Franco Ricci presenta in anteprima Il Primitivo dei Vespa

FMRicci
Un evento del vino da non perdere…

Io voglio un gran bene, umanamente parlando a quel simpatico Marchese der Grillo che corrisponde al nome di Franco M. Ricci, già eminenza grigia dell’A.I.S. nazionale, nonché presidente dell’A.I.S. Lazio, inventore di Bibenda (rivista e guida, così ribattezzata, d’imperio, perché “io so’ io e voi…”, da Duemilavini come si chiamava) e di mille altre sommelieresche iniziative.

Con me questo ultimo rappresentante di una romanità che fa pensare ad Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Renato Rascel, non priva di una sua certa nobiltà e lontana anni luce dalla burinaggine di tanti coatti d’oggi, si è sempre comportato correttamente e da signore e non posso di certo, anche dopo le sue ultime scelte, e la decisione di uscire da A.I.S. per dare vita ad una Fondazione Italiana Sommelier cui da amico non posso che augurare la massima fortuna (beh, una certa mano gliela stanno dando anche in A.I.S…) che essere, per pura simpatia e senza nessun interesse, dalla parte di Franco.
FMRicciGrillo-horz

Però… Però, quando leggo, ad esempio qui, di certe “pensate” di Franco, fatte, credo, più con il cuore che in base a calcoli di portafoglio, non posso che concludere, pur non avendo più a che fare con A.I.S. (i “capi” mi tengono ancora in castigo…), che il divorzio sia stato giusto e che non poteva che consumarsi. E che doveva avvenire prima, anche se entrambe le parti ci hanno pensato lungamente prima di rivolgersi ai rispettivi matrimonialisti…

Capisco che Franco (Ricci) vive a Roma, che una fetta del suo pubblico appartiene a quel mondo della televisione, della politica, dello spettacolo, del cinema che a Roma ha la sua tana (pardon, la sua patria), e quindi comprendo, più che giustificare, che possa trovarsi a proprio agio in quella celebrazione di regime di quel mondo (che aborro) che si chiama Porta a porta (scusate la parolaccia) ma che Franco possa pensare di fare seria cultura del vino, come dice, promuovendo incontri come quello in programma lunedì 20 e intitolato Il Primitivo dei Vespa, ovvero una presentazione e degustazione (anvedi!) dei vini prodotti in terra pugliese con la collaborazione del più democristiano e potente degli enologi, mi fa davvero sorridere. E penso che a Franco piaccia farsi del male
Ricci-Vespa

Certo, in questa avventura enoica il giornalista amico del potere (poco conta il colore politico, essenziale è che il politico da blandire sia al potere…), ha coinvolto, così si legge, i suoi figli (porelli…) e che la giovanissima realtà pugliese si chiami “Futura 14”, ma resta sempre, come nel caso del vino di D’Alema (altro amico del giornalista e neo-produttore, giudicato grande esperto di vini dal Berlusconi rosso), la stessa noiosa vicenda di un vino fatto da un personaggio estraneo al mondo vinicolo con le ricette standard dell’enologo consulente, o winemaker di turno. Una vicenda della quale agli appassionati del vino inteso come espressione autentica della terra di origine non può fregare di meno.

Comunque io vi ho avvisato, spendendo solo 5 euro (se avesse chiesto anche solo il doppio si sarebbe trovato di fronte ad una sala vuota, anche se un certo pubblico di curiosi e di cronisti e paparazzi vari non mancherà) se proprio vi punge vaghezza il pomeriggio di lunedì 20 ottobre, dalle 16 alle 18.30 e poi la sera dalle 20 alle 22.30, presso la sede della Fondazione, ovvero l’Hotel Rome Cavalieri – via A. Cadlolo, 101, ve potrete gustà questo fenomenale quartetto di vini l’ultimo dei quali già all’esordio 5 grappoli della guida della Fondazione:

Spumante Metodo Classico Rosato Noi Tre Brut
Il Rosso dei Vespa 2013
Il Bruno dei Vespa 2013
Primitivo di Manduria Raccontami 2012

Roba che al solo pensiero me prende una tale eccitazione che correrei già a Roma, città dalla quale manco felicemente da anni (l’ultima volta ci andai per una degustazione di Barolo di Serralunga d’Alba organizzata in collaborazione con Ricci) con una settimana di anticipo.

