            Non scegliendo il legno migliore per dar fuoco ai Savoranola…. quercia, leccio o ulivo, quale sarà meglio?
            Volendo essere bio, anche i sarmenti della in vigna andrebbero bene?

  6. Ci sono vari aspetti da considerare, secondo me.

    1) Il ruolo dei social network: non tutti si rendono conto della loro portata. Solo dieci anni fa Bressan sarebbe andato al bar, avrebbe detto le stesse cose, lo avrebbero sentito dieci persone che lo conoscono da sempre, qualcuno facendo cenni di approvazione, qualcuno magari scuotendo la testa, e tutto sarebbe finito lì. Su Internet, frasi del genere in poche ore fanno il giro del mondo, con le conseguenze che si sono viste.

    2) Il ruolo dei consumatori: ciascuno, in piena libertà, ha il sacrosanto diritto di scegliere in base ai propri parametri. Se una persona ritiene di non comprare più i vini di Bressan per queste sue esternazioni, e di consigliare gli amici di fare lo stesso, è liberissimo di farlo.

    3) Il ruolo, più delicato, del giornalista enogastronomico. Se si tratta di un “battitore libero”, ovvero di un blogger o di un “one man band”, ritengo possa avere il diritto di rifiutarsi di assaggiare i vini di Bressan spiegandone le motivazioni, ma non di lanciare una fatwa promuovendo un boicottaggio che è di per sé un’azione cretina. Se invece si tratta di una guida (dico in senso generale, perché si sa che a Bressan delle guide non importa nulla), di una rassegna, di una fiera, o di un qualsiasi evento-manifestazione-pubblicazione del quale Bressan voglia far parte, allora sarebbe inaccettabile che egli ne venisse escluso sulla base delle sue esternazioni, per quanto assolutamente riprovevoli.

    Però trovo che la frase citata dal blog di Andrea Petrini, che riporto qui sotto per intero, non brilli particolarmente per acume.

    «Nel “caso Bressan” il razzismo non c’entra un tubo. Questo caso è stato fatto montare solo per dare addosso ad una filosofia enologica che sta iniziando ad avere successo. Tanto è vero che l’unica cosa che leggo in giro è “boicottiamo Bressan”.
    «Perché fino adesso cosa avete fatto?
    «Cari amici cocacolari e gamberizzati, da quanti anni boicottate Bressan?
    «Questo non è altro che l’ennesimo tentativo di tagliare fuori dal mercato chi fa il vino seriamente e senza padrini; emarginare chi si preoccupa della qualità e non dei volumi di produzione e di cosa scrivono le guide».

    Cordialità.

  7. Desidero segnalare un link ove, oltre alle frasi incriminate, relative alla ministra Kyenge, ve ne sono altre non legate a problematiche razziali e, se possibile , ancor più pesanti : Sig. Ziliani, anche lei è padre, legga gli auguri che fa il sig. Bressan riferita ai figli di alcuni personaggi ? Le sembra una cosa normale ? Sono delle semplici uscite iraconde ? A dire il vero non mi sembra, visto anche le diverse occasioni in cui si è espresso. Il personaggio , leggendo quanto ha scritto, è a dir poco inquietante. Per quanto riguarda il boicottaggio dico solo che prima di questa vicenda non conoscevo nè Bressan, nè i suoi vini e , non occorre essere esperti di pubblicità per ritenere che sia altamente probabile che la richiesta per i suoi prodotti aumenti; anzi le dirò di più, quando ne avrò l’occasione li assaggerò, questa strana forma di bipolarismo , comunque da confermare, mi incuriosisce . Ecco il link :
    http://www.puntarellarossa.it/2013/08/23/fulvio-bressan-e-la-kyenge-scimmia-quando-il-vino-ha-il-sapore-acre-del-razzismo/

    • benissimo Giovanni: abbiamo detto tutti, ma proprio tutti, che Fulvio Bressan ha esagerato, sbroccato, che ha detto cose eccessive e ben difficilmente difendibili. Ma ora cosa vogliamo fare? Andare sotto casa sua per linciarlo dopo un processo sommario, condannarlo al gulag con un pronunciamento staliniano, diffidare chiunque dal bere i suoi vini e, peggio ancora, scriverne, perché altrimenti si diventa complici e razzisti come lui?
      Io rifiuto questa logica delirante, l’appello al boicottaggio dei suoi vini lanciato da alcuni importatori, distributori e, cosa ben più grave, wine blogger americani. Trovo idiota che qualcuno pubblichi delle foto di sue bottiglie che riportano la scritta “not to buy” o “not to drink”. E trovo gravissimo che alcuni colleghi di Fulvio, altri produttori o vignaioli, siano intervenuti in giro per blog, per dargli contro.
      Questo é un altro risvolto di quella ipocrisia, falsità, di quel fariseismo che Fulvio Bressan, basta vedere i video delle interviste, molto lucide e ponderate, concesse ad Andrea Petrini e disponibili sul bel blog Percorsi di vino, ha sempre condannato a viso aperto. Mettendoci la faccia. Denunce che ora gli valgono la messa al bando, perché brutto, sporco, cattivo, politicamente scorretto e magari, strano che non lo sia ancora detto, fascista.
      A questa logica io sarò risolutamente contrario, se necessario dalla parte di Fulvio, dei suoi vini, del suo lavoro serio di vignaiolo

  8. Dott. Ziliani Lei è liberissimo di difendere questo signore (s minuscola scelta non a caso). Le faccio notare, anche se Lei lo sa benissimo, che le dichiarazioni rilasciate da questo personaggio sconfinano largamente nel penale. Per completare il quadro segnalo la replica di questo produttore pubblicata sul Blog di Luciano Pignattaro, condita da una serie non indifferente di bestemmie e di luoghi comuni che ben fanno comprendere il substrato di estrema ignoranza che nutre ed alimenta certe dichiarazioni.
    Inserisco qui il link http://www.lucianopignataro.it/a/insulti-alla-keynge-ecc-il-fulvio-bressan-pensiero/63292/
    Leggendo quanto sopra posso condividere la decisione della giornalista di non recensire i vini prodotti dall’azienda Bressan. Fossi un giornalista, il solo pensiero che una mia recensione positiva possa contribuire al benessere economico di questo signore mi farebbe vomitare.
    Qui non si parla di condivisione di idee politiche del produttore, si parla di razzismo.
    Per quanto mi riguarda, così come non acquisterei prodotti da aziende in odore di mafia, mi fa vomitare il solo pensiero comprare i vini di questo signore. Quindi per me può tranquillamente andare fallito.
    Sarebbe il caso che gli amici di questo viticoltore gli facessero presente che ha sbagliato e lo invitassero a chiedere umilmente scusa, evitandogli di continuare a coprirsi di ridicolo.
    Allo stesso tempo mi auguro che qualche PM si attivi prontamente sulla questione.
    La saluto.

