Il Chianti nel classico ‘fiasco’, in UK è ormai solo un vago ricordo

DSC03146Avevo abbozzato questo articolo poco prima delle feste natalizie ma lo sapete come funziona: tra grandi abbuffate, lunghe dormite, visite di numerosi amici e parenti, bottiglie da rispolverare e portare su dalla cantina, non si riesce a finire quello che ci si era prefissati! Tornati alla routine di lavoro estenuante ma infervorati da nuovi propositi, si ritrova nuovo slancio e nuovo vigore per dare forma definitiva a ciò che era stato iniziato. Ecco pertanto un resoconto sul tasting Chianti Classico che si è tenuto qualche tempo fa a OXO Tower ed ha dato la possibilità a ben 37 produttori di esporre i loro Chianti nelle diverse categorie: Chianti Classico, Annata, Riserva e Gran Selezione.

Vi voglio raccontare l’evento attraverso le domande rivolte all’organizzatrice dell’evento, Jane Hunt MW, (da ora in avanti JH nel testo, GA sta per la sigla dell’autrice dell’intervista, Giuseppina Andreacchio) da sempre punto di riferimento del vino italiano nella eclettica Londra.

GA: Anche quest’anno il tasting Chianti Classico è stato replicato e si è rivelato un nuovo successo. Considerando che in passato il vino Chianti era considerato un prodotto semplice e da supermercato, Le chiedo se secondo lei, oggi è cambiata la percezione del Chianti nella mente del consumatore inglese.

JH: Penso che il consumatore medio inglese che acquista al supermercato, non riconosca la differenza tra Chianti e Chianti Classico. Coloro i quali hanno una conoscenza più approfondita del vino italiano, sono sicura che sceglieranno sempre e comunque il Classico perché lo riconoscono come prodotto superiore. Ci vorrà invece ancora un pò di tempo per introdurre sul mercato il concetto di Gran Selezione e penso che i consumatori col tempo riconosceranno che se paghi di più, di conseguenza compri un vino migliore.

GA: Nel Novembre 2014 c’è stato il lancio del Chianti Gran Selezione. Qual e’ stata la risposta dall’industria del vino e dei suoi colleghi Master Wine?

JH: L’entrata in scena del ‘Chianti Gran Selezione’ aveva suscitato scetticismo in quanto si era riscontrata una notevole variazione qualitativa tra i produttori di questa categoria di Chianti e so che molti critici di vino hanno sostenuto che il concetto di Gran Selezione potrebbe essere guidato dal marketing e dalle ‘politiche’ locali, più che dalla qualità stessa. Al tasting del 2015 i commenti sono stati alla fine unanimi e si sono stabilizzati nel dare riconoscimento ufficiale alla categoria Gran Selezione che si è assestata a livello qualitativo. La sua qualità infatti si è posizionata a livello davvero alto.

GA: A suo parere, prevede ci sarà un drastico cambiamento sui dati delle vendite tra il Chianti DOCG e le altre categorie di Chianti (Classico, Annata, Riserva e Gran Selezione)?

JH: Personalmente, non vedo alcun cambiamento drastico nelle vendite.

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GA
: Al tasting di Chianti Classico vi erano anche produttori che hanno messo il Gran Selezione in bella vista. Questo è stato fatto con lo scopo di enfatizzare la differenza qualitativa con le altre categorie?

JH: Ciascun produttore è stato invitato ad esporre Chianti Classico Annata, Riserva e Gran Selezione. La scelta di decidere cosa proporre cadeva esclusivamente su di loro.

GA: Se dovesse descrivere la categoria Gran Selezione per spingerla sul mercato UK, su cosa punterebbe?

JH: Penso che la principale differenza con il Chianti Classico stia nella garanzia che la Gran Selezione è fatta esclusivamente con uve provenienti dai vigneti di proprietà del produttore con un minimo di 30 mesi di maturazione, ed un minimo di 3 mesi di affinamento in bottiglia. Le regole per Chianti Classico Annata e Chianti Classico Riserva non richiedono un simile lungo periodo di maturazione, essendo il minimo periodo di 12 mesi di maturazione per il primo e di 24 mesi per il secondo. Ovviamente i grappoli non devono necessariamente provenire dai vigneti del produttore, sebbene molto spesso avviene così. Il regolamento che prevede che i vini passino una degustazione alla cieca condotto da un panel di esperti e’ probabilmente meno di una ‘misura’ di garanzia.

