Caviro (Tavernello) entra nel mondo dell’Amarone

Caviro

Strategica entrata nel capitale dell’azienda veneta Cesari

L’Amarone della Valpolicella, i cui numeri “da spavento” sono stati presentati la scorsa settimana nel corso dell’Anteprima dell’annata 2010, la prima a Docg, (nel 2013 sono stati messi in appassimento 299.000 quintali di uva e sono stato imbottigliate 13,4 milioni di bottiglie da qualcosa come 272 aziende imbottigliatrici) continua ad avere un ruolo chiave anche nella commercializzazione e nella proposta dei vini di altre regioni vinicole.

Dopo la recente decisione, di cui ho scritto qui, di comprendere sotto il cappello di Bertani Domains, Bertani è il nome di una celeberrima storica azienda della Valpolicella, le aziende toscane già conosciute come Tenimenti Angelini, ora leggiamo che un grande soggetto del vino italiano, fatturato 2013 pari a 327 milioni di euro, parlo della Caviro, l’azienda del Tavernello, qualcosa come 32 cantine sociali in 7 regioni italiane ha deciso di mettersi nel portafoglio un’azienda dell’Amarone.

Mediante la controllata “Dalle Vigne” Caviro è entrata, non si sa bene con quale percentuale, nel capitale della storica azienda veneta Cesari Spa, importante produttrice di Amarone della Valpolicella. I motivi dati a questa operazione sono semplici. Secondo Caviro “l’Amarone è oggi nel mondo un’indiscussa icona del vino italiano, grazie all’ottimo lavoro che tanti produttori sul territorio hanno svolto negli ultimi 10 anni” e “questo accordo consente di allargare la gamma e rafforzare la distribuzione di ottimi prodotti ambasciatori dell’Italia nel mondo”.

CesariVerona

Dal punto di vista della Cesari “l’obiettivo è quello di generare importanti sinergie sui mercati esteri (Cesari esporta l’85% della propria produzione) con un pacchetto di prodotti di alta gamma”.

L’ennesima conferma che oggi, tramutatosi in una wine commodity di grande appeal internazionale, in un vino che alcuni dei suoi responsabili definiscono “dal cuore antico e dal gusto moderno”, dotato di un prezzo di vendita non elevatissimo che ne favorisce il successo e la diffusione, l’Amarone della Valpolicella è ormai lontano anni luce da quel vino classico, fiore all’occhiello della propria denominazione, che é stato per anni, ed è diventato un bene di consumo. Di successo, ma sempre bene di consumo.

Un vino per il quale, non contenti dei tredici milioni di bottiglie prodotte, si chiede l’ampliamento della zona di produzione anche in terreni di pianura o di fondovalle con un teorico aumento del 30% della superficie idonea.

Sarà la modernità, sarà il business, sarà la globalizzazione, ma in questo mondo del vino di oggi fatico sempre di più a ritrovarmi e mi sento ogni giorno che passa sempre più estraneo.

 

 

3 pensieri su “Caviro (Tavernello) entra nel mondo dell’Amarone

  1. Non corrisponde al vero che viene chiesto l’ampliamento della zona di produzione del Valpolicella e conseguentemente dell’ Amarone.L’ ha chiarito il presidente del consorzio Marchesini all’ Anteprima di fine gennaio 2014 dell ‘Amarone.Ci sono cmq altri modi per aumentare il numero di bottiglie di questo vino: aumentare la % di uva in appassimento (nel 2013 e stato limitato al 50 % ) quando il disciplinare permetterebbe il 65%,e alcune grosse cooperative sostengono che utilizzano normalmente percentuali di uva in appassimento inferiori allo stesso 50%.sempre per la produzione dell Amarone.
    Quindi esiste anche una consapevolezza da parte di molti produttori e dello stesso Consorzio di non permettere un aumento incontrollato delle bottiglie di Amarone che non porterebbe a grandi risultati.
    Le stesse Famiglie dell Amarone nei loro “proclami” si sono ben guardate dall’addottare per regolamento una diminuzione o della resa o della % di uva in appassimento,che le avrebbe,allora si’, diversificate dalle non Famiglie.
    La % di acquisizione di Dalle Vigne -Caviro della Azienda Vinicola Cesari e’ stata riportata sul Corriere della Sera del 2 febbraio,strano che sia sfuggita.
    Esportando,la Cesari oltre l’85 % del proprio fatturato, ha fatto,secondo me,la migliore operazione che si potesse fare.

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