Breaking news from Montalcino: niente più rock, ora va di moda la samba!


Acquistata da un ricco imprenditore brasileiro una celeberrima azienda ilcinese

Notizia bomba, beh “notizia” si fa per dire, perché il finale di questa vicenda era già noto da tempo. Per il momento accontentatevi di messaggi in codice, e chi vuole e sa capire tra le righe capisca. Chi non ci riesce, attenda il Vinitaly alle porte, 22-25 marzo, quando verrà annunciata ufficialmente l’operazione.
Futebolbailado

Quello che posso dirvi è che a Montalcino oggi non vanno più di moda il rock & roll, il caffè americano, i jeans originali, Bruce Springsteen e i cow boy. Nel borgo del Brunello si annuncia imminente l’apertura di scuole di samba, di bar dove verrà servito caffè con rigorose miscele brasileire, ed il modello calcistico tornerà ad essere il futebol bailado. Le donne più sexy abbandoneranno il tanga per adottare la sensuale brasiliana, e nelle famiglie bene i rampolli non saranno più spediti all’estero ad imparare l’inglese, bensì, oggi fa più fico, il portoghese.
Brasiliana

Perché tutto questo? Perché mi ha sussurrato un uccellino assolutamente ben informato, i brasiliani hanno “colpito” ancora. Questo dopo aver fatto acquisti, nel maggio 2013, acquistando a Montalcino, la storica tenuta di Argiano, (che dal 1992 era sotto la guida della contessa Noemi Marone Cinzano) nella persona dell’imprenditore Andre Santos Esteves, con la sua Leblon Investiments (con sede alle Bahamas).
CittàMontalcino

Nella vicenda, a rendere il tutto più intrigante, c’è il fatto di mezzo ci sia LA BANCA, la più chiacchierata e misteriosa delle banche italiane, quella salvata, con i nostri soldi, dal “meraviglioso” governo Monti, quella che ha visto responsabili stampa morire in circostanze misteriose, e che tempo fa, “come riportava un comunicato ufficiale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, aveva acquisito dall’ente il 2% del capitale sociale della Banca Monte dei Paschi, attraverso Btg Pactual Europe Llp, con sede a Londra, braccio europeo di Btg Pactual, banca di investimento brasiliana, tra le più importanti del Sudamerica, di cui lo stesso Esteves, uno “nato per fare soldi”, dice, è Ceo.
Esteves

Che acquisti carramba! Qui si parla non solo di “40 milioni di euro” andati alla contessa Noemi Marone Cinzano per Argiano, ma di molti molti più milioni di euro.
Perché l’azienda su cui il banchiere brasileiro avrebbe, ma che dico, ha messo le mani, (i termini esatti dell’operazione, la sua corretta definizione li lascio agli esperti di finanza creativa, ai conoscitori dei rapporti stretti tra economia, finanza e politica).

A coloro che sanno districarsi meglio di me, che m’intendo, sempre che m’intenda, solamente di vino, di Sangiovese, di Sangiovese di Montalcino in purezza, di legame tra vino e territorio, e che magari 7 anni fa, nel nome di questa esperienza, di un certo sistema di valori, fui tra i primissimi a denunciare lo sconcio di Brunellopoli, è un’azienda celeberrima, conosciuta in tutto il mondo, importante, potente.
BornUsa

Un’azienda che è simbolo dei vini di Montalcino. Comunque la sia possa giudicare.
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Il nome? Lasciamo che sia Andre Santos Esteves a rivelarlo, il management della banca, il mondo politico toscano, senese, ilcinese, magari qualche altra misteriosa associazione, nata nel 1600, che tiene riunioni nel corso delle quali i partecipanti indossano strani abiti.
Ma è un nome, ve lo garantisco, di quelli conosciuti anche ai neofiti. Anche quelli che al Brunello di Montalcino si avvicinano per la prima volta. O quelli che il Brunello lo preferiscono… di gusto americano
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Che dire se non tanti auguri e visto che Pasqua è alle porte, Boa pascoa! Feliz Pascoa?

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28 pensieri su “Breaking news from Montalcino: niente più rock, ora va di moda la samba!

