Dell’irresistibile involontaria comicità di comunicati stampa e rapporti vendemmiali

consorzio vini valtellina-marchio

Dal Consorzio Valtellina con La Vigna una comunicazione in forma di… vignetta…

Non so se capita anche a voi, ma io a volte resto conquistato dal linguaggio utilizzato da determinati comunicati stampa di aziende e Consorzi che arrivano (sempre meno) in formato cartaceo e sempre più spesso via mail. Sono così sconclusionati, raffazzonati, privi di qualsivoglia utilità che mi fanno chiedere: ma chi li scrive? E perché mai li mandano?

Un esempio di questa pubblicistica totalmente inutile e di questo modo di scrivere dall’involontaria comicità, quasi patafisica, mi è arrivato intorno a Natale da La Vigna “periodico a cura del Consorzio tutela vini di Valtellina”, uno di quei Consorzi per i quali la comunicazione è una sorta di mistero.

Il numero de La Vigna, datato dicembre 2013, è il 49, mentre sul sito Internet del Consorzio, da non confondere con un quasi simile nel nome del dominio Consorzio Valtellina, che è un sito Internet, presente anche come Valtellina vini, dove vengono venduti on line vini valtellinesi, alcuni, tipo un Nebbiolo biodinamico, a prezzi immaginifici, è on line ancora il numero 46 del dicembre 2011. Una politica, dell’aggiornamento per modo di dire, confermato anche dai dati relativi al Consorzio, aggiornati nientemeno che a gennaio 2013

Voglio regalarvi qualche scampolo della prosa utilizzata in questa novella uscita della Vigna, contenuta in un articolo relativo alla vendemmia 2013, sottotitolo, già singolare di suo, “intelligenza, passione e coraggio”. Seguite e trovate voi, se ci riuscite, la “logica” di questo attacco: “Per i viticoltori valtellinesi la vendemmia di quest’anno è stata uno dei momenti più entusiasmanti della stagione vitivinicola. Pertanto si può guardare felici alla nuova annata”. Frase generica priva di particolari significati che si potrebbe utilizzare anche il prossimo anno, e per chissà quanti anni a venire, costruita secondo un percorso logico che pare essersi perso tra i vigneti terrazzati.

E che dire del tono da “Agenzia Stefani” dove si esalta “l’abilità dei viticoltori che hanno dovuto interpretare con intelligenza e coraggio le stranezze del tempo vincendo eccellentemente la sfida” nonostante la “condizione climatica incerta”?

Il vero “capolavoro”, in questa esercitazione a metà tra La Palice, Massimo Catalano e pensate da bigino scolastico, lo troviamo quando parlando dell’estate “breve, calda e secca che ha visto le temperature toccare picchi di 38-40 gradi” vengono definite queste condizioni estreme, quasi tropicali “particolarmente vantaggiose per la qualità delle uve”.

Ma ha presente l’autore di questo scampolo di comunicazione dell’assurdo, che l’uva identitaria della Valtellina è il Nebbiolo e non il Negroamaro o il Nero d’Avola o il Syrah e che condizioni del genere non avvantaggiano, bensì penalizzano e condizionano, soprattutto da un punto di vista aromatico, che è fondamentale per vini come i Valtellina Superiore, questa grande uva?
vignettavino

E che dire dell’ingenuità alla base di frasi tipo “da settembre, piogge regolari hanno permesso alle bacche di ingrandirsi” e come non pensare che la celebrazione della temperature intorno ai 40 gradi entra in contraddizione, flagrante, con l’assicurazione che dai primi dati diffusi “si desume una generalizzata concentrazione zuccherina inferiore all’anno scorso ma un’acidità totale più sostenuta”?

Se l’idea della comunicazione che si ha al Consorzio Vini di Valtellina, perché non evitare di “comunicare” lasciando che siano i vini figli della vendemmia 2013 a parlare e non comunicati da dilettanti dell’informazione?

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9 pensieri su “Dell’irresistibile involontaria comicità di comunicati stampa e rapporti vendemmiali

  1. Dunque la comunicazione di quel consorzio è come quella del ministro Saccomanni, che ieri annunciava incredibilmente la prossima diminuzione delle tasse e stamattina toglie dalla busta paga degli insegnanti ben 150 eu in media ogni mese…
    Anzi, mi pare che il consorzio che citi – paragonato al governo che ci ritroviamo – dimostri parecchia professionalità, in termini di comunicazione (ci vuole poco e si fa per dire, ovviamente) … E gli editti del governo sono ben più drammatici … “Che c’entra?!”, qualcuno potrebbe obiettare …
    Be’ vediamo quanto vino avrebbero potuto mettere in tavola ogni mese i 90000 insegnanti colpiti dal provvedimento …
    Se non si sta attenti diventeranno (diventeremo!) tutti astemi.

  2. Penso che i 900.000 insegnanti abbiano poco da lamentarsi dato che hanno ricevuto più di quanto spettava loro di diritto.
    E in uno Stato di diritto dovrebbero restituire fino all’ultimo centesimo, ma dato che siamo in campagna elettorale, non restituiranno un bel nulla.
    Piuttosto riflettiamo sul numero spaventoso di insegnanti, che porta ad avere una delle medie alunni/insegnante più basse dell’intera Europa e con il minor numero di ore frontali.
    Quanto vino si sarebbe venduto se non avessimo dovuto mantenere questo apparato statale?
    Scusate lo sfogo.

