Agli Stati Generali dell’Agricoltura Pavese l’Assessore all’Agricoltura Fava “asfalta” il Distretto

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Questa mattina nel corso degli Stati Generali dell’Agricoltura Pavese promossi dalla Provincia di Pavia – Assessorato all’Agricoltura, in collaborazione con Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltura, Federazione Coldiretti e Azienda Agricola La Darsena, un evento dedicato, in particolare, alla presentazione del PSR 2014 – 2020 e al nuovo piano agricolo provinciale, cui sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone, l’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava e il Vice Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Andrea Olivero, l’assessore Fava ha letteralmente asfaltato il Distretto del vino di qualità Oltrepò Pavese dal tavolo dei relatori. Queste alcune sue dichiarazioni: “Per me l’unico interlocutore istituzionale è il Consorzio. Chi esce non s’illuda di contare di più o di aver ragione e soprattutto non pensi di fondare un nuovo Consorzio, per di più su un territorio in cui una cantina cooperativa garantisce da sola l’erga omnes”.
distrettoOltrepò-logo

E poi: “Tutte le riforme vanno fatte insieme, dallo statuto a tutti il resto, partecipando a un percorso. Se la partita si fa dura non si scappa in casa con la palla”.

Ha aggiunto: “Si ricordi peraltro che i consorzi devono occuparsi di tutela, vigilanza e promozione. Chi si butta sulla commercializzazione, sostituendosi all’impresa, picchia sonore facciate. Abbiamo già dei casi all’attenzione”.
FavaPavia

E poi rivolgendosi a Davide Calvi, presidente della Confederazione italiana agricoltori, Fava ha osservato: “Tu sei forte. Non sei mai stato iscritto al Consorzio, sei segretario del Distretto e inviti a trasformare il Consorzio nella casa di tutti. Ma scusa di chi è colpa se la zona non è decollata? Sarà anche un po’ colpa delle aziende e di tutti quanti?”.

Infine la più dichiarazione dura: “C’è chi va dicendo che io abbia cambiato idea e che sia stato un po’ di qua e un po’ di là. Che io sappia la Regione non ha mai voluto un Distretto così, viceversa mi stupirei dell’orientamento del mio predecessore. Per me è una sovrapposizione inutile e lo dico in modo chiaro. Poi sono perfettamente d’accordo che il vino vada valorizzato in bottiglia, limitando il peso degli imbottigliatori di fuori zona”.
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Pertanto, la cosiddetta avventura “secessionista” del gruppetto di fuoriusciti o dichiarati tali dal Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, va dichiarata conclusa. Piaccia o non piaccia al quotidiano La Provincia Pavese, che in questo articolo e soprattutto in questo pubblicato ieri domenica 12 aprile è sembrata apertamente appoggiare la posizione dei “distrettuali”… A tal punto da arrivare a fare un’affermazione decisamente arrischiata, ovvero che “I produttori del Distretto fuoriusciti dal Consorzio, rappresentano almeno il 70% dell’immagine dell’Oltrepò”.

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Dimenticandosi che anche se tra i fuoriusciti ci sono aziende di assoluto livello come Bruno Verdi, Picchioni e Claudio Bisi, nel Consorzio sono rimasti fiori di produttori di grande qualità e immagine come Monsupello, Tenuta Mazzolino, Le Fracce, Conte Vistarino, Tenuta Il Bosco, per citare solo i primi che mi vengono in mente. La domanda nasce spontanea: ma il quotidiano locale oltrepadano Si chiama davvero Provincia pavese o i suoi lettori devono cominciare a chiamarla Pravda (Правда)?
Pravda

Qui il comunicato stampa ufficiale dal sito Internet dell’Assessore Fava

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62 pensieri su “Agli Stati Generali dell’Agricoltura Pavese l’Assessore all’Agricoltura Fava “asfalta” il Distretto

  1. Che grandissima figura di m..da che hanno fatto questi del distretto. Ben gli sta! Volevano solo chi per un motivo chi per un altro valorizzare i propri interessi personali e non quelli del territorio. Ma magari non li facessero più rientrare nel consorzio, gli starebbe solo bene. Per quanto riguarda la provincia pavese si vede che è un quotidiano nettamente di parte e poco credibile, basti pensare a tutte le notizie errate che ha dato su terre d oltre po’ . È l Unione che fa la forza remare contro porta solo a grandissime figuracce come questa! Mi auguro che simili soggetti non li facessero più rientrare.

