Scusa Giovanna Maccario, dopo questi fatti hai per caso cambiato idea?

MigrantiVentimiglia

A proposito di Ventimiglia, migranti invasori, presunti stupri e razzisti immaginari

Ricordate la vicenda, tutta personalissima, in fondo si è trattato solo di un tentativo, mal riuscito e goffo, del linciaggio mediatico cui sono stato sottoposto, mesi fa, ad opera del gastro blog denominato Dissapore, e di un wine blog yankee, (diffuso da quegli Usa dove la Polizia uccide tranquillamente un disabile sulla carrozzella) il cui responsabile, da emerito coniglio, aveva parlato del mio caso senza nemmeno nominarmi? Come memorandum vi invito a rileggervi questo post dove avevo narrato la comica vicenda con tanto di mostro, il sottoscritto, sbattuto in prima pagina.

Cosa era successo? Niente di speciale, per qualcuno, dotato di molta fantasia, beh dovete capirlo, attualmente frequenta il master in comunicazione e giornalismo enogastronomico Gambero Rosso, si era trattato di un mio “social media epic fail” (ma perché la gente non parla come mangia ed evita di riempirsi la bocca e di darsi un tono parlando la lingua del business?) per la realtà un’ordinaria vicenda legata a Facebook e alle sue bizzarre dimamiche.
Io-Wanted

Era, se ricordo bene, giugno e la stazione di Ventimiglia, storica località al confine con la Francia, era diventata un dormitorio per migranti di varia nazionalità, provenienza e progetto, creando una situazione oggettivamente allucinante. Per l’ordine pubblico, per la salute, per il decoro, penso anche per il diritto a lavorare serenamente di un ristorante dalla lunga e gloriosa storia come i Balzi Rossi, nel quale recentemente qualcuno aveva fatto importanti investimenti economici.

Di fronte a questa situazione alla quale, secondo me, si doveva reagire in un solo modo, prendere questi migranti e rimandarli, purtroppo a spese dei cittadini italiani, nei loro rispettivi luoghi di origine, oppure in un Paese disposto ad accoglierli, una bravissima produttrice del vin du pays, il magnifico Rossese di Dolceacqua, quella Giovanna Maccario Dringenberg che ben conosco (ho camminato nelle sue vigne) e di cui apprezzo senza alcuna riserva i vini, aveva dato prova di un per me insopportabile ed eccessivo buonismo. Io avevo scritto “rimandiamoli in Africa”, non certo affondiamo i loro barconi in mare aperto, oppure mandiamoli in campo di concentramento o gassiamoli… e lei mi aveva dato del razzista per il mio perentorio invito a “rimandare in Africa” questi migranti.

Al che avevo testualmente replicato: “e io non scriverò più una sola riga dei vini di una produttrice che si sente così vicina agli invasori del nostro (e suo) Paese. Addio Maccario”.

Apriticielo

Prima si era occupata di me una tizia, tale Lucarelli Selvaggia, definita da Wikipedia “opinionista, conduttrice televisiva e radiofonica”, ma di cui si legge anche che “Nel maggio 2015, accusata di essersi introdotta nelle caselle email di Mara Venier, Elisabetta Canalis e altri personaggi dello spettacolo, è stata rinviata a giudizio per concorso in intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy”, poi era toccato a Dissapore che mi aveva dapprima definito “enoblogger in cerca di visibilità”, quindi mi aveva accusato, dimostrando la propria scarsa conoscenza della lingua italiana o dando prova di una capacità strepitosa di mentire sapendo di mentire, di “minacciare la produttrice di vini” ligure.
BoccaTAPPATA

Bene, sono poi passati i mesi (e quei migranti sono sempre “eroicamente” abbarbicati agli scogli a Ventimiglia) e ieri ho letto questa notizia, pubblicata non da quei “fogliacci razzisti” tipo Il Giornale, Libero o Il Giornale d’Italia, ma sullo storico quotidiano di Genova, il Secolo XIX, nelle pagine di Imperia.

La notizia, che potete leggere qui, parla di “una giovane italiana accampata con gli antagonisti, un mese fa un migrante senegalese l’ha aggredita e violentata”. E, peggio ancora, che “gli altri ragazzi hanno scacciato quel giovane, ma mi hanno chiesto di tacere per evitare ripercussioni sugli altri stranieri». E perché la denuncia dopo un mese dall’episodio? «Gli altri mi hanno convinta a tacere. Hanno detto che avrei delegittimato le lotte dei No Border. Alla fine sono rimasta lì. Mi trovavo bene e comunque ho avuto l’impressione di non essere creduta”.
Ventimigliamanifestaz

