Boatos sommeliereschi: in settimana nascerà la Fondazione Italiana Sommelier

rumors

In alternativa a quali associazioni già esistenti e ad opera di chi?

Corre fondata voce con ricorrenti e affidabili rumors, e ne ho avuto conferma anche oggi che è domenica, che la prossima settimana il variegato mondo della sommellerie italiana, all’interno del quale troviamo A.I.S., Onav, Fisar, Aspi, e conventicole sommelieresche minori varie, si arricchirà di una nuova associazione. Una nuova realtà associativa che dovrebbe presentarsi come Fondazione Italiana Sommelier. Annotando che detta nascente realtà associativa si presenta come Fondazione e non come Associazione, sorgono spontanee alcune domande:

chi sarà mai l’artefice, il deus ex machina della Fondazione Italiana Sommelier?

in quale città verrà presentata e su quale bacino d’utenza (cittadino, provinciale, regionale, nazionale?)  e su quale seguito potrà contare?

Puntodomanda

si tratta forse di una Fondazione creata da persone che ad oggi fanno già parte, magari con incarichi rilevati, di una delle principali associazioni della sommellerie italiana?

se queste persone fanno già parte di un’associazione, la nascita di una Fondazione Italiana Sommelier prelude ad una loro uscita dall’associazione di cui farebbero ancora parte?
Oldnew1

se i responsabili della nascente Fondazione Italiana Sommelier non sono “cani sciolti” ma membri, magari importanti, di un’associazione già esistente, quale sarà la risposta dei vertici di questa associazione?
Tollereranno la cosa, oppure magari in base ad un regolamento / statuto che vieta lo svolgimento di attività che siano o in concorrenza, oppure semplicemente parallele o simili a quelle dell’Associazione stessa, si arriverà, in base ad un preciso status di incompatibilità, ad un’espulsione dalla realtà associativa originaria?
boatos

E per concludere:

quale sarà l’atteggiamento che assumeranno nei confronti di questa nascente Fondazione Italiana Sommelier non solo il mondo dell’informazione, che magari è sempre stato favorevole ai personaggi che ora andrebbero a costituire la Fondazione stessa, ma soprattutto l’atteggiamento dei produttori di vino?

se gli artefici della Fondazione Italiana Sommelier e questa Fondazione si ponessero in alternativa ad un’associazione sommelieresca già esistente, di cui magari facevano parte, i produttori di vino da che parte si schiereranno? Riusciranno a fare i pesci in barile e a traccheggiare “ponziopilatescamente” oppure si troveranno costretti ad una scelta di campo?
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Chi ha ideato la Fondazione Italiana Sommelier e ha deciso di uscire allo scoperto e animare questa nuova coniugazione della sommellerie italiana, ha pensato che con tre associazioni nazionali già esistenti e ramificate nelle varie regioni (Aisp è un caso a parte) c’è oggettivamente uno spazio molto risicato per consentire ad una quarta associazione di raccogliere aderenti, acquisire autorevolezza, avere seguito, ottenere riscontro da parte di quei produttori di vino senza il sostegno dei quali è impossibile pensare di ottenere qualsivoglia risultato?
Oldnewlife

E infine i creatori della Fondazione Italiana Sommelier (con o senza s finale?) hanno riflettuto bene sul significato di quel proverbio o adagio popolare che recita “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”?

Lo scopriremo, come dicevano Battisti e Mogol, solo vivendo…

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32 pensieri su “Boatos sommeliereschi: in settimana nascerà la Fondazione Italiana Sommelier

  1. Ci sarà in circolazione un gruzzolo (ecco “Fondazione” il cui statuto eccetera …), magari agganciato a qualche partito o corrente di partito o similari. Pare che non si sia più capaci di fare a meno della politica, avendo quest’ultima abdicato (alla grande) al suo ruolo di indirizzo e scelte di fondo, preferendo (alla grande) smanazzare negli affari. Con un densità di patologie davvero imbarazzante.
    Speriamo che almeno i sommeliers stiano lontani dalle porcherie che affliggono ‘sto povero paese … e magari sia solo una diaspora tra opposti sentire

      • Fattene una ragione Mica possono tutti marciare ancora (di nuovo) con il passo dell’oca, caro Franco, … eppoi, insomma, accontentati del piddì che ora si trasforma magicamente in diccì.