  1. Uffa … Che a ritmo di samba si sussurrasse mon … tal … cii … no …no … montal …cii …noo, qui nella Milano viscontea – accanto a Santa Maria Podone, gli uccellini lo cinguettavano già (sfidando le intemperie di un inverno un po’ meno tiepido del precedente), sugli sparuti alberi e, tra una cerca e l’altra, nei cespugli di piazza Borromeo; e mentre da Marchesi – appena acquisito da Prada – la Milano dei resistenti milanesi si beveva un cappuccino un po’ più italiano che altrove, a bocca piena di squisite quisquilie mattutine, già ben prima dell’inverno, tra un commento e un’anticipazione del libro di Eco (brutto ma necessario) e una cattiveria sul ritorno di alcune mummie a Segrate, alcuni uomini non a dieta preparavano menu al Brunello di Montalcino.
    Che dire: che la terra (e i cieli) di quel triangolo di Toscana siano d’ispirazione per alti voli e non per i soliti scambi di favori. Una terra così meriterebbe unicorni alati, coppe aulenti, cornucopie rutilanti, mica pizza e fichi (e pissi pissi di banca).

  2. cé qualcosa che non mi torna. Lei è l’unico a dare questa notizia, a fare questo scoop e nessuno o quasi commenta?
    I casi sono due: o lei ha preso una gigantesca “sola” e ha spacciato per scoop qualcosa che si è inventato e non corrisponde al vero, oppure ha centrato il bersaglio ed il silenzio è solo riflesso di un imbarazzo gigantesco. Lei cosa ne dice?

  3. lascio ai lettori giudicare se, soprattutto nelle vicende relative al Brunello di Montalcino, io sia un professionista della “sola”, come la chiama lei, o se sia attendibile, un osservatore informato che si può rischiare di prendere sul serio. Anche quando racconta di questo cambio di proprietà.
    Da Montalcino un clamoroso assordante silenzio (commento dell’amica Silvana esclusa, anche lei come me informata da tempo di questa operazione dai risvolti misteriosi e addirittura inquietanti… ne parleremo…), ma anche qualche amichevole segnale a lasciar perdere, a tenere il profilo basso, a non insistere su questa storia.
    Il commento più bello penso l’abbia fatto un lettore, Francesco Risola, che ringrazio pubblicamente per questa chicca, che mi ha inviato, via Twitter, questo capolavoro di ironia. Questa immagine che è più eloquente di mille parole. Guardate e sorridete anche voi…

    • Veramente io ho commentato da Milano … e non c’è niente di misterioso … se si esclude la ragione per cui Umberto Eco ha scritto un libro così brutto. Tutto il resto è chiaro come il sole, che ieri splendeva persino su Segrate.

  4. Una cosa che mi brucia, sulla punta della lingua … Se ci sono mormorii, notizie, bufale, eccetera su un sito come Montalcino, si tratta di segnali di attenzione. Salta subito in mente il vino perché muove interessi ragguardevoli, soldi insomma (tanti o pochi, pare che siano l’unica realtà che la maggior parte degli uomini riesca ad immaginare), ma forse (invece) – e se fossi in noi ci starei anche più attenta – non solo quei soldi che la gente mediamente riesce a immaginare – altro, ben altro.
    Tutti ci siamo accorti della giravolta dell’universo mondo, ma bisogna fare uno sforzo in più, uscire dagli schemi del nostro format mentale … a pensarci bene la finanza (i suoi protagonisti) ha proprio questa visione in più: in fondo il vino è solo … ciò che appare nel bicchiere (anche se non è poca cosa), ma il suo portato è ben altro.
    Ma tornando alle notizie che volano su Montalcino, come farfalle di nabokoviana memoria su un rigoglioso ciuffo di lavanda, se le notizie (o pettegolezzi che siano) fanno così impressione sono un segno di vitalità e dovrebbero essere gestite in modo da tenere viva la fiamma. Un po’ come quando si è innamorati, molto innamorati, e bisogna capire come evolvere l’innamoramento in un amore, un sentimento meno fulminante ma più duraturo.

