Barolo 2009 tasting in London: grande affermazione dei vini di Verduno

Monviglierovigneto

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Non è stato un comprehensive wine tasting come quelli che avevo fatto a maggio in occasione di Nebbiolo Prima ad Alba o come quello pubblicato sul numero di novembre di Decanter (dove in due giorni i tre taster hanno degustato qualcosa come 140 vini) però anche ridotto a “soli” 45 Barolo il wine tasting di lunedì mattina a Londra, fatto per The World of Fine Wine in compagnia dei maestri Nicolas Belfrage e Andrew Jefford, è stato ugualmente un eccellente, straordinario tasting. Una splendida occasione per riassaggiare e capire meglio il valore dell’annata 2009, vintage classico, meglio del 2007 e del 2008 che l’hanno preceduta, una serie di Barolo di stili diversi.

Purtroppo, non so perché, sono mancati all’appello tanti vini che sono sicuro avrebbero fatto una grande figura, cito Bartolo Mascarello, il Monprivato ed il Villero di Giuseppe (Mauro) Mascarello, e poi Bruno Giacosa, Beppe Rinaldi, Cappellano, il fantasmagorico Monvigliero di Comm. G.B. Burlotto che ieri ho raccontato qui, il Casa Maté di Elio Grasso, e poi Brezza, Brovia, Ettore Germano, Elvio Cogno, Schiavenza, Sobrero, Marcarini, Borgogno, Francesco Rinaldi, Monfalletto Cordero di Montezemolo, Michele Chiarlo, Damilano, Poderi Oddero, Principiano, Palladino, Costa di Bussia, Prunotto, Poderi Colla, G. Paolo Manzone, Bosco Agostino, Paolo Scavino, Cascina Ballarin, per citare alcuni dei primi nomi che mi sono venuti in mente.

Nonostante queste assenze, i vini presenti si sono difesi alla grande e hanno mostrato tutta la loro nobilitate. In attesa di avere il permesso di pubblicare il risultato complessivo della degustazione, con la media dei punteggi (su base 20 ventesimi) dati ad ogni vino da noi tre degustatori (posso annunciarvi che the winner, un Barolo (moderno con giudizio) di Monforte d’Alba ha avuto un punteggio medio di 18/20 e che i punteggi sono stati rispettivamente di 18,5, 18 e 17.5 punti e che a seguire a quota 17/20 ci sono stati cinque vini, tre di Serralunga, uno di Monforte d’Alba e uno, oh yes, di Verduno) posso solo fare riferimento ai miei punteggi e alle mie valutazioni, ricordando che il range tra i punteggi minimi e massimi per Nicolas Belfrage va da 13 a 18.5, per Andrew Jefford da 9.5 a 19 e per il sottoscritto da 12.5 a 18.5.

La degustazione era ovviamente alla cieca, con ogni degustatore che valutava per conto proprio e senza discussione collettiva sui vini. Da un punto di vista puramente percentuale i vini ci sono piaciuti moltissimo, visto che ben 16 vini su 45 hanno avuto un punteggio medio variante da 18/20 a 16,5, 12 vini hanno avuto un punteggio di 16/20, 4 vini un punteggio di 15,5 e 7 di 15/20.

Spigolando tra le mie valutazioni annoto che invece a 19 vini ho dato un punteggio tra 18,5 e 16,5/20, a 16 un punteggio tra 16 e 15/20 e 35 vini hanno avuto da me un punteggio variante da un minimo di 15 ad un massimo di 18,5/20.
Tra i miei top 19 Barolo, clamorosa affermazione (a me piacciono immensamente) dei Barolo di Verduno, che piazzano tre vini su un totale di tre presenti in degustazione, anche se la preferenza assoluta va a Serralunga d’Alba, con 8 vini su un totale di 13 in assaggio. Poi Monforte d’Alba, con tre Barolo su un totale di 10, Castiglione Falletto, con due su tre, La Morra, con tre vini su 10 e Barolo, con uno su cinque.
Scendendo nella categoria tra 16 e 15/20 ho preferito tre Barolo di Serralunga d’Alba (su 13), cinque di Monforte d’Alba (su 10), quattro di Barolo (su cinque), tre di La Morra (su 10) e uno di Castiglione Falletto (su tre totali presenti in assaggio). Quali sono invece i Barolo che ho in assoluto preferito? Eccoli, con qualche conferma e qualche sorpresa:
Massaravigneto

Castello di Verduno Barolo Massara Verduno 18.5 (foto qui sopra)
Ceretto Bricco Rocche Castiglione Falletto 18

Fratelli Alessandria  Barolo Monvigliero Verduno 17.5
Luigi Baudana  Barolo Cerretta Serralunga 17.5
Conterno Fantino  Barolo Sorì Ginestra Monforte d’Alba 17.5
Massolino Barolo Margheria Serralunga 17.5

Poderi Luigi Einaudi  Barolo Cannubi Barolo 17
Rocche Costamagna  Barolo Rocche Dell’Annunziata La Morra 17
Giovanni Manzone Castelletto Barolo Monforte d’Alba 17
Luigi Pira  Barolo Margheria Serralunga 17
Guido Porro  Barolo Vigna Lazzairasco Serralunga 17
Rivetto Barolo Briccolina Serralunga 17

Luigi Oddero Specola La Morra 16.5
Comm. G.B.Burlotto Acclivi Verduno 16.5
Cavallotto Bricco Boschis Castiglione Falletto 16.5
Clerico Ciabot Mentin Ginestra 16.5
Giacomo Conterno Cascina Francia Serralunga 16.5
Cà Romé Cerretta Serralunga 16.5
Vietti Lazzarito Serralunga 16.5

Tra le mie personali sorprese annovero gli alti punteggi dati ai vini, che solitamente non mi piacciono, di Clerico e Conterno Fantino, oltre al Cannubi di Poderi Luigi Einaudi, al Castelletto di Manzone e al Bricco Rocche di Ceretto, che già ad Alba mi era piaciuto molto. Nessuno stupore, sono vini classici che apprezzo sempre, per gli alti punteggi al Rocche dell’Annunziata di Costamagna e al Lazzarito di Vietti.