  2. Che immane figuraccia che hanno fatto gli ammutinati del distretto! Cosa credevano? Mi auguro solo che il consorzio non li faccia più rientrare è quello che si meritano! Per andare avanti bisogna remare tutti nello stesso verso è l’unione che fa la forza! Comportandosi così hanno solo dimostrato di volere fare i propri interessi e poi da che pulpito veniva la predica? Per fortuna in questo caso la gente e le istituzioni competenti hanno capito! E poi distretto? Cos è? Un organo riconosciuto? Una pagliacciata oltre padana ecco cos era.

  3. Fava ci è andato giù proprio pesante!!! Gli ha dato degli isterici e dei bambini da oratorio!!! Leggete qui !! SCELTE CONDIVISE – “Non servono padri padroni – ha auspicato Fava -, le scelte vanno condivise sul territorio. Questo però non legittima reazioni isteriche che non portano da nessuna parte. La partita si gioca fino in fondo e credo non abbia senso assumere atteggiamenti infantili da parte di chi, come accadeva all’oratorio, se non vince porta via il pallone.”

  4. Mamma mia che figura che hanno fatto!! Ora per coerenza mi aspetterei dimissioni da parte di qualcuno da Giorgi per esempio. Sarebbe il colmo se non si dimettesse dopo che ha contribuito a creare tutto sto casino e andare contro al consorzio, come potrebbe mantenere il suo bel culetto sulla poltrona? Ci andrebbe proprio una bella faccia tosta. E anche calvi mamma mia il colmo!! Sto tizio non faceva parte del consorzio ma quale segretario del distretto invitava le aziende a farne parte? La casa di tutti?Ma che paradosso è?? No mi aiuti a capire ziliani perché io
    Proprio non capisco..

  5. Il distretto nasce per soddisfare le manie di protagonismo di qualcuno per sentirsi più Figo quando escono gli articoli sulla provincia con relative foto con microfono davanti taac e con bottiglietta d’acqua e bicchierino tattico. Detto questo i produttori sono liberi di uscire dal consorzio, ciò che è inaccettabile è chi predica bene e razzola male ovvero chi contesta il consorzio ma nonostante ciò mantiene la sua poltrona in cda. Poi è inaccettabile e incomprensibile uno che continua a professare con orgoglio che non ha mai fatto parte del consorzio eppure invita le aziende a farne parte in quanto deve essere la casa di tutti. Forse i produttori e le aziende che sono uscite avevano anche buoni propositi e motivi per farlo, solo hanno sbagliato pienamente da chi farsi rappresentare, devono stare unite e lavorare all interno del consorzio perché che gli piaccia o no è l’unico organo riconosciuto punto.

    • la domanda é: ma il Consorzio le farà rientrare o le lascerà per un po’ a bagnomaria in stand by, di modo che gli ammutinati di Stradella abbiano il tempo di riflettere, fare mea culpa e chiedere scusa per il casino indegno che hanno tirato in piedi? Io spero tanto nel ritorno di Paolo Verdi, cui sono affezionato come persona mite e riflessiva, e che fa grandi vinia. Degli altri francamente me ne frego, alcune sono aziende un po’ decotte, dai remoti splendori, altre dicono siano in vendita (ma chi se le compra?), altre sono sopravvalutate. Altre fanno… il “metodo Giorgi”. E si é vista in questa vicenda come funzioni il metodo Giorgi, pardon, Rampini…
      p.s.
      piccola informazione. Sabato sarò in Oltrepò Pavese. Da chi vado, chi vedrò, sono rigorosamente affaracci miei… Ma vedrò diversa gente. Se vogliono i rivoltosi sono disposto ad incontrare anche qualcuno di loro. Ma non il capataz, (sempre che i distrettuali non l’abbiano nel contempo invitato a menare le tolle e dimettersi, vista la figuraccia che ha fatto loro fare…) please, gente più umana e simpatica come Verdi, Picchioni, Calvi…
      Se volete sapete come mettervi in contatto con me…

  6. Non conosco bene la situazione ma a naso penso che l’assessore abbia ragione. Mio tweet del 23 marzo: #doc e #docg lo dirò sempre: spesso le decisioni dei consorzi sono sbagliate, ma le battaglie si fanno da dentro. Da fuori, pippe.