    • adorabile Silvana, la notizia che ho dato é una vera notizia e non “un pettegolezzo” anche se viene artatamente ignorata, per prudenza o per una tacita intesa dagli organi di stampa che l’hanno appresa, perché questo blog, anche se oggi ho le palle girate e mi verrebbe voglia di chiuderlo, é ben vivo e seguito. E io tutt’altro che morto o “fernuto”, come ha affermato un solenne somaro. Anzi, un cialtrone.
      Mi guardo bene, su un tema tanto delicato, che coinvolge,visto il soggetto coinvolto, l’economia ilcinese e tante famiglie di Montalcino, dallo sfarfalleggiare e raccontare facezie. E se ho scritto quello che ho scritto, in maniera lieve e spiritosa, é perché sono sicuro di quanto affermo. Perché ho fonti sicure, di totale affidabilità. Altrimenti avrei taciuto

      • Io mica contesto la notizia che dai, mi sono accorta però che le notizie di ‘movimenti’ (vendite o acquisti, di solito), sono vissute sempre con un’inclinazione implicita un po’ negativa o comunque con timore; invece mi è venuto spontaneo osservare che queste notizie sono un segno di interesse (non solo quello scontato dei soldi) per il luogo e … quanto vi accade o quello che potrebbe accadere.
        Ci dimentichiamo che il mondo è affollato e si sta ulteriormente affollando … il vino è una splendida attività (faticosa, complessa e assai difficile, per quello che posso capire), e intorno a questo fare e a questo prodotto di gamma alta, che è anche un ‘segnale’ e non solo un prodotto, possono crescere realtà nuove (e non intendo prodotti); tra qualche anno stare a Montalcino sarà diverso da oggi …
        E le notizie vanno gestite, altrimenti altri lo faranno.

  5. Purtroppo la lista delle cessioni è destinata ad allungarsi caro Franco. Dopo la recente vendita di LE MACIOCHE, girano voci anche sull’imminente cessione di CERBAIONA (Il Comandante Molinari)…..tanti proprietari vanno in la’ con gli anni e non vogliono avere piu’ tanti pensieri….in piu’ fintantoche’ beccano tanti quattrini…..fai 2+2…….

    • voci, solo voci, più volte smentite…
      Anch’io, ufficialmente, sarei in svendita, ma non mi si compra nessuno, ahimé… E dovrò continuare a fare il franco tiratore a vita… Niente buen retiro alle Bahamas, accidenti…

  6. La notizia non mi sorprende affatto semmai io da profano mi meraviglio che siano arrivati prima i brasileri e non i cinesi. In questo momento gli asiatici sono ben appostati nella riserva di caccia italiana e tante buone prede sono gia’ in saccoccia. Comunque sono daccordo con Silvana, i movimenti a Montalcino sono indice di vitalita’ necessaria. Perche parlare di svendita? I problemi italiani sono ben altri e di altra natura. Cosa attendersi per il futuro? Un lento e progressivo declino, repressione fiscal giudiziaria per fare cassa, tasse in salita, concentrazione del potere nelle mani dei soliti noti, la media borghesia sparirà e la fame ricomparirà in molti strati della popolazione. L’Italia diventerà il laboratorio del piano Funk di nazista memoria, un paese depredato delle proprie ricchezze che sarà serbatoio di manodopera a basso costo non risparmiante ma solo consumante. Alla fine senza un’opposizione questo significherà anche una deriva autoritaria e chi sa quando per legge verranno confiscate le proprietà private a saldo del debito pubblico.
    La cultura gia’ da tempo ha preso le sue batoste, ma in questo campo siamo in buona compagnia con i maggiori e piu’ industrializzati paesi del mondo. Per esempio in Francia la libreria ”La Hune”, la storica libreria di Saint-Germain-des-Près – ritrovo di intellettuali, artisti e appassionati di letteratura per buona parte del Novecento. Ebbene ho appreso che chiuderà definitivamente i battenti a fine anno.
    Un alro pezzo di storia che se ne va per far posto a venditori di mutande con la griffe. Questa si che e’ una triste notizia si che mi fa incazzare.

    • Caro Moschella, vedo che è d’accordo anche su un’idea di futuro in cui nessuno è ‘al sicuro’ … – nemmeno quelli che si considerano ‘al disopra’ di tutto per via di compagnie di giro e molti molti molti soldi.
      In un mondo che si è considerevolmente ristretto e continua sulla stessa strada, un luogo con il profilo di Montalcino è nelle mire di puntate globali, mentre “intelligencija” e non si arruffano su una specie di touche pas à mon vin, qualche moloch potrebbe togliere il luogo intero di sotto alle terga dei nativi e degli immigrati – piccini e grandi, persino grandissimi -.
      E’ strano, ma basta allontanarsi di poco dal luogo per trovare straniante un certo modo di pensare (e non ho avuto gli incubi, stanotte).