    • dal tono che usa sono pronto a scommettere che lei legge il Fatto quotidiano, é un sostenitore di Travaglio e magari alle ultime elezioni ha votato per il movimento Cinque Stelle. Basta con questo giustizialismo fanatico che ha di fatto rovinato l’Italia, basta! Bressan ha sbagliato, lo sa lui per primo, ma tutta questa sollevazione e indignazione, un po’ ipocrita, contro di lui, rischia di apparire di pasta ben peggiore delle sciocchezze che Fulvio ha detto. Parole che io non giustifico affatto o assolvo, ma bisogna andare oltre.
      Altrimenti pretendo che lo stesso sguardo severo e iperciliuto venga riservato, dalle blog tricoteuses che sembrano chiedere quasi la ghigliottina per Bressan, a tutti i produttori di vino italiani. Tra i quali ci sono, a maggioranza, tante bravissime persone, ma ci sono anche personaggi che ne hanno fatte e ne fanno peggio di Bressan, solo che hanno l’accortezza di tenersi ben nascosti, e le porcate le fanno in silenzio. E magari si beccano gli applausi di blogger, stampa compiacente e qualche guida.
      Ma mi faccia il piacere, come diceva il grande Totò!

      • So che la cosa la può sorprendere ma non leggo Il Fatto Quotidiano, ho una pessima opinione di Travaglio e non condivido nemmeno molte delle posizioni del ministro Kyenge. Non chiedo la ghigliottina per Bressan, penso semplicemente che dovrebbe chiedere scusa ed assumersi le proprie responsabilità. Le faccio notare che il suo amico, non ha detto delle “sciocchezze”, ha detto cose gravissime con rilevanza penale. Quando uno commette un reato dovrebbe essere perseguito. Oppure il fatto di produrre ottimi vini è una sorta di attenuante? Mi dica dove sbaglio.
        Leggo ora che il soggetto in questione CHIEDE SCUSA e che (addirittura!!) nella sua schiera di amici veri ci sono persone di colore e moltissimi ebrei. Chapeau!
        Da ultimo, per usare un metro a Lei caro, se Lei è a conoscenza di porcate fatte da imprenditori italiani le denunci, faccia nomi e cognomi oppure taccia.
        Scusi per il “dottore”.
        Cordialmente.

        • le ricordo che non ho e non ho avuto problemi a denunciare, quasi da solo, cose non corrette fatte da imprenditori del vino italiani, anche molto famosi. Legga qui:
          http://en.wikipedia.org/wiki/Brunellopoli
          E non sono state rose e fiori dopo aver scritto certe cose e preso certe posizioni: magari poi ti arrivano lettere di avvocati che chiedono risarcimenti cospicui…

          • Ricordo bene la questione Brunellopoli, ci volle una buona dose di “cojones” per rendere noto quanto stava succedendo. Non a caso seguo i suoi blog, ammirando la sua competenza ed i suoi commenti “scomodi”. :-)
            Saluti

  9. chi ha sbagliato solitamente paga. Normalmente gli viene tolta la libertà che è la cosa più importante. Esiste una giustizia che si occupa di ciò Quando qualcuno sbaglia istigando al razzismo (la cosa più cretina e innaturale del mondo… se lo ricordano gli italiani emigranti?) deve essere punito duramente. La giustizia fa poco: ben venga allora una punizione dura, etica, pratica (perchè è l’unica cosa che lo tocca) nella parte più cara al suddetto “ignorante” (che ignora le regole più normali della vita), ossia i soldi, il commercio, i vini.
    Io non comprerei mai i vini da chi istiga alla cretineria più bieca e che potrebbe anche solo influenzare un giovane, Uno è già troppo. E farei di tutto perchè la cosa diventasse corale e globale.
    Perdonare certe cose è come perdonare un assassino. Agli italiani piace chiudere gli occhi di fronte ai peccati morali ed etici: non per niente siamo un paese di corrotti e di gente che spera di diventarlo.
    Chi sbaglia paga e le risposte alla Maroni, del tipo “adesso basta, non facciamola lunga”, a me, per esempio, non bastano affatto. Deve pagare e tanto anche e per tanto tempo!
    Di razzisti e di permissivi verso i razzisti ne abbiamo già troppi. Non basta dire “disapprovo, ma adesso basta”, è razzismo anche quello e ben più pericoloso. Mi spiace, cari miei, ma tutta la razza europea proviene dall’Africa Nera. Lo sapevate? Siete tutti sporchi negri!!!! anche se il colore inganna. Vergognatevi e vergognatevi anche solo di cercare di smussare gli angoli di un peccato inumano per definizione.
    Viva il boicottaggio morale e pratico (l’unico che certa gente capisce)!!!

    • Zappalà, ma dall’altezza di quale pulpito si permette di fare il moralizzatore? Chi l’ha investita di tale savonaroliana facoltà? Assassino? Perdono? A lei non spetta perdonare nessuno. E ringrazierò sempre Iddio che la mia libertà non dipenda in alcun modo da chi teorizza cose del genere. Ma poi alla fine gli alfieri della purezza e dell’ “etica superiore” (ma dove?) restano mazziati: arriva qualcuno più puro ancora, che li trova troppo poco puri e infine li epura.

      • Tommaso attenzione che se ti azzardi a criticare lo scienziato, lui poi se la prende con te e non ti molla più e mette anche te, come me (ma é sempre qui a leggere questo blog e commentare…) sul libro dei cattivi :)

  10. Io tendenzialmente cerco (nei limiti del possibile) di acquistare (parlo di vini come di alimentari al supermercato) prodotti di produttori / industrie che siano dal mio punto di vista “politicamente e moralmente” corrette. Onestamente, di dare altri soldi a Bressan (come a Saiagricola / Ligresti) ne faccio volentieri a meno.

