Alberto Mazzoni come sponsor delle guide non ti batte nessuno!

AlbertoMazzoni
Ma attenzione, il premio “Lecchino d’oro”, è a un passo…

A seguito del mio post di ieri relativo ad una comunicazione sul cosiddetto Verdicchio (vino che non esiste: esistono invece il Verdicchio dei Castelli di Jesi ed il Verdicchio di Matelica, tra loro diversi) effettuata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini con uno spirito decisamente retrò e nostalgico degli anni Novanta, ho ricevuto dalla segreteria di Alberto Mazzoni (nella foto) Direttore dell’Istituto stesso, persona che conosco da anni e con il quale ci siamo sempre dati del tu e ho sempre avuto rapporti di confidenza, questo commento. Che penso di non infrangere alcun obbligo di privacy rendendolo pubblico sul blog.

Ogni commento è superfluo. La lingua italiana e la chiarezza del pensiero, soprattutto nel finale, zoppicano alquanto, ma è chiaro, dal tono, che all’enologo, direttore, punto di riferimento per il settore vino per la politica marchigiana, quanto ho scritto non è garbato.

E altrettanto chiaro è che Alberto Mazzoni pensa davvero di vivere negli anni Novanta se afferma, senza arrossire per la sua dichiarazione, che i vari responsabili delle guide, che lui definisce “nella stragrande maggioranza dei casi seri professionisti”, cosa sulla quale ho qualche perplessità, sarebbero “considerati attendibili da milioni di consumatori”. Boom!

Calmati Alberto, che le guide continueranno a trattarvi bene, l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini è un Ente che ha bilanci interessanti, anche senza bisogno di stendere tappeti rossi e di blandirle…. Buona lettura!

tappetirossi
Gentile Ziliani, ho letto il suo articolo pubblicato oggi su Vino al Vino.org. Il lavoro fatto in questi anni sulla qualità del Verdicchio per valorizzare, come lei giustamente scrive, ‘la sua duttilità espressiva’ e ‘la sua capacità di essere vino identitario come pochi altri’ è sotto gli occhi di tutti: blogger, enoappassionati, critici, produttori e guide in primis.

Abbiamo rispetto e fiducia nel lavoro delle guide e non vediamo perché dovremmo vergognarcene, così come speriamo che lei non debba trasalire al pensiero aver dato – sul nostro vino – il medesimo giudizio già attribuito dai destinatari dei suoi anatemi! Certamente il peso delle guide negli ultimi anni è stato controbilanciato dal ‘pluralismo’ portato da Internet ma ciò non toglie che svolgano tuttora un ruolo centrale per il successo del vino italiano nel mondo.

Un ruolo che vede impegnati nella stragrande maggioranza dei casi seri professionisti, considerati attendibili da milioni di consumatori. Caro Ziliani, per me ogni punto di vista merita rispetto: il suo, quello delle guide e anche il nostro, anche se a lei pare un po’ vintage e forse troppo poco snob.

Distinti saluti
Alberto Mazzoni
Direttore Istituto Marchigiano di Tutela Vini

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20 pensieri su “Alberto Mazzoni come sponsor delle guide non ti batte nessuno!

    • non mi metta in bocca espressioni che non ho usato. Mai usato il termine malafede. Quanto alla “violenza” del mio post, credo che lei abbia molta, ma molta fantasia.
      E idee poco chiare, se scambia ironia, un po’ corrosiva, con “violenza”

      • il premio “Lecchino d’oro”, è a un passo

        per me è un’espressione violenta, non “ironia corrosiva”, che è tutt’altro. Va bene se dico che emerge un suo strano “livore”, o nemmeno questa parola le va bene? in ogni caso la lettera di Mazzoni è garbata, i suoi testi di oggi non lo sono per nulla

        • Scusi ma lei non scherza mai? Secondo me Mazzoni blandisce le guide. Da qui la mia definizione scherzosa, assolutamente ironica, non certo violenta. Quante volte si è scritto e dato a qualcuno del “lecchino”, ad un giornalista come Vespa, ad esempio, usando una metafora molto visiva, senza che si alzasse l’avvocato d’ufficio di turno gridando al violento?
          Ma per favore…

          • Il “Lecchino d’Oro” (ho anche fatto parte della giuria) è un premio ironico a recensori, giornalisti, commentatori, eccetera. Non è minimamente ‘violento’, a meno che violento non venga definito il dissenso … non è nemmeno troppo sarcastico (il sarcasmo – è vero – può ferire).
            Tra l’altro in questo transito epocale il Lecchino potrebbe essere conferito a un bel po’ di giornalisti. Non a quelli a libro paga, ovviamente, solo a quelli che leccano un filo troppo …

  1. caro Ziliani, solo qualche giorno fa ‘smarchettava’ sulla nuova guida dell’ais e ora fa il savonarola delle guide. non so cosa ci sia dietro ma volendola pensare benignamente le consiglio di mettersi in pace con se stesso. ne guadagnerebbe in acidità, ora eccessiva.

