Consorzio Brunello di Montalcino: Campatelli si è ufficialmente dimesso. E ora chi al posto suo e con quali criteri verrà scelto?

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Con un qualche piccolo ritardo, una ventina di giorni, rispetto al primo annuncio, ufficioso della notizia, che nessuno poteva ovviamente smentire, dato in italiano e in inglese, da questo blog, il Consorzio del Brunello di Montalcino ieri pomeriggio, con questo comunicato (reso noto sia direttamente dal Consorzio stesso sia da un’agenzia di comunicazione esterna: cui prodest questo doppione?) ha reso noto all’universo mondo che “il Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Brunello di Montalcino ha accettato la richiesta di dimissioni di Stefano Campatelli da Direttore del Consorzio. Le dimissioni – che saranno effettive a partire dal 30 settembre”.

Lasciamo stare il doveroso e prevedibile balletto dei reciproci ringraziamenti, complimenti, felicitazioni, baci e abbracci e languide carezze che Consorzio e Campatelli si scambiano nel comunicato. Prendiamo atto di quello che è stato scritto, ovvero che le dimissioni “sono giunte dopo un confronto avviato nelle scorse settimane con il Dott. Stefano Campatelli e teso a verificare se nell’ambito di un’ampia revisione funzionale ed organizzativa esistessero ancora i presupposti per continuare la collaborazione professionale” e chiediamoci perché si sia arrivati, ora, nel settembre 2013, a questo divorzio.

Se Consorzio e quasi ex direttore fossero andati d’amore e d’accordo, come sembrano essere andati per anni ventitre, la collaborazione sarebbe continuata, consentendo a Campatelli di arrivare all’età della meritata pensione (anche se è ancora giovane, più o meno mio coetaneo) senza dover affrontare “nuove esperienze professionali con nuovi stimoli ed obiettivi” e “prossime sfide che affronterà, siamo sicuri,  con successo”.

Cosa è successo in questo 2013 da costringere Consorzio e Campatelli a dividere le proprie strade seppure con la formula rassicurante delle dimissioni accettate? Non lo sapremo mai, anche se viene da pensare che possa essere successo qualcosa che abbia convinto, non è mai troppo tardi, il nuovo Consiglio del Consorzio Brunello a voltare pagina e cambiare direttore.

La cosa singolare è che questo divorzio di fatto avviene quando da più parti ci viene detto che per Montalcino ed i suoi vini le cose stanno andando benissimo, che più bene non si potrebbe, madama la marchesa, e che questo divorzio non si sia consumato invece anni addietro, nella fase post Brunellopoli, quando numerose ragioni avrebbero indotto a risolvere il rapporto con il direttore del Consorzio.

Come ad esempio, era il 4 ottobre 2010, annotavo in questo post scrivendo: “Non è quantomeno inopportuno, e non proprio appealing, come direbbero negli States, che a rappresentare come massimo funzionario del Consorzio il Brunello sia un direttore che nell’udienza preliminare dell’inchiesta sullo scandalo di Brunellopoli non è stato prosciolto, come altri personaggi coinvolti in questa inchiesta, ma ha scelto di patteggiare?
Ora che a tutti viene chiesto un salto di qualità, ora che bisogna fare appello al meglio per presentarsi capaci di recuperare la fiducia nel made in Italy, sono sicuri (a Montalcino) che un direttore che ha dovuto patteggiare sia il meglio che i produttori del Brunello riuniti in Consorzio riescono a esprimere, per chiedere la fiducia del mercato e degli appassionati e rilanciare il Brunello?”

E ancora: “sono molti a chiedersi perché a Montalcino persistano in questa attitudine che, soprattutto all’estero, può lasciare aperti molti dubbi…
Voglio sperare di non essere il solo, io “talebano” dell’informazione su Montalcino come amabilmente mi hanno definito, a pormi questo interrogativo, ma che siano in molti, soprattutto tra i produttori associati al Consorzio a porselo e a chiedersi se non sia necessario, indispensabile anzi, per tanti motivi, un chiaro segno di discontinuità con il passato…”.

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Ora, anche se con qualche anno di ritardo, la volontà di voltare pagina si è palesata, e augurando a Stefano Campatelli ogni successo e soddisfazione per la sua futura attività, che speriamo non lo porti a dirigere o ad assumere compiti di responsabilità in aziende vinicole operanti a Montalcino, il che porterebbe obbligatoriamente a porsi determinate domande, perché in Italia i conflitti di interessi non possono valere solo per una persona, viene da chiedersi, mentre il Consorzio del Brunello ci assicura di avere “avviato la ricerca di un professionista che abbia le competenze necessarie a proseguire il lavoro di Stefano Campatelli e rafforzare il ruolo del Consorzio a supporto degli associati a livello nazionale ed internazionale”,: con quale criterio verrà scelto il successore di Campatelli? Quali saranno le logiche, meritocratiche o quelle antiche che coinvolgono il potere politico, ma anche quello finanziario, economico, bancario, che regolano le cose del vino in una regione come la Toscana?

Come si muoverà il Consorzio, in un panorama dove ci sono meno soldi a disposizione, dove magari una vetrina importante come Benvenuto Brunello dovrà costare meno di quanto sia costata quest’anno e negli anni scorsi, dove si devono razionalizzare le risorse (magari evitando di ricorrere ad una costosa agenzia di comunicazione esterna e valorizzando le risorse e le capacità, che non mancano, all’interno del Consorzio stesso) per scegliere il direttore dei prossimi anni?

Io, che sono affezionato a Montalcino e ai suoi vini, mi auguro che le logiche per selezionare il nuovo direttore siano virtuose e totalmente nuove e che si scelga una persona di indiscussa capacità e competenza. E non magari l’amico dell’amico sostenuto da questo o quel potentato, dal partito o dalla Banca (oggi un po’ in difficoltà a dire il vero…), o dal sindacato o dall’associazione di categoria sempre legata alla politica.

Mi auguro che il nuovo direttore, tanto per non fare nomi e fare qualche esempio, possa essere una persona di esperienza e capace come Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico, oppure, per citare direttori di Consorzi che profondamente stimo, Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave oppure Carlo Veronese, del Consorzio del Lugana, e per certi versi una persona che è arrivata al mondo del vino provenendo da altre esperienze professionali, come Giuseppe Salvioni, amministratore delegato del Consorzio Franciacorta.

Sono persuaso che persone di questa caratura, professionalità, esperienza e buon senso (una dote legata all’altra) potrebbero veramente consentire al Consorzio del Brunello di Montalcino, e ad un Consiglio di amministrazione che sta dimostrando di muoversi con intelligenza, di fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno e di affrontare la nuova delicata fase che si annuncia.

Al Consorzio e a Stefano Campatelli, che ho spesso negli ultimi anni criticato, quando avrei invece voluto battergli le mani, ma non potevo proprio, l’augurio di ogni successo e di fare le scelte migliori. Con serenità e raziocinio.
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4 pensieri su “Consorzio Brunello di Montalcino: Campatelli si è ufficialmente dimesso. E ora chi al posto suo e con quali criteri verrà scelto?

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