    • la cosa divertente é che siamo qui, tu di sinistra io di destra, a dare ragione ad un Assessore leghista :)
      Che nei fatti dimostra di non avere l’anello al naso, di non essere fanatico, di saper ragionare con serenità, di badare all’interesse generale, di prendere decisioni e posizioni di assoluto buon senso.
      C’é un politico al Pirellone, libera parafrasi di “c’é un giudice a Berlino”… :)

      • Non è tanto una questione di politica o di libera scelta quanto di realtà effettiva. Non è possibile avere più di un soggetto che assolve alle funzioni di tutela e promozione di una denominazione.

        Voglio sperare che chi ha voluto aderire al distretto l’abbia fatto per altre ragioni e non per questa (sostituirsi al Consorzio), che sarebbe indice di profonda ignoranza.

        • ignoranza no, ma considerato il personaggio Giorgi io parlerei di presunzione e troppo alta, ed eccessiva, considerazione di sé

          • Bah, a me pare molto strano. Non ho approfondito molto la vicenda, ma qualcuno deve aver raccontato cose inesatte o illuso le aziende se ha lasciato intendere che c’era la possibilità concreta che una secessione avesse buon esito.

  7. La “Pravda” colpisce ancora oggi scrive le aziende dissidenti rappresentano il 16% ma la loro valenza è superiore perché sono aziende note nel settore… Allora innanzi tutto la loro valenza non è superiore a niente e nessuno anzi con il loro comportamento e la figura che hanno fatto hanno dimostrato profonda ignoranza e presunzione volendo in qualche modo dettare legge e sostituirsi al consorzio. Mi auguro che il consorzio ora prenda seri provvedimenti per lo meno liberi qualche poltrona in cda… Almeno una perché l’atteggiamento del capataz a mio avviso è stato di una presunzione e maleducazione totale.

  8. Faccio davvero fatica a comprendere questo “mainstream” che da contro in tutto e per tutto a 35 produttori (non 2 produttori ma 35, tra cui Montelio e i già citati Picchioni, Verdi, Calatroni, Anteo, Martilde, Vercesi del Castellazzo, Monteguzzo… e altri molto validi) stanchi di non contare nulla e di vedere il nome di un territorio demolito da vicende anni ’80, che parlano di vini contraffatti e speculazioni.
    Sono tutti cretini? E sono saggi quelli che sono rimasti?
    Io ho più dubbi che certezze. Io non so cosa avrei scelto, fossi stato un produttore.
    Ma evidentemente siete tutti sicuri del fatto vostro, e conferite a Fava l’autorità di decidere chi è buono e chi è cattivo.
    Ora, senza esaminarli nel singolo, stiano simpatici o meno i Giorgi o i Calvi, non mi sembra che bastino il Nature di Monsupello e il Cruasé di Zonin (che adoro, entrambi) a tenere in piedi una denominazione… ah! no scusate, c’è un ottimo pinot grigio di Terre d’Oltrepo, quasi dimenticavo.
    Qualcuno mi spieghi, parlo seriamente, se oggi 14 aprile 2015 scrivere ‘DOC Oltrepo’ Pavese’ sia un valore aggiunto in etichetta.
    Ma siete proprio sicuri che i 35 produttori abbiano intenzione di rientrare?!? E cospargersi il capo di cenere di fronte a chi fa il gioco al ribasso?
    E continuare a mangiare l’ormai famoso “riso in cagnone”????
    In questo caso l’erga omnes parla chiaro. Decide 1 (uno).
    Punto.

    “Le battaglie si fanno all’interno” …bellissime parole, commoventi…

    • Claudio, Lei ha ragione su tutto. Che “Le battaglie si fanno all’interno” siano parole commoventi può essere vero, ma altrettanto lo sono le speranze di un simile progetto, perché per cattivo o buono che sia l’autorità sul territorio è e sarà sempre il Consorzio e ad esso non è possibile sostituirsi, e non perché lo dica Fava, ma perché le cose stanno così. Capisco perfettamente la frustrazione delle aziende e tutte le ragioni che possono aver portato a questa scelta, ma è la scelta di per sé che non ha senso, se non per stigmatizzare un problema che tutti conoscono da anni e anni. Purtroppo non ho idea di cosa si possa fare di concreto per migliorare le cose, ma certo questa non è una soluzione praticabile.