    • qualche giorno fa esprimevo il mio forte augurio di scrivere per dei lettori intelligenti. Non necessariamente persone che la pensino come me, non voglio avere la corte di laudatores per default di cui godono alcuni miei colleghi…, anche persone che contestino quanto scrivo. Ma che lo facciano con intelligenza e cognizione di causa. gegia (nickname dietro al quale potrebbe nascondersi chiunque, Ottavio, Silvia, Federico, Alberto, che ne so..) non appartiene a questa categoria di “lettori intelligenti” e lo dimostra. Innanzitutto perché sostiene, e io la invito a dimostrare che ciò sia accaduto, altrimenti taccia, che io abbia “smarchettato”, come dice lei, sulla nuova guida dell’A.I.S., i cui contenuti ho evitato di giudicare, e a proposito della quale ho scritto un pezzo, da amico dell’A.I.S., per manifestare il mio compiacimento per il fatto che l’obiettivo difficile che la presidenza si era data dopo il divorzio con Franco Rizzi era stato conseguito. In quale modo non so se lo dirò, ma il malloppone é lì davanti agli occhi e dimostra, nella sostanza, che alle parole sono seguiti i fatti.
      Non é poi intelligente, gegia, o gegio, il suo mi sembra un “ragionare” più maschile che femminile, perché senza conoscermi si permette di darmi dei consigli relativi alla mia condizione, al mio stato d’animo, al mio mood. Mi spiace per lei, e per coloro che speravano, dopo la pausa di riflessione di quest’estate, ma sto benone, sono in forma, pieno di energie e di idee. Quanto all’acidità, la lascio alle vecchie zitelle, di cui, se davvero gegia fosse una donna, ma dubito, gegia farebbe sicuramente parte. A pieno titolo.

  2. Forse che il termine Verdicchio sia utilizzato per comprendere tutti quei vini, che pur non rientrando nel disciplinare delle due DOC e DOCG, utilizzano il verdicchio (vitigno)?
    Ad esempio il Terre Silvate di Dottori, tanto per citarne uno.

    • Mi scusi Gegia, perche’ parla a vanvera? Censure? E dove? Non le é mai venuto in mente, visto che i commenti sono preventivamente moderati, sa, ci sono tanti imbecilli in giro, e pubblicare automaticamente potrebbe essere molto rischioso, che il suo commento non sia stato immediatamente pubblicato solo perché ero in altre faccende affacendato? Invece, lei, intelligentona com’é, subito a lamentare inesistenti “censure”…

  3. Da operatore del settore, mi permetto di dire che se per fare mercato ci affidiamo ancora alle (imparziali?) guide, non abbiamo capito che NON CI SIAMO!!!
    Guide imparziali? Le stesse che nei decenni passati sbeffeggiavano, ad esempio, quei produttori di Barolo che insistevano nel fare un vino, non un succo di frutta in barrique?

    • sarebbe divertente raccontare, magari qualcuno a Bra e dintorni potrebbe fornire i particolari in cronaca, come mai negli anni Novanta un gruppo di grandi produttori di Barolo tradizionalisti, che erano sempre stati “tribicchierati”, finissero improvvisamente, per qualche anno, di esserlo… Ma perché i loro vini in quegli anni non erano buoni come sempre, dirà qualcuno.. Balle, i loro vini, parlo di Aldo Conterno, Giacomo Conterno, Bartolo Mascarello, erano buonissimi, fantastici, solo che i produttori non avevano capito… Beh, sono buono, diciamo che si ostinavano a non capire l’aria che tirava…

      • Un pacchettino con una elegantissima e datata confezione di “Carbone di Belloch”, per qualche frequentatore del tuo blog; tinge la lingua, ma mette in grado di digerire anche le … sassate!

  4. Buonasera caro Ziliani ! Lei é un vero mattacchione, uno di questi giorni mi fará scoppiare dal ridere ! Ho iniziato a sorridere quando ho letto il titolo dell’articolo, ma non per il personaggio ( che non conosco onestamente ) , piuttosto per il contenuto sberleffo , ma poi la risata grassa mi è scoccata con la frase : premio lecchino d’oro… ! Birichino!
    A ogni post , giorno per giorno, viene fuori la sua grande,spassionata e non formale passione per il vino!
    Sappia, ma lo saprá benissimo, che in una comunitá esistono persone più “sensibili” di altre nel recepire un linguaggio più schietto,diretto e che impiegheranno più tempo per assorbirlo o addirittura non vorranno mai farlo. Detto questo, lei é bello anche per questo suo essere vero,spiattellatore di razza ( mai subdolo ) oltre che per essere il Guardiano del Barolo, il Difensore a spada tratta dell’ “Autoctono” e della tradizione vitivinicola italiana 🙂 !
    Saluti.

  5. ma non ti rendi conto che stai sulle palle a tutti ! Non sei nessuno! Sono buoni solo i vini che promuovi tu! pensa ai tuoi problemi personali che ne hai tanti e non rompere le palle alla gente, infelice!!!!!!

    • ecco un perfetto esempio di IMBECILLE il cui intervento pubblico senza toccarlo di una virgola solo per dimostrare di quanti imbecilli sia pieno il mondo. E la blogosfera. Al cretino ricordo che io, a differenza di altri “colleghi” non “promuovo” vini. Mi limito ad assaggiarli e scriverne. Quanto ai miei “problemi personali”, per prima cosa, se esistessero, sarebbero affari miei, ma poiché non esistono li lascio, i problemi esistenziali, e l’infelicità (io sto benissimo e sono di ottimo umore) ai minus habens come Sergio.
      Che stranamente non mi scrive dalla Marche, ma da Borgo San Lorenzo, in Toscana…

  6. Franco, persone del genere, danno la carica ma, usa l’arco con la freccia
    spunta, per non rischiare di pagarli poi, per dei geni della comunicazione.

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