      • Silvana e Roberto Maria, voi filosofeggiate troppo. Io cerco di divulgare e andare al sodo e chiedervi: pensate forse che a questi ingenti capitalisti stranieri che arrivano a Montalcino e fanno grossi acquisti – confermo che quanto ho scritto corrisponde al vero anche se tutta la stampa di regime e persino la stampa specializzata estera ignora la cosa e cerca di far passare sotto silenzio la news – del vino freghi ben poco e che mettano piede in questo borgo pensando ad operazioni molto più importanti e devastanti, tipo trasformare Montalcino e dintorni (il mare é poco distante, Siena a 40 chilometri, la Maremma ad un tiro di schioppo, Firenze, se si possiede un elicottero, é lì vicina) in una sorta di grande Disneyland o in un buen retiro per grandi ricchi, per mega capitalisti, banchieri, signurot dai miliardi facili?
        E la Banca salvata da Monti con i nostri soldi, le Amministrazioni Pubbliche, Comune, Provincia e Regione Toscana, le associazioni i cui affiliati si incappucciano, gli ambientalisti che si incazzano per le cose piccole ma su quelle grosse sembrano distratti, starebbero in silenzio? O magari sono a conoscenza del disegno e – Matteo Renzi ha fatto passare il messaggio, la mission – acconsentono?
        Sto fantasticando, ma se così dovesse andare, ci sarebbe materiale per volumi. Altro che “Casta senese”, qua bisognerebbe parlare di Casta fiorentina e di Casta e, soprattutto mega-interessi, internazionali…
        Mala tempora currunt e rischiano di correre in futuro se Montalcino e gli ilcinesi non si danno per tempo una svegliata!

    • E invece, caro Moschella, l’Italia potrebbe diventare laboratorio di “conoscenza”, di abilità, di sguardi speciali, di gente speciale – nata e vissuta in mezzo a un racconto infinito di bellezza – gente che manco lo sa, ma “lo è”. Ci sarebbe bisogno di imprenditori e amministratori più lungimiranti, ambiziosi e generosi. Mi scuso per la tirata, ma il sogno anche dei cosiddetti grandi imprenditori sono i danée, per fare “la bella vita” (che per alcuni corrisponde alla deboscia), ma raramente per affermare la grandezza del proprio pensiero, semmai la lunghezza del proprio pisello … che peccato … ma forse sono scivolata fuori tema!

  7. errore caro Ziliani!
    Lei ha individuato bene l’azienda che è stata venduta, lo confermo, venduta, ma ha toppato, ahi ahi, sull’acquirente.
    La ringrazio per la visione dei bei culi delle sambiste brasileire, ma qui il Brasile non c’entra.
    Siamo ancora in America Latina, ma chi ha comprato non è un ricco capitalista brasileiro, bensì una celeberrima bodega CILENA, Founded in 1883 and “Latin America’s leading producer and occupies an outstanding position among the world’s most important wine companies, currently exporting to 145 countries worldwide. Uniquely, it owns around 10,700 hectares of prime vineyards in Chile, Argentina and United States”.
    Per cui a Montalcino d’ora in poi non andranno di moda la samba ed il futball bailado, bensì letterati quali Gabriela Mistral e Pablo Neruda, calciatori quali Vidal, Salas e Zamorano, Mati Fernandez e David Pizarro, una bevanda come il pisco e ovviamente la musica degli Inti-Illimani .
    Que viva Chile e la bandiera cilena garrirà sulla parte sud di Montalcino, dove ha sede l’azienda che ha cambiato padrone…

  8. Grazie caro amico! Evidentemente non avevo de-codificato bene il messaggio che avevo ricevuto in codice e che mi informava della avvenuta vendita, con annuncio nel contesto di Vinitaly, della nota azienda ilcinese.
    Avevo scambiato Brasile per Cile. Quindi il nuovo padrone della melunera, come diciamo noi a Milano, sarebbe una potentissima bodega cilena, magari questa che ha un curriculum e ha una realtà produttiva che fa apparire quella della grande azienda ilcinese rilevata ben più piccola cosa…
    Ed eccoci quindi pronti a cantare le canciones dei Quilapayun, de Los Prisioneroshttp://it.wikipedia.org/wiki/Los_Prisioneros, de la Nueva Canciol Chilena, sperando che i nuovi padroni, che hanno acquistato soprattutto perché interessati al canale di distribuzione americano dell’azienda ilcinese rilevata, sappiano fare bene. Esperamos!
    A D’Alema e ai suoi amici, che anche a Montalcino non mancano, questa soluzione cilena piacerà di più di quella brasiliana…

