Una Cracovia da assaporare, in tutti i sensi

Krakow castleDi ritorno dalla Polonia, da quell’antica e nobile città universitaria che è Kraków, Cracovia, la nostra food trotter Maria Isabella Rebecca ce ne racconta, in breve, alcuni tra i principali pregi gastronomici, delineando un itinerario goloso tra piatti tipici come i pierogi oppure salsiccia di agnello, stinco di maiale e zuppe di ogni tipo. Buona lettura e buon appetito!

Se vi dico Cracovia, a voi cosa viene in mente?

  1. a) Per gli amanti della storia ma anche per coloro che completamente la ignorano, non può non affacciarsi il pensiero della Seconda Guerra Mondiale, dello sterminio del popolo ebraico, dei campi di concentramento. Silenzio.
  2. b) Per gli amanti dell’arte è un concentrato di architettura gotica, rinascimentale e barocca. La Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci  rappresenta un abbaglio pittorico che vi accecherà in virtù della sua spontanea bellezza.
  3. c) Per i religiosi è la città di papa Wojtyla, Giovanni Paolo II°. Un popolo, quello polacco, di encomiabile devozione.
    Krakow main square
  4. d) Per i sentimentali: uno scrigno di romantico dal quale lasciarsi cullare. Una camminata lungo il fiume Vistola. Una passeggiata al tramonto lasciandosi alle spalle la collina, con il suo Castello Reale e la magnifica Cattedrale. Lasciandosi alle spalle ogni pensiero. Ovattati in un silenzio tutto vostro. Ma attenzione alla notte universitaria, dove gli studenti di una delle più antiche università europee potranno rompere in men che non si dica il vostro idillio.

Krakow bank
Per i tipi a, b, c, d è  altresì la città presso la quale rifocillarsi dopo aver camminato in lungo ed in largo, a destra e a sinistra, avanti ed indietro (il percorrere Rynek Główny, una piazza medievale di dimensioni molto importanti, vi stimolerà senz’altro l’appetito).  E per i tipi che non appartengono a nessuno degli archetipi da me sopra individuati, ma bensì alla categoria degli appassionati di eno-gastronomia (in termini moderni i cosiddetti wine & food lovers), è la città dove togliersi qualche sfizio culinario affondando qualsivoglia dispiacere nelle gustosissime quanto “cariche” specialità locali.

Se vi fidate non della sottoscritta, ma del consiglio ben più circostanziato di un locale che mi ha guidata in ogni mia scelta (e tutte le ha azzeccate, proprio tutte), ecco alcune linee guida, se così si possono definire, per abbeverarvi e cibarvi durante un week end a Cracovia:

@ abbandonate sin da subito l’idea di sperimentare uno street food di stampo locale. Con un’eccezione a mio avviso: gli Obwarzankiun mix tra pretzel tedeschi e bagel. Ce ne sono di vari tipi (anche integrali) e, scusate la violenza, ve li tirano dietro a soli 1.5 PLN l’uno (circa 30 cent).

@ se cercate un ambiente sovra-affollato (dove affollamento è sinonimo di “qui si mangia bene”) non esitate e fiondatevi da Podwawelem (nei pressi del castello).
pierogiSalsiccia di agnello, stinco di maiale, manzo, pollo, goulash, patate, crauti. Trota polacca. Zuppe di ogni genere. Quest’ultime sono strepitose (e la barbabietola la fa da padrone). E poi non possono mancare loro, i Pierogi, dei simpatici ravioli a forma di mezzaluna allegramente saltati in padella con del lardo. Una miriade di gusti per i più golosi, rigorosamente serviti con panna acida. Quelli farciti al formaggio e patate sono da svenimento. E poi li fanno con la carne, con le erbette, con questo, con quello. Da acquolina in bocca.

Abbinamento? Di bevande ne riparliamo dopo, così arrivate alla fine dell’articolo.

@ se siete romanticamente predisposti, allora questo ristorante raccomandato dalla Guida Michelin 2014/2015 fa al caso vostro: Kogel-MogelSi respira un’atmosfera … non saprei … francese; sì, francese. La “coscia d’oca arrosto caramellata con vino rosso e miele” si è meritata senza tentennamento alcuno un “Che succulenta!”. Ed i dessert? Promossi a pieni voti. Comunque, anche l’oca mi ha a suo modo ricordato un’influenza di tipo francese. Si perché, sappiatelo, la cucina polacca può sintetizzarsi in un mix di influenze gastronomiche evolutesi nel tempo (franco-italo-germaniche). 

@ apro una parentesi e qui la chiudo. In tema di influenze eno-gastronomiche. La cucina polacca ha subito, per ovvi motivi, un forte influsso ebraico. Presso l’omonimo quartiere, uno tra i più in voga della città (lo Kazimierz), troverete ristoranti e prodotti Kasher in abbondanza.

Dicono meriti la Zapiekanka, una mezza baguette farcita con formaggi, funghi, verdure, carne e chi più ne ha più ne metta. Farciture fritte e non fritte. C’è sempre la possibilità di bere poi un herbata (alias thé polacco) per favorire la digestione. Uno street food che non si acquista però nei baracchini.

@ se non siete né romantici, né particolarmente in vena di caos (se semplicemente … siete) allora vi consiglio un ristorante nei pressi della piazza principale: il Wesele RestaurantAffollato al punto giusto. Un piacevole brulichio originato da persone autoctone e turisti in visita. Qui avrete la fortuna di poter assaggiare pure i Bigos, un piatto stella della cucina locale. Salsiccia polacca, crauti e tante, ma tante ma proprio tante spezie.
Krakow tender sceneInutile dire che il modo migliore per contrastare  la poderosità del piatto è quello di lasciarsi andare alla vodka. Autoctona come non mai brucerà ogni vostra perplessità. Eccoci, come preannunciato, a parlare di bevande. Perché non mi spingerei a proporre degli abbinamenti veri e propri. E poi, dopo la vodka, c’è Lei, la Birra. Localmente chiamata piwo; si lascerà bere a fiumi, se non altro per la modica cifra alla quale potrete acquistarla. Quanto al vino, evitate di azzardare con un qualcosa di locale, tipo un Winnica Plochockich Lumini elegantemente proposto nella carta del ristorante di cui vi ho parlato poc’anzi (Kogel-Mogel).

La delusione sarebbe inevitabile. A meno che viviate privi di aspettative. O a meno che non vogliate fare della vostra delusione un tassello della vostra esperienza.

Un’esperienza non “eno” ma certamente “gastronomica”. Un’esperienza artistico-culturale. Un’esperienza intima se ci lascia andare alla devozione. Un’esperienza a tutto tondo in una delle città più romantiche e golose dell’est Europa. Questa è Cracovia, se a Lei saprete senza esitazione alcuna lasciarvi andare.

Maria Isabella Rebecca

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