      Cambiare le cose all’interno del Consorzio è l’unica via percorribile teoricamente, ma di fatto anche quella per i motivi che tutti conosciamo non è possibile.

      L’unica cosa ipotizzabile, anche se ai limiti dell’assurdo, se davvero si vuole fare una secessione e si vuole che questa possa essere “legale”, è smetterla immediatamente da parte di queste aziende di usare la denominazione e produrre solo IGT, così da troncare ogni legame col Consorzio dell’Oltrepò Pavese. Proporre di creare una nuova denominazione con un nuovo disciplinare (diverso naturalmente da quello esistente e il cui nome non riconduca affatto all’Oltrepò Pavese), sperare che la cosa venga riconosciuta dal Ministero e dall’UE, e quindi fondare un nuovo organismo di tutela e promozione.

      Una soluzione che non sia questa comporta inevitabilmente il coinvolgimento del Consorzio.

      • beh, il Consorzio ha già un Presidente uscente che é un ampio utilizzatore delle Igt. Non ho mai capito come abbia fatto a diventare presidente. Forse aveva l’appoggio della Massone(ria) :)

      • L’adesione al Consorzio è volontaria e comunque uno è libero di continuare a fare vini Doc senza essere associato.
        Il fatto è che oggi – guardando i mercuriali – un vino sfuso IGT ( dove ne puoi produrre quantità inverosimili) vale lo stesso prezzo di un Doc a produzione molto più limitata.
        Questo dimostra che il Consorzio non ha saputo valorizzare la denominazione e giustifica ogni protesta.

        • Bon voyage… Confermo che sabato 18 sarò dalle 10 alle 18 circa in Oltrepò Pavese. Ho tanti incontri in programma: speriamo di non incontrare qualche cecchino appostato su un bel bricco per abbattermi :) Non voglio morire in Oltrepò, voglio morire nella sacra terra di Langa. O in Champagne…

        • Certo che l’adesione è volontaria, ma mi pare che in Oltrepò viga l’erga omnes sulla denominazione, per cui per usarla sulle bottiglie bisogna pagare le quote a prescindere. Chiunque etichetta DOC o DOCG deve pagare.

          • Quelli che tanto amano la denominazione e si battono perché il Consorzio non cambi sono poi coloro che usano la Doc con estrema parsimonia e preferiscono la Igt, a partire dal presidente Massone

  9. Il Distretto è finito, l’avventura secessionista del gruppetto di fuoriusciti dal Consorzio va dichiarata conclusa.
    Ma perché?
    Perché l’ha detto Fava.
    Ah, beh, allora è proprio finita…

  10. X Claudio : le do ragione però a mio avviso le 35 aziende hanno sbagliato da chi farsi rappresentare è questo che le ha penalizzate assai, se questi fior di nomi avessero combattuto all interno del consorzio a mio avviso sarebbe stata tutta un altra storia. Che piaccia o no il consorzio è l’unico ente riconosciuto il distretto per quanti buoni propositi possa avere vale zero.

    • Giulio, lei (o Ziliani o Maurizio Gily) mi deve spiegare come si fa a combattere una battaglia senza armi, preso atto che non c’è alcuna possibilità di ottenere un cambiamento. Credo sia molto frustrante, anche a livello umano, sbattere ogni giorno contro un muro.
      Non stiamo parlando di politica elettiva, dove chi perde le elezioni non deve uscire dal parlamento ma lavorare per vincere quelle successive.
      Qui contano gli ettari vitati, e basta.
      Uno ci prova, ma se non viene ascoltato non c’è altra soluzione civile che andarsene. Ciò detto, sono molto scettico anch’io sul Distretto e sui suoi rappresentanti. Però ricordiamoci che sono solo dei rappresentanti, non plenipotenziari.

  11. Pare sia stata presentata una proposta di modifica costituzionale in cui il Partito Democratico avrà sempre e comunque – senza bisogno di votazioni – il 55% dei parlamentari.
    La Lega è insorta e vuole fare azioni di protesta dirompenti.
    Solo l’assessore lombardo Fava – per coerenza con sue precedenti prese di posizione – si è dichiarato assolutamente d’accordo.

  12. Ziliani commenti sulla sua trasferta “nella casa del nemico” mi riferisco alla mega cantina,ne abbiamo??? L hanno sbranata!? Attendiamo impazienti le sue impressioni…

  13. Ziliani riflessioni sulla sua trasferta nella casa del nemico mi riferisco alla mega cantina, ne abbiamo?? Attendiamo con ansia le sue impressioni… Spero non l abbiano sbranata..

