Una Londra da mangiare: la food trotter Maria Isabella Rebecca racconta

Boiler House Food Hall _Street FoodSempre alla ricerca di posti e locali sfiziosi, la nostra food trotter Maria Isabella Rebecca questa volta approda in UK e ci racconta una sua personale idea di Londra da mangiare. Buona lettura!

Se dico Londra a voi cosa viene in mente? Il Big Ben, il Palazzo di Westminster, Trafalgal Square. E ancora: il Tower Bridge, Piccadilly Circus, Oxford Street. E ancora: la Cattedrale di St. Paul, il London Eye … anche Harrods, perché no.  Dei punti fermi, magari non fermissimi. Eppure impressi nella vostra mente dai tempi di scuola.

Se chiedo: a Londra cosa si mangia/beve? Ecco che la risposta pronta c’è; è li, sulla punta della lingua, talmente semplice che risulta difficile da formularsi. In parole schiette io risponderei: a Londra si mangia di tutto, proprio tutto; di tutto il mondo e con tutto il mondo, senza pregiudizio alcuno.

Londra è il melting pot in grado di fondere con una naturalezza invidiabile generi e tenori differenti.  E’ un dipolo elettrico di alta cucina e street food: due cariche elettriche uguali ma opposte di segno (“+” e “-“).

Eternamente iconico rimane il fish & chips, servito in ristoranti, furgoncini, bancarelle e take away del calibro del leggendario The Golden Hind a Marylebone Ln. Citato già nel 1800 da Dickens, un mangereccio servito su carta di giornale per assorbirne il grasso colante che ancora dopo tanti anni risveglia i più indomabili appetiti.

Ristoranti di lusso, stellati e non. Non è sicuramente possibile perdere di vista l’impatto emozionale di una cena esclusiva nelle mani dei più famosi chef al mondo. Pensiamo ad esempio ad Alain Ducasse at the Dorchester o a  Gordon Ramsay del Royal Hospital Rd. I due guru non sono presenti ma di certo si assicurano che gli chef preposti garantiscano un’esperienza indimenticabile. Immaginate poi se ci fosse uno skyline di mezzo. Ecco, sono certa che ora un brivido vi percorre la schiena.

I ristoranti etnici. Non sono né “+”né “-“. Forse sono un doppio “+” od un doppio “-“ che genera indipendentemente tutto una forte attrazione. Sia che si tratti di street food od alta cucina. Così la vedo io. Dicono che un ottimo indiano relativamente  “low cost” sia Gymkhana.
Amaya_Japanese restaurantMa se proprio vi volete affidare al parere di Mr. Ispettore Michelin allora recatevi da Amaya, una stella che tutti confermano come meritatissima. Se non amate troppo le spezie e preferite invece la leggerezza del pesce crudo, concedetevi una cena presso questo super giapponese, popolato unicamente da londinesi che hanno gli occhi per queste cose e giapponesi che hanno gli occhi …a mandorla: Miyama nella City.  Affidatevi alla sapienza dello chef che vi “offrirà” una selezione di sushi e sashimi da uscirne tanto pazzi quanto satolli. Al punto da dover camminare il quartiere in lungo ed in largo per supportare la digestione. E’ un bene che siate nella zona di St. Pauls. Così come è un bene che non siate pigri, dato che da camminare ce n’è assai.

E’ curioso però che a Londra ce ne sia proprio per tutti, non solo di tutto. Si perché, rimanendo in tema di pigrizia, se di quest’ultima un po’ soffrite, potrete comodamente decidere di optare per un cibo stellato a domicilio. E’ cosa buona e giusta.

Così come lo è il non dimenticare che a Londra è sempre e comunque nato il brunch. A fine ‘800 quando si organizzavano grandi buffet nelle ville dopo una battuta di caccia. Poca importa che si consumi abbondantemente anche in Nord America: la matrice è  di stampo anglosassone.  Ed i dieci migliori paiono essere questi: 10 migliori brunch a Londra.

