40 vini, 40 emozioni Il quadro di Argiolas: Turriga 2011

foto 140 etichette. 40 bottiglie toccanti e coinvolgenti. Per i sensi. Per la storia. Per l’idea. Per il momento. Non le migliori. Da criticare. Ma da bere almeno una volta nella vita. Se la scoperta anche di un solo nuovo vino emozionerà un unico lettore l’obiettivo sarà raggiunto.

Il sommelier Paolo Tuccitto ci racconta

Il pittore per realizzare il suo capolavoro utilizza tempere, pennelli ed una tela. Argiolas dipinge il quadro con le sue terre ed i suoi vigneti.
Il quadro che racconta, con le Sue pennellate sensoriali, le terre dove il Turriga nasce, cresce, evolve e si affina. Il quadro che si materializza, come un puzzle, di fronte ai sensi, per rappresentare una storia ed un territorio.
Un blend di Cannonau, Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Sardo. Il nome deriva dal villaggio preistorico dove e’  stata ritrovata la splendida statuetta presente in etichetta: la Mater Mediterranea delle Isole Cicladi, III millennio a.C.

La prima pennellata arriva improvvisa nel bicchiere. Un rubino lucente con una leggerissima unghia aranciata. Inconfondibile segnale premonitore della Sua evoluzione potenzialmente infinita. “Vino a vita molto lunga” recita l’etichetta sul retro della bottiglia. Gli occhi si proiettano sulla bottiglia e, inconsciamente, viaggiano nel futuro per immaginare affascinanti evoluzioni. Poi, come per miracolo, tornano indietro, molto indietro. All’anno 1906 quando tutto ebbe inizio. Quando il patriarca Antonio piantò i primi filari e diede inizio a questa incredibile avventura.

Avvicinando il bicchiere al naso il capolavoro si materializza, lentamente, di fronte a Voi.
Il vento eterno del sud della Sardegna che muove pennelli immaginari sulla tela della vostra mente per trasportarvi a casa. A casa sua.
In primo piano, una pungente ed immediata nota fresca ricorda la salsedine del vicino mare del Golfo sottostante. Quel leggero sentore salmastro, appena accompagnato da una venatura di legno umido, invita a proseguire il cammino negli infiniti spazi di questo quadro.
Vi addentrate nella macchia mediterranea, unica di questa isola, e vi fate avvolgere dai primi profumi di mirto che si evolve, da piccola bacca, a nettare alcolico e zuccheroso. Tra la boscaglia si snoda il sentiero su cui proseguire. L’entroterra riserva pennellate di lentischi e ginepri che, giocando tra uliveti e querceti, diventano sempre più complessi ad ogni passo.

La strada conduce ad un finale di sentori selvatici e speziati, profumi di cucine, di lunghe cotture, di stufati di cinghiale. Profumi e momenti di tavolate in famiglia che uniscono differenti generazioni. Come il Turriga.
Allontanando il bicchiere, quasi come un’ultima pennellata olfattiva dimenticata, un ricordo velato, in lontananza, delle pietre e dell’umidità dei misteriosi nuraghi, segni indelebili delle popolazioni millenarie che hanno abitato queste terre.

Con il gusto si entra nella tela. Grazie ad un semplice sorso di questo nettare venite trasportati in queste terre. In un anomalo momento senza tempo, a domandarsi se il quadro in cui siete riusciti, miracolosamente, ad entrare, rappresenti questa epoca. O se, il miracolo, sia stato spazio temporale e Vi abbia, incredibilmente, condotto agli inizi del 1900. All’origine delle prime pennellate.
Un’emozione che travolge. Un unicum di velluto e seta che, con incredibile equilibrio, apre le papille gustative ed il cuore. L’impatto ed il viaggio sono talmente avvolgenti che Vi ritroverete ad essere un tutt’uno con il vino. E con il suo quadro.

Una leggera nota salmastra, già presente all’olfatto, e poi, l’incredibile ritorno delle spezie e della struttura selvatica della lunga cottura del cinghiale di queste terre. Pieno, avvolgente, complesso, totale.
Vi sembrerà di masticare il paesaggio, di risentirne i profumi, di vivere sospesi tra il mare e l’entroterra, di vivere il sogno di viaggiare nello spazio e nel tempo grazie ad un calice di vino.
Riaprite gli occhi ma, miracolosamente, siete ancora laggiù. Nelle mitiche terre del patriarca Antonio. A Serdiana. Grazie ad una persistenza che sembra non finire mai.
Un’opera d’arte. Un quadro emozionale. Che rimarrà per sempre impresso dentro di Voi.

Il vino
Turriga
Argiolas S.pA.

Anno 2011
Gradazione alcolica 14.5°

Abbinamento emozionale 
Cinghiale in umido

Paolo Tuccitto

2 pensieri su “40 vini, 40 emozioni Il quadro di Argiolas: Turriga 2011

  1. Ciao Franco
    leggo sempre con interesse i tuoi articoli su tutti e tre i siti, quello “rosa”, quello “con le mille bolle” e questo per “i grandi fermi”.
    Mi chiedo: perché, dopo aver dedicato uno spazio particolare al rosa, non dedichi un blog ai vini bianchi? lasciando a vinoalvino, magari, la priorità sui rossi?
    E a proposito di bianchi, è qualche mese che ho cambiato “religione”, infatuandomi del Tocai-ops-Friulano… mi piacerebbe “degustare” qualche tuo pensiero su questi vini, che più del naso mi sorprende e meraviglia il concerto che lasciano in bocca dopo il primo assaggio. Fatico a tornare indietro, maledico il giorno che li ho assaggiati con nozione di causa..
    A presto, per ora buon lavoro e grazie per gli articoli croccanti, per quelli agrodolci e anche per quelli squisitamente controcorrente a cui ormai personalmente non riesco a fare a meno!
    Davide

  2. Affascinante progetto, ho sempre molto apprezzato il connubio tra vino ed arte. Spesso nella mia città vengono organizzate mostre ed eventi dedicati proprio alla combinazione di queste due passioni. E’ un viaggio che nasce dall’incrocio tra due eccellenze della nostra cultura e storia che simbolizzano l’Italia nel mondo.

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