Montescudaio Sangiovese Doc Gabbriccio 2007 Pakravan-Papi

FotoCucchiaio-ottobre2013 006

Svariati elementi hanno catturato la mia attenzione su questo vino. La precedente esperienza molto positiva, direi sorprendente, fatta con un altro vino prodotto dalla stessa azienda, nientemeno che un Riesling renano piantato in terra di Toscana, ma che dico, in piena Maremma, parlo del Valdimare, di cui la scorsa estate ho scritto tutto il bene possibile dell’annata 2012.

E poi il carattere particolare dell’azienda produttrice, che non è una cantina qualsiasi, ma quella, posta nella zona settentrionale della Maremma toscana, a Riparbella nel pisano, dove ha trovato il suo buen retiro una grande scrittrice iraniana di nascita. Amineh Pakravan, autrice di un romanzo affascinante quale Il libraio di Amsterdam, che dopo essersi laureata in Storia medievale con Georges Duby ha scelto di trasferirsi da quasi 40 anni in Toscana, dove conduce con il marito l’azienda agricola Pakravan-Papi.

Aggiungo poi come ulteriore motivo d’interesse che a parlarmi di questa azienda è stata la brava enologa Graziana Grassini, consulente dal 2004, e la curiosità è scattata subito.
Anche perché ho scoperto che accanto a dei bianchi intriganti come il Riesling renano, ma anche una Malvasia toscana in purezza (e al classico immancabile Chardonnay) a dei rossi classici della zona, mi riferisco al Merlot Beccacciaia, al Cabernet (Sauvignon e franc) Cancellaia, al Merlot più altri vitigni (leggi Cabernet e Sangiovese) Campo del Pari, al Sangiovese più i due Cabernet Prunicce, ho scoperto che la cantina, la cui antica storia, che risale al Granduca di Toscana e al marchese Ginori, viene ben ricostruita sul sito Internet aziendale, aveva deciso di tentare l’azzardo, perché tale va definita un’operazione del genere quando ha luogo in Maremma, di produrre nientemeno che un Sangiovese in purezza.

Perché, si sono chiesti direttamente già in azienda, “produrre un Sangiovese sulla costa, dove oramai la fanno da padroni i vitigni di origine francese?”. La loro risposta, spiazzante nella sua ovvietà e verità, ovvero “perché da sempre la Toscana è la terra del Sangiovese o “Sangioveto” come lo chiamavano i vecchi contadini, e qui si esprime con la forza che spesso non trova nel Chianti”.

Permettendomi di non concordare con questa ultima affermazione, perché nelle terre del Chianti il Sangiovese riesce ad avere una forza e una struttura che non temono confronti, e mi limito a citare certi vini come il Fontalloro o il Chianti Classico riserva di Felsina, devo dire che sempre affascinato da operazioni coraggiose tipo il Cavaliere di Michele Satta a Castagneto Carducci, sono rimasto colpito da questo Sangiovese in purezza.

Ottenuto da un vigneto di tre ettari posto a 200 metri di altezza su un terreno che alterna argille lacustri ad intersezioni calcaree. Figlio di un’annata calda come il 2007 il Gabbriccio, questo il nome del vino, nasce da due vigne abbastanza giovani, del 1999, ben esposte a sud ovest alle brezze marine, in un microclima dove non ci sono certo problemi di maturazione delle uve, ma dove i vini pur assumendo uno spiccato carattere fruttato riescono a mantenere una buona dose di freschezza. L’affinamento avviene in tonneaux da 500 litri, 1/3 nuovi, 1/3 di primo passaggio, 1/3 secondo passaggio per un anno o poco più.

Il colore, un rubino violaceo profondo, e una certa densità nel bicchiere fanno capire che ci troviamo in un ambiente abbastanza caldo, e la sensazione di calore, di maturità, non di marmellata, continua nei profumi, dominati da note di ciliegia nera, prugna, cuoio, macchia mediterranea, una vena di selvatico e di sottobosco.

La bocca è quella che è lecito attendersi da un Sangiovese della Maremma, larga, carnosa, espansiva, di bella dolcezza espressiva, larga, ben strutturata con un tannino ben sostenuto e solo leggermente aggressivo, una persistenza lunga, giocata più sulla potenza, sull’estrazione, sulla materia, ricca e terrosa, che sulla finezza.

Comunque un’espressione intrigante del Sangiovese inserito in un terroir dove ormai a farla da padrone sono le uve francesi e non quelle toscane…

Pakravan-Papi
Via Commercio del Nocolino 14
56046 Riparbella (Pisa)
Tel. 0586.7860760586.786076
Email info@pakravan-papi.com
sito Internet http://www.pakravan-papi.it/index.asp

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