Bischerate oltrepadane: al direttore del Consorzio vini O.P. Marenghi non rinnovato il contratto

MatteoMarenghi

La conferma di un malessere diffuso, anzi di una malattia cronica

Anche per lui alla fine ha prevalso la regola dell’usa e getta, della totale mancanza di rispetto per la sua professionalità. E la conferma della confusione totale che regna nel mondo vitivinicolo oltrepadano e negli organi che lo rappresentano. Due anni dopo essere stato nominato – leggete qui – direttore del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, l’amico Matteo Marenghi, agronomo e giornalista piacentino, persona seria e perbene, ha ricevuto il ben servito.

Lo comunica lui stesso in una lettera che ha inviato agli associati e che mi è stata girata da uno di loro, indignato per l’accaduto. Scrive Marenghi: Cari associati, il consiglio di amministrazione non mi ha rinnovato l’incarico in scadenza al 31/12, quindi lascerò fra pochi giorni. Mi fa piacere salutare ed abbracciare tutte le persone ‘vere’ che qui ho incontrato e che rimarranno nella lista degli amici e dei conoscenti. Auguro ad ognuno di voi di trascorrere le festività serenamente con gli affetti più cari. Ciao, a presto! Dr. Matteo Marenghi – Agronomo”.

Non ho parole di fronte ad un comportamento del genere, che appare totalmente immotivato e assurdo dato l’eccellente lavoro che Marenghi – si guardi qui su You Tube questa sua intervista paradossalmente intitolata “Oltrepò Pavese: il Consorzio guarda al futuro”  stava svolgendo.


Ma al Consorzio Oltrepò, che in questi giorni si fa notare anche per una campagna pubblicitaria relativa alla Bonarda in onda su La 7 e La 7d, sono soliti usare il tritacarne e fare fuori chi collabora, soprattutto se la schiena diritta, in breve tempo. Sono ormai tanti i nomi delle persone che in questi anni, alla direzione del Consorzio o consulenti, collaboratori di singole aziende, sono stati fatti fuori inopinatamente e senza motivo, a dimostrazione di un’assenza totale di strategie, di un dilettantismo, di un pressapochismo, di un provincialismo becero e triste che confermano il malessere, ma che dico, la malattia cronica (e temo senza rimedio) di cui soffre questa splendida zona vinicola lombarda.

Nel denunciare questo stato di cose, questo vergognoso modo di fare ed esprimere la mia solidarietà, la mia stima e la mia amicizia a Matteo Marenghi (al quale avevo già pronosticato al tempo della sua nomina che sarebbe durato poco, troppo per bene, troppo signore per poter essere a lungo il direttore di una simile baracca…) mi piace pubblicare le considerazioni, che condivido in toto, di un produttore associato del Consorzio, che le ha espresse a Matteo e girate per conoscenza a me. Parole forti, ma credo assolutamente giuste, di fronte a quest’ennesima bischerata oltrepadana…

“Caro Matteo, penso che il Consorzio e l’Oltrepò abbiano sprecato un’altra occasione per evitare l’ennesima figura meschina. Questo “sistema oligarchico” di tenere la gente sulle spine e dargli il ben servito solo all’ultimo momento è tipico di chi non ha rispetto verso le persone, specialmente nei confronti dell’Ente consortile che rappresentano e di chi l’ha fondato. Mi piacerebbe sapere le motivazioni per cui non ti hanno più rinnovato il contratto e chi si vorrebbe mettere al tuo posto (si sentono nomi allucinanti, spero si tratti di barzellette senza fondamenti).

Tutti i professionisti che vengono in Oltrepò a dare qualche speranza di miglioramento al nostro territorio (vedi te, Casavecchia, Cavallo, ecc) sono obbligati a tornare dopo qualche mese con un nulla di fatto. Siamo un territorio di discordanze, di genti litigiose, di furbi da quattro soldi; sono il primo ad amare il mio Oltrepò, a far promozione territoriale e parlarne bene ovunque, ma solo a livello paesaggistico e di terroir.

Da noi troverai sempre le porte aperte per un confronto tra amici leali, che hanno sempre creduto in te e nel tuo impegno verso il nostro territorio. Sicuramente non farai fatica a trovare altri orizzonti per far valere la tua professionalità e ti auguro di farlo contornandoti da persone sincere e rispettose”.

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76 pensieri su “Bischerate oltrepadane: al direttore del Consorzio vini O.P. Marenghi non rinnovato il contratto

  1. Non capirò mai l’OP. Hanno tutto per essere tra le prime zone vitivinicole italiane ma fanno di tutto per farsi lo sgambetto da soli.
    Avessero un decimo della mentalità franciacortina…

    • un decimo? Questi non hanno un millesimo della mentalità, dello stile, della chiarezza mentale, del pragmatismo, della capacità di fare franciacortini. Questi sono dilettanti allo sbaraglio. Pericolosi. In primo luogo per se stessi.

          • era una battuta e non aveva nulla di supponente. Vedo che voi oltrepadani difettate anche quanto a sense of humour…
            Mi suona strano prendere le difese di Zakk, ma questa volta non ha fatto nulla di male.
            E se lei non coglie che si trattava semplicemente di una battuta mi spiace per lei

          • caro Ziliani,
            mi spiace ma stavolta penso di aver capito meglio io di lei.
            E poi, per piacere, basta fare di ogni erba un fascio……
            Se anche io non avessi sense of humour questo non coinvolge necessariamente altri oltrepadani.
            Senza rancore, con la massima cordialità le rinnovo i miei migliori auguri.

          • e lei se la prende tanto per questa normalissima battuta “Bresciani si nasce, non si diventa!”?
            Oh, poveri noi…

    • Non trovo corretto un paragone tra le due zone, l’Oltrepo è un territorio vecchio a livello vitivinicolo, con aziende mediamente piccole che ha avuto un passato a livello commerciale strettamente legato alla vicinanza con Milano e mentre in Franciacorta fior di industriali investivano portando alla zona ricchezze e strategie di marketing vincenti, in Oltrepo i giovani scappavano dalla terra verso situazioni più gratificanti.Io sono rimasto,ed ora tanti altri lo stanno facendo e questa sarà la nostra forza.Ne sono convinto.Non sarà per niente facile, ma la passione che abbiamo ci permetterà per lo meno di provarci.Con l’umiltà e la determinazione necessaria possiamo arrivare a fare grandi cose e per questo accettiamo tutte le critiche, purchè costruttive, e spero vivamente che chi ritiene,come me, che l’Oltrepo sia una zona meravigliosa, possa convincersi che anche chi lo abita non è da meno.Un saluto e i migliori auguri di Buon Natale a tutti

  2. Mi chiedo perché prendano consulenti e assumano personale con alte professionalità e poi li facciano andare via: prendano qualcuno che non sa far niente e crei del danno e sarà quello giusto per sempre!