  2. Povera italietta,,, siamo sempre più come i capponi di Don Abbondio che, non preoccupati della fine che avrebbero fatto tutti, si beccavano tra di loro… L’italiota medio continua a dimostrare di pensare di essere più furbo e più bravo di tutti mentre l’estero ci sta (a questo punto per fortuna) colonizzando…

    • Che l’estero ci stia “colonizzando” in parte è vero.
      Ci sono anche molte aziende italiane che fanno acquisizioni estere…solo che come sempre è l’uomo che morde il cane che suscita scalpore, non il contrario.
      Comunque di una nuova associazione, ops, fondazione non se ne sentiva il bisogno.
      P.S. I capponi erano di Renzo, non di Don Abbondio

  3. Troppe ipotesi ed interrogativi su una creatura nascente. Ente fondazione? Nuova associazione? Quando nascera’ e ci saranno dati certi, allora possiamo con estrema facilita’ colmare la curiosita’.Ancora e’ prematuro per esprimersi con causa. Nulla di nuovo se si parla di Fondazioni. Dopo la moda dei consorzi , dimostratisi inutili,che tanto hanno parassitato con i contributi pubblici, adesso la moda che si sta diffondendo e’ proprio la Fondazione ( di partito, culturale, ecc). Ci sono stati decreti legge da Tremorti a Monti utili ad espropriare i patrimoni immobiliari delle banche e a privatizzare le universita’ di eccellenza tipo la Normale di Pisa. E’ ovvio che le fondazioni essendo enti senza scopo di lucro, non pagano imposte e sovente grazie apposite leggine ad hoc, ottengono finanziamenti pubblici a fondo perduto.

  4. Leggo qui stamattina e proprio ora mi arriva la richiesta di “rinnovo” dell’associazione italiana sommelier roma aderente alla Fondazione Italiana Sommelier. Abbassano la quota a € 100 euro: ma non lo spiegano che ora l’intera quota sarà solo per la Fondazione (e quindi Ais Roma) e che così in realtà dei 130€ che si pagavano prima (80 ais nazionale e 50 ais Roma) ora la quota per ais Roma raddoppia? sempre più indignata….
    Capisco anche l’addio ais Roma di alcune figure fra le più seguite: saranno i “nuovi” fondatori dell’ais – nazionale – a Roma.

  5. Sono un Sommelier di Servizio dell’AIS (una delegazione del Lazio) ed ho appena ricevuto il modulo di adesione alla Fondazione Italiana Sommelier (100 euro) e la lettera di FMR. Devo quindi dedurre che nasce una nuova associazione/fondazione? Quindi i soci AIS Lazio dovranno decidere se associarsi con la fondazione o restare con l’AIS. Quindi ora come socio AIS Italia e Sommelier di Servizio mi dovrei aspettare anche una lettera dall’AIS Italia. Che cosa farà Maietta nel Lazio? Crea una nuova sede? Insomma ci sono tanti quesiti ed i semplici associati e sommelier credo abbiano il diritto di sapere bene cosa sta succedendo. Spero che quanto prima si faccia chiarezza una volta per tutte perchè questa notizia di scissione sembra oramai realtà. Si era parlato all’inizio di semplice contratto tra Bibenda e AIS Italia, ma qui mi sembra qualcosa di più grande. Sono una persona semplice ed sempre guardato una bottiglia di vino come un valore aggiunto culturare, territoriale e storico. Quando servo lo faccio sempre con il cuore e ora con tutte queste lotte politiche, economiche e quant’altro…… oramai in questa era moderna bisogna smettere di sognare, anche quando si degusta uno splendido calice di vino. Scusate lo sfogo ed il romanticismo!
    Renato