Una situazione, quella di Ventimiglia, che il cronista del Secolo XIX descrive in questi termini: “l’accampamento dei no global è una cittadella autarchica. Ogni giorno accoglie circa centocinquanta persone: una media, perché nel fine settimana la popolazione aumenta con l’arrivo degli attivisti francesi. Ci sono cento immigrati e cinquanta esponenti dei centri sociali. Alle tre del pomeriggio un giovane africano va sullo skateboard, altri giocano a calciobalilla. Si dorme lì, nelle tende, si cucina e si mangia grazie alla solidarietà di chi passa e lascia un sacchetto di spesa, bottiglie d’acqua, una cassetta di pesche”, e che ha portato alla denuncia e alle decine di fogli di via emessi dalla Questura di Imperia “nei confronti di altrettanti “No Borders”, attivisti dei centri sociali e autonomi che protestano contro la mancata autorizzazione all’espatrio da parte del governo francese dei migranti fermi da mesi ormai alla frontiera”.

Destra e sinistra

Ora, in questo quadro molto “edificante” dove, tra l’altro, a Camporosso, dai carabinieri di Ventimiglia che hanno operato con l’Asl e la Forestale, è stata scoperta una macelleria islamica clandestina, con “due francesi di origine nordafricana che sono stati denunciati per macellazione clandestina e per il possesso di cinque lunghi coltelli, utilizzati per uccidere gli animali secondo la macellazione rituale musulmana halal” (consoliamoci, per il momento le uniche gole tagliate sono state quelle delle pecore…), si deve registrare anche l’ipotesi, subito accreditata dagli “attivisti no border”, che la ragazza si sarebbe inventata lo stupro, che avrebbe gravi problemi, che non sarebbe credibile.
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No border democraticissimi, i quali dichiarano sdegnati “Affermiamo con certezza che il campo No Border è composto da donne e uomini che mai sminuirebbero né coprirebbero atti di una tale gravità. Ogni giorno, anzi, viene posta una scrupolosa attenzione alle dinamiche di genere e al rispetto della sensibilità e della cultura di ciascun membro del campo”.

E che “sereni nella nostra posizione, denunciamo le continue calunnie che ci vengono rivolte di alcuni giornalisti. Crediamo che questo tipo di dichiarazioni serva unicamente allo scopo di distogliere l’opinione pubblica dal punto cruciale degli eventi: la necessità di un dibattito pubblico onesto e risolutivo sulle centinaia di migliaia di migranti in viaggio che continuano ad essere soggetti a discriminazioni razziali. Mentre sui giornali leggiamo continuamente che il problema sarebbero le persone resistenti alla frontiera e tutti i solidali che li sostengono”.

Insomma, un caos che si aggiunge al caos, allo spettacolo di una Ventimiglia dove mi piacerebbe recarmi per sentire il parere dei cittadini, dei commercianti, degli imprenditori, di chi ci è nato e ci lavora, per capire quanto siano contenti di come sia ridotta la loro cittadina di frontiera grazie a migranti, no Border e presenze estranee varie…

Io non mi sento italiano

Ma per tornare a noi, visto che Vino al vino è un blog che si occupa di vino, mi piacerebbe tanto rivolgermi alla mia ex amica (ma perché ex? Io la considero ancora amica, sarà lei a considerare me, pericoloso “razzista” ex…), Giovanna Maccario Dringenberg per farle tre semplicissime domande:

Maccario

alla luce di quanto accaduto in questi mesi a Ventimiglia e vista come è ridotta Ventimiglia, continui ancora a mostrare, con identico slancio, la stessa solidarietà nei confronti degli invasori, pardon, migranti e di coloro che ne sostengono la presenza?;

e se fosse dimostrato quanto scritto dal Secolo XIX, che si sarebbe consumato un reato di violenza sessuale e la vittima fosse stata invitata a tacere “per evitare ripercussioni sugli altri stranieri”, il tuo atteggiamento nei confronti dei migranti rimarrebbe lo stesso, di difesa di principio, a spada tratta, di giugno?;

Razzista ?

e continui ancora, come i tuoi difensori d’ufficio Selvaggia Lucarelli, Dissapore, Slow Wine, e magari Intravino a considerare “razzista” il sottoscritto solo perché pone, a te e chi non abbia ancora consegnato il cervello all’ammasso, questi banali interrogativi?

So che non risponderai, ma queste tre domandine te le rivolgo ugualmente, sapendoti donna intelligente e indipendente nel giudizio…
nonmiarrendo

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  

10 pensieri su “Scusa Giovanna Maccario, dopo questi fatti hai per caso cambiato idea?