  3. Parlare di Oltrepo’ come se si trattasse di un insieme indifferenziato è sommamente ingiusto.
    Nel Consorzio, i cui organi sono eletti con un sistema di voto ponderale (detto in breve: tanto vino, tanti voti), esiste una maggioranza riconducibile ad una sola cantina sociale che ha assunto dimensioni enormi per il territorio ed esprime parte preponderante del Consiglio Direttivo.
    Sono quindi costoro cui vanno attribuite le responsabilità di certe scelte sulla cui demenzialità sono perfettamente d’ accordo.
    Oltre a non rinnovare il contratto dopo un solo anno ad una persona capace e degnissima quale Matteo Marenghi, altra perla di questi giorni è la pubblicità del Bonarda sotto le Feste quando tutto il mondo parla di spumanti.
    Ecco perchè è nato il Distretto del Vino di qualità dell’ O.P : un ottantina di aziende che vanno dalla vigna alla bottiglia.
    Tanti auguiri Franco.

    • Distretto che ha organizzato la pessima manifestazione di domenica in centro a Pavia: una degustazione all’aperto con temperature vicine allo zero, tra l’odore delle stufette e gente intabarrata… ma fare cultura una volta tanto invece di puntare alla vendita del mercatino di natale?

    • Grazie Piero per le parole che hai scritto, esprimono al meglio la mia (e credo proprio di molti altri) opinione sulla nostra situazione… Vorrei fare un piccolo appunto … fare di tutta l erba un fascio non è sicuramente un modo profondo per fare commenti costruttivi… in oltrepò ci sono realtà molto diverse fra loro alcune con gruppi ben nutriti di aziende che cercano di emergere e professare qualità… purtroppo ben nutriti come singole entità ma poco potenti sul piano dei numeri… e questo il Sig. Ziliani lo sà… Ecco perchè in oltrepò ci saranno molti viticoltori tristi per non avere più una persona del calibro di Matteo ad aiutarli… ma qualcun altro riderà… questa è la cosa più demoralizzante… Forse è arrivato il momento che l Otrepò di qualità con i suoi rappresentanti si svegli… Sig Ziliani grazie per l articolo spero possa arrivare alle persone giuste…Sentiti auguri di Buon Natale

  4. Mi piace / non mi piace????????????? Ma se vi piace tutto in Oltrepò!!!! Adesso il nome degli anonimii!?! Il presidente del Consorzio ha deciso da solo? Chi lha messo dovè? Chi c’è in cda? Dormono gli altri? Si svegliano adesso? Con questo basta leggervi, siete oltre ogni limite!!!!!!!!!

    • Caro Alessandro
      a mio avviso chi espone critiche, specie dirette ed incisive come le sue, ha il dovere di identificarsi con nome e cognome. Penso che solo codardi e delinquenti abbiano la scusante di vivere nell’ombra dell’anonimato … sicuramente lei non appartiene a queste categorie di persone, quindi….
      Per parlare del bellissimo articolo di Ziliani, appoggio pienamente le opinioni di Cribellati, Calatroni e Cantabruna, aggiungendo che deve esistere anche un’educazione nel fare le cose…se una persona non ti va bene hai libertà di cambiarla, ma non aspetti pochi giorni prima della fine del contratto per dargli il ben servito.
      Perché si resta nel Consorzio?? Quando si lavora per un’azienda che questo ente l’ha fondato, insieme al gruppo del Classese, risulta difficile far finta di nulla ed uscire, visto che solo dall’interno puoi dare la tua opinione e manifestare il tuo disappunto, pure con un voto insignificante di minoranza. Resti per amore del tuo territorio e della sua storia, anche se sei consapevole che questi fatti fanno girare nella tomba per l’ennesima volta i nostri predecessori fondatori .
      Cordialità
      Marco Bertelegni

      • Alessandro, tu e tutti coloro che commentate senza rivelarvi e magari usando solo falsi nickname, mi dispiace ma finchè continuerete a farlo sarete solo dei CONIGLI. A prescindere da quello che scrivete che può essere condivisibile o meno.

        Ti invito anche ad andare a rivedere la legge 526/99 che regolamenta i consorzi delle DOP vinicole italiane e leggerti bene su cosa si basa la rappresentatività nel consiglio; forse magari capirai che, anche se ci sono soci come me ed altri che non sono d ´ accordo con questa assurda scelta, poi le decisioni possono essere prese anche da colui che ha più peso ponderale in consiglio. Lasciare il consorzio sarebbe sicuramente un gesto estremo che darebbe un segnale, ma anche una sconfitta per noi piccoli produttori che continuiamo a essere contrari a questa gestione del nostro territorio e del nostro brand.

        Comunque invito tutti gli enosnob e scettici a venire a trovarci ed andare a visitare aziende come Monsupello, Anteo, Giorgi e Calatroni etc…per ricredersi o magari per farsi un’idea che l’Oltrepò è fatto anche da gente seria che forse meriterebbe qualcosa in più per gli sforzi che fanno.

        Peace

        Matteo Bertè

  5. Bè signor Alessandro…. la polemica se motivata e costruttiva ha un valore… nel suo caso non è nè l una ne l altra… quindi dia qualche consiglio… ovviamente immergendosi nella realtà del territorio… additare stando anonimi ha la stessa valenza del bimbo che lancia il sasso, spacca il vetro e poi scappa nella sua cameretta…

  6. Oltre alla mentalità la Franciacorta ha la fortuna di
    a) non avere cantine sociali
    b) non essere infestata dalla razza degli imbottigliatori autoctoni ed alloctoni.
    Fino a quando le due categorie sopracitate faranno parte del Consorzio i viticoltori seri potranno, a mio parere, fare ben poco.
    Spero di sbagliare.