  6. A metà della lettera c’è scritto: “…. Associazione Italiana Sommelier Roma aderisce alla Fondazione Italiana Sommelier. Ente appositamente costituito per elevare ancor di piu……”
    Se non faccio tante supposizioni senza “leggere tra le righe” e mi limito a leggere esattamente quello che c’è scritto, è chiaro che è un qualcosa creato da AIS Roma. Quindi se AIS Roma crea qualcosa deve aver avuto il benestare di AIS Italia. Ma sappiamo tutti che non è così. Allora perchè questo messaggio, degno di una investigazione da parte di Sherlock Holmes!

    • ecco, grazie ad un amico che me l’ha girata, la lettera di cui tanto si sta discutendo:

      Così annunciata – “In allegato lettera con importanti comunicazioni da parte del Presidente Franco Ricci per l’anno 2014. Cordiali saluti. BIBENDA – Associazione Italiana Sommelier Roma” – ecco la lettera inviata da Franco Ricci ai sommelier del Lazio

      Agli Amici Sommelier del Lazio
      Carissimi, il percorso che abbiamo compiuto in questi 23 anni qui nel Lazio come Associazione Italiana Sommelier Roma è diventato un fenomeno epocale, premiando così gli sforzi di chi ha voluto fermamente professionalità e qualità nella comunicazione efficace del Vino. Ma soprattutto il miracolo è avvenuto grazie al vostro Entusiasmo e alla vostra Passione nel sostenere ogni attività.
      Nulla si sarebbe realizzato senza i vostri copiosi suggerimenti. Idee, Riflessioni, Proposte sono state sempre colte per trasformarle in Progetti Iniziative Attività a favore della nostra Associazione. Si sono così realizzati più di 200 Corsi per Sommelier con oltre 20.000 Allievi, oggi Sommelier, raggiungendo circa un milione e mezzo di presenze tra le varie attività di degustazione. Un Record!
      E grazie a questo vostro grande contributo si sono da tempo accesi i riflettori sul nostro modo di divulgare la Cultura del Vino Italiano. Luci che hanno raggiunto le Istituzioni in Italia e nel mondo.
      Tutto ciò ci ha fatto recepire un’implicita richiesta di continuare il nostro lavoro in una veste sempre più Istituzionale, sempre più disponibile a rappresentare questo meraviglioso Made in Italy che è il nostro Vino.
      Per questo Motivo e con la consapevolezza dell’importanza del Lavoro svolto insieme in questi anni, dal 9 Dicembre 2013 Associazione Italiana Sommelier Roma aderisce alla Fondazione Italiana Sommelier, Ente appositamente costituito per elevare ancora di più lo spessore del nostro lavoro di divulgatori della Cultura del Vino e dell’Olio di qualità.
      La Fondazione Italiana Sommelier avrà il Riconoscimento Giuridico dello Stato e l’Accredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso i Ministeri della Cultura, degli Esteri e delle Politiche Agricole. La Fondazione, con Associazione Italiana Sommelier Roma, realizzerà il Corso di Qualificazione Professionale per Sommelier con il Riconoscimento Giuridico dello Stato, unico corso per Sommelier in Europa a possedere tale importante requisito.
      La quota di Rinnovo all’Iscrizione scende dagli attuali 130 Euro a 100 Euro l’anno, pur continuando a garantire al Socio l’acquisizione di Sommelier Notizie per la partecipazione a tutte le Attività a Roma e nel Lazio per sé e per due suoi amici, di BIBENDA la rivista nata per rendere più Seducenti la Cultura e l’Immagine del Vino e BIBENDA la Guida ai Migliori Vini e Ristoranti d’Italia. In allegato il modulo per il vostro Rinnovo, disponibile anche online su http://www.bibenda.it/rinnovo_iscrizioni_aisr.php
      Vi auguro di partecipare a tutti i grandi momenti del Vino preparati per Voi nella nostra Regione, invio di Cuore gli Auguri più cari di un sereno Natale a voi tutti e ai Vostri cari con i quali vi auguro di bere le migliori bottiglie
      !”

