Garantito… da me! Vigneti delle Dolomiti Pinot nero 2010 Maso Michei

E’ quello del Natale, forse, il tempo giusto per stappare e apprezzare come merita un grande Pinot nero italiano, ma dove trovarlo? Per individuarlo occorre puntare, con fondati motivi, su un Blauburgunder altoatesino, oppure cedere al richiamo esotico di un Pinot nero cresciuto in terra di Sangiovese, nelle Marche, o si deve ancora risalire al nord e cercare in Franciacorta, nelle terre del Barolo, in Friuli Venezia Giulia (dove pure qualche produttore serio di Pinot nero non manca di certo) o ancora nelle terre del Soave, a casa Gini?

Alla fine ho deciso, essendo rimasto folgorato dalla bellezza del posto dove nasce, in quel Trentino che gira che ti rigira, è un’altra delle grandi patrie della difficile uva borgognona in Italia, che il giusto Pinot nero che volevo proporvi, in questi giorni, e garantirlo mettendoci la mia faccia, fosse quello nato dalla meravigliosa pazzia di Giuseppe Tognotti, che una decina di anni fa ha creato in alta Val dei Ronchi, a nord di Ala, tra i Monti Lessini e le Piccole Dolomiti, la piccola azienda agricola che porta il nome del maso: Maso Michei.

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E che ha trovato nel produttore veneto, area Val d’Agige veronese-Terra dei Forti, Albino Armani, il giusto interlocutore e complice nell’avventura di questo maso antico del ‘500 circondato da boschi di larici, faggi e betulle, un posto incredibile dove parlare di viticoltura di montagna ha davvero senso, visto che qui nella Valle di Ronchi, nello splendido panorama tra i Monti Lessini e le Piccole Dolomiti, le vigne, 10 ettari di terreno vitato, con filari che corrono da Nord a Sud, a Müller thurgau, Traminer aromatico, Pinot nero, Chardonnay, Sauvignon, si arrampicano fino a 890 metri di altezza. E tra i vigneti più alti d’Italia, coabitano o meglio contendendo lo spazio vitale a cinghiali e caprioli, “e richiedono ogni anno 1.000 ore di lavoro uomo/ ettaro, poiché la pendenza è tale da rendere impossibile quasi tutte le operazioni meccaniche”.

Ho già celebrato, perché lo meritano in pieno, perché sono vini veri, il Müller thurgau ed il Trento Doc 823, tra i migliori in assoluto della denominazione, prodotti in questo posto che una volta visitato ti entra nel cuore, da Giuseppe Tognotti e Michela Bruni con la tenacia e la pazienza di chi segue con rigore i tempi della natura, attendendo con pazienza e senza forzatura il momento ottimale della maturazione dell’uva. Conducendo l’irrigazione a goccia ed il raffreddamento dei serbatoi di acciaio con acqua di sorgente.
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E mi piace, mi sembra giusto e doveroso, parlarvi oggi, avendo avuto la fortuna di assaggiare tre annate, il 2010 attualmente in commercio, quindi il 2008 ed il 2006, del loro Vigneti delle Dolomiti Igt Pinot nero, che ha la finezza dei vini di montagna, la polpa dei vini di sostanza e la verità dei veri vin de terroir, frutto di una conduzione agronomica molto semplice e non invasiva, preoccupata di concentrare nelle uve tutti i profumi di questo ambiente montano che ha dell’incantevole.

Tognotti produce questo suo Pinot nero da vigne a spalliera con potatura a Guyot, con densità d’impianto di 5600 ceppi ettaro, esposti a sud ovest, che vanno da 820 a 900 metri d’altezza, posti su suolo complesso e variegato con prevalenza di roccia calcarea e marnosa, con uve raccolte a mano in cassette da venti chili.

La vinificazione, semplice, prevede pigiatura, diraspatura e carico in serbatoi di cemento da 25 ettolitri e due volte al giorno nel corso della fermentazione vengono effettuate delle follature manuali (affondamento delle vinacce nel mosto) con arieggiamento del mosto. Dopo la svinatura il vino è posto in barili di rovere dove effettua la fermentazione malolattica e matura per 10-12 mesi.

Fine delle operazioni, il resto è poesia fatta vino che Tognotti consiglia di abbinare a primi piatti a base di ragù saporiti e decisi, a carni bianche e rosse arrosto o alla griglia, ma che voi potrete accostare a quello che vorrete, tanto andrà comunque benone.
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Magnifico il colore, tanto per cominciare, un rubino granato splendente che rimane tale, integro, puro, pieno di riflessi, anche nel 2008 e nel 2006, e un naso subito inconfondibilmente pinotnereggiante, tutto melograno, lampone, ribes, tabacco, ginepro, pepe nero, note selvatiche e di sottobosco, succoso, fresco e vivo anche nello sviluppo, di grande freschezza e fragranza.

Succulenta, godibilissima la bocca, piena, carnosa, consistente, densa, di assoluta dolcezza e giusta rotondità senza compiacimenti, larga, piena di sapore, ben polputa, terrosa, con un tannino che si fa ancora (nel 2010) sentire e deve ammorbidire qualche intemperanza, e si fa invece vellutata, di bella densità e peso, nelle annate più vecchie, che mantengono una forza, un vigore, un’espressività e una lunga persistenza davvero da grande vino.
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Uno dei migliori Pinot nero non solo del Trentino ma dell’intero panorama pinotneresco italiano…

Maso Michei
Loc. Michei – 38061 Ronchi di Ala (TN)
Tel/Fax 0464 672213
E-mail info@masomichei.com
sito Internet www.masomichei.com 

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3 pensieri su “Garantito… da me! Vigneti delle Dolomiti Pinot nero 2010 Maso Michei

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