  9. Caro Franco perche dice che il mio intervento e’ stato filosofeggiante? Penso anzi di essere stato abbastanza concreto e crudo nel descrivere la situazione italiana, terreno di conquista di gruppi stranieri. Se e vero che l’acquirente e’ tale societa’ cilena e’ evidente una coerente operazione industriale abbastanza sensata ed attuale con i tempi. C’e solo da rammaricarsi che non ci siano imprenditori italiani capaci di fare questi investimenti, come dice Beppe Grillo, i capitani coraggiosi italiani con le pezze al culo sanno fare affari e cordate solo con le sovvenzioni statali. Riguardo la banca senese non ho capito bene come sia di mezzo a Montalcino, ma come tutte le banche, e’ vizio comune fare marachelle; questa della BANCA e gravissima e dicono che non sia stata ancora scoperta, ( credo sia giuridicamente non provabile, quindi lecita)ma se ne volessimo parlare e commentare in questa sede, sono convintissimo che le chiuderebbero il blog e ci manderebbero gli avvisi di garanzia. Io sarei costretto a richiedere asilo politico in Russia.

    • caro Roberto Maria, ho scherzato definendo “filosofeggiante” il suo intervento, perché volevo andare al sodo. La BANCA a Montalcino é coinvolta, come in tutta la provincia di Siena (e anche in altre parti d’Italia, purtroppo), perché i mutui, che tante cantine di Montalcino hanno acceso, li hanno fatti proprio con quella Banca… Quanto al resto: fermiamoci qui, perché a Montalcino e Siena hanno la vezzosa abitudine di dare molto lavoro agli avvocati e il mio indirizzo di casa é a loro ben noto 🙂
      E io di venire nella Russia dell’inquietante Putin non ci penso proprio. Preferisco fermarmi a Varsavia e sostenerla se mai lo zar pensasse davvero, come ha dichiarato, di essere pronto, nel caso, ad invadere l’amata Polonia.
      Ci provi, il Putin, e io sarò a Varsavia a combattere per la libertà del popolo polacco

      • … eppure l’ora non è così tarda … e le barricate sono di uno scomodo mai visto … se Putin arrivasse a Varsavia sarebbe una frittata. E noi tutti saremmo rifugiati in Paraguay (che lessicalmente è pure adatto e dove ho amici molto interessanti)

          • Siccome in Russia sono realisti con i piedi ben saldati a terra con le staffe di acciaio temperato anticorrosione, si puo’ facilmente dedurre che non ha alcun interesse di acquisire ne il Nulandistan ne il Tuskstan. Dopo bisogna mantenerli. Se vi ricordate il film ”amici miei” l’architetto e’ stato costretto a prendersi con la la moglie sia i figli, il cane e la governante tedesca, cioe’ il pacchetto completo. Invece ho letto nella stampa locale che i russi si prenderebbero volentieri senza esitare, la bellissima Magdalena candidata alle presidenziali di maggio.
            nota con beneficio di inventario: qualcuno dice che il vino di Crimea sia meglio di quello polacco.

  10. Al vinitaly ci siamo arrivati? Ma di questa anticipazione si hanno notizie più precise? Non sono riuscito a recuperare più nulla…

    • Gentile Claudio, la sua domanda, a proposito di quella clamorosa vendita di azienda straniera di Montalcino, che sarebbe stata venduta ad altri acquirenti stranieri, merita una risposta più meditata e articolata.
      A proposito di quegli annunci di cui, stranamente non si sente nemmeno l’odore, e siamo all’ultimo giorno delle Vinitaly Vanity Fair, amici degli amici mi fanno notare che quando si vuole disturbare un affare in corso e magari cercare di mandarlo a monte, si fa in modo che la notizia venga pubblicata. Accade così per le nomine di consiglieri, presidenti, aspiranti membri e capataz di Cda, dove si dà l’annuncio di quello che viene regolarmente trombato.
      In questa vicenda della nota cantina americana di Montalcino che sarebbe passata ad altra proprietà, sempre straniera, potrebbe anche darsi che io sia stato usato da qualcuno di assolutamente autorevole e informato dei fatti che mi ha dato per certa la notizia della cessione e questa consapevolezza per me è tutta esperienza. Saprò meglio come relazionarmi con il mio prossimo, e pesare le “soffiate” anche importanti e “pesanti”, che mi arrivassero in futuro…

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