Cinghiali che flagello!

cinghiale
L’accorato grido d’allarme di un viticoltore chiantigiano

Da un caro amico viticoltore nel cuore del Chianti Classico, anzi, del Chianti storico come lui ama chiamarlo, mi è arrivato questo grido d’allarme sul macello che stanno letteralmente combinando, pare tra l’indifferenza di troppi, cinghiali e animali selvatici di ogni tipo, cervi, daini, caprioli, che si danno il cambio a seconda delle stagioni e portano, ognuno, un tipo di danno diverso, nelle vigne del Chianti. Il suo è un intervento accorato, che chiama in causa precise responsabilità e altrettanto precise colpevoli indifferenze e testimonia che se da un lato c’è chi viene pesantemente danneggiato dall’imperversare indisturbato di questi maiali selvatici, dall’altro c’è chi invece da questa situazione trae vantaggio. Mi auguro che questa coraggiosa e franca denuncia possa servire a far prendere coscienza della gravità del problema e indurre chi deve intervenire a fare qualcosa e semplificare la burocrazia contorta che regola la materia.

Ciao Franco, chi fa vino in Toscana, ma specialmente nelle zone del Chianti Storico, è costantemente sotto assedio tutto l’anno con branchi di cinghiali che hanno letteralmente colonizzato il territorio, che dal momento in cui il primo acino d’uva imbrunisce fanno razzia.

Qualche notte fa, davanti ad un vigneto recintato con dei pannelli di rete elettro saldata ho visto due bei cinghialoni maschi che all’unisono spingevano con la testa il pannello in avanti, lo smuovevano entravano indisturbati nel vigneto facendo selezione dei grappoli migliori seguiti poi dalle rispettive famiglie.
chianti storico uva mangiata da cinghiali (4)

Per chi vive di vino e uva è un disastro generale. Se hai vigna, se non la recinti non si salva niente. Le leggi che regolano le recinzioni sono farraginose e devi passare in commissioni edilizie, marche da bollo ecc. ecc e non ci passa nessuno, quindi c’è anche un problema di abusivismo con questi reticolati fatti i meno di filo elettrico ( e sono in regola) altri di rete o di materiali più vari (un western).

La politica è sordissima al problema. L’indotto caccia al cinghiale si vede è più potente o temuto dei vignaioli. E’ chiaro che smuovono soldi e voti. I primi per le persone da ovunque che vengono a cacciare da queste parti pagando l’obolo (caro) alla squadra dei cinghialai, il secondo neanche te lo sto a spiegare.

La caccia nelle riserve non è stata fatta quest’anno perché c’erano le elezioni in vari comuni  e non volevano aver rogne con i verdi o gli ambientalisti in genere (parole di un funzionario della Provincia).
chianti storico uva mangiata da cinghiali (6)

Si è arrivati a questo caos dal momento in cui il territorio è stato suddiviso in squadre di cinghialai. Prima di quel momento chi voleva fare una battuta di caccia in un tal posto, mandava qualche giorno prima delle persone a rotazione “a tenere il posto” sul luogo della battuta….
Dal momento che ogni squadra ha un suo territorio lo ha militarizzato e lo sta utilizzando per l’allevamento allo stato brado del cinghiale. Come? Facile pasturandolo tutto l’anno per fare in modo che stia nel posto e non si muova. Questo consiste nel dargli da mangiare tonnellate di pane, mais, frutta ecc. ecc. pratica che fra l’altro non è consentita ma viene fatta e svolta alla luce del sole tanto che, se si viene colti in fragrante ad effettuarla c’è una multa di poco più di seicento euro che suddivisa con il centinaio di persone di cui normalmente è composta una squadra, sono poco più o poco meno di sei euro a testa…….

Dannidacinghiali

La pastura comporta la proliferazione incontrollata di questi maiali (che altro a questo punto non sono, per dimensione e voracità) selvatici, ben diversi dal cinghiale che per dimensione e frugalità faceva pochi danni.
Pensa che nel Chianti il cinghiale è stato “importato” dai cacciatori alla fine degli anni ’70 perché non c’erano, come non c’erano i bambi, che brucano i germogli freschi delle viti che è un piacere.

La situazione sta scoppiando. Recinzioni che ormai non servono più a contenere la bramosia del cinghiale all’uva. Cacciatori che spesso e volentieri manomettono i recinti elettrici o tagliano direttamente i fili per far entrare a pasteggiare gli animali o permettere ai cani dall’esterno di entrare nelle vigne senza poi rimettere a posto le recinzioni…..