  7. Non è certo un caso che i migliori produttori siano fuori dal consorzio e mi auguro presto anche tutti fuori dalla DOC. Il prezzo da pagare è alto: nessuna comunicazione del territorio, fuori da quelle guide che fanno degustazioni al consorzio(vergogna!), controlli continui e immotivati e l’elenco sarebbe lunghissimo. Un triste specchio del “tafazzismo” italico. Per non dire di peggio.

  8. La mia esortazione è che tutti i bravi vignaioli dell’Oltrepo Pavese se ne escano da questo consorzio, che non li rappresenta. Non serve avere un ente che non è il un punto di riferimento per la zona e che non contribuisce alla crescita del territorio.
    Queste situazioni non fanno che danneggiare il lavoro di chi lavora tanto e bene tutti giorni pre proporre validi prodotti….

  9. Rispondo nel blog a Marco Bertelegni che, molto correttamente, mi ha comunicato essere sua l’opinione citata nell’articolo di Ziliani.
    ” Caro Marco, avevo già detto che ero assolutamente d’accordo nel merito. Aggiungo che non ho dubbi sul fatto che tu ti volessi in qualche modo nascondere. Non a caso all’ ultima assemblea del Consorzio a Riccagioia io e te eravamo tra i pochi ad esprimere tutte le perplessità (è un eufemismo) su questa istituzione (altro eufemismo).
    Viene proprio voglia di dare le dimissioni ma concordo con te che, prima di mollare, bisogna far di tutto per cercare di migliorare la situazione anche in considerazione che il Consorzio è “erga omnes” per cui le dimissioni cambiano poco la situazione.”

  10. Innanzitutto colgo l’occasione per salutare il signor ziliani, volevo poi solamente intervenire per fare delle precisazioni riguardo l’ evento oltrepo winter wine festival di domenica a pavia. Questo e’ il primo di una serie di presentazioni degli ottanta produttori di filiera al pubblico ( seguiranno Milano e Roma, eventi molto diversi da questo, con uno stampo elegante e votati alla cultura del vino e dello spumante) . Winter wine e’ stato un evento volutamente popolare, totalmente gratuito per le aziende, interamente costruito dai produttori stessi, volutamente( con tutti i difetti di temperatura e di servizio di cui eravamo consci) organizzata all’aperto nel cuore di pavia. Questo con un obbiettivo ben preciso, quello di creare attenzione del pubblico pavese per i prodotti oltrepadani troppo spesso non richiesti e non presenti nei locali del nostro capoluogo. Il grande flusso di persone presenti nel centro di pavia in giornate come questa( domenica 15 dicembre), poteva permettere di raggiungere questo risultato, senza la spinta di una grande promozione pubblicitaria, che in questo momento, il distretto non può permettersi. Ovviamente sono d’accordo con il signor Danilo che l’oltrepo per fare conoscere le sue qualità attraverso i suoi produttori dovrà impegnarsi molto di più con eventi di spessore rispettosi della grande cultura legata al nostro mondo. Quindi assicuro che il distretto si muoverà in questa direzione e invito tutti i lettori a seguire il percorso di questa nostra scommessa. Grazie, tanti auguri di buone feste a tutti

    • un evento, Giorgi, che non vi siete nemmeno preoccupati di comunicare. A me ad esempio…
      Mi sa che tra Distretto e Consorzio non ci sia poi tanta differenza nel modo di agire

  11. purtroppo non abbiamo ancora un’ addetto stampa( lo avremo a breve) e come ho gia detto l’evento ha avuto una veste strettamente localistica. detto questo, abbiamo ancora molte lacune e stiamo lavorando alacremente per colmarle. quindi mi scuso ufficialmente per questa nostra mancanza. il nostro obiettivo e’ quello di rendere l’oltrepo finalmente un territorio rispettato, sbagliamo,sbaglieremo ancora, ma quantomeno adesso esiste un gruppo di produttori unito che fara di tutto per raggiungere questo obbiettivo. grazie

  12. Mi associo a questa manifestazione di affetto e stima nei confronti di Matteo Marenghi, un serio professionista. Ho avuto modo ed occasione di parlare al Vinitaly con il Presidente del Consorzio e devo dire che ” a pelle ” non mi è piaciuto il suo modo di interagire : mentre gli parlavo si guardava in giro e non guardava negli occhi l’interlocutore, con un’aria di sufficienza che mi ha lasciato deluso ( ad essere gentili…..). Se tanto mi da tanto incomincio a capire perchè la zona, nonostante i tanti ottimi vini che esprime, non riesce a decollare…..con simili atteggiamenti, ultimo il trattamento riservata a Matteo !

  13. Sono assolutamente d’accordo con Cribellati, bertè, Calatroni, Giorgi, ecc. ecc. Non è possibile dare il “benservito” ad una persona, che, finalmente, ha avuto il coraggio di dire come stessero le cose. Sono stata presente a parecchie riunioni, essendo socia del consorzio, ma posso garantire che purtroppo la figura di Matteo è, sempre, volutamente, stata tenuta in secondo piano. Mi spiace molto per lui in primis che è stato “cestinato” senza che i soci ne fossero a conoscenza, e questo ci tengo a dirlo: una decisione così importante non avrebbe almeno avuto bisogno di una assemblea???????????? E’ una grande questione di rispetto, etica professionale e non voglio dire altro. Matteo, scusa ma tu sai che noi, molti, troppi, la quasi totalità dei soci non ne era a conoscenza. Quanto al Distretto, l’azienda che rappresento, è stata una fondatrice: se fossimo stati così bene al Consorzio che necessità avremmo avuto di formare un nuovo organo associativo? Pian piano cresceremo e speriamo di rinascere a nuova vita. Le nostre “fatiche” lo meritano.

  14. Non ho capito bene: il Direttore di un Consorzio non è stato riconfermato e questa è una decisione presa all’oscuro dei soci? Luigi Arnolfi

  15. Può darsi sia una decisione di competenza del CdA. Se il CdA ha approvato ma i soci non sono d’accordo una riflessione la farei, se fossi nel CdA o se fossi socio. Il problema mi pare spostarsi sulla reale rappresentatività del Cda. Nel sito del Consorzio i componenti del Cda comprendono anche Fabiano Giorgi, che in un post precedente è intervenuto a nome del Distretto in modo positivo e equilibrato: non sapeva neppure Giorgi di questa decisione? Leggo in un post sopra anche il nome di un Berté e c’è un Berté nel Cda: se sono la stessa azienda, non si sono detti niente? Scusate, magari non sono della stessa azienda o non spetta al Cda decidere e non ne sapeva niente: decide il Presidente da solo, mi sembrerebbe strano.