  7. nessun commento da parte sua a questo divorzio?
    Lei ha collaborato sino alla fine del 2011 con A.I.S. e credo si sia fatto un’idea dell’accaduto.
    Non può far finta di nulla!

    • da amico dell’Associazione, quale sono sempre stato e continuo ad essere, non posso che essere profondamente dispiaciuto per questa rottura che si é consumata, temo senza possibilità di ricucitura e recupero.
      Io mi auguro che A.I.S. trovi in sé le forze e le idee per riuscire ad andare oltre a questo piccolo “scisma” che vede di fatto allontanarsi – se crei una Fondazione Italiana Sommelier non puoi certo pensare di restare nell’Associazione Italiana Sommelier… – uno dei personaggi più carismatici e importanti dell’Associazione. Una persona che con me si é sempre comportata in maniera correttamente e della quale come uomo, al di là delle ironie sul Marchese der grillo e dintorni, non posso che parlare bene.
      Auguro a Franco Ricci (e ai suoi collaboratori) ogni successo per l’attività che intraprenderà con la sua nascente Fondazione ma auguro ancora di più ad A.I.S. di essere ancora più forte, coesa, determinata, guidata da persone capaci (e in A.I.S. ce ne sono) ed in grado di raccogliere quella richiesta di rinnovamento e chiarezza che viene da tanti associati.
      E questa la cosa più importante, perché A.I.S. rappresenta tante persone di buona volontà e perbene e costituisce di gran lunga la più importante associazione della sommellerie italiana. E tutti noi che amiamo il vino dobbiamo esserle vicini e volerle bene

  8. Ho ricevuto anche io oggi la famigerata mail firmata F.M.R.! Non vi nascondo che lo stupore e la perplessità di questa scelta mi ha travolto e che ho iniziato a farmi molte domande a riguardo. Ad esempio….chi sta svolgendo in queste settimane un corso AIS presso la sede romana all’Hilton…al termine del percorso sarà diplomato AIS O FIS (ma l’acronico della Fondazione Italiana Sommelier è stato già coniato da Ricci? Boh!)
    Domanda a caso? Direi di no…visto che sono quasi al termine del 3 livello e a febbraio sarò Sommelier. AIS o FIS?? Mistero della fede!!
    È poi…quando Ricci dice: “Associazione Italiana Sommelier Roma aderisce alla Fondazione Italiana Sommelier, ente appositamente costituito per elevare ancora di più lo spessore del nostro lavoro di divulgatori del vino e dell’ olio di qualità”…..aveva in mente quello che ha sempre detto alla stampa o ai suoi corsi? Nei suoi discorsi non si perdeva mai l’occasione di affermare (a ragione) l’importante ruolo primario che l’AIS aveva nella divulgazione e comunicazione della cultura del vino, in quanto autorevole attore nel settore. Ora questa autorevolezza dell’Ais nel divulgare la cultura del vino non basta più?
    Insomma è piuttosto palese che la volontà di questa scelta, precedentemente annunciata dalla scissione tra Bibenda e AIS, sia politica e dettata da interessi, piuttosto che da presumibili intenti culturali.
    Le migliaia di associati AIS di Roma meriterebbero chiarezza. Non crede….Presidente Ricci.
    Scusate le tante parole…..!!

  9. Mi era chiaro gia’ da prima e per chi ancora non avesse capito ecco la sintesi: Fondazione= creatura predisposta a succhiare pubblici contributi sotto patrocinio. Paga Pantalone come al solito.

    • Quello Succhia. Dove puo,l’ha sempre fatto, e sa fare solo quello- cari opportunisti miei.Cosa mai ha creato questo genio?”Io sono il piu grande intenditore di vino del mondo,il piu grande publicitario del mondo,nessuno al mondo ha I miei contatti”Ma I risultati di questo arrogante e fastidioso vociferare me il volete elencare,si o no?Se potete.