    • rispetto il suo legittimo atteggiamento da consumatore che paga e sceglie vini e aziende con cui si senta in sintonia. Ma é proprio sicuro che tutti i produttori i cui vini acquista a cuor leggero e sereno siano tutti degli stinchi di santo, tutti timorati di Dio, tutti contribuenti e padri di famiglia esemplari?
      Non ha assolutamente questa certezza, quindi potrebbe anche senza saperlo acquistare vini di aziende e vignaioli che non sono “politicamente e moralmente” corretti come vorrebbe…

      • Chiaro. Infatti ho scritto “nei limiti del possibile”. Cerco pero’ quantomeno di evitare i produttori che so che “non vanno bene”. Di fare una scrematura all’origine. E’ un qualcosa. Poi ovvio puo’ essere che tra quelli che non scremo, ci sia qualche “farabutto”. Ma di piu non credo possa fare. Diciamo che per me Bresan da oggi è “scremato”. E che dio me la mandi buona sugli altri.

        • Zakk se a lei va bene può votare anche per il partito della foca e stimare anche Satana, il mago Otelma o Fabrizio Corona.
          Io non voterei mai, nemmeno sotto tortura, quel movimento politico e di quel collega giornalista non penso certo il bene che ne pensano le Procure di mezza Italia ed i giustizialisti più esagitati.

  11. Vorrei fare qualche considerazione.
    La prima è che purtroppo le ultime esternazioni del produttore friulano, quelle diffuse in modo virale in tutto il mondo, sono solo le ultime di una serie, la punta dell’iceberg del suo pensiero. Mi sembra del tutto normale che chiunque non accetti gli orientamenti e le idee palesemente offensive che lui esprime evidentemente in modo reiterato lo vada a colpire laddove possibile, cioè non considerando i suoi prodotti. Che facciamo, gli telefoniamo o scriviamo in mille? E chi ne ha voglia, vista la veemenza e la caratura (?) del suo pensiero?
    La seconda, che mi sta molto più a cuore vista la mia frequentazione giornaliera di queste pagine, è che mi sembra che lei, Ziliani, condanni un atteggiamento – cioè il boicottare/denigrare un vino/produttore per motivi che nulla hanno a che fare con ciò che sta dentro il bicchiere – che lei, con sagacia e stile indubbi, puntualmente esercita. Una volta è il testimonial Corona, un’altra volta è il vino prossimo a venire del baffino salentino, e così via. Ammetterà che la eventuale qualità della soluzione idroalcolica presente nel bicchiere, in quei casi passa decisamente in secondo piano nelle sue riflessioni e nelle sue espressioni. Che a me vanno benissimo, proprio perche è normale formare un pensiero, eventualmente negativo e di rifiuto, includendo elementi palesemente esterni al nocciolo della questione, in questo caso il vino. Lo facciamo tutti, consapevoli o no, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi àmbito.
    Che il signor Bressan se ne faccia una ragione.

    • caro Roberto, ottimo il suo ragionamento, ma ha un difetto. Io ho scritto di determinati vini e personaggi che non approvo/apprezzo, ma non ho mai invitato a boicottare i loro vini, a non comprarli, il che non sarebbe nemmeno giusto né corretto e potrebbe indurre il produttore a rivalersi con me.
      Ho solo, forse, ma non mi ricordo, devo controllare, invitato a stare alla larga da un autentico ecomostro che é stato costruito e inaugurato, con il plauso di tanti colleghi, forse ciechi, a Serralunga d’Alba, nel cuore dei vigneti di Re Barolo.
      Capisco la posizione dei consumatori che decidono di non bere più i vini di Bressan, ma trovo allucinante l’invito di alcuni giornalisti e wine writer a boicottare i vini di Bressan, l’annuncio che non ne scriveranno, l’invito a non acquistarli.
      Personaggi che poi magari scrivono benedicendoli di vini e personaggi che sono decisamente peggio di Bressan.
      Che ha sbagliato, che dovrebbe prendere una pubblica posizione e chiedere scusa, perché le polemiche decantino. Perché torni a parlare unicamente la verità dei suoi vini. Che restano eccellenti, anche se lui é “brutto, sporco e cattivo”. E politicamente scorretto

  12. Fulvio Bressan has its statements and Mrs. Monica Lerner has taken her decision. Both people are responsible for their contribution. It is their business and nobody else’s.
    Discussion about the question if the stastements should be made or not, delivers no solution. It has happened and nothing could change it.
    My opinion does not matter. In both cases I had opted for a different approach.
    About the motivation of both positions is little known.
    My impression is that both individuals responded impulsively and / or unknown motives played a role.
    Striking is the fuss around this topic – discontent, moral indignation, good and evil.
    Usually the package is more important than the message.
    The justification of Mrs. Monica Lerner: “In light of the unacceptable comments recently made ​​by Fulvio Bressan, I will not taste his wines in Friuli my upcoming report “.
    Tasting of wines and the relationship with the winemaker play a role. This affects the objectivity and relevance of (her) tasting notes.

    I can understand her decision if she had said:”because of this statement, I am not able to objectively taste the wines of Fulvio Bressan”.

    My advice: take some distance and evaluate the statements and the decision.
    A further step could be to listen to each other’s views – (listening is not the same as to agree.
    After this it is possible to satisfactorily resolve this issue.

    • a question Mr. Henk Bruinse and thank you for your commentary: Mrs. Monica Larner and Wine Advocate don’t taste with blind tasting? Or they taste with labels of the wines in front?
      With very blind tasting no problem: let’s the wines of Bressan to talk, not the “racist producer.

      • I don’t know if the tastings are blind.
        There is a time when the report is made.
        My concern is the attitude: include / exclude.
        You taste a wine or you say it is the combination of the wine and the winemaker.
        In between it is not clear.
        Even a doctor can not say no, because …..

        The (negatieve) side effect for tasters is great.
        Who can you believe?

        The next time I am much more interested in excluded wines from a tasting.

        There is also a benefit: much attention for the wines of Bressan.

        As an expert in human behavior I learned that moral outrage is a signal for something behind the surface.

        • thanks Henk I really agree and respect your reflexive point of view.
          I’m sure that Wine Advocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast tasting are blind. They say that are blind tasting: is true or not?

          • We have to believe Wine Spectator because we cannot control it.
            The same applies to scientific research.
            Manipulations are possible.
            Silence about these or similar beliefs ensures that these wines are tasted by Wine Spectator.

          • Henk the real blind tasting respect totally the truth of a tasting made without any connaissance of the names and the label of the wines we taste.
            Otherwise is not a blind tasting, is a lie..