    • Il CdA decide per tutti, il problema è che gran parte dei soci non si sentono rappresentati da questo Cda, composto da un insieme di grossisti di uve, bottiglie e vini sfusi messi lì da chi ha più potere di voto.
      Giorgi (che da quanto so ha dato le dimissioni da consigliere e da socio) e Bertè sono in minoranza nelle votazioni di decisioni già prese ai vertici. Ma lascerei volentieri la parola a loro per rispondere a questo costruttivo interrogativo di Luigi.

  16. Da osservatore ultradecennale delle cose vinicole oltrepadane, vorrei fare due piccole considerazioni.
    Mi pare indubbio che che in questo territorio vi siano forze più o meno occulte che mirano alla conservazione di un mondo vinicolo che privilegia esclusivamente la vendita a discapito della ricerca della qualità. Troppi progetti sono falliti, non si capisce per quale motivo (o forse si capisce benissimo), troppi personaggi degni sono stati costretti ad andarsene.
    Vi è però, mi pare di capire, una nuova generazione che si sta ribellando a questo stato di cose. Giovani e sempre più determinati produttori incominciano a ritagliarsi un loro spazio, incominciano a non accettare le regole del sistema.
    Una testimonianza è data anche dagli interventi che ho letto sopra (parlo di quelli costruttivi).
    Nonostante Ziliani (e non solo lui) si sia sempre occupato con puntualità delle questioni vinicole oltrepadane da almeno un decennio, i suoi articoli rimanevano sempre privi di qualsiasi commento. Nessuno in Oltrepo si degnava di intervenire anche se le considerazioni e magari le accuse erano ben circostanziate e non raramente anche dirette.
    Spero che questi giovani riescano a portare avanti la loro battaglia. E questo per il bene di una terra che merita di più.

  17. Carissimi Milena, Stefano, Ettore, Fabiano e tutti gli altri , non fate i soliti Italiani che si indignano e basta, agite o avete tutti paura .
    Che Matteo non venisse riconfermato si sapeva e diceva almeno da Ottobre, ma nessuno si è mosso perché Napoleone “de noi altri” tiene per le palle molti componenti del CDA del consorzio, ad alcuni compra l’uva ad altri vende il vino e tutti vanno o vengono chiamati a Canossa ( Cantina sociale di Broni ) per ricevere indicazioni su cosa fare in Consorzio a Riccagioia (prossima bomba che brillerà nel cielo Oltrepadano peccato per i milioni spesi) in associazioni regionali ecc.ecc.
    Io purtroppo non produco uva o vino in Oltrepò, ma so vedo e partecipo a tante riunioni nel mondo del vino .
    Come mai certi consiglieri del consorzio non vanno alle riunioni o addirittura si dimettono se si crede in una persona la si difende anche sapendo di essere in minoranza .
    Sveglia OLTREPO’ quanti consulenti avete fatto scappare o non saputo gestire .
    Mi viene alla mente la fugace apparizione in Oltrepo di Gianni Legani .

    In Franciacorta, Valtellina, Garda-Valtenesi (per restare in Lombardia ) non pensate che tutti si amino alla follia ma specialmente in Franciacorta fanno fronte comune in pubblico poi magari si accoltellano in privato.

    Qualcuno mi accuserà di usare uno pseudonimo e quindi di non avere il coraggio di espormi lo uso perché in questo momento è un male necessario farlo, appena si saranno sistemate alcune cose del mondo del vino Lombardo userò come ho sempre fatto il mio nome e la mia faccia .
    Ne approfitto per fare a tutti gli auguri di Buon Natale e Serene Festività
    IL CONTE

  18. Visto che manca una settimana, i soci sanno chi prenderà il posto di Marenghi , non è stato deciso ancora o anche in questo caso prenderanno quello che arriva?

  19. Spiace leggere queste cose…. sappiamo tutti che il Consorzio non è l’Oltrepò…il consorzio è delle cantine sociali che “trasformano(verbo azzeccato)” vini per grossi imbottiglatori… ma quello non è Oltrepò…quello è una parte del mondo vino che ha trovato “casa” sulla via Emilia,non sulle colline !!!! Li ci sono uomini,famiglie e brava gente, che sa potare,sa conoscere la terra,sa il proprio territorio e sa che qui da 2000 anni si fa vino, e con queste basi,il sapere ed il territorio arriveremo al posto che ci compete.
    La mia generazione (31 anni) è nata con questo “Virus” e pian piano ci stiam facendo gli anticorpi…!!!
    stiamo lavorando tranquilli… c’e’ FERMENTO il Oltrepò….!!!
    per vincere la tempesta che arriverà stamo creando qualcosa e lo stam facendo come ce l’hanno insegnato i nostri padri…dalle radici…radici buone=ottima chioma e POTANDO i rami non eccelsi = fusto sano!!!
    Siamo consapevoli degli errori fatti,ne stiamo pagando le conseguenze,ma stamo anche cercando di cambiare…
    Qui c’è gente che si sbatte, lavora…e lavora bene o almeno da il meglio di sè!
    Prima di parlare venite qui, uscite a Broni o A Casteggio, fate qualche chilometro… e cercate…i tesori più veri son quelli nascosti!!!!!!!!!!!!!
    Derideteci, dateci dei “Poveracci” ma non dateci dei cechi !!!