  14. macché sbranato! Ero andato per incontrare il presidente Casella, che mi é sembrata persona equilibrata e garbatissima, e chi mi é venuto incontro accompagnandomi a visitare la cantina, la nuova struttura, l’affollato punto vendita (pieno di gente che si “ostina” a venire a comprare qui i propri vini, venduti a prezzi incredibilmente bassi) e poi facendomi assaggiare alcune cose che ho trovato più che oneste, anzi buone?
    Nientemeno che mister “riso in cagnone”, il Cagnoni in persona, che é stato brillante, ha risposto alle mie domande, compatibilmente a quello che poteva dire nel rispetto dell’inchiesta in corso, non ha fatto ricorso a prezzi speciali, ha voluto regalarmi 12 bottiglie (ehi ragazzi del Distretto, mi sono “venduto” alla mega cantina! :) ) di vini vari perché potersi riassaggiarli, ma di uno ne scriverò addirittura, tanto mi ha convinto. Insomma mi ha dedicato un’ora di un suo impegnato sabato mattina.
    E io mi sono divertito facendo la visita in compagnia anche del direttore del Consorzio Bottiroli, che ha ben organizzato e gestito la giornata.
    Colgo l’occasione per scusarmi con il vice presidente del Distretto, Davide Calvi, che avrei dovuto incontrare, ma poiché si era fatto tardi l’ho chiamato scusandomi e restando d’accordo di rivederci presto per una lunga chiacchierata.
    Perché ho intenzione di tornare presto nella bellissima terra (parlo al singolare, con t minuscola) d’Oltrepò a me tanto cara…

    • Scusi Ziliani, premetto che non voglio fare polemica.
      Ero sostanzialmente d’accordo con lei quando diceva che sarebbe stato meglio stare dentro al consorzio.
      Ora pero’ non capisco piu’. Mi sembrava di aver capito che lei non fosse per nulla propenso a mangiare il riso in cagnone (anche per il trattamento riservato ad un suo amico, mi sembra di ricordare) mentre quanto scrive qui lascia pensare che abbia cambiato gusti.
      Sono io che non ho capito il tono ironico del post?
      Poi che lei sia tipo da pane e salame e bonarda mi giunge, perlomeno da quel poco che uno puo’ giudicare leggendo i suoi blog, quantomeno nuova.
      L’avrei fatta piu’ da pane, salame e champagne

      saluti

  15. colgo l’occasione per ricordare agli amici Fabio Pierotti Cei e Roberto Gerbino, alias quell’azienda esemplare e bellissima che sono Le Fracce a Mairano di Casteggio, che il tappo plasticoso che evoca il sughero che usano per il loro Peu Moussant Brut Riesling é orribile e improponibile, che la Bonarda, non la Rubiosa, ma la Bonarda normale é troppo dolce, troppo ruffiana e che sarebbe il caso di aggiornare il sito Internet, visto che non dà notizia dell’ultimo nato, il metodo classico Rosé (ma perché non Cruasé?) Bussolera. Che peraltro é troppo abboccato per i miei gusti, un po’ più secco, please! :)

  16. La sua visita in oltrepo ha dell incredibile ancora più incredibile che sia riuscito a parlare con cagnoni un impresa che giudicherei epica..

    • ma cosa c’é di incredibile?
      In Oltrepò Pavese ero stato poco più di un mese fa, ci vengo da una vita e Cagnoni, per come si é proposto a me, mi é sembrato – non posso entrare nel merito dell’inchiesta famosa, una persona normalissima che non se la tira. Almeno non l’ha fatto con me e mi é sembrato molto alla mano.
      Una cosa é certa: andrei molto più volentieri a pranzo con uno come Cagnoni, che ha la facies di quello che si tira su e la maniche e lavora ed é credibile presso il prossimo (ho visto con i miei occhi tante persone in cantina a comprare vino sfuso salutarlo cordialmente come un vecchio amico e venirne salutati cordialmente, da vecchi amici) che con certi fighetti che se la tirano e magari commercializzano vini che comprano in qualche cantina sociale che troviamo nella band della secessione (già morta e sepolta) dei distrettuali.
      Io sono un tipo da pane e salame e Bonarda (quella buona e una di un produttore molto noto sabato sera a cena mi é sembrata molto banale) e i fighetti radical chic che se la tirano mi stanno sui maroni…