  13. Devo dire sig. Ziliani che riesco con difficoltà a capire come lei possa solamente dire che “l’amico Bressan” ha semplicemente “esagerato, sbroccato”. Certo le fa onore difendere gli amici, ma in questo caso la “sbroccatura” come la chiama lei, mi sembra proprio “strutturale”, dato che, come ben si riporta in questo articolo (http://www.puntarellarossa.it/2013/08/23/fulvio-bressan-e-la-kyenge-scimmia-quando-il-vino-ha-il-sapore-acre-del-razzismo/)
    Bressan fa un abituale uso dell’insulto e lo ha fatto nel passato su facebook nei confronti della Boldrini, Vezzali, Vendola e dei finanzieri (che chiama in maniera generale “ladri” probabilmente perchè fanno dei controlli fiscali, anche se per i comuni mortali i “ladri” sono coloro che evitano i controlli fiscali, anche se non è escluso che qualche finanziere possa non essere “ineccepibile”).

    Ecco, con tutto questo Bressan potrà anche rispettare il “terroir” ma non rispetta le persone, salvo probabilmente gli amici ma credo che se insultasse anche gli amici allora potrebbe solamente vivere in un eremo isolato al di fuori dal mondo.

    E non facciamo in questo caso gli schieramenti destra/sinistra perchè anche se è ovvio che Bressan di sinistra non è sulla base delle persone a cui indirizza gli insulti, sono certo che gli amici di “destra” a cui potrei chiedere non lo considerebbero nemmeno lontanamente vicino a loro sulla base delle sue dichiarazioni.

    • Ho lett’attentamente tante opinioni sul caso Bressan. E mi sono chiesto: Non è che questo tipo, forse, abbia preso un colpo di sole prima di dire certe cose? Punto e basta! Le strumentalizzazioni da una parte o dall’altra non avrebbero più senso. Compatire le parole di Bressan, la sua eventuale crisi mentale invitandolo a non più dire certe cose. In quanto alle persone che si sentissero lese dalle sue dichiarazioni, esiste una legge ed eventuale giudizio della Magistratura. Non quello delle guide!

      • sono d’accordo con lei, basta strumentalizzazioni, di qualsiasi tipo. Che si abbia un po’ di umana comprensione ed un pizzico di pietas per Bressan,che non ha ucciso, stuprato, rapito, torturato nessuno, non ha spacciato droga come fanno troppe persone che usufruiscono della comprensione e delle giustificazioni della Signora Ministra Kyenge, ha solo (ed é già tantissimo) parlato a vanvera dicendo cose assurde e offensive: possibile che nel suo caso non sia concessa una possibilità di riscatto e che valga unicamente la messa all’indice, la condanna senza attenuanti, il pubblico ludibrio?

  14. E comunque non e’ solo la Lerner ad avere preso questa decisione…..anche Slow Wine ha appena emesso comunicato stampa dove dichiarano che i vini di Bressan non saranno piu’ recensiti…..

    Ma poi dove sta il problema…..lui ha dichiarato chiaramente che di soldi ne ha piu’ che a sufficienza e che se ne puo’ fregare del fatto se i suoi vini verranno venduti o no….quindi, di che ci preoccupiamo.

    Anche se poi sul suo profilo su FB riporta oggi le frasi di Martin Luther King, ovviamente tutto in inglese per cercare di recuperare quello che ha compromesso sul mercato americano……per me, ma ripeto mia opinione, patetico………..

  15. Ancora Bressan? Appena ho visto che ne parlavi anche tu ho detto basta, è stato scritto tutto e anche di più. Però qui a Vino al Vino è uscito un commento interessantissimo, qualcosa di nuovo in un dibattito ormai vieto; ieri Bressan avrebbe detto quelle idiozie al bar e non ci sarebbe stata nessuna conseguenza, oggi c’é il web e quelle stesse identiche parole arrivano a tutti. E possono (chissà?) azzerare la sua azienda. Ragazzi, ma ci rendiamo conto che il vero punto importante del “caso Bressan” non sta in quello che lui ha detto, ma nella accresciuta potenza del web nel vino? Ora è da vedere quale sarà il risultato sugli scaffali, ma a giudicare dai numeri dei post su ogni blog i segnali sono a bufera. Quando il buon Nossiter su Mondovino pubblicò voci dal sen fuggite (parimenti orride) di personaggi illustri non successe nulla, oggi le cose sembrano diverse. Molto diverse. Forse siamo entrati in un mondo nuovo e, vada come vada, nulla sarà più come prima.

    • Stefano non mi sembra che Mondovino venne accolto da silenzio ed indifferenza. Le autentiche scemate proferite da alcuni personaggi presenti in quel meritorio filmato servirono a far capire ancora meglio la statura morale (si fa per dire) e la piccolezza di taluni signori intervistati da Nossiter.
      Beh, nel mio piccolo la potenza del Web l’ho sperimentata vedendo le reazioni, alcune spropositate, causate da taluni miei post dedicati alla vicenda di Brunellopoli e dintorni…
      Oggi chi scrive sul Web, chi rilascia dichiarazioni, che puntualmente appaiono sul Web, é puntualmente sotto gli occhi di tutti, giudicato, soppesato, valutato.
      E questa credo sia una novità positiva, e interessante.
      Non le gogne mediatiche, non l’eno-giustizialismo delle Larner e purtroppo anche di Slow Food, di certi esagitati commentatori americani e loro connazionali distributori e wine writer & blogger.

      • Certo che Mondovino destò interesse e polemiche, ma non mi risulta che fece calare le vendite di nessuno. Ora si prospetta un danno economico reale. Da questo punto di vista c’é una significativa differenza, qualcosa è cambiato.

  16. Sono terrorizzato dal fatto che da ora in poi è ufficializzato che anche la scelta dei vini dovrà essere ideologica, in verità temevo che seppur mascherato questo sistema veniva applicato da tempo ma non immaginavo che proprio nel momento che la politica ha raggiunto il minimo storico, venisse fuori e con tanta ferocia , la censura,il boicottaggio e chi si ferma solo alla gogna mediatica viene equiparato al peggior sovversivo. Mi spiace per i nuovi educatori ma continuerò a bere solo i vini che mi piacciono, a certe guide moralizzatrici consiglio a questo punto di indagare meglio su dei loro santoni che troppo spesso fanno più male di Bressan , esempio mandare gente in ospedale e in tal caso censurare la verità perché non si spende una goccia di inchiostro. Questo sì che è grave la vita umana va rispettata sempre.

