E lunedì sera a Cremona Monsù Angelo Gaja ci parlerà di vini, innovazione, cambiamento climatico

SerataGajaCremona
E secondo voi io me lo potevo perdere?

Farò i salti mortali per esserci e un sacco di chilometri. Ci arriverò via Montalcino, dove ho passato ottime giornate (venerdì pomeriggio e sera a parte, costretto a letto da una infezione intestinale lampo: una sorta di maledizione di Tutankhamon ilcinese?) e bevuto ottimi e talvolta splendidi vini (ne riparleremo a lungo), dopo aver dedicato la domenica mattina ad una visita a Sant’Antimo e ad un omaggio all’indimenticabile Grande Maestro del Brunello.

E poi aver trascorso una giornata a Faenza per la mia prima volta a Vini ad Arte, per l’Anteprima del Romagna Sangiovese riserva 2012, organizzata dal Consorzio vini di Romagna e dal Convito di Romagna presieduto da Cristina Geminiani Masnaghetti.
Viniadarte

Non potevo rinunciare, anche grazie al cortese invito del delegato Cremona e Lodi di A.I.S. Attilio Marinoni (ultimamente in A.I.S. hanno smesso di guardarmi come una sorta di “nemico”, o forse hanno ritrovato la memoria… !) alla possibilità di fiondarmi a Cremona via Faenza. Per non perdermi, lunedì 23, alle 20.30 presso Palazzo Zaccaria Pallavicino, quello che si annuncia come un Gaja show.
AngeloGaja

Ovverosia una conferenza di “uno dei personaggi del mondo del vino italiano che più l’hanno portato al successo nel mondo”, ovvero Monsù Angelo Gaja, che di parlerà sul tema, affascinante, di “Innovazione e cambiamento climatico“. A seguire annunciato in stile international, un “Walk around tasting”, un viaggio sensoriale alla scoperta di vini della cantina Gaja e di Gaja Distribuzione, con una serie di cose da degustare da fuori di testa…

Il costo della serata è, diciamo così, gajesco e non proprio gaio (per il portafoglio). Però Monsù, come mi ha detto un mio carissimo amico, ma proprio un amico stretto, uno che mi conosce meglio di qualsiasi altra persona al mondo, uno che l’ha incontrato ed è stato con lui a pranzo a Milano martedì 10 e mi ha raccontato che hanno mangiato e bevuto benissimo, e hanno chiacchierato come vecchi amici/”nemici” ritrovati, è in forma spettacolare a dispetto delle sue prossime 75 (o sono piuttosto 57?) primavere, e ha ancora un universo di cose interessanti, e gajesche, da dire e fare, frutto di un’intelligenza superiore alla media e di una conoscenza e un’esperienza del mondo (non solo quello del vino) strepitose. Detto da uno che in passato non gli ha lesinato “scudisciate” in forma di critica… Ma anche lodi… E che in futuro sicuramente farà altrettanto…
AngeloGaja

E quindi sarà proprio Cremona, la mitica città di Tognazzi e delle tre T, la tappa finale (prima di tornarmene in provincia a Stesà) di una settimana assolutamente sangiovesiana. Ma conclusa, e non poteva essere diversamente, cantando le lodi di Re Nebbiolo e di uno dei suoi massimi interpreti…

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6 pensieri su “E lunedì sera a Cremona Monsù Angelo Gaja ci parlerà di vini, innovazione, cambiamento climatico

  1. Ci sarò anche io. E porterò con me il ricordo di me bambina, di un Angelo Gaja giovanotto e di mio padre, il toscanaccio, che per primo da queste parti, negli anni 60, diede fiducia ad un rivoluzionario piemontese che faceva vini coi fagiani in etichetta. Mi rendo conto di aver visto iniziare una storia gloriosa, non solo quella di Angelo Gaja, ma del vino italiano moderno. Lunedì sera sarò lì ad ascoltare e a ricordare, vedendo come misteriosamente la mia vita in fondo si ricongiunge ora con un principio di quasi 50 anni fa. Sicuramente per Cremona sono fra i più vecchi testimoni della immaginifica vicenda umana e professionale di Angelo Gaja. Mi fa quasi strano dire che io c’ero….e ci sono ancora..

  2. Ricordo l’incontro con Gaja alla sua cantina 5-6 anni fa come una grande esperienza di crescita. Lui è un grande affabulatore ma detto in senso positivo, perché la grande capacità dialettica è riempita anche di notevoli contenuti. Potrà essere oggetto, come tutti, anche di critiche feroci, ma è sicuramente un personaggio che non lascia indifferenti. Anch’io ci sarò!

    • Precisazione che – oggi più che mai – fa la differenza, tra un uomo d’esperienza e i troppi quaquaraquà che ci affliggono, massimamente nelle istituzioni politiche.

  3. VINI ED ARTE a Faenza.
    Negli eventi di Faenza il MIC viene usato (abusato?) come il formaggio sui maccheroni. Le gestioni del museo in epoca moderna si caratterizzano da scelte di discutibile valore artistico, ma rigorosamente in accordo con i tempi attuali prediligenti opere di COPRARTE.
    Speriamo che la selezione dei vini in mostra non abbia seguito questi criteri.

    nb
    copro-arte e’ una nota branca dell’arte moderna che ha cattedre universitarie in ogni parte del mondo. I numerosi accademici ancora non sono unanimi sul nome, ma sono in corso dibattiti e tavole rotonde sul tema.

  4. E per chi non potrà esserci potreste per favore portare ben mimetizzato un piccolo registratore in modo poi da distribuire tutto quel po po di sapere? Ve ne sarei molto grata.
    Saluti.

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