  3. Gli insegnanti non c’entrano come categoria, potrebbero essere anche ospedalieri … è il ministro – anzi il suo portavoce – che fa una figuraccia, dopo aver dichiarato che nel 2014 le tasse sarebbero calate (nessuno gli ha creduto), si riprende un aumento che è stato elargino dodici mesi fa.
    Comunque Nicola@ ha ragione: la radio ha appena annunciato che la trattenuta non si farà. Si fa invece l’ennesima figura di m…..
    Consorzi e ministeri e pubblica amministrazione in genere, cioè i luoghi dove anche se non raggiungi gli obiettivi nessuno se la prende, comunicano con la medesima indifferenza nei confronti dei risultati da ottenere!

      • Rispetto l’invito, però ribadisco: comunicati come quello citato qui sopra esistono solo perché ci sono istituzioni e situazioni in cui non si danno obiettivi da raggiungere; obiettivi concreti, fattivi, che rispondono all’interesse comune o a precisi obiettivi di fatturato. E stiamo parlando del vino, cioè di uno dei prodotti più immaginifici e ricchi di spunti di un racconto sempre diverso – per ciò che riguarda il contenuto della bottiglia, per il profilo dei produttori, per il fascino della campagna, dei vigneti, delle terre diverse, del lavoro -. Comunicazione significa precisione, verità, valori inediti da raccontare, per fare cultura intorno a un prodotto o a una terra.
        Invece escono comunicati che paiono calzini sdruciti e irrammendabili.

  4. Franco buon anno, mi chiamo Fiorenzo e sono un grande estimatore dei vini della Valtellina nonché abitante di un piccolo borgo immerso nelle vigne terrazzate della Valtellina e seguo costantemente il vostro blog, molto interessante sempre aggiornato davvero dedicato.
    Vorrei subito chiarirmi con lei: Non riesco a spiegarmi perche lei continui a sparare contro la Valtellina; quando è un territorio che sotto la luce del sole mostra serie difficoltà di stampo comunicativo e promozionale in primis!! mi scusi se i “montagnoni” sono molto diversi da voi e dalla vostra idea di marketing e promozione decisamente piu tagliente e spronante e centrata della nostra. Ma pensandoci bene in realtà oltre alle grandi aziende tutta l’italia è cosi e i francesi lo sanno.
    Noi purtroppo siamo circondati da montagne strettissime e oltre a darci un panorama unico al mondo, ahimè, ci consegnano anche questa ottusità mentale che ci portiamo dietro da generazioni e generazioni, pagandone ora le conseguenza, questo non ci permette di crescere nella meritata dimensione ma solo molto lentamente e ancora più se siamo attorniati da gente come lei che fa incisi come quelli soprastanti.
    Mi vengono alcune domande cosi di primo acchito: Franco ha già vendemmiato sui terrazzamenti? Franco conosce la cadola o la gerla? Franco è al corrente di come si fa far pascolare un gregge di pecore o gestire una mandria di mucche in altura nelle diverse stagioni? Quello che davvero mi da fastidio è che lei da grande appassionato e conoscitore dei vini, invece di dare una mano aiutando a promuovere questa piccola realtà, che negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante sacrificandosi e lavorando duramente con gente umile e con piccoli e uniti nuclei familiari che credono nella loro terra e che l’intero mondo deve conoscere perché unica nella sua grandezza, lei inesorabilmente la denigra e critica ferocemente in piu puntate. Le spiego una cosa caro Ziliani se la Valtellina enologica fosse diventata comunicativamente parlando allineata alla sua idea sicuramente professionale io non perdevo tempo a scriverle e lei non era qui a sparare tutto cio quindi dica grazie e non scriva piu di Valtellina in questi termini perché fa solo del male a gente che non se lo merita. Spero che questo mio commento riesca solo a renderla un po piu sensibile di fronte alle difficoltà di terre estreme come la Valtellina dove per anni il marketing e i comunicati ad hoc non erano una priorità perché lo era il territorio.

    • caro Fiorenzo, non deve spiegare a me, che alla sua viticoltura eroica ho dedicato decine di articoli, cosa sia il produrre vino di qualità, se ne producono anche di mediocri, in una terra difficile, a me tanto cara, come la Valtellina.
      Ho qualche dubbio rispetto alla sua affermazione, ovvero che “negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante”, anche se penso che in Valtellina si producano vini unici ed emozionanti.
      Vini cui ho dedicato, lo ripeto, tanti articoli.
      Io sono un giornalista indipendente, non sono un dipendente o collaboratore del Consorzio, e se vedo che dal punto di vista della comunicazione si scrivono cose ridicole, proprio perché sono libero e amo la Valtellina non posso che farlo notare.
      Comunque non si preoccupi delle mie punzecchiature. Ormai tutti, le guide in particolare, hanno “scoperto” la Valtellina e ne esaltano le qualità enoiche, anche riferendosi a vini ben diversi da quelli che fino a qualche anno fa, chissà perché, celebravano.
      Sopporti con pazienza che qualcuno non metta in dubbio il lavoro serio e tenace in vigna di tanti eroici viticoltori ma faccia notare che quanto a comunicazione la Valtellina lascia molto a desiderare…

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