Che ce volete fa, Franco è così, je piace crede che l’abruzzese Vespa parli sul serio quando dichiara “Io sono innamorato della Puglia, una terra meravigliosa che ho conosciuto proprio attraverso i suoi vini, come il Primitivo: un vino serio, impegnativo, inconfondibile, ma profondamente bevibile”.
DalemaCotarella

E non gli viene manco un lontano sospetto che scrivendo nella presentazione dell’imperdibile incontro “La fusione tra la passione per il vino e l’amore per il territorio salentino, sono stati per Bruno Vespa gli strumenti cardine di un progetto vitivinicolo in Puglia, divenuto ancora più ambizioso dopo l’incontro con Riccardo Cotarella” tocchi toni di una retorica legata al vino che fa venire il latte alle ginocchia. E anche più sopra.

Franco Ricci, er Marchese der Grillo, è fatto così, prendere o lasciare. E come fare dunque a non volergli bene?

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19 pensieri su “Franco Ricci presenta in anteprima Il Primitivo dei Vespa

  1. Mi immagino la serata nella suite-a-barrique.
    Ziliani, Cotarella, D’Alema e il produttore che illustra i suoi vini
    pugliesi con l’ausilio di un plastico.
    A proposito dell’enologo pochi anni fa assaggiai i due aglianico Janare
    della azienda La Guardiense, e non lasciarono un gran ricordo, ma non
    mi ha stupito vedere un loro 5 grappoli 2015.

  2. Buona sera Ziliani, Silvana 🙂 .
    Sinceramente non ho molto da dire sull’argomento,ma per curiosità , e solo per quella,mi piacerebbe assaggiare sia il NarnOt di D’Alema e sia Futuro 14 di Vespa ( entrambi insigniti dei 5 grappoli Bibenda ), che se non sbaglio hanno in comune lo stesso manico, o meglio, come recitano le guide , colui che “fa il vino”.
    Ziliani, si ricorda del Suo post ” F.I.S. e non A.I.S. consulente di Palazzo Chigi” , e che sia Lei che io, ma anche altri lettori, ci dilettammo (fantasticammo) a scrivere la nostra ideale lista dei 6 vini da regalare ai rappresentanti di stato?
    Si ricorda? Ebbene, sa cosa Le dico? Che se il NarnOt e/o il Futuro 14 (non me ne voglia Vespa, ma preferirei il D’Alema dato che ci rappresenta nel mondo ed é più famoso)dovessero garbarmi, rientrare nei miei gusti e sposare quindi il giudizio di Bibenda, potrei eliminare uno o due vini da quella lista per inserircelo/i …!

    Saluti

    • escluderei a priori che uno qualsiasi dei due vini cotarelliani che lei cita possa degnamente figurare in una selezione di sei soli vini rappresentativi del meglio dell’Italia enoica da regalare ai governanti esteri…. Secondo me se regaliamo anche solo un vino di quelli rischiamo che il premier o presidente che riceve il cadeau ci dichiari immediatamente guerra…

  3. Ziliani, sono confuso e un po’ dispiaciuto!
    Cioé non mi é chiaro se Lei ha capito o meno che ero ironico…
    Io parteggio per i vini provenienti da vitigni ” autoctoni ” e che quindi possano realmente rappresentare il nostro territorio!

  4. Gent.le Ziliani,

    è così difficile aprirsi alla possibilità che tali vini siano buoni? Non amo e non ho mai amato le facili allusioni, ho viceversa sempre apprezzato la concretezza ed il pragmatismo. Caratteristiche quanto mai proprie di un mondo agricolo di cui l’enologia è cuore pulsante, per cui perchè perdere ancora tempo avanzando scontate e banali allusioni?

    Ancora con questa sciocchezza che il vino è dei contadini? La storia insegna che non lo è mai stato, la storia del vino italiano fonda radici nella nobiltà e nel latifondismo, ed è inutile che si muova critica se un appassionato di vino, seppur proveniente da altra estrazione professionale, non sia “predisposto” o “vocato” (tanto per usare termini propri del settore) ad una buona riuscita.

