New York, una città tutta da “mordere”

Urban Lobster
Appena tornata da una vacanza nella Grande Mela, Maria Isabella Rebecca, offre alcuni gustosi consigli su alcuni locali dove mangiare cose simpatiche, e buone, a New York.

New York è la città del mordi e fuggi così come della contemplazione eterna. La città per gli appetiti insaziabili ma anche per i digiuni, venendo di continuo rapiti dalle gallerie d’arte dei piccoli artisti indipendenti. È la Città per eccellenza, per coloro che amano l’eclettico e la perdita di qualsiasi punto di riferimento. Ed è a fronte di tutto ciò che risulta difficile stilare una classifica sui “best places where to eat” in quanto si finirebbe nel caos più totale. Il mio consiglio è quello di annotare qualsiasi cosa e formulare poi un racconto sulla base di ciò che vi ha più emozionato.
Ed il mio di racconto inizia così: a New York sarebbe bello avere fame ad ogni ora. Perché da mangiare c’è n’è in ogni angolo e di qualsivoglia etnia.

Dean & DeLuca
Cominciamo dallo street food. Bocciato il riso e pollo del famosissimo chiosco degli Halal Guys, all’incrocio tra la 53rd strada e la 6th Avenue. Promosso il sandwich con l’aragosta dello Urban Lobster Shack. Siamo sui 15$ per appagare una fame non solo chimica.
Per un lunch veloce, facile e non costoso, da non perdere Tacos Morelos nell’East Village. Un bugigattolo dove un autentico latino vi cucinerà dei tacos mexicani da svenimento. Colori e sapori. Divertimento assicurato.
Se sempre veloci volete andare ma ad un po’ di sciccheria non volete rinunciare, imperdibile Dean & Deluca a Soho, un negozio di prodotti per gourmet mischiati ad oggettistica per la casa, libri e sfizi di ogni genere, con differenti corner dove è possibile acquistare dell’ottimo cibo (fusion e non solo), secondo la formula take away (famoso il loro “basket”) o da essere degustato in loco. Se volete sentirvi per un attimo dei newyorkesi bon ton fateci un salto.

Plaza Food Hall
Il Plaza Food Hall è invece un caotico spazio, in gergo “tecnico” una food hall di ispirazione europea, con un’atmosfera 100% da Department Store del gusto. Pasta, pizza, sushi di prima qualità. Attenzione al conto che si rivelerà senz’altro salato. Parliamo do cifre? Un 150$ per un sushi in due ed una bottiglia di vino di media qualità.
Se sempre di lunch stiamo parlando una capatina all’ Essex Street Market vi soddisferà senza dubbio alcuno, soprattutto se siete dallo spirito un po’ bohémien. Ancora tutto “fresco” dopo 75 anni. Troverete un chiosco dedicato ai formaggi con delle selezioni davvero peculiari. Quello cotto alla griglia fungerà da pranzo veloce, economico e gustosissimo. Se l’Essex Street Market è promosso a pieni voti, il Chelsea Market, sito nell’omonimo distretto, viene invece rimandato. Affollato, divertente, dispersivo ma di stampo un po’ più commerciale (al suo interno si trova anche un ristorante di Giovanni Rana).
Essex Street Market-ridotto

Il famoso panino al pastrami kosher aggredibile al Katz’s Delicatessen è buono esattamente come risulta dalle foto. Armatevi di pazienza perché di folla ce n’è molta. Turisti ghiottoni e non solo.

Nonostante nella Grande Mela si pranzi e si ceni a tutte le ore, è dovere lasciare una porzione di stomaco libera anche per un brunch, quella via di mezzo tra colazione e lunch che è capace di coccolare anche il più duro dei temperamenti. Non citato tra le guide più blasonate ma delizioso quello proposto da Bottega Falai a Lafayette Street in quel di Soho. Le loro torte sono a dir poco strepitose. Un ambiente accogliente e rilassante. Da provare.

Ultima ma certamente non da ultima la cena. Imperdibile l’esperienza dell’hamburger newyorkese. D’obbligo il doppio cheeseburger, anche solo perché suona davvero bene pronunciarlo. E qui, è il caso di dirlo, l’abbinamento con la Coca Cola si sposa alla perfezione. Di hamburgherie la città è piena zeppa. Basandomi sull’esperienza vissuta sulla mia pelle la notte di Capodanno, non posso che consigliare Il Burger Joint situato all’interno dell’hotel Le Parker Meridien. Se non altro per la location inusuale. Entrerete all’interno di un hotel molto sciccoso e ad un certo punto, alla fine di un angusto corridoio, dietro di una tenda oscura, troverete immerso nella penombra questo burger bar. Polizotti in divisa che si abbuffano con gioia completeranno un’atmosfera al 100% autoctona.

Per dare un tocco di eleganza alla vostra vacanza il firmamento stellato newyorkese è decisamente vastissimo e pronto ad accogliervi. Di stelle Michelin avrete l’imbarazzo della scelta. Bocciato Dovetail, a meno che non siate vegetariani e vogliate sfruttare il menù a prezzo fisso per gli avversi alla carne. Altrimenti il menù di John Fraser è decisamente molto pretenzioso. Presentazione impeccabile, forma e gusto si fondono ma manca un pizzico di personalità a rendere l’esperienza memorabile. Staff cortese ma molto distaccato. Più appaganti invece le sensazioni culinarie sperimentate da Danji_nyc. Una stella anche per questo tapas bar dai sapori coreani. Molto semplice nell’arredo; un’esplosione di etnicità nel gusto.

A conclusione le due chicche.
Juliana's Pizza

La prima in quanto inaspettata. Una pizza a NY? Ma stiamo scherzando? Assolutamente no. Se trattasi di quella servita da Juliana’s a Brooklyn. Impossibile trovare posto a sedere a meno che non vi rechiate per l’early dinner, alias una cena servita alle 5.30 del pomeriggio. Mi raccomando ordinate una pizza in due. Le porzioni sono mostruose. Pizza all’italiana nr.1.

La seconda (chicca) è il pub irlandese più antico di NYC, il Mc Sorley. Se andate non vi accontenterete di una birra. Vi servono a ritmi di due pinte alle volta (sono boccali molto piccoli), sbattute con forza sul tavolo di legno consunto dai camerieri, irlandesi pure loro. Un brulichio di sottofondo che vi farà sentire parte integrante dell’ambiente. Birra dopo birra, disquisendo coi vicini di tavolo (qui la parola privacy non esiste) e mangiucchiando un panino col roast-beef annaffiato di piccantissima mostarda.
Irish PubA voi la scelta di un roof top bar da cui godere dello skyline mozzafiato e di una steakhouse di quelle DOC dove sbranare un Prime Rib.

NY è tutto questo. Così come molto altro ancora.

Maria Isabella Rebecca

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