    • Gentilissimo Massimo, si capisce che Lei è sincero e fiducioso nel cambiamento, ma i risultati sono quelli che si leggono. Non è stato riconfermato il Direttore e non se ne sa il motivo; alcuni produttori qui intervenuti hanno dichiarato contrarietà con questa decisione. Qualcuno però ha scritto che la cosa era nota, ma nessuno si è opposto. Pare che esista un Cda dove alcuni membri non hanno voce. Più sopra si è parlato di spot natalizi dedicati alla Bonarda e non come logica vorrebbe al Metodo Classico che pur producete o al Cruasé su cui avete anche investito. E nato un Distretto formato da Aziende che sono anche nel Consorzio – non ho capito? – e che fa promozione come scopo – non ho capito neppure questo bene, mi scuso – cosa che dovrebbe fare il Consorzio, sostenuto anche per questo scopo dai soldi dei soci e credo non solo. Il Distretto però non può permettersi per ora di pianificare in comunicazione e promozione. Questo è quanto si comprende dagli interventi, mi scuso se ho capito male, però non è facile capire. Lei sicuramente è animato da ottimi propositi, ma penso sia incontestabile che esista confusione se non addirittura perdita di risorse investite male. Non penso siate dei “poveracci”, al contrario penso che abbiate ancora soldi a sufficienza per sprecarne e non si offenda, ma fare cose non mirate o non produttive sta a dimostrare che i soldi ci sono, investiti male e in modo episodico. Forse non siete ciechi, ma sprecare risorse così a un esterno come me sembra solo un modo per alimentare un sistema confuso e tutto cambia ma tutto resta uguale. Sulle colline dell’Oltrepo io venivo anche da ragazzo e i produttori sono come dice Lei, schietti onesti orgogliosi come lei che dimostra giusto orgoglio. Accettare questa confusione di cose fa chiedere dove sia finito l’orgoglio di fare le cose bene se la maggioranza si piega.

      • dimenticavo: io sono venuto in Oltrepo anche lo scorso finesettimana , ho pranzato e ho deciso di comperare vino ma ho trovato certe aziende chiuse forse perchè era domenica, penso. In una aperta non avevano più spumante. Questa cosa non so spiegarmela, se lei mi dice che imparate dai vostri padri: loro la domenica erano aperti, qualcuno c’era sempre e lo spumante non lo finivano 10 gg prima di Natale. In tante parti d’Italia e all’estero è ancora così. Anche le maisons della Champagne sono aperte la domenica. Se pensate che il futuro sia organizzarvi con orari d’ufficio, non so se sia una bella cosa.

  20. Gentile signor Massimo,

    ho fatto qualche chilometro e sono venuto in Oltrepò in un agriturismo con annessa azienda vitivinicola.
    Mi e’ stato presentato come vino di punta dell’azienda un taglio Cabernet-Merlot ed , in aggiunta un Cabernet Sauvignon. Non mi sono sembrati propriamente due vini del territorio.
    Se questi sono i prodotti graditi dalla clientela , se questo è il “fermento” , se questi sono i “tesori nascosti” mi ritiro in buon ordine . Sono un vecchio barbogio che ha una concezione del territorio completamente diversa e che non si sognerebbe mai di piantare Merlot, Cabernet, Muller Thurgau
    sulle colline oltrepadane.
    Buon Natale e buona fortuna.

  21. Be signor Cantabruna,
    quel posto è il mio locale,un ristorante con annessa cantina da 12 ettati che han costuito le 2 generazioni che mi han preceduto e che io vorrei continuare a condurre…!!!!
    Produciamo 22 etichette di vini , circa 100000 bottiglie e se la maggior parte di esse sono di quel taglio che ci sta dando tanta soddisfazione!!!
    Non penso che anche ai commensali che han pranzato con lei non sia piaciuto, detto ciò son d’accordo che un’azienda debba produrre vini tipici (autoctoni a me non piace), ed infatti stiamo svoluppando una bonarda fermentata con lieviti della stessa vigna selezionati 3 annate prima, un tipico davvero!!!!
    Risondendo al signor Luigi… io non sono un fenomeno in geopolitica, da buon AGRICOLTORE però Le posso dare il mio punto di vista sul consorzio…
    questo è il cda:
    Viticoltori
    Paolo Massone (Az. Agr. Bellaria di Massone, Casteggio): 2.288 voti
    Davide Doria (Az. Agr. Doria S.s. Soc. Agr., Montalto Pavese): 2.216 voti
    Paride Delmonte (Az. Agr. Delmonte Ezio & F.lli di Delmonte Paride, Montù Beccaria): 2.156 voti
    Valeria Vercesi (Az. Agr. Vercesi Nando e figlio Maurizio, Montù Beccaria): 2.147 voti
    Marco Orlandi (Az. Agr. Orlandi Marco, Montù Beccaria): 2.130 voti

    Vinificatori
    Livio Guglielmo Cagnoni (Terre d’Oltrepò Soc. Coop. Agr. per Azioni, Casteggio): 25.981 voti
    Alessandro Galluzzi (Torrevilla Vitic. Assoc. Soc. Coop. Agr., Torrazza Coste): 25.176 voti
    Michele Vitali (Cantina di Canneto Pavese Soc. Coop. Agr., Canneto Pavese): 25.005 voti
    Natale Berté (Cantine Francesco Montagna S.r.l., Broni): 24.865 voti
    Filippo Nevelli (Ballabio Soc. Agr. S.r.l., Casteggio): 24.083 voti

    Imbottigliatori
    Umberto Quaquarini (Az. Agr. Quaquarini Francesco S.s., Canneto Pavese): 24.702 voti
    Quirico Decordi (Vinicola Decordi del Borgo Imperiale Contesole S.p.a., Motta Baluffi): 23.083 voti
    Pier Paolo Vanzini (Az. Vitiv. Vanzini S.a.s., San Damiano al Colle): 21.402 voti
    Renato Guarini (Losito e Guarini S.r.l., Lentate s/S.): 19.803 voti
    Fabiano Giorgi (Giorgi F.lli & C. S.a.s., Canneto Pavese): 18.131 voti

    Dove a parte 3/4 persone il resto ruota attorno alla cantina sociale di Broni… che ha in mano circa il 40% delle uve prodotte in Oltrepò…
    ora io non accuso nessuno e ripeto… ne so di potatura,non di geopolitica ma so fare 2+2….!!!!
    360 quintali di vino sfuso venduto in cisterna…. quasi 600 mila quintali di uva pigiata… se ci mettiamo tutti insieme noi AGRICOLTORI non arriviamo nemmeno ad un terzo!!!
    io lascio a questi lo spot della Bonarda ed i loro soldi spesi cosi… ricevo clientela al mio locale tutti i giorni e cerco di diffondere insieme al vino un minimo di cultura del territorio,facendo sistema con chi la pensa come me…anche proponendo un taglio bordolese che trova in scaffale UNES a € 8.30, non Bonarda dell’OP a € 1.99…!!!!!!!!!
    Io penso d’aver poco da rimproverarmi sotto il punto di vista etico, e credo nel mio territorio,ripeto,ho investito,anzi ,la mia famiglia ha investito tutto mel portar la gente qui…
    Ora vado a preparare il cappone per i commensali di domani…!!!
    Buon Natale ed un brindisi a tutte le persone che amano il buon vino!!!!!
    prosit!