  17. Strano mondo l’ Oltrepo Pavese.
    C’è un gruppo di aziende che vorrebbero che il nome della zona e della denominazione aumentasse di prestigio e credibilità.
    C’è poi un più congruo numero di viticoltori che fanno riferimento ad una Cantina Sociale che raccoglie e pigia oltre il 50% delle uve e vende il 95 per cento della sua produzione di vino sfusa.
    Ora, al di là che si possa muoversi meglio, se i primi riuscissero nel loro intento anche il vino sfuso dell’ O.P. sarebbe più richiesto, spunterebbe prezzi migliori e, di conseguenza, anche le uve – ed i terreni vitati – avrebbero una migliore quotazione.
    Il fatto è che, al di là delle polemiche da bar, sembra quasi che i primi vogliano non il bene ma il male della zona e gli altri siano felici di poter prendere sempre meno delle loro uve.
    Se non è strana questa situazione ………….

    • si, la cosa piu’ triste e’ che, visto da fuori, si ha la netta sensazione che una unita di intenti porterebbe dei vantaggi, come dici tu, a tutti.
      E risulta quindi incomprensibile che non riescano ad avere questa unita’ di intenti.
      Capisco che il passo falso della storia del pinot gris sia un brutto colpo per l’immagine dell’otrepo’ tutto. Ma le difficolta’ dovrebbero tenere ancora piu’ uniti (ovviamente cercando di capire come sia stata possibile una simile vicenda e facendo in modo che simili episodi non si ripetano).
      Un vero peccato. Detto da uno che compra (e continuera’ a comprare) il vino solo in oltrepo’, solo in bottiglia e solo dai produttori che sono fuoriusciti dal consorzio.

      • sbaglia, perché tra i tanti produttori rimasti nel Consorzio ci sono fior di produttori seri. Come ce ne sono tra i fuorisciti distrettuali (tra i quali non mancano emeriti fafiuché, come dicono in Piemonte)

        • no no, ma io non ne faccio certo una questione di serieta’, ci mancherebbe.
          Non oso dubitare che i produttori nel consorzio siano dei produttori seri (basterebbe citare, e non ne ha certo bisogno, Monsupello). Semplicemente i vini che acquisto io in oltrepo li acquisto da produttori che, per puro caso (per quanto mi riguarda), fanno parte del distretto.
          Tutto qui.
          Pero’ un dubbio mi resta: adesso il riso in cagnone le piace?

          • Cagnoni non mi ha costretto a mangiare alcun riso: mi ha ricevuto, é stato cordiale, ha risposto alle domande cui poteva rispondere (per altre c’é obbligo di riservatezza essendoci un’inchiesta in corso), mi ha fatto assaggiare dei vini, ha dialogato, come pure il Presidente Casella.
            Tutto lì, non é successo niente di particolare. Io continuo a sostenere il Consorzio e mi auguro che si creino le condizioni, nei tempi e modi dovuti, perché i dissidenti possano tutti o quasi tutti rientrare nel Consorzio. Perché è solo lì che si creano le condizioni per un cambiamento

  18. Signor vinxxe perché mi scusi uno volendo non può cambiare idea? Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Le persone prima di giudicare bisogna conoscerle e frequentarle poi allora si può giudicare ovviamente parlo in generale. Per quanto riguarda la vicenda consorzio/distretto ritengo la soluzione piuttosto semplice, ovvero ognuno è libero di fare ciò che vuole uscire dal consorzio ed eventualmente produrre in igt

    • tutti possono cambiare idea, ci mancherebbe.
      Quello che conta pero’ sono i motivi, per questo chiedevo a Ziliani se lui lo avesse fatto. Mi interessava capire, nel caso avesse cambiato idea, quali fossero le motivazioni.
      Per quanto riguarda la questione consorzio e’ banale dire che ognuno puo’ fare quello che vuole, che discorsi.
      Qui si stava ragionando, mi sembra, su quale fosse la soluzione migliore.