Non passa notte che non ci siano vigne disintegrate e svuotate della loro uva. L’ATC (ambito territoriale della caccia) manda qualcuno ogni tanto a vedere, ma i rimborsi non coprono tutto il mangiato e c’è anche il problema che è una mangiatoia ormai priva di soldi….. e gli agricoltori oltre al danno ci sta ricevano anche la beffa oltre che di essere pagati meno dei danni subiti, anche di non vedersi pagare per niente.
chianti storico uva mangiata da cinghiali (5)

E’ un macello. Chi vive di agricoltura in generale da queste parti, oltre alle avversità del clima, della burocrazia e dei burocrati ottusi con cui sempre ci si deve scontrare, deve fare i conti anche con l’allevamento alo stato brado dei cinghiali. Distruggono boschi, muretti a secco, divelgono quello che trovano, sono un pericolo per gli automobilisti e banchettano con l’uva.

Di vigne ne vedo parecchie e le giro e mi piange il cuore quando passando a vedere lo stato dell’uva o per semplice diletto di fare una passeggiata, le vedo già praticamente vendemmiate da quei maiali pelosi. Ci sono animi molto riscaldati e gli agricoltori grandi e piccini si sentono presi per il culo perché si vedono il lavoro di un anno svanire in una notte per effetto di una gestione del territorio assolutamente imbecille.

Ti mando qualche foto, così ti rendi conto del macello che c’è per le vigne…… nel silenzio più assoluto.

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13 pensieri su “Cinghiali che flagello!

  1. Tutto vero. Gli agricoltori conoscono l’ambiente e lo fanno vivere perché solo da un ambiente sano e vitale traggono il loro sostentamento, i verdi invece lo adorano senza conoscerlo e così riescono a fare bestialità come la moltiplicazione senza limiti di specie che così finiscono per rendere impossibile l’agricoltura. Il capriolo non è un fumetto di Disney, è un animale la cui presenza viene naturalmente regolata da quei grandi predatori che in Europa non ci sono più da millenni; per mantenerlo in equilibrio con il suo ambiente o si reintroducono i leoni (che però mangiano anche i passanti) o gli si spara. Il fucile è meno rischioso.

    • Reintroduciamo i leoni! (scherzo).
      Effettivamente i ripopolamenti a capocchia hanno fatto bei danni. Chi sa come si fa, guidando di notte suona il clacson di frequente per evitare di … essere investito (ebbene sì, capita di frequente).
      Però un leone qua e là … (ri- scherzo)!

  2. Pingback: L’allevamento del cinghiale nel Chianti Storico, un post di Franco Ziliani su Vino al vino | Andrea Pagliantini

  3. Cinchiali importati negli anni ’70, cinghiali dell’est europeo importati negli anni 2000, pastura incontrollata, lobby della caccia, dilettantismo politico. Tanti mali un’unica causa: l’uomo. Si potrebbe intitolare questo articolo “Esseri umani che idioti!”

  4. Potremmo cacciare i cacciatori…
    Capisco l’accorato appello, avendo lavorato nel Chianti senese ed avendo visto certi cinghiali impressionanti mi rendo ben conto dei danni che fanno, però c’è da dire che erano i miei colleghi cantinieri i primi a compiere tutte le nefandezze citate, in quanto TUTTI, nessuno escluso, fanatici cacciatori.

  5. Purtroppo Luca con il suo ultimo intervento non ha torto. Siamo sempre noi a causare guai e a prendercela gli uni con gli altri.
    Finché ognuno pensa solo al proprio orto non ci sarà mai equilibrio, il cacciatore vorrà gli animali da cacciare, l’agricoltore vorrà che gli animali non ci siano, il politico vorrà i voti, il verde vorrà che le razze non si estinguano ma non penserà con intelligenza a reimmetterle nei luoghi giusti.
    Il senso collettivo e l’equilibrio sociale sono il sogno per un futuro migliore, e come tutti i sogni difficilmente si avvererà, basta guardare le continue guerre che affollano il mondo…

  6. E’ da troppi anni che non si vuole prendere provvedimenti drastici, la politica non riesce. Io sono un ambientalista, non un animalista. Il sovrannumero di caprioli e cinghiali sono come i pidocchi: non si vorra mica proteggere i pidocchi?

  7. Alla grandine, alla peronospera e all’oidio o al sole che diventa stufa si risponde con arguzia ragionamento e sacrificio stando parecchio con i piedi per terra sulle zolle.
    Ma fare vino con l’uva avanzata dalla selezione dei cinghiali allevati dai cinghialai tutto l’anno a pane e mais per divertirsi a fare le tonnare nei territori da loro amminnistrati militarmente mi pare parecchio umiliante nei confronti della dignità e della fatica di chi ci mette la pelle fra i filari.
    La caccia non va abolita, ci mancherebbe. Basta solo avere il buon senso di rendere libero il territorio dalla schiavitù delle zone divise fra squadre di cinghialai che, se ricominciano a farsi screzi fra loro, fra incendi e dispetti più o meno gravi……….. basta solo avere il buon senso di revocare il porto d’armi per far tornare la massa alla ragione.
    Culturalmente basso il periodo che stiamo vivendo in cui tutto diventa o fanatismo o politicaccia della peggior specie.

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