GA: Come si e’ svolto il programma di reclutamento dei produttori?

JH: Il processo di reclutamento dei produttori e’ stato condotto dal Consorzio del Chianti Classico. C’erano alcuni produttori che avremmo voluto prendessero parte all’evento, ma hanno deciso invece di non aderire all’iniziativa. In ogni modo, non avremmo potuto ospitare altri produttori a causa del limitato spazio a disposizione. Abbiamo contattato tutti i distributori UK di produttori del Chianti Classico per incoraggiare la partecipazione all’evento: alcuni hanno accolto l’invito subito, altri sono arrivati troppo tardi!!

GA: Alcuni produttori non avranno mai la possibilità di produrre un Gran Selezione. Questo avrà un impatto di qualche tipo sulla loro immagine?

JH: Probabilmente, no. Nessun impatto.

GA: Avete una data per un nuovo tasting di Chianti Classico?

JH: Dopo due anni consecutivi di un tasting di gran successo, speriamo che il Consorzio voglia ripetere l’evento nel 2016. Per quanto riguarda la data, non ne abbiamo ancora fissato una, ma se il Consorzio vorrà andare avanti con l’evento, questo si terrà di sicuro di nuovo a Novembre.

GA: Avete in mente di realizzare altri eventi per seguire gli sviluppi del Chianti Gran Selezione sul mercato UK oppure l’etichetta basterà da sola a garantire delle buone vendite?

JH: Ancora neanche per questo abbiamo delle date precise, però puo’ essere che il Consorzio decidera’ di partecipare al nostro importante tasting annuale di vini italiani a Londra, che si chiama Definitive Italian Wine Tasting, il prossimo Giugno 2016.

GA: La reputazione del Chianti ha subito delle modifiche nel corso degli anni, nella mente del consumatore inglese?

JH: E’ difficile ancora stabilire se il consumatore regolare sia in grado di comprendere la differenza tra Chianti e Chianti Classico ma una cosa è certa: chiunque abbia una buona conoscenza del vino italiano avrà più facilità nel comprendere tale differenza. Penso fermamente che noi tutti esperti del settore siamo riusciti ad innalzare considerevolmente l’immagine del Chianti negli ultimi 25 anni. I vecchi ‘fiaschi’ sono ormai diventati una cosa del passato.

GA: Il Consorzio del Chianti Classico è tra i più dinamici in Italia. C’e’ qualcosa da fare in piu’ per migliorare ulteriormente la sua attivita’ in Gran Bretagna?

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JH: Ovviamente qui entra in ballo la questione soldi e fondi. Se ci fossero più fondi, sono sicura che si potrebbe incrementare l’attività del Consorzio in UK. Purtroppo il mercato inglese non è in una posizione di priorità al momento, dal punto di vista dell’investimento all’estero. Il problema principale, da anni rimasto irrisolto, è che non esiste una attivita’ di promozione generale ed effettiva del vino italiano. Ci sarebbe bisogno, cioè, di un promozione ad ‘ombrello’ diciamo, che tenga conto di tutte le regioni e di tutti i Consorzi e che permetta di operare meglio sul territorio UK. Ci vorrebbe un’azione coesa di sviluppo del vino italiano in generale che coinvolga tutti i consorzi italiani.

Purtroppo l’ICE e la Camera di Commercio operano in modo inefficiente e non offrono degli eventi che siano appropriati per fare un’azione di marketing mirata al mercato UK e non fanno nemmeno nulla per supportare gli importatori di vino italiano presenti sul territorio britannico. Se l’Italia attuasse la stessa energica azione di marketing del vino praticata dall’Australian Wine Bureau, per esempio, sarebbe meraviglioso!

GA: L’evento del Chianti Classico è stato insomma un successo…

JH: Si lo è stato, e la ciliegina sulla torta sono state la presenza di Jancis Robinson e Steven Spurrier che hanno apprezzato la manifestazione. Ora non ci tocca far altro che attendere di leggere i loro sempre interessanti articoli sui Chianti degustati.

Giusy Andreacchio

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