    Il vino viene fatto da due persone, oggi, dall’enologo e dall’agronomo e viene sempre più fatto in vigna, piuttosto che in cantina. Molto spesso gli stessi personaggi autentici a cui Lei allude, non hanno capacità sufficienti neanche a comprendere la differenza tra lieviti autoctoni e lieviti selezionati, ma capisco che il fascino della rinnovata aria naturalista, porti a considerare più preziosa la terra sotto le unghie, che un ottimo vino sul tavolo. Ne conosco molti, infatti, di agricoltori con le unghie sporche che producono prodotti autoctoni, estremamente autentici, ed anche estremamente difettati, puzzolenti, ridotti e ossidati, ma siccome loro non sono nessuno e sono personaggi duri e puri, i loro prodotti sono “caratteristici” e non una fetecchia colossale così come dovrebbero essere considerati.

    Ecco, vede Ziliani, sarebbe un gran bel favore per tutti smettere di ragionare per preconcetti e frasi fatte, magari ascoltando quel che nel bicchiere viene versato, dedicandogli una corretta gusto-olfattiva, magari fatta bene, con la mente concentrata sul vino, non sul nome di chi sia il padre, per passione, amore, business, noia o qualsivoglia motivo spinga una persona a dedicarsi a questo mondo.

    Io il 20 andrò, anche per sola curiosità di appassionato, magari farebbe bene a venire anche Lei, così, dopo aver provato, sarebbe legittimato a muovere critiche, di merito, sul prodotto, sul lavoro fatto e non su tutta la fuffa di contorno su cui si è concentrato.

    Cordialmente.

    Franco (non Ricci, credo sia chiaro).

    • Ricci sul mio post si e’ fatto due risate e non avrebbe mai scritto un pistolotto palloso che mena lungamente e inutilmente il torrone come il suo: che noia l’enologhese!

      • Buona notte Franco; non tingerti mai i capelli.
        Guardavo il Ricci, nella foto qui sopra: non l’ho mai conosciuto, mi sembra una brava persona, ma non mi piacciono i suoi capelli. Poi osservavo le foto di Vespa e Dalema e mi chiedevo che bisogno ha il Ricci di ingraziarsi personaggi così datati. Qualcuno potrebbe obbiettare che anche Ricci è datato, invece penso di no. E’ competente, ha avuto buone idee nel suo lavoro, potrebbe fare il padre nobile … stranezze. Be’ buona notte.

  5. “Pistolotto palloso che mena lungamente e inutilmente il torrone”.

    Ricci è persona simpatica, ha il dono della sintesi è un grande humor, è in grado di chiudere una questione con un simpaticissimo “smettila di dire cazzate”.

    Devo decisamente imparare da lui.

    Stia bene.

  6. Se per caso dovesse esservi sfuggito,il 7 novembre,sempre per 5€ sarà la volta per D’Alema e signora di esibirsi con i loro vini nella stessa sede.Franco riesce a fare grandi cose come ad esempio una profonda verticale de il Greppo con Biond Santi presente suolo qualche mese prima della sua dipartita.Riesce perciò difficile capire la logica di certe scivolate.FM.

  7. A conclusione dell’evento non posso che complimentarmi con Ricci, vini estremamente validi, un bellissimo clima e una grande partecipazione per una degustazione seria e ben condotta.

    Come la storia insegna, i personaggi estranei al mondo del vino mettono tanta di quella passione in una bottiglia da saper stupire in positivo.

    Attendo di rileggere il suo triste e laconico “che palle”, sigillo di estremo stile ed educazione.

    Stia bene.

    • se a lei piacciono i vini seriali, fatti con la formuletta del winemaker, di Vespa, D’Alema e compagnia cantante, glieli lascio tutti. Prosit!

      • Ma lei cosa ne sa, non li ha neanche assaggiati!
        ahahaha.

        Sul serio siamo al punto in cui si giudica un vino per apparenza e stereotipi?

        Ah, è vero, oggi è di moda fare i fighi e gli anticonformisti parlando di vini “autoctoni” che “riscoprono le origini”.

        Tra una puzza e un difetto, magari, è anche vero. Salute, e si tappi il naso.

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