  22. Buon Anno, Signor Massimo. Lasci pure che facciano e paghino gli spot della Bonarda sotto Natale con i soldi che non sono i “loro” ma anche i Suoi, bravo!. Come cultura del territorio cosa intende, scusi?

  23. I miei?guari li ci somo fino al 31/12 poi la mia azienda lascerà il consorzio… poi guardi senza schierarsi politicamente, non penso sia colpa sua se in lItalia sia messa cosi male, ma della classe dirigente che l’ha guidata (e mangiata ) neli ultimi 30 anni… e la colpa quindi è la sua??? e se no perchè non fa nulla??? e se l’ha fatto è servito a qualcosa???
    scusi il paragone ma la casa sta in questi termini!!!!!!
    Cultura del territorio significa sapere cosa c’e’ attorno a te…sapere di quel castello e valorizzarlo,saoere di quel produttore e valorizzarlo,sapere di quel locale e valorizzarlo,… SIGNIFICA ,SECONDO ME ,SAPERE E VALORIZZARE IL BELLO CHE HAI ATTORNO…E QUI CE N’E’!!!!!!!!
    oggi ho avuto ospiti e son fiero che la maggior parte di essi siano persone che son già state qui e che han voluto portare la loro famiglia a far conoscere una famiglia che crea,fà … con le mani ed il sudore della fronte…e che racconta quello che fa perchè non ha nulla da nascondere!!!

  24. La cosa più bella che ha scritto, Massimo, è “significa sapere cosa c’e’ attorno a te…”. Credo che possa esserci speranza per il vostro territorio. E la prima volta che mi capita di leggere qualcuno che ha consapevolezza, perché forse lei che è piuttosto giovane non ha intuito che quello che vi hanno tolto e cercano di togliervi è proprio la consapevolezza. E’ il motivo per cui vi svendono e vi tengono fuori dalle decisioni.Tenete duro. Con stima vera. Luigi Arnolfi

  25. Salve,

    Buon Natale a tutti,
    innanzitutto vorrei rispondere al sig. Luigi Arnolfi; il sig. Bertè che siede nel cda si tratta di mio padre. Le assicuro che si parla con gli altri consiglieri che non hanno condiviso questa scelta. Tuttavia questo non basta, come ho già scritto in precedenza io ed anche gli altri, c’è un consiglio dove la maggiore rappresentatività non corrisponde sicuramente alla nostra azienda o a quella del sig. Giorgi o Quaquarini.

    Concordo con lei che vi è un pò di confusione, e questo lo si può notare da come vengono prese le decisioni, così all’improvviso arrivano come la neve dal cielo; manca una programmazione seria, ed è il motivo per il quale mio padre si batte tutte le volte in consiglio, non essendo d’accordo con questo modo di gestire la nostra denominazione.

    Quello che mi fa più arrabbiare è che la nostra zona ha un potenziale enorme, ma si fa di tutto per non sfruttarlo anzi, le decisioni vengono prese per far arricchire le varie cooperative o imbottigliatori di turno a cui molti nella nostra zona continuano a vendere vino sfuso.I prezzi delle uve continuano a scendere, i terreni si continuano a svalutare ed i viticoltori fra qualche anno se continua questo andazzo smetteranno di fare questo lavoro.

    I suoi esempi di aziende chiuse nel periodo antecedente Natale, lo possiamo estendere anche a zone più blasonate della nostra, visto che poco tempo fa mi è capitata la stessa cosa in Langa, che non è sicuramente l’ultima zona in termini di enoturismo.
    Un’azienda chiusa di domenica alla mia richiesta di fare una degustazione per poi comprare eventualmente, mi han detto che non avevano tempo. Un’altra alla quale avevo addirittura chiesto appuntamento si sono magicamente dimenticati, si capisce che non hanno bisogno di vendere sotto Natale.

    Vorrei rispondere anche al sig.Cantabruna il quale criticava il sig. Madama. Sono d’accordo con lei che il fare troppe tipologie di vini non vada bene, però non credo il problema principale sia il fatto che Massimo quando lei era suo ospite le abbia fatto assaggiare il suo Cabernet Sauvignon. La sua azienda si basa su Bonarda e Pinot Nero e magari fa qualche bottiglia di Cabernet più come sfizio personale.
    Ci sono altre zone in Italia che si sono più imbastardite della nostra utilizzando vitigni che non c’entravano nulla, magari anche frodando i disciplinari. Se vuole posso iniziare l’elenco.

    Noi siamo una zona che dovrebbe credere più in se stessa e smetterla di fare arricchire gli altri. Finchè non si avrà la volontà di provare a costruire qualcosa per fare emergere il nostro territorio e dare più valore aggiunto ai nostri vini, bè ahimè, lo dico a malincuore, ma la situazione cambierà poco.