      • non ho cambiato idea e a Cagnoni e al presidente Casella ho detto chiaramente che nel futuro Consorzio la mega cantina non la dovrà fare da padrone come ha fatto, ma dovrà creare le condizioni perché, pur con i numeri importanti che ha, lasci spazio di espressione e soprattutto faciliti una strategia futura dell’Oltrepò Pavese vinicolo che sia a misura di tutti. Che sia riconosciuto anche dagli ammutinati di Stradella. O quantomeno dalla maggior parte di loro, da quelli che vorranno tornare ad usare il cervello.
        Quanto a Giorgi, con il suo strano metodo Giorgi (domanda: ma siamo in regola indicando in retroetichetta una dizione del genere?) ho qualche dubbio che vorrà fare mea culpa e riconoscere gli errori fatti. A proposito Fabiano: mi saluti suo suocero. Alla mega cantina di Broni lo conoscono bene :)

  19. Credo che ziliani nelle ultime 3 righe abbia sintetizzato chiaramente tutto il succo del discorso e il motivo per il quale scegliersi un capitano di cordata del genere, abbia reso vana per quanto ammirevole l’impresa dei distrettuali. Se a capo di tutto ciò ci fosse stato un verdi la piega sarebbe stata molto diversa. Lo dice uno che al cambiamento ci crede ma non a queste condizioni e con questi rappresentanti.

    • concordo in toto: comprereste un auto usata da Giorgi? Assolutamente no. Da Paolo Verdi senza alcun dubbio, anche se la sua Bonarda, bevuta sabato sera, é un po’ dolcina e magari andrebbe selezionata meglio, vero Paolo? :)

  20. ero certo che sarebbe arrivato il minus habens, il cretino, che mi avrebbe dato in maniera distratta, buttandola lì, e trincerandosi dietro ad un nickname, del “venduto”. Al che rispondo al cosiddetto “Supergiovane”, che in realtà é un vecchio idiota, che le trattative in corso e vedremo se troveremo l’accordo con Cagnoni su una cifra intorno ai trenta danari…
    Mi stia bene, perfetto farabutto

  21. Risulta che il presidente della provincia di Pavia senatore Bosone abbia “asfaltato” il Consorzio Vini doc.
    Non ne vedo notizia…..

      • CANNETO. «La Regione la smetta con la caccia alle streghe: il problema ora è di difendere l’Oltrepo. Io tengo al fatto che il mio territorio sia unito». Due giorni dopo il rimbrotto dell’assessore regionale Gianni Fava alle 35 aziende del Distretto uscite dal Consorzio Tutela Vini Oltrepo Pavese, tra cui quella di Fabiano Giorgi, è il presidente della Provincia Daniele Bosone a regalare stoccate al Pirellone. «Se io difendo il Distretto? Si tratta semmai di difendere l’Oltrepo – sottolinea Bosone –. Quello che però l’assessore Fava deve capire è che il Distretto non fa i capricci, ma il proprio mestiere, ossia tutelare la qualità dei vini dell’Oltrepo. Quindi non si porta a casa nessuna palla, perchè la palla è di tutti». «Le regole devono essere uguali per ogni componente del Consorzio – prosegue il presidente della Provincia –. Se vogliamo un gioco che metta al centro l’Oltrepo occorre che le regole siano condivise, ossia che al Consorzio sia garantita una partecipazione da parte di tutti con parametri chiari, e che questo segni un passaggio innovativo. Ciò che ha portato alla perdita di valore economico sul territorio deve cambiare».
        Bosone ricorda che «i Distretti agroalimentari sono una realtà di imprenditori che condividono un progetto comune», e che «nel caso dell’Oltrepo a condividerlo sono quasi 80 aziende, tra le più note e migliori del territorio: per la prima volta in Oltrepo si è creato un nuovo modo di lavorare per valorizzare il vino d’etichetta, e quindi la vite e il territorio da cui proviene».
        Il punto sul quale anche il presidente della Provincia insiste, è il motivo che ha portato alle dimissioni delle 35 aziende dal Consorzio. «Vogliamo capire perchè sia successo? – incalza Bosone –. È il caso che la Regione si ponga la domanda, insieme alla Provincia e alla Camera di commercio. Chiediamoci perchè aziende di qualità e tradizione abbiamo deciso di uscire. Possiamo tentare di dare insieme una risposta condivisa». Concludendo: «Il Distretto ha svolto bene il suo lavoro, semmai il problema adesso è il Consorzio. Vogliamo cercare di capire perchè le aziende si siano dimesse o vogliamo fare la caccia alle streghe? Rendiamoci conto del fatto che stiamo giocando con un pezzo importante dell’economia dell’Oltrepo, quindi l’obiettivo deve essere quello di lavorare per ricucire e non per dividere».