Tra i vini cui ho attribuito i punteggi in assoluto più bassi il La Serra di Roberto Voerzio, l’Arborina di Altare nonché quello di Veglio, il Bussia di Barale, il Margheria di Scavino Azelia ed il Torriglione di Gagliasso. Poiché non ho cambiato decisamente gusto, come dimostrano i miei alti punteggi ai vini di Castello di Verduno, Fratelli Alessandria, Comm. G.B. Burlotto, a Cavallotto (il cui Bricco Boschis non so perché ai miei colleghi non sia piaciuto altrettanto), al Lazzairasco di Porro, al Cascina Francia di Giacomo Conterno.

PostazioneWFWBarolo

Credo che l’aver descritto in questo modo il Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino “colore rubino brillante bouquet complesso con frutta giustamente matura, erbe, spezie, liquirizia, terra e rose, con profumi densi ed intensi, molto bilanciato sul palato, molto ricco, con grande struttura tannica, tannini maturi e solidi, lunga persistenza e ricchezza di sapore, ancora molto giovane, migliorerà nei prossimi 10-15 anni”, dimostri che questo vino, espressione di un grande vigneto, abbia cambiato sostanzialmente il proprio stile e ridotto il contributo dei legni nuovi.

Ma questa è una discussione che continueremo prossimamente, passando dalla cronaca, come questo post voleva essere, al commento e all’analisi.

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12 pensieri su “Barolo 2009 tasting in London: grande affermazione dei vini di Verduno

  1. Guido Porro. Un rapporto qualità prezzo a mio parere insuperabile (persona anche molto affabile, tra l altro, il che non guasta). Bell’articolo, Ziliani, bravo

  2. Bell’articolo! Personalmente adoro i vini di Monforte e aspetto con ansia di acquistare qualche bottiglia dei 2009. Clerico, Conterno Fantino e Giacomo Conterno tutti vini straordinari. Non conoscevo Giovanni Manzone, ma sembra un’azienda davvero interessante!

      • prendiamo atto che Zakk oltre a rompere le scatole non sa leggere: nel post é scritto chiaramente: “Giacomo Conterno Cascina Francia Serralunga”. Le lezioncine leziose ed inutili le vada a dare altrove

        • A non saper leggere evidentemente è lei Ziliani visto che io rispondevo a Giorgia che scriveva di amare i vini di Monforte, facendo poi un elenco di produttori che le piacciono. Tra questi produttori cita anche Giacomo Conterno che non ha un metro quadro di vigna in Monforte, ma “soltanto” la cantina. Infatti Roberto Conterno, titolare della cantina Giacomo Conterno ha vigne presso Serralunga e più precisamente il vigneto Cascina Francia e parte del vigneto Cerretta, recentemente acquistato.
          Per amor di precisione.

  3. Da molto seguo il tuo blog e lo apprezzo. Oggi lascio un commento.
    Sono abbastanza giovane ma credo di avere una discreta conoscenza del mondo del Barolo, ed anch’io – come te – lo considero IL VINO. Conosco bene certi produttori alcuni sono amici. Di norma giudico il vino considerando il metodo di produzione come mezzo per raggiungere un risultato più o meno valido: amo certi “moderni” ed amo certi “tradizionali”. A volte trovo che vengano considerati moderni produttori che per me non lo sono, o comunque non del tutto. Per quanto riguarda i vini descritti tra gli altri mi trovo in accordo sulla grande qualità del ciabot mentin 2009 (che amo quasi sempre in realtà), ma io per Clerico ho un debole anche perchè carissima persona. Sul margheria L.S. mi trovo in accordo solo in parte più che altro per il fatto di considerarlo moderno (tra i suoi cru lo trovo uno dei più classici). Disaccordo – ahimè – totale per il La Serra. Voerzio lo considero uno dei più grandi produttori e credo che sia uno dei più quality oriented. Il La Serra 2009 è grande; concentrato si (ma una concentrazione fatta in vigna non in cantina) e credo solo che come tutti i vini di Roberto e Davide abbia bisogno di qualche anno per aprirsi bene; quando ciò avverrà sarà grandissimo. Poi c’è barrique ma poca ed in più usata e non tostata da quanto so…
    A presto!!

    • mi onoro di essere stato un amico di Roberto Voerzio, che non vedo più da un paio d’anni, ma ho sempre più apprezzato l’uomo ed il grande viticoltore che i suoi Barolo
      ho parecchie sue bottiglie in cantina e vedrò di stapparne presto qualcuna per raccontarne qui l’evoluzione e come le trovo

      • Leggeró volentieri le tue impressioni! Ho memoria recente di un ottimo cerequio 99 se ti dovesse capitare!
        Poi un altra osservazione… Ho sempre pensato che se un Barolo è grande il tempo mitighi parecchio le divergenze dei due diversi stili di vinificazione… Magari non sei d’accordo….

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