    Buone Feste
    Matteo Bertè

    • Matteo Bertè, capisco e comprendo la tua rabbia e la tua voglia di difendere questa bellissima zono di produzione, ma scusami, Basta fare i coccodrilli .
      1° il Cda del Consorzio è fatto da 18 persone quante erano presenti il giorno del non rinnovo a Matteo Marenghi, di quelli presenti stento a credere che siano tutti al soldo di Napoleone .
      Nei CDA vige il numero legale basta alzarsi e farlo mancare .
      Il problema sconcertante è che 4 anni fa è stato eletto un Presidente produttore vinificatore imbottigliatore del proprio prodotto che poi si è lasciato ammaliare da Napoleone e oggi prende gli ordini da Napoleone, che per quello che mi risulta pur essendo nel cda del consorzio non partecipa quasi mai alle riunioni .
      Veniamo al falso problema OLTREPADANO le cantine sociali e gli imbottigliatori .
      Vista la superficie coltivata a vite in Oltrepò purtroppo è un male che serve e quindi va gestito con accortezza e lungimiranza.
      Le porto un esempio anche se molto più piccolo come superficie il Lugana .
      Questa zona era condizionata da gli imbottigliatori Veneti che spadroneggiavano con i prezzi e svilivano il prodotto.
      I produttori vinificatori si sono accordati si sono sacrificati hanno fatto mancare il prodotto sul mercato del uva e dello sfuso .
      Risultato chiami il Direttore del Conosrzio Carlo Veronese e se lo faccia raccontare .
      Certamente il paragone è un poco estremo ma sul Pinot Nero e sul Cruasè potevate farlo, era vostro dovere farlo “fare cartello” .
      Con tre Vini :
      Pinot Nero vinificato in Rosso
      Pinot Nero spumante DOCG
      Cruasè
      Siete ancora in tempo “forse” .
      Certamente le occasioni perdute sono tante e i soldi sprecati ancora di più :
      Enoteca Regionale ad oggi una bellissima ristrutturazione .
      Strada del Vino in 10 anni nulla solo buttato circa un milioncino di Euri .
      Progetto Bonarda quanto si è speso per far capire che la bonarda è solo in bottiglia , mi risulta che in estate Napoleone ha manovrato affinché in cda si decidesse di ritornare alla possibilità di vendita della Bonarda sfusa , certamente il cammino della modifica del disciplinare sarà lunga ma che errore prendere quella decisione .
      Negli ultimi 15 anni avete avuto la presidenza di ASCOVILO ( Ruffinazzi e Cagnoni ) e cosa siete riusciti a fare nulla , almeno Ruffinazzi riusciva a parlare in pubblico .
      Ripeto quanto già scritto come Consorzio avete avuto la possibilità di avere persone preparate e conosciute in tutta Italia e anche all’ estero, per non parlare dei consulenti o tecnici passati per le varie aziende .
      In gran parte scappati .
      Adesso avete il Distretto so che fate delle riunioni abbastanza spesso non chiudetevi tra di voi confrontatevi anche con l’esterno, con altri consorzi o associazioni fatte da produttori di vino che funzionano, in Lombardia qualcuna esiste .
      Ho letto la risposta di Giorgi a Franco, non ci si deve giustificare ma ugualmente si deve comunicare e non è detto che comunicare costi cifre importanti a volte basta lavorare con passione anche nelle pubbliche relazioni non solo nel produrre il vino.
      Potrei proseguire ma qui mi fermo con un consiglio smettetela di fare i coccodrilli .
      Io sono disponibile ad un confronto come si dice ” De Visu ”
      saluti
      Il Conte del Vino

  26. Tanti auguri ancora a tutti di buone feste visto il periodo, innanzitutto. Questo mio ritardato intervento dipende da più motivazioni. Pensando in maniera razionale, credo che il nostro territorio dovrebbe liberarsi da tutte le polemiche, problematiche, esternazioni che riempiono da sempre la bocca di tutti, purtroppo per noi, spesso con piena ragione, comunque sempre deleterie per noi produttori. Quindi per questo motivo ho deciso di non intervenire pubblicamente in maniera diretta nella querelle marenghi, tantomeno nelle discussioni legate al consorzio oltrepo pavese. Intervengo solamente per ringraziare colleghi che con grande volontà difendono il proprio patrimonio,Milena, Ettore, Stefano, Massimo, Matteo ( che ringrazio per le belle parole), Marco( enologo di un’azienda che tutta l’Italia ci invidia) ma sopratutto per rispondere ai sinceri appassionati del nostro mondo( mi rivolgo in questo contesto in particolare a Danilo, conte di vino, Luigi e comunque a tutti coloro che sono intervenuti). Vorrei ribadire che faremo di tutto per dimostrare e realizzare le nostre potenzialità, il nostro valore, la qualità del nostro territorio! Pensiamo che l’unica soluzione possibile sia l’unione dei produttori di filiera di qualità,ci stiamo provando, tra molte difficoltà, qualche bastone tra le ruote e qualche reticenza. Logico, ma oramai nulla dovrebbe spaventarci, abbiamo le spalle larghe! L’importante, il nostro obbiettivo, e’ che l’oltrepo pavese possa essere conosciuto e riconosciuto da tutti anche grazie alle persone che tutti i giorni lavorano su questo territorio, che lo vogliono far crescere e che sopratutto lo rispettano! Grazie

  27. Quando ha ragione franco gliela do proprio volentieri. Comunque i fatti concreti molte aziende li hanno già fatti e continuano a farli all’interno delle proprie aziende migliorandone la qualità in maniera importante. Certo che la parte più difficile arriva adesso, continuare a migliorare e comunicare tutto questo finalmente in maniera concreta ed unità. Fatti, non parole, ci proveremo, ancora tanti auguri a tutti

    • “spumante”? Non so a cosa si riferisca Giorgi: io conosco e scelgo, come a Natale e Santo Stefano, Champagne e Franciacorta. E se dovessi mai cambiare sceglierei ipoteticamente Trento Doc, Oltrepò Pavese Docg, Alta Langa Docg, non certo “spumante”…
      Quando vi abituerete voi oltrepadani a chiamare i vostri metodo classico con il loro vero nome? :)

  28. Pingback: Distretto del vino di qualità Oltrepò Pavese: grandi programmi ma sito Internet expired… | Blog di Vino al Vino

    • mogli e buoi dei paesi tuoi? :) giusto che scelga i vini della sua terra, ma provare a cambiare, anche in meglio, ogni tanto?
      E cosa mi dice del sito Internet del Distretto?

  29. Fabiano giusta posizione come presidente del Distretto, se non mi giungono notizie errate hai dato le dimissioni dal CDA del Consorzio, io sarei rimasto per difendere le vostre posizioni dal interno.
    Sul resto fate poche cose ma non bene benissimo .

  30. Sig. conte del vino,
    se c’è qualcuno che deve smetterla di fare qualcosa è sicuramente lei, visto che continua a fare il CONIGLIO nascondendosi dietro un nickname.

    1)Io non mi piango certo addosso, ho fatto un analisi della situazione come lei ha fatto la sua mi sembra.
    Io non difendo a spada tratta il mio territorio, ma quando si vuol parlare a vanvera giusto per dire qualcosa, riportando fatti spiacevoli e dettagli non troppo positivi che accadono in Oltrepò, io mi sento di riportare che molti accadono anche in altre zone.
    Detto questo io sono il primo critico del mio territorio, lo si può intuire bene dai miei post.