        • lei lavora come addetto stampa della Pravda, pardon della Provincia pavese, o del Senatore PD http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00022718.htm amico dei distrettuali?
          in futuro pubblichi commenti non dispacci o veline, altrimenti finiscono nel cestino.
          Non sono leghista, ho visto una sola volta in vita mia l’Assessore Fava, sono lombardo e non lumbard, ma sono certo che gli interessi dei viticoltori e del vino oltrepadano lo difendono meglio la Regione Lombardia e l’Assessore all’Agricoltura che il senatore del partito liberticida e con velleità dittatoriali del presidente (speriamo ancora per poco) del Consiglio.
          Comunque buttarla in politica non serve: se il futuro e l’immagine dell’Oltrepò Pavese del vino devono essere affidate ad uno come mister “metodo Giorgi”, allora l’Oltrepò é già spacciato. Kaputt

  22. Si contraddice da solo lavorare per ricucire e non per dividere. Loro cosa hanno fatto? Diviso punto. Le battaglie si fanno dall’interno e possibilmente guidati da gente che la qualità la fa con la Q maiuscola. E poi sbaglio o Bosone non è stato anch’egli un fondatore del distretto assieme al capataz? Se così fosse ovvio che da buon padre putativo lo difende come farebbe qualsiasi persona con la propria creatura.

  23. Riedizione in salsa Oltrepo’ del Film “Totò e Peppino divisi a Berlino”

    Distretto e Provincia da una parte , Regione e Consorzio dall’altra.

    Da Provincia Pavese ( giorno 27 Aprile 2015) in merito ad Expo

    “Settore vino: il Distretto del vino di qualità dell’Oltrepo Pavese, guidato dal presidente Fabiano Giorgi (nella foto a fianco accanto al presidente Bosone), si posizionerà nel padiglione “A taste of Italy”, collocato all’incrocio tra il Cardo e il Decumano. L’area sarà allestita con tre wine dispenser (24 postazioni) per degustare i vini dei produttori aderenti al Distretto: nel dettaglio, dodici postazioni per rossi fermi, otto postazioni per spumanti e frizzanti tutti, quattro postazioni di bianchi e rosati fermi. Anche il Consorzio tutela ha delineato una strategia di supporto alle aziende. Nel Padiglione Italia, all’interno dello stand di Regione Lombardia ci sarà la presenza istituzionale che. Spiega il direttore Bottiroli: «Lo spazio potrà essere utilizzato gratuitamente per una singola giornata dalle imprese che ne faranno richiesta». Inoltre, nello spazio di promozione e vendita che si affaccia sulla Lake Arena, una postazione con tablet dedicato sarà ceduta settimanalmente alle aziende interessate a raccontarsi al pubblico guadagnando una maggior evidenza”

    • La differenza è che, nel padiglione Lombardia, lo spazio dovrà essere diviso tra tutti i Consorzi Lombardi per cui ognuno avrà diritto ad essere rappresentato per circa un mese ed ogni azienda, di conseguenza, per pochissimi giorni.
      Se va bene così ……

      • non va bene ovviamente, ma quello che non va bene e che invito a boicottare, ovvero a non andarci, a starne alla larga, é Expo 2015 e tutto quello che di falso, di posticcio, di artificiale rappresenta.
        Non sono un black block, io quelli li odio e li prenderei a colpi di cannone, ma non ho versato il cervello all’ammasso e capisco benissimo come Expo sia la vetrina di questo governo liberticida che danneggia l’Italia e gli italiani

  24. Guardi un po, quelli del gruppo su FB di cui anche lei fa parte che la esaltavano tanto ai tempi del riso in cagnone,sono gli stessi che ora la prendono x i fondelli solo perché non li appoggia e ha idea diverse dalle loro.. Ah beata democrazia!

  25. Il gruppo su fb si chiama valorizziamo l Oltrepò.fortunatamente è un gruppo chiuso così solo pochi riescono a leggere le stupidate che scrivono.è il loro divertimento innocuo per bambini scemi.

  26. Di ziliani tutto si può dire tranne che sia un “sedicente giornalista”, basti pensare alla sua carriera e ai fior fior di giornali per i quali scriveva e non solo di vino ma anche di arte e musica, quindi invito il “sedicente signor avvocato delle cause perse” a riflettere prima di scrivere certe bischerate!!

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