Brunch_The Market Cafe
Forse non sono tutti d’accordo e si potrebbe quindi aprire una polemica ma forse non ne vale proprio la pena dato che ci pensano già il famosissimo chef tri-stellato Heston Blumenthal e Jamie Oliver il celebrity chef dai capelli così arruffati e lo stile così elegantemente trasandato da conquistare popolo britannico e non solo. Contestato quest’ultimo per la sua “tassa sullo zucchero”, fuorviante secondo il parere del  collega in quanto applicata unicamente alle bevande gassate. Se lanciamo il sasso, lanciamo lontano e a questo punto tassiamo tutto ciò che è zuccherato. Cose da chef di fama insomma.

Poco importa di contenere la dose di zucchero se poi ci si strafoga di costine presso il The Rib Man, tenerissime grazie al procedimento a cottura lenta.  Le migliori di Londra. Siamo al Brick Lane Market, un tratto di strada nel cuore di Shoreditch, il quartiere alternativamente artistico per eccellenza, nell’East London. A Brick Lane è possibile imbattersi in taxi adibiti a coffee shops, così come mangiare del cibo libanese o israeliano (ad esempio) presso la Boiler House Food Hall presso la Truman Brewery, circondati da orde di londinesi dallo stile un po’ bohemien agghindati con estrema fantasia.

Boiler House Food Hall
Sempre nell’East side c’è il Broadway Market, il fulcro della Londra trendy di sabato mattina. Scegliete pure a caso e cadrete in piedi.  E poi, onestamente, a parlare di mercatini etnici e non etnici, dalle influenze fusion ed un po’ meno fusion (ah, a proposito di fusion, mi permetto di menzionare il Brawn di Columbia Road con le sue tapas italo-francesi) si potrebbe discorrere per ore. Dal Berwick Street Market (dal 1778), al Borough Market (il più antico della città). Poi c’è Portobello Road e Camden Lock, i più gettonati dai turisti.

E poi molto meno noto agli outsider c’è  Spitalfields Market che merita anche solo per provare un ristorantino semplice semplice ma buono buono cui mai vi approccereste se non tramite il passaparola di un amico londinese: St. John Bread and wine. Un passaparola che pure vi riporterà alla City per provare Sweetings uno storico ristorante di pesce alla maniera britannica pronto a servirvi tante ma davvero tante ostriche. E dove è possibile ordinare il black velvet, un cocktail a base di Champagne e Guinness. Aperto solo a pranzo dal lunedì al venerdì. Anche questo un locale da veri londiners.

Ecco, credo di non aver saltato nulla ma di aver tralasciato tutto. Si, perché Londra da mangiare è un universo in grado di lasciare le scariche più disparate, elettrizzando anche il più incallito degli inappetenti; stimolando la fantasia delle menti più statiche.

Il cocktail Edison del Lounge Bohemia (uno speakeasy sotterraneo dallo stile sperimentale), restituendo col suo gusto  la stessa sensazione del “leccare una batteria da 9 volt” , ve lo saprà inconfutabilmente dimostrare!

Maria Isabella Rebecca

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2 pensieri su “Una Londra da mangiare: la food trotter Maria Isabella Rebecca racconta

  1. Mangiare per mangiare, vale la pena farsi anche un bel afternoon tea, il classico tea delle 4 del pomeriggio (5 per noi italiani….). Assieme al tea viene vengono servite delle tartine salate, degli scone serviti con burro e marmellata e dei pasticcini. In genere tutto viene servito a volontà, per cui rischia di diventare quasi una cena ….E’ un classico della loro cultura e se a Londra può sembrare qualcosa da turisti, nel resto degli UK c è la possibilità di rendersi conto che così non è. Sono talmente sentiti, che esistono anche delle guide che suggeriscono dove consumarli e arrivano a litigare se sullo scone va prima steso il burro e poi la marmellata o viceversa !….Si arriva a pagare 40 sterline ….

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