  1. caro Ziliani, ancora con questa storia?
    Lei ha ragione, l’atteggiamento nei suoi confronti di quel blog e di chi le ha dato contro per una frase di assoluto buon senso, è stato vergognoso, ma quanto le giova rivangare questa vicenda, anche se, non in tanto in fondo, ha ragione?
    E’ vero, questo mondo è pieno di ipocriti, conformisti, falsi perbenisti, buonisti da un tanto al chilo, lo sappiamo, ma non sarebbe meglio che invece di farsi venire il fegato cattivo lei lasciasse perdere e tornasse a concentrarsi, cosa che sa fare benissimo (complimenti per l’articolo sulla verticale del Barolo di Bersano, scritto con il cuore) sul vino, sulle storie riguardanti vini e vignaioli autentici?
    Capisco il suo sdegno, la sua passione civile, ma si metta il cuore in pace, non saranno le sue incazzature a cambiare questo brutto mondo, purtroppo…
    con simpatia e stima
    Roberto

  2. Ziliani, a volte lei parte con sti discorsi “politici”, sputando sentenze, poi se qualcuno le fa qualche domanda o osservazione un po’ arguta risponde che questo è un blog che si occupa di vino e non di politica, bypassando la questione. Dove sta il confine entro il quale si puo parlare e oltre il quale non si va? Lo definisce lei? Ovvio, il blog è suo…ci mancherebbe. Ma se l’atteggiamento è “io dico quello che voglio, ma alle domande e puntualizzazioni non rispondo”, credo che lei potrebbe avere un grosso futuro in politica, come ha accennato alcuni giorni fa.

    • Alberto, la mia era solo una boutade. Ma lo vede uno come me, rompicoglioni, anarco-individualista, bastian contrario come me, impegnato a raccontare balle ai cittadini? E poi, scusi, in quale formazione politica potrei infilarmi se mi fanno tutte, o quasi, ribrezzo?
      Sicuramente non “a sinistra”, se così si può definire il sinistro (inteso come aggettivo) PD, mai, nemmeno morto, in Forza Italia o in quel che resta di quel cadavere. Ben difficilmente nella Lega, perché militare nello stesso partito del propagandista del Prosecco Zaia mi dà il voltastomaco, non in Fratelli d’Italia con la coatta Meloni, che improvvisamente riscopre di essere di destra, ma quando fu ministro del governo del puttaniere di Arcore stava zitta e di destra non diceva nemmeno destra, non con i Cinque Stelle, che non mi garbano per mille motivi..
      Rinascesse un vero partito di Destra, potrei eventualmente pensarci, ma credo che i residui destrini accorreranno nuovamente al richiamo del pifferaio di Arcore e allora, quando finalmente ci consentiranno di andare a votare, io me ne resterò a casa. Stapperò una buta di Barolo di Bartolo Mascarello o di Baldo Cappellano, pensando a che belle persone, di sinistra, di autentica sinistra, e amici carissimi siano stati…

  3. non la fa pensare il fatto che questo post, che di vino non tratta, abbia ottenuto, contrariamente a quanto lei si aspettava, pochissimi commenti?
    Non la pensare che le sue uscite politiche, come questa, non interessano, annoiano, o addirittura infastidiscono, i lettori di un blog che se non sbaglio si chiama ancora Vino al vino e non Porta a porta o Migranti, che fare?
    Ci pensi Ziliani e non getti via il suo talento come cronista del vino. Indipendente e non marchettaro

    • Graziella, innanzitutto io scrivo quello che mi sento di scrivere e non scrivo pensando all’audience, ai commenti che ci saranno (e se arrivano sono i benvenuti) oppure no.
      Io ho espresso il mio pensiero, che é innanzitutto quello di un cittadino italiano, prima che di un cronista del vino.
      Non penso di gettare via in tal modo quello che lei, tanto gentilmente definisce il mio “talento”, ma, molto più semplicemente di essere me stesso e di mantenere fedeltà allo spirito di questo blog e del mio lavoro prima, su Wine Report, come “franco tiratore”, che scrive quello che pensa.
      Quello che tanti pensano ma non hanno il fegato e gli attributi per sostenere in pubblico. O, peggio ancora, di scrivere.
      E’ ovvio che questo post avrà pochissimi commenti. Esporsi, su questi argomenti spinosi, é scomodo, rischioso, pericoloso. Meglio discutere e dividersi sul fatto che quel Barolo sappia di viola mammola piuttosto che di lampone…
      Se cerca un racconto sul vino che sia così ovvio, beh, la wine blogosfera é ricca e affollata e può agevolmente rivolgersi altrove…
      cordialità

    • come ho scritto in coda all’articolo non penso affatto che la bravissima produttrice di Rossese di Dolceacqua mi risponderà. Spero solo che magari legga e faccia una piccola riflessione sulle mie parole… Tutto qui 🙂

    • sono sicuro che, almeno qui, non dirà niente. Magari diranno qualcosa quei bischeri che mi hanno dato del “razzista” per quello che scrissi in giugno. E che riscriverei parola per parola anche oggi…

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