    2)Quando lei mi dice che le cooperative e gli imbottigliatori è un falso problema, bè io mi sento di dirle che forse allora non conosce bene i numeri della zona.
    Vada a vedere quanto vino potenziale doc o igt viene prodotto e lo compari con quello imbottigliato, poi compari quello imbottigliato in zona con quello fuori zona.
    Si renderà conto della dinamica del vino in Oltrepò.
    Mi spieghi lei che sa tutto, come mai poco tempo fa si è voluto introdurre la deroga della vinificazione Igt fuori zona per le aziende che storicamente hanno sempre attinto da noi.
    Se il problema fosse Falso come dice, questo non sarebbe stato necessario.
    Quando lei poi dice che è un male minore, allora vuol dire che è un problema per la zona, se no altrimenti, non sarebbe un male, c’è un pò di confusione nei suoi ragionamenti.

    Chiarisco: io non sono contro ne alle cantine sociali ne agli imbottigliatori se lavorano in nome del territorio; siccome da noi non è il caso sono contro. Se questi agiscono in modo controproducente per il nostro territorio, giocando al ribasso, svendendo il nostro vino, facendo poi concorrenza ai produttori che cercano di fare la qualità, bè mi da molto fastidio. Purtroppo l’andazzo che si è preso ultimamente è questo.
    Metà del vino prodotto in questa zona, non si sa dove vada a finire.

    Mi spieghi un’altra cosa; come si fa a fare cartello e dettare il prezzo se la percentuale delle aziende che non appartengono all’orbita di questa politica suicida non arrivano al 30-35% della produzione totale.
    A me hanno sempre insegnato e mi sembra che sia così che il prezzo lo può dettare colui che ha il maggior controllo di un determinato bene, non chi è in minoranza. Poi se lei sa come fare, se me lo dice sarei molto contento.

    3)L’esempio della Lugana, mi scusi è un bell’esempio, ma poteva trovarne uno migliore.
    Se mi avesse portato l’esempio dell’Alto Adige, dove come situazione (solo) dal punto di vista rapporto cantine sociali/aziende private è molto più simile alla nostra sarebbe stato sicuramente molto più credibile. Loro ad un certo punto hanno cambiato mentalità, le cantine sociali hanno capito che continuando a produrre vini e svenderli non andavano da nessuna parte, hanno puntato sul territorio valorizzandolo e i risultati li conosciamo tutti.
    In Lugana (per la quale ho una stima e un rispetto grandissimo), ci sono molte meno aziende che da noi, sono tutte medio-piccole, non vi sono praticamente cantine cooperative (che hanno in mano il mercato del vino come nel nostro caso), in più queste aziende detengono tutte insieme la totalità del controllo del loro vino. Anche qua mi scusi, ma mi sembra molto più facile dettare le regole del mercato. Ovvio si sono coalizzati hanno puntato sul territorio e hanno avuto ragione, sempre il solito discorso.

    4) Problema consorzio: lei dice basta alzarsi e fare mancare il numero minimo, come dire facile volare basta prendere un aereo e pilotarlo (facile….no?). Mi spiega come si fa a mancare il numero minimo, quando la maggioranza del cda non lo vuole far mancare. Si potrebbe fare, ha ragione ma si alzerebbero al massimo 5 persone, quindi il consiglio avrebbe lo stesso il numero legale. Anche qua se lei è capace e me lo spiega, le sarei molto grato.

    Non entro nel merito delle questioni Ascovilo, Strada del Vino, Enoteca Regionale, Riccagioia etc……primo non ho notizie sufficienti in merito e visto che sono solo questioni manovrate dalla politica, penso che bisognerebbe chiedere a coloro più esperti di me. Comunque ne abbiamo l’esempio tutti i giorni che dove mette il naso la politica, porta più danni che benefici.

    Rimango d’accordo con lei solo quando dice che bisognerebbe puntare sul Op Met.Classico, Cruasè e Pinot Nero più energicamente e non tornare alla vendita della Bonarda in contenitori superiori al 1,5 lt (e non sfusa come dice lei).

    Comunque secondo me lei, visto come scrive e i nomi che usa per certi personaggi è un oltrepadano o comunque è vicino al mondo Oltrepò.

    Quanto all’ incontro “de visu”, rimango sempre a disposizione, se vuole mi scriva (visto che ha paura a dire il suo nome e cognome), la mia mail è: matteo.berte@cantinemontagna.it. così si potrà rivelare, perchè fino a quel momento per me rimane un cadavere disperso che scrive su questo blog, visto che non ha un’identità.

    Matteo Bertè

    P.S: non è che per caso non si rivela, perché anche lei ha paura delle conseguenze?

  31. Matteo grazie speravo in una reazione sua e di altri produttori che rispetto e ammiro, ma mi permetto non si deve reagire solo su questo bellissimo Blog del amico Franco .
    Sul dire il mio nome e cognome ho bisogno ancora qualche settimana per continuare la mia battaglia in seno alle associazioni regionali che ho citato e per sperare di arrivare ad una svolta utile a tutti i produttori vinificatori devo in parte agire in apnea .
    Per la fine di gennaio non avrò problemi a usare il mio nome e cognome come faccio sempre ma adesso proprio non posso ripeto non per tutelare la mia persona ma per tutelare la mia categoria .
    Rinnovo i mie auguri a tutti
    Conte di Vino

  32. Ricordando che in un post successivo a questo chiedevo i prezzi del Bonarda in Azienda, prezzi medi di vendita in bottiglia e finora risposta nessuna, sono abbastanza stupito – non sorpreso – dall’ultimo intervento di “Conte di vino” che mi pare persona molto dentro le cose dell’Oltrepo ma che pare che si presenti come il Robin Hood della situazione. Se c’è un problema e c’è sicuramente in quel posto mi sembra di capire che siano le iniziative autonome senza coordinamento, cosa che finora mi sembra aver alimentato nella confusione generale chi invece un proprio coordinamento lo aveva ben chiaro e s’è visto. Capisco che il Conte lo fa per un buon fine, ma non capisco perché non intervenire a tempo debito, quando sarebbe bastato come dice lui/lei qualche settimana per poterlo fare senza anonimato. Parla di una categoria, non si sa quale, in tutela di cui si sta muovendo e mi chiedo: si muove a favore di una categoria senza che la categoria lo sappia?

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