Guida dei vini rosati: una pubblicazione dedicata alla Puglia del vino in rosa

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L’amico Giuseppe Barretta, giornalista pugliese curatore con Manila Benedetto del bel blog Gnammm, con questo articolo, avvio di una collaborazione regolare, presenta una bella iniziativa editoriale voluta dall’Assessorato Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, una guida dei vini rosati pugliesi. Benvenuti tra noi a Manila e Giuseppe e buona lettura!

“Le strade del vino rosato attraversano tutte le province della Puglia toccando centinaia di vigne. Così ‘Puglia in Rosè – Guida dei vini rosati’, promossa dall’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, racconta le vie del gusto enologico della nostra regione, che di vino rosato è il primo produttore nazionale con il 40% del totale”.
Ecco cosa recita la parte iniziale del comunicato stampa per il lancio di questa nuova guida enologica pugliese, presentata il 19 Settembre in occasione del salone Agrimed (Fiera Del Levante di Bari)

Di cosa si tratta? Una narrazione in schede delle oltre 190 cantine pugliesi che hanno aderito all’iniziativa editoriale e che producono le loro etichette di vino Rosato. Narratori di vini e cantine l’Accademia italiana della Vite e del Vino in collaborazione con Assoenologi. Per la conferenza sono intervenuti l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, il presidente dell’Accademia della Vite e del Vino, Antonio Calò, e la giornalista lombarda Camilla Baresani.

Non è stato un momento affollatissimo, con qualche produttore presente ed un po’ di stampa regionale, con poca presenza di media di settore. Durante gli interventi si è ribadita  l’attenzione e gli sforzi delle istituzioni regionali per la valorizzazione dei rosati. In effetti questa volta la politica dice cose vere, per questa tipologia di vini, per decenni dimenticati e rilegati ad essere vittime di luoghi comuni (i vini da mal di testa, una miscela di rosso e bianco etc), tanto è stato fatto e sicuramente altro ancora sarà in cantiere. Così come per tutto il comparto agroalimentare.

Come spesso accade, però, nella conferenza si è sorvolato sul un importante punto: il rosato non è mai andato completamente in oblio anche grazie all’attenzione ad esso rivolta da parte di appassionati, degustatori, associazioni e di quelle poche penne – pugliesi e non – che hanno continuato a parlarne anche quando le luci dei riflettori sul rosato erano fievoli….e quasi assenti.

Ospite la brava scrittrice e giornalista Camilla Baresani, originaria di quel Garda bresciano che è una delle zone classiche del rosato italiano, che ha testimoniato non solo il piacere personale di un buon bicchiere giornaliero di vino, ma che ci ha allietato con la storia del generale Charles Poletti e il rosato Five Roses De Castris. Ironia della sorte, una giornalista della terra dei Chiaretti, che narra la Puglia ai pugliesi.

Ma parliamo della guida cartacea, che sarà in questo formato solo fino a dicembre, quando avverrà il lancio dell’applicazione gratuita scaricabile su smartphone e tablet.

La guida si apre con due interessanti e precisi scritti.
Il primo “Cosa sono i vini rosati”  a cura del professor Antonio Calò Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, che tratta una bella disamina anche delle varie cultivar del territorio.
Il secondo “La Vinificazione dei rosati” dell enologo Leonardo Palumbo, consigliere nazionale Assoenologi.

Nella guida per ogni etichetta di rosato si fa un breve cenno sulla storia della cantina, se si accettano visite, informazioni di contatto, brevi cenni storico-artistici di interesse turistico del territorio, la scheda organolettica del vino, quella tecnica con uvaggio e rese, quella di abbinamento gastronomico. Senza voti. Cosa che i presentatori hanno voluto sottolineare.

Insomma, una guida che riprende le nuove tendenze di narrare più che giudicare, e che spera di essere un utile strumento non solo per scegliere una bottiglia da stappare a tavola, ma anche per gli appassionati di enoturismo.

Giuseppe Barretta

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