Petronilla, la foodblogger coi contro…fiocchi!

Locandina Petronilla
Ridano pure le lettrici milanesi della gran novità cucinaria che sta per spiattellare la Petronilla … Ecco perché oggi voglio spiegare – ad una certa moglie non milanese – come e quanto dovrà spignattare per presentare al milanese marito un piatto del suo milanesissimo e tradizionale risotto giallo!
Petronilla, ironica ed autoironica, docet; così come mio padre.

“To’, impara”. La scorsa domenica, come qualsivoglia figlia che onora il padre e la madre, visito i miei (genitori). Dopo il consueto preambolo di “si, perché in quel ristorante li mica ci tornerò, ti spennano. Però, una volta nella vita, ti giuro che ne vale la pena”, nella speranza di poter raccontare le superbe sublimazioni stellate di cui mi sono nutrita, ecco che, come consueto, vengo stroncata da mio padre. E dalla cucchiaiata di purè di mia madre. Ed è così che, tra un boccone di scaloppina e l’altro, inizia il tipico dibattito tra nuova e vecchia generazione. Tra chi sostiene la ricerca e l’anticonvenzione nel piatto e chi borbotta rievocando con orgoglio il bollito della trattoria con le sue salsine fatte in casa. Tra innovazione e tradizione. Manco a dirlo, vince sempre lui che, con quel “to’ impara” di cui sopra, mi piazza davanti un piccolo tomo per acquietare ogni mia smania di cucina creativa.

Un libro rilegato in pelle, tenuto insieme da pezzi di scotch, con delle pagine gialle più che mai. Che inizio a sfogliare con avidità perché a me le cose vecchiotte affascinano più di quelle nuove. Un libro della mia nonna, pace all’anima sua. Un libro che poca ci manca che mi scende la lacrima (quando ci ritrovo poi a segnalibro vecchie foto in bianco e nero, non ne parliamo); se solo mia nonna avesse saputo che gourmet sarebbe diventata la sua nipotina. Meglio invece che non abbia visto la cuoca da quattro soldi che c’è in me.

Prefazione: “E cosi il volumetto eccolo qua. Per Voi che avete trascurato di ritagliare ogni settimana, dalla Domenica del Corriere, il prezioso pezzetto di carta. Per Voi che, al pari di certa mia amica Damia, non avete svelta la fantasia … Per Voi che volete aver sempre alla mano, il consiglio di una vecchia e buona amica … Quale è la vostra Petronilla!”.

Ma chi sei (anzi, chi sei stata), cosa hai fatto, quanto arguta per la tua epoca! Amalia Della Rovere Moretti Foggia (Mantova, 1872 – Milano, 1947). Figlia di farmacisti, laureata in Scienze naturali ed in Medicina, prima donna italiana specializzata in pediatria.  Al “Corriere” ci arrivò attraverso un certo Eugenio Balzan, correttore di bozze, inviato, finanche direttore amministrativo, il quale, geniale intuitore, puntò su una donna per avvicinare sempre più persone alla “Domenica”. Inizia con una rubrica di carattere medico, per cui scrive dietro lo pseudonimo di “Dott. Amal”, per poi iniziare a divulgare contenuti di cucina collaborando per svariate rubriche del Corriere, sempre coperta dall’anonimato (la modernità del suo stile si scontra con le regole dell’epoca). E’ infatti “Petronilla” a raccontare alle sue amiche lettrici non tanto ricette, quanto autentiche storielle di costume, variopinti preamboli di “desinaretti” spiegati con ilare perfezione ed una buona dose di pungenza. Non ci credo ancora che siamo negli anni ’20.
La domenica del Corriere

“Una di quelle minestre, insomma, un po’ scicchine”. Tra un marito veneto un po’ pretenziosetto, la cugina grassoccia che le sfonda il divano di casa e l’amica Giovanna fautrice della carne in scatola, Petronilla ti racconta con freschezza ed un registro più che mai lezioso ricette dell’epoca, a volte anche un po’ contemporanee. Ci stanno gli gnocchi alla romana ed il risotto alla milanese. La lonza di maiale al latte e le cotolette al formaggio. Poi ci stanno le ricette un po’ più grassocce, quelle che la paranoia moderna ha eliminato dalle nostre tavole. E poi mi becco anche le Sardelle Piccanti, Le Seppie in Umido ed il Baccalà Mantecato.

Ci sta un po’ di tutto insomma. Raccontato senza la pretesa della rivisitazione, senza l’elaborazione di una tradizione ritrovata, senza l’elucubrazione mentale che sta dietro “l’idea della lasagna”, posto che Petronilla ci racconta della lasagna “in carne ed ossa – oops – besciamella”.

Si, ok, papà, ho capito. Hai vinto tu, anche sta volta. Quando arrivo ai Risi e Bisi e Bisato, più che mai mi arrendo. E finisco le scaloppine di mia madre.

Questo libro mi ha spiazzata. Mi ha sbalordita. Mi ha lasciata, qui lo dico e non lo nego, esterrefatta. Non tanto per le ricettine della Petronilla (sulla cui bontà non si discute) quanto per uno stile moderno e brillante, simpatico e divertito, malizioso al punto giusto. Lo stile di una donna vissuta quasi 100 anni fa, una divulgatrice di cibo dallo stile inconfondibile, di una modernità accecante.
ragazza avida lettrice

Si perché io cara Amalia Della Rovere Moretti Foggia, ti ho divorata. Ti ho sfogliata tutta, ti ho immaginata, ti ho sentita e ti ho palpata.  E se anche ti lamentasti con Mario Crespi, per non aver ricevuto il “dono natalizio”, al pari degli altri giornalisti (eri una donna) sappi che tu sei la food blogger più autentica che sia mai esistita. Una food blogger coi controfiocchi e, a mio parer, coi contro … non posso dirlo.

Termino la mia lettura con il liquore al Curaçao, un liquore “pregiatissimo, olandesissimo e costosissimo” (tutti questi “issimo” mi ricordano molto me medesima e l’Amalia ancor più mi entra nel cuore) e ritorno all’inizio del libro.

Prefazione. “Tenetelo dunque (questo libro) sempre in cucina … e attente a non ungerlo … e sfogliatelo spesso, … a non sentire il marito rimpiangere la vita dello scapolo, per tenercelo sempre appiccicato alle sottane. Sfogliatelo, quanto vi capitano all’improvviso parenti od amici …. Sfogliatelo soprattutto quando, di mattino, il marito è uscito di casa con un palmo di muso, senza darvi il solito bacino”.

“Sfogliatelo voi moderne amiche food blogger che vi cimentate con le vostre ricette alla quinoa, senza glutine (forse ai giorni vostri suona meglio gluten-free?), con ingredienti bio e a volte anche un po’ vegan. Sfogliatelo e ricordate sempre che, il segreto del successo è forse, più che mai, il non prendersi mai troppo sul serio”.

Maria Isabella Rebecca

Attenzione!
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Un pensiero su “Petronilla, la foodblogger coi contro…fiocchi!

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