    • bravo vecchio amico Vittorio, sottoscrivo dalla prima all’ultima riga il tuo commento
      Mala tempora, sempre più mala, currunt!

      • Bravo amico Vittorio! Bravo amico Franco! Mi sembra di essere arrivati al punto di una guida che non recensiva più un ristorante famoso, perchè il suo proprietario diceva che per friggere usava l’olio di semi. Ma allora ci fu una ragione di parte….

        • non vorrei che ora Slow Food per la sua guida si trovasse costretta ad aggiornare la celebre definizione di Carlin Petrini sui vini “buoni, puliti e giusti”, con l’aggiunta di una quarta peculiarità: politicamente corretti

          • Franco, sappiamo tutti chi sono tutti, quindi sappiamo anche chi sono quelli di Slow Food. Hanno fatto cose che altri neppure si sognavano di fare, nel bene e nel male. Speriamo davvero che questo caso non sia un caso politico! Comunque se così fosse, non mi farebbe proprio specie guardandomi in giro..

          • non sono d’accordo Angelo: i due curatori della guida di Slow Food sono persone che conosco e che stimo, che secondo me hanno fatto una cosa sbagliata.
            Cento volte meglio di coloro che li hanno preceduti e hanno avallato stravaganti decisioni e premi di vini decisi pappa e ciccia con i gamberisti rossi :)

  17. Bressan ha scritto parole forti, ma mi dispiace leggere parole (di tanti enoappassionati) così cariche di livore nei confronti dei suoi vini.
    Spesso ci si dimentica che i vini sono frutto di un territorio, di viti, di annate (ognuna diversa dalle altre), del trascorrere del tempo, delle fatiche (non di una sola, ma di più persone).
    I vini portano il nome del produttore… ed è questa la loro colpa?… i figli devono pagare le colpe dei padri? Ciò mi lascia in bocca un sapore un po’ amaro.
    I vini esprimono la parte migliore di Bressan… il suo amore per la terra e le tradizioni… quindi, lasciamoli parlare!

  18. Caro Franco, questa vicenda poteva essere una buona occasione per indagare meglio sulle dinamiche, a volte contorte, del settore.. Senza farsi fuorviare dalle immani puttanate sparate da Bressan, ovviamente da condannare e respingere in blocco, che però si possono sentire ogni giorno nei bar Sport o bar Commercio fra Udine, Vicenza e Novara..

    Condanno tutto quello che Bressan ha detto ma rilevo anche che vive del proprio lavoro.. non è una multinazionale con manager gay o swingers.. e mentre noi parliamo di menate lui deve andare sul territorio con qualsiasi tempo ( pioggia, gelo, vento o neve..)

    Oltre alle condanne mi sarei aspettato che qualche collega avesse provato a parlare con Bressan..

    Si vede lontano un miglio che, per lui, esporre concetti e farsi sbranare dai media non è il suo forte.. ( sarebbe meglio che lo lasciasse fare a sua moglie.. ) però un-collega-che-è-uno dovrebbe farsi carico del sentire le sue ragioni..

    Ricordo che durante il dibattito a Siena sul Brunello Lei ebbe come “padrino” un grande uomo della sinistra vinicola come Baldo Cappellano..

    Possibile che non ci sia all’orizzonte un nuovo Baldo Cappellano capace di dialogare, magari tra una parolaccia ed una bestemmia, e far ragionare il Bressan..?

    Le guide..? Machissenefotte..! Nessuna guida, tutti guide, ci guidiamo da soli..!

    Chi vuole boycottare ha tutte le ragioni per farlo.. però dopo aver messo sulla bilancia sia il Bressan che certi presidenti e direttori paraculi di Consorzi..!!

    Lunga vita al Vino, hasta siempre..!

    Gianni “Morgan” Usai*
    * = aspirante produttore vinicolo….

    • posso garantirti che almeno un produttore caro amico di Fulvio si è dato e si sta dando da fare con e per Fulvio. In questa vicenda invece si sono fatti notare due colleghi di Fulvio che non hanno perso occasione per sparargli contro: complimenti!

      • Mi piacerebbe ripagare i wine-writer americani con la stessa arroganza che hanno applicato alle vittime del Cermis.. Per cui.. : Bressan è italiano e ne possono parlare solo gli italiani.. !Tutti gli altri a bere tea..!

        • Ehi amico stai prendendo un grosso granchio. Sappi che è stato l’allora presidente del consiglio Italiano Massimo D’Alema a barattare la liberazione della Baraldini in cambio della libertà ai piloti americani.
          Hai capito? Non invertiamo le cose ti raccomando è importante!

  19. Mi ha colpito particolarmente la sua frase…. “Decidere di non assaggiare i vini …….. è un gesto, da parte di un professionista la cui attività consiste nel degustare i vini e nel raccontarli ai lettori, non solo ingiustificato, ma sciocco, perché noi degustiamo e raccontiamo i vini e non entriamo nel merito delle opinioni politiche, delle prese di posizioni personali, di chi li produce.” la ricorderò a lungo e, forse, gliela ricorderò…..

    • Dai Gianni, non c’é nulla di male nell’apparire accanto a Carlo d’Inghilterra. E per conto mio, anche se purtroppo ha tollerato per anni l’appoggio di uno come Berlusconi, da cui doveva tenersi ben alla larga, anche nell’avere un rapporto corretto con l’ex Sindaco di Roma ed ex ministro delle Politiche Agricole. Che non é stato peggio di altri che sono venuti dopo di lui. Vogliamo fare paragoni con l’attuale miracolata ministra? O con Pecoraro (che fine ha fatto) Scanio?

  20. Buongiorno sig. Franco condivido, in toto, quanto da lei scritto. Approfitto della sua ospitalità per ribadire, in sintesi, un concetto espresso anche altrove in modo più articolato, asserendo che io continuerò a comprare, a bere (e a recensire) i vini di Fulvio Bressan.
    Cordialità
    Il Duca-Mario B.