  10. Si commenta da sé: l’ennesimo capriccio di qualcuno a cui hanno tolto il giocattolo che ora pretende di non far giocare più nessuno! Prima di questa pantomima a mio avviso avrebbe dovuto DIMETTERSI da tutte le cariche AIS (regionali e locali) e poi, una volta fuori dall’Associazione, avrebbe potuto creare ciò che voleva. Tentare questo colpo basso contro che erano già Soci AIS Lazio citando una fantomatica Fondazione dal nome simile e continuando a usare il logo e il nome di AIS la trovo una profonda scorrettezza oltre che una pesantissima caduta di stile… Mi auguro che il buon senso dei colleghi Sommeliers di quella regione sia più forte di queste “smanie di potere” che tutto fanno tranne che il bene del vino.

    • Sono daccordo.Se era questo genio, un fondatore, perche non l’ha fat to ex novo,lontano dall AIS invece di usare il suo nome.Questo e’ SPECULARE !

  11. Carissimo Davide, sono un sommelier di questa regione ed io come molti altri miei colleghi (e lo do per certo perché in queste ultime ore ci stiamo confrontando in tanti) abbiamo a cuore la cultura del vino e non ci interessano i giochi di potere. Tutto però ora é in mano ad ais italia; piú tardano a prendere posizione e piú aumenta il vantaggio di FMR. Molti sommelier ed associati del Lazio stanno aspettando qualche news da ais italia…..speriamo arrivi presto. Per usare termini calcistici, dopo aver preso gol (gran bel gol di FMR) ora devi attaccare se vuoi pareggiare…. altrimenti sta partita la perdi alla grande, almeno nel Lazio dove FMR e Bibenda hanno tanto potere.

    • Renato é sicuro che alla fine quello di Ricci si rivelerà “un gran bel gol” e non invece un clamoroso autogol alla Niccolai?

        • Ho letto e riletto l’articolo di Maietta per maggiori certezze. Tante riflessioni ed anche tanti scenari si possono leggere in questa comunicazione. Appare subito chiaro come non si voglia nominare alcuno, sia in termini di nomi di delegazioni/fondazioni e tantomeno di persone. Si parla di uscita dall’AIS della “costola preriferica della capitale”.; che poi tanto costola periferica non era, diamo comunque a Cesare quello che è di Cesare. Si sottolinea e si rimarca più volte il nome AIS come unico vero nome. Una frase che fa pensare ad un futuro prossimo fatto di battaglie legali quando dice: “In attesa che gli esperti di questioni legali….”. Una nota di speranza per tutti i Sommelier e Soci del Lazio che desidereranno restare in AIS quando afferma: “cari Soci e cari Amici, potete stare tranquilli. Oggi abbiamo gli anticorpi, le risorse umane e quelle economiche per superare ogni criticità. Oggi l’AIS è più unita, coesa e orgogliosa che mai.” Infine chiude con l’ultimo paragrafo fatto di sfoghi sulle caratteristiche tipiche di AIS Roma molto diverse da quelle di AIS Italia; sembra quasi che non ne poteva più di questo rapporto forse già da diverso tempo di “separati in casa”.

          • vorrei annotare diverse cose a margine di questo suo preciso ed incisivo commento, ma motivi vari di opportunità m’inducono a dire “boca tas” e a tacere.
            Esprimo unicamente voti che non si vada in tribunale, che se separazione sia (ed é) possa essere consensuale e senza strascichi legali.
            Le persone che oggi se le dicono di santa ragione hanno entrambe abbastanza buonsenso ed intelligenza per capire che basta parlarsi e guardarsi negli occhi – senza infilarsi le dita negli occhi possibilmente :) – per trovare un ragionevole accordo e senza buttare via denaro in avvocati.
            Con tutto il rispetto per l’onorevolissima categoria :)

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