Natali italiani: panettone e Mercante in Fiera

buonnatale

La finestra di Eva

Quest’anno ho pensato di farvi gli auguri di Natale grazie ad un racconto della più fresca collaboratrice di questo blog, l’oltrepadana Eva Cruciani, la cui capacità di racconto mi ha colpito sin dal primo momento che l’ho scoperta su Twitter. Leggete questo Natale italiano, trascorso tra panettone e giochi di carte, in questo caso il Mercante in fiera, che ha tratteggiato con la consueta delicatezza e chiedetevi se questo Natale non possa essere anche il vostro. O se non lo sia già stato anni addietro…
A tutti voi, ai collaboratori di Vino al vino, a Giusy, Silvana, Wilma, a Eva, il mio ringraziamento ed il più affettuoso augurio di serenità. Buon Natale!

Elisa fa i conti con la sua pigrizia o forse col suo disincanto: niente albero di Natale quest’anno.  Al parco  ha raccolto dei rami  di magnolia e agrifoglio caduti e accenderà quelli e li  abbellirà con le lucine della sua adolescenza. Gli altri addobbi sono andati persi o schiacciati da bambini che tiravano giù l’albero per litigarsi i giocattoli, da cani che rincorrevano gatti, dal nonno  che si avvicinava troppo, alla ricerca della sua scatola di sigari. Solo  le antiche lucine, non alla moda e rigorosamente di un unico colore, sono sopravvissute;  a quelle tiene e ogni anno le ripone in una scatola con cura. Sono le lucine di una vita.

Elisa sta imparando a togliere, a lasciar andare. Per questo predilige le atmosfere,  gli accenni,  predilige evocare, circondata da quella che considera una lussuosa semplicità.

Panettone

L’effetto dei rami illuminati è lo stesso, anzi più vivo e meno artefatto, almeno di questo va convincendosi, mentre versa il latte caldo nella tazza e il profumo del panettone, leggermente riscaldato, inonda la stanza. Stamattina può concedersi una colazione tranquilla accovacciata sul sofà e un po’ di pace. Rimira l’opera e inzuppa con le mani un pezzo di panettone nella Ginori di porcellana bianca e istantaneamente riaffiorano molte cose del suo passato che aveva dimenticato.

Aveva dimenticato che bella coppia fossero suo padre e sua madre, come ci tenessero alla reputazione , a non fare  “figuracce”. Le figuracce, ecco, Elisa si chiedeva, sin da piccola, cosa fossero e chi le giudicasse. Poi  il termine era passato di moda (come “vergogna”, del resto), e lei, presa da altre occupazioni, non si era più posta il dilemma. Ma torniamo alla coppia e non dilunghiamoci su concetti filosofico-morali troppo complessi.

La moglie gli curava l’abbigliamento: scarpe lucidissime, camicie stirate a puntino, giacca, cravatta e paletot. Un signore distinto e stimato sul lavoro.

Una tipica famiglia di cui anche i democristiani più estremisti  sarebbero andati fieri. Ad Elisa quel quadro sembrava monotono, ma alla sera non riusciva a non andare ad abbracciare quel paletot, quando rientrava dal lavoro.
Mercanteinfiera

L’apoteosi  della sane tradizioni italiane sopraggiungeva a Natale, con  - vediamo chi fa l’albero più grosso e grasso – i  cugini, le tombolate,  il panettone con le uvette (che i bambini sputacchiavano sotto il tavolo immancabilmente) il sette e mezzo, i fagioli come segna tombola. E il Mercante in Fiera, ripeto il Mercante in Fiera.

Era con il Mercante in Fiera, appunto, che suo padre tirava fuori il peggio di sé, mascherato dal  sorriso vogliamoci tutti bene ché è Natale.  Prima che arrivassero gli ospiti tanto attesi, Elisa e i fratelli venivano chiamati in disparte e lui partiva con le raccomandazioni:

“Bambini miei,
1)se mi tocco il naso, significa che io, il Mercante, ho tante carte e vi conviene acquistare, a costo di finire a calci con quegli addormentati dei vostri  cugini.
2)se mi gratto l’orecchio destro, state muti e fate comprare le carte agli zii che tanto non si accorgono mai di niente, quei due pesci lessi che ci hanno portato via anche un pezzo di eredità.
3)se mi gratto l’orecchio sinistro è perché ho sbirciato la carta ed è appetibile.
4)se faccio l’occhiolino, fate acquistare al Mercante, cioè me.
panettone-in-casa

Elisa inzuppa l’ultimo pezzo di panettone e sorride.

Eva Cruciani

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Un pensiero su “Natali italiani: panettone e Mercante in Fiera

  1. Storia triste quella di Elisa. Per fortuna benché italiano al 100% ed attaccatissimo alle tradizioni, che trasmetto anche ai miei figli, non mi rispecchio nel Natale di Elisa. Buon Natale!

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