  21. Franco,
    ho letto tanti commenti, molti interessanti e altri francamente, quelli moralizzatori che invitano in sintesi a boicottare i vini di Bressan poco condivisibili.Vorrei, per un attimo, se mi fosse concesso, pur non avendone titolo, non essendo nè sociologo, tantomeno antropologo invitarvi a riflettere sul fenomeno “razzismo”. In Italia stiamo lentamente scoprendo questa brutta bestia ed avendo vissuto molti anni all’estero mi sento un po’ più vicino al problema (avendolo anche vissuto sulla propria pelle come Italiano in terra albionica). Intanto mi domanderei se il “buon selvaggio” di Rousseau, ne sarebbe affetto, personalmente sono convinto che tutti noi ne siamo irrimediabilmente colpiti: fa parte del comportamento umano distinguere tra quello che noi siamo e quello che è diverso da noi, credo che sia un fenomeno atto a salvaguardare la “purezza” dei nostri geni. Non credo di sbagliarmi dicendo che dobbiamo innanzitutto prenderne atto, questo non è affatto scontato e non farlo porta a comportamento tipo quello che abbiamo visto di Bressan, ma anche quello di B. che definì Obama “abbronzato” e che non era altro che un commento ingenuo,apparentemente una “carineria”, (come fu definito dallo stesso B.) ma autenticamente, razzista e successivamente fare uno sforzo cosciente per combattere le nostre esternamzioni (e non è sempre facile.)

    Per non essere DAVVERO non razzisti bisognerebbe riaquisire l’innocenza di un bambino che non distingue tra un bianco e un nero, ma vede semplicemente una persona: avendola tutti noi ormai irrimediabilmente persa, dobbiamo riuscire a consapevolmente andarne oltre. Prendiamone atto, senza ipocrisia.

    Saluti

    • tutto sommato sono d’accordo, ma cosa c’azzecca tutto questo con la messa al bando, la condanna, l’espulsione da guide e riviste del vino politicamente corrette all’insegna di un fremente anelito di etica che definirei quasi “boldriniana”, di Bressan?
      Il razzismo esiste, e sarebbe bene interrogarci anche sulle cause di questa rinascita di intolleranza, che non vogliono essere giustificazioni, ma puri elementi di riflessione, ma io chiedo che si torni a parlare dei vini di Bressan, del lavoro di Bressan, della filosofia del vino di Bressan. E non di uscite, ingiustificate, dal sen fuggite…

      • Caro Franco,
        come tu sai, rispetto il tuo punto di vista ma non lo condivido. La redazione di Slow Wine ha ritenuto di non recensire i vini quest’anno e io penso che abbia fatto benissimo. I consumatori sono liberissimi di fare cià che vogliono nei confronti dei suoi vini, ci mancherebbe. Ecco se tu ritieni di dover recensire i suoi vini e di parlare del suo lavoro e della sua filosofia, io partirei dal commento finale che lui stesso ha postato in inglese su http://www.dobianchi.com
        “Just a final note; boycotting my wines will not hurt me or relatively speaking very little so. I make wines for few; already the majority of the people who drink my wines cannot understand them. I am wealthy enough to be, have and do what I want.” E’ abbastanza ricco da fare cià che vuole e fa vini per pochi – e ritiene anche quei pochi incapaci di comprenderli”. Forse i suoi vini potrei berli ancora… sul recensirli, vista la filosofia, pemettimi il beneficio del dubbio.
        Un caro saluto
        M. Grazia

    • L’innocenza di un bambino la vedi quando gli chiedi di indicarti chi è Abdul…e lui ti risponderà ” è quel bambino nero laggiù”….innocentemente il bambino vede che ci sono 3 bambini, un bianco con i capelli biondi, un bianco con gli occhi a mandorla e un nero con i capelli neri….non c’è niente di male.

  22. Non mi piace quella parte finale della sua risposta (persone come me? Ancora insiste sull’estremismo?) Ma davvero non comprende, come una persona o piu’ persone,possano essere anche molto toccati, dalle cose dette da quell’istrione del suo amico Bressan?
    Io non faccio stupide polemiche, se non mi sono spiegato bene, cerchero di ripeterlo meglio.Anche perche “non sono io l’estremista,ma sono gli altri che sono razzisti”.
    Riguardo alla sua situazione personale, supponevo che non avesse parentele di colore,altrimenti son sicuro, avrebbe partorito un’articolo enofighetto e perbenista, come ci definisce il sig. Farina da qualche parte.
    Nonostante tutto dall’alto delle mie ragioni ,le auguro di riflettere.

  23. Per evitare poi ulteriori equivoci, chiarisco che naturalmente, spacciatori, sfruttatori,delinquenti, ex criminali di guerra ecc. per me vannoi cacciati a calci nel culo fuori dall’Italia e se commettono reati qui devono scontare assolutamente la pena. Ma questi sono discorsi legati llefficacia della giustizia, dei nostri tribunali, al budget che non abbiamo per investire in sicurezza perche’ per troppi anni si sono impegnati a rubare i nostri soldi ecc. ecc.Ma questo non autorizza nessuno a pensare e che ricacciare indietro, chi viene in pace e per lavorare (anche i lavori piu’ umili) possa risolvere i nostri problemi di bilancio. E un discorso di micro e macroeconomia che parte da lontano e non arriva mai.

    • Mi attracco al suo commento, per aggiungercene uno mio, personale. Vado fuori tema, sia perché non conosco i vini di Bressan (mi dicono che sono piuttosto apprezzabili), sia perché ho capito che Bressan “l’ha detta grossa”, probabilmente imperdonabile, ma non ho avuto tempo di documentarmi.
      Non ho mai avuto dubbi sul razzismo da cui siamo _ più o meno sottilmente afflitti (più che affetti: è un po’ come avere le fette di prosciutto sugli occhi), a destra e a sinistra, usando una segmentazione stravecchia.
      Quelli che arrivano (quelle persone che arrivano), sbarcando sulle nostre coste sono degli sfortunati che fuggono. Dalla guerra, dalle bombe, dalla fame, da persecuzioni di ogni genere.
      Mi è molto chiaro – e cerco di tenerlo sempre bene a mente – che nessuno fugge volontariamente, per venire a fare “la bella vita” in Italia.
      Ciò detto, queste persone sono un problema, per noi e per il nostro paese. Non fosse così, non starebbero ammassate nei centri di “accoglienza”, eccetera.
      La soluzione del problema pare che nessuno ce l’abbia in tasca, tuttavia la cara Europa dovrebbe sedersi intorno a un tavolo e lavorare per risolvere
      u m a n a m e n t e questo problema, altrimenti ci sarà sempre più intolleranza e anche le persone più serene saranno portate a cedere a sentimenti meno piacevoli.
      Mi pare tuttavia strano e un po’ folle che si debba pensare a uno diverso dal bianco albino, come a una persona di serie b (c,d,..) priva di dirittti. Credo che solo uno (o una) in preda a delirio possa avere questa visione.
      Ciò scritto, desidero anche aggiungere che a me il (o la) ministro/a Kienge pare poco adatta per quel ruolo e a quel proposito la penso come il professor Sartori (Corsera di due o tre domeniche fa).
      Purtroppo penso che sia stata scelta, molto demagogicamente, proprio per il colore della sua pelle, e che venga “sfruttata” proprio per quello. Non penso che una dottoressa di origine africana sia adatta a fare il ministro per l’integrazione solo perché lei si è integrata. Ma chi l’ha scelta è un vero razzista (che conta pure sulla nostra coda di paglia nazionale!).

  24. Gent.le Silvana, sono d’accordo e un problema da risolvere, ma prima bisognerebbe volerlo e rimboccarsi le maniche per farlo.
    A volte ho anche l’impressione (se non la certezza) che si generino tensioni appositamente. Fa comodo, ci sono anche soldi in ballo (da quelli Comunitari a quelli degli sfruttamenti in varia forma.Fa comodo anche ai leghisti ,che gongolano, piu’ tensioni, piu’ voti.
    La Kyenge non so se sia la piu’ adatta o meno, di certo potrei elencarle QUANTI DEI NOSTRI MINISTRI ITALIANISSIMI,non siano mai stai all’altezza del loro incarico. Forse tutti o quasi.
    Diamole tempo, non agisce da sola, ed in piu’ e in carica da pochi mesi.Stanno facendo tutto sto casino, anche perche’ son contrari allo ius soli e quindi l’attaccano in ogni modo. Tra poco uscira’ fuori che spaccia droga e vende armi. Siamo in un paese di pulcinella, dove tolgono l’Imu e gia’ ci affibbiano la tassa del futuro, che sara’ migliore3 e piu’ bella delle altre.
    E sti razzisti ancora si illudono che il problema sia tutto li sui barconi che arrivano. Io penso che la maggioranza di quelli che mette piede in Italia, resasi conto delle condizioni politiche e sociali, faccia carte false per andare in qualche altro Stato.

  25. ha letto il post di oggi di Intravino http://www.intravino.com/grande-notizia/fulvio-bressan-come-distruggersi-la-reputazione-a-livello-mondiale-grazie-a-facebook-la-ricostruzione-completa/ dove viene ricostruita la vicenda di Fulvio Bressan e vengono riportate le posizioni ed i commenti di vari blog e siti Internet italiani ed esteri e, guarda caso, si evita di ricordare che alcuni come lei con Vino al vino e Stefano Bonilli sulla Gazzetta Gastronomica hanno espresso riserve circa la decisione di Slow Food di non comprendere sulla guida Slowine una scheda sui vini del produttore friulano?
    Cosa pensa di questo articolo?

    • non ho letto e non leggo il blog che lei cita, perché francamente di quello che coloro scrivono lì non ne me ne può fregare di meno.
      Trovo che se corrispondente a quanto da lei detto il loro modo di fare e di intendere la correttezza e la completezza dell’informazione si commenti da solo.

  26. Pe stare al passo coi tempi attuali, si potrebbe risolvere la questione aprendo una votazione per concedere all’accusato ” l’agibilita’ enoica”?

  27. Io personalmente vorrei vivere in un’Italia in cui tutti i criminali commettono dei reati (come qualcuno ha scritto nei commenti) alla Bressan. Sarebbe un paese con zero mafiosi impuniti, zero stupratori impuniti, zero assassini impuniti, zero pedofili impuniti, ecc…. L’unico cattivo e brutto di tutta la nazione, Bressan che si sfoga sulla sua pagina FB con le sue ingiustificate minchiate. Signori miei, io metto la firma all’istante per un Italia cosi. E vi dirò di più, nominerei anche il cattivo Bressan come Primo Ministro.
    Ma la vogliamo guardare, si o no, la realtà di questo paese? Lo zio Michele di Avetrana a casa per occultamento di cadavere, i fidanzatini di Perugia scagionati per omicidio, un ex Presidente del Consiglio con 4 anni di galera ancora nella stanza dei bottoni, e mi fermo qui per non umiliare ulteriormente questo bel paese in cui viviamo.
    Ai Sig. Boicottatori, giustizieri, e inquisitori di Bressan che leggo in questi post, vorrei dire solo una una cosa: AVETE SBAGLIATO PAESE PER SVOLGERE QUESTI MESTIERI NEL TEMPO LIBERO

    • Guardi che non abbia stuprato, o spacciato droga, che non abbia fatto i festini con le minorenni, che non abbia lnciato gas nervini e non sia un mafioso, questo non signifivca che possa parlare in questo modo, giudicare in questo modo tutti quelli che non appartengono alla sua cerchia. Tutti quelli che vengono ,loro malgrado solo per lavorare(anche nelle vigne del Friuli) onestamente, duramente,per una vita migliore.
      In verita’ al governo abbiamo avuto persone che la pensano come lui, erano chiamati fascisti, che si allearono poi con i nazisti. Tutto sembrava in ordine, pulito, belle strade, acquedotti,a scuola tutti cantavano e ringraziavano lui,pensi hanno persino trasformato un’acquistrino fetido e paludoso,in terra fertile,li nel nord-est.
      Tutto sembrava,ma purtroppo, tanti che non la pensavano cosi’ son finiti molto male. Chissa’ vogliamo riprovare?
      Io vorrei vivere in un’Italia senza criminali, e quindi senza razzisti xenofobi.

      • Alberto G. Tricolore,
        lei non ha capito un bel niente del mio post. Nessuno sta giustificando le schifezze scritte da Bressan.
        Il giorno in cui questo paese sarà un esempio per tutto il mondo, per civiltà, giustizia, ed etica, possiamo permetterci di mettere alla gogna fatti come quello di Bressan. Fino a quel momento, direi che è il caso di pensare a cose un po più serie che di sicuro in questo paese non mancano

          • fenomeno, sa leggere? Ho riportato un virgolettato, che riprende alla lettera, parola per parola, quanto dicono in Mondovino gli Antinori ed i Frescobaldi.
            Certo che la nemesi storica é incredibile: Ludovico Antinori prima si prende in casa come soci di minoranza i Mondavi, poi vende loro tutto e loro cosa fanno? Si portano in casa, come soci di joint venture, nientemeno che i Frescobaldi!…
            Incredible story!

          • Non mi riferivo al solo virgolettato,ma al loro intimo credo.Se davvero sono fasciste o meno, o semplicemente hanno detto una stupidaggine, anche se la cosa e’ comunque molto grave. Ma chiamare direttamente una donna scimmia ne…per me e molto peggio di due che neanche sanno di quello che stanno parlando. Altre ignoranti che ignorano,ma non hanno detto es. che i perseguitati fascisti se lo meritavano ,perche erano zozzi e ladri.
            Non mi ero spiegato molto bene,se necessario lo rifaro’ in ora piu adatta..
            Anche se lei continua ad essere offeso per quel vaffa volante.
            Son d’accordo non si debba linciare, ma nemmeno far finta di niente, o addirittura applaudire come alcuni sembra vogliano fare.

          • si stupisce che me la sia presa per il suo “vaffa volante”?
            Provo io a fare altrettanto e vediamo se lei non se la prende?
            Questione di educazione, innanzitutto

  28. Capisco quello che dice, lo sottoscrivo sino ad un certo punto.
    L’integrazione ed il razzismo sono problemi molto importanti.Non si parla solo di etica, di bon ton,risolvere questi problemi, significa non solo aver raggiunto un grado di civilta’notevole, ma aiuta il progresso e l’economia tutta. Non vi e’ nessuna nazione o quasi, che io sappia, che abbia avuto sviluppo chiudendosi a riccio ed autoescludendosi .
    Non si puo’ negare che un lavoratore che ha bisogno, lavora anche di piu’, non si mette in malattia troppo spesso (anche perche’ molti non hanno nessun tipo di contratto), fa molto comodo per mandare avanti l’economia e quindi aiuta anche a risolvere parte dei problemi di cui tutti ci lamentiamo, ci litghiamo, ma forse le soluzioni le abbiamo a portata di mano e non sarebbero cosi’ complicate. Se solo chi ci governa (eufemismo) e pianifica (magari) la nostra economia facesse il bene del Paese e non quello proprio o del partito.Suvvia.

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  32. Caro Franco…… Bressan se anzichè esternare quello che ha esternato……si tratteneva e stava zitto…..era meglio per tutti. Per Lui, e per gli altri. Credo che ne beneficiavano tutti. Avendola sparata troppo grossa…..ovvio che la gran parte della gente lo avesse preso a schifo. Ovvio,ripeto. NOn si valutano i vini….si valuta la persona. E siccome il vino non lo fa’ solo Lui….queste persone hanno ritenuto di bere altro.
    Non servono grossi giri di parole o chissa’ quali spiegazioni per venire a capo di questo argomento.

    • In questa schifosa Italia si concedono seconde chance a tutti vogliamo negarla a Bressan? E vogliamo occuparci solo dei suoi grandi vini?

  33. Vorrei, se mi è concesso, rispondere ad Alberto G.Tricolore. Sono italo americana, 50% friulana doc e 50% texana altrettanto doc, nata e vissuta negli States sino a 6 anni fa. Amo bere, moderatamente ma molto bene. Non compro vini affidandomi alle guide che ritengo tendenzialmente mafiose. Per rispondere al suo “..@ Ziliani a proposito,non ha mica risposto sul come si comporterebbe nel caso avesse una moglie, un figlio o nipote di colore, la penserebbe allo stesso modo sui Bressan?…” posso dire molto. Sono di razza caucasica ma ho sposato un colonel Texano di colore. Era una persona meravigliosa e quando qualcuno, qui nelle basi in Italia, gli dava del “negro” sorrideva. Mio figlio è un cioccolatino, siamo integrati bene in questo paese dove siamo venuti “in punta di piedi” e non clandestinamente come qualcuno. I vini Bressan li ho conosciuti attraverso persone di colore pensi un poco! Se Bressan mi dicesse che mio figlio, mio marito (morto in Iraq) sono dei negri, io non mi scandalizzerei e non cesserei di certo di apprezzare il suo lavoro così come non proverei vergogna dicendo che bevendo un carat mi sono commossa. Credo che solo uno stolto non sia in grado di discernere tra le rozze, cafone e maleducate affermazioni di Bressan uomo ( non sono parole mie sia ben inteso!), dalla poesia pura dei suoi vini che rispecchiano passione, amore, sacrifici e capacità. Io so “leggere” la differenza e siccome mi ritengo intelligente, del Bressan che lei e molti altri dipingete con livore non mi frega molto. Vivo e lascio vivere e di certo non sono i commenti razzisti a farmi smettere di bere bene. Tutto qui per rispondere.
    Firmato da una donna che ha sposato un negro e che ha un figlio di colore ed una nuora “negra”.

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  35. Il sabato 15 febbraio ho l’appuntamento con Fulvio Bressan.
    Lo ritengo un bel incontro, ho il piacere di conoscerlo di persona nello stesso momento approfondirò sui suoi vini.
    La mia decisione di incontrarlo scaturisce non dal fatto della polemica da noi tutti conosciuto ma bensì di conoscere un’uomo che fa grande qualità capace a rappresentare l’Italia nel mondo.
    Perciò concordo la sua opinione augurandomi che lo facciano tanti altri professionisti del vino.

  36. Pingback: Garantito… da me! Venezia Giulia IGP Pinot grigio Grigio in grigio 2006 Bressan | Blog di Vino al Vino

  37. Ciao Franco,
    sono un importatore di Vini Naturali a San Francisco e sono d’accordissimo con te. Promuovere il boicottaggio dei vini di Fulvio non e’ stato affatto giusto. Non recensire i suoi vini e’ pura ipocrisia.
    Troppi opinionisti e moralisti in giro. Troppi esperti di vino improvvisati.
    Ho anche cenato recentemente con uno dei wine-bloggers Americani che ha tradotto la sparata di Fulvio, e mi sono reso subito conto di avere a che fare con una vera e propria testa di cazzo. Un ometto ubriaco, fumato, e antipatico. Purtroppo seguito da migliaia di persone e che quindi si sente importante, anche se di vino alla fine ne capisce fino a un certo punto.
    Comunque tranquillo, ci sono molte persone che vogliono ancora bere i vini Bressan e penso propio che sarò Io a riproporlo sul mercato Americano.
    Non vedo l’ora. Mi piacerebbe aiutare Fulvio e rilanciarlo anche perché i suoi vini sono buonissimi.
    Tutto questo alla faccia di chi si e’ accanito contro di lui.
    Buon Natale

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