Garantito… da me! Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2001 Valentini


Aveva proprio ragione Pascal, e perdonatemi la parafrasi un po’ ardita di un suo celeberrimo pensiero (“Le cœur a ses raisons que la raison ne connaît point”) quando scriveva (ovviamente sono io ad immaginarlo…) che “le vin a ses raison que la raison ne connaît point”. Ovvero che il vino ha delle ragioni che la ragione non conosce…
Verissimo, i grandi vini obbediscono a delle logiche misteriose e tutte loro, percorrono vie sotterranee che poi spuntano in superficie, logiche che non hanno alcun senso.. logico, ma sono magiche, inesplicabili, miracolose talvolta.

Potete essere persuasi, ad esempio, che ad invecchiare (bene) siano solo i grandi rossi come il Barolo (ce ne sono altri, ma barolista sono e resto, anche nel 2017..), oppure certi grandi bianchi, con le bollicine (Champagne soprattutto) o no. Ma ecco che poi vi capita quello che a me è capitato sabato sera, ovvero che una bottiglia lungamente rimasta a riposo dapprima in una delle mie cantine, poi, almeno 2-3 anni, nell’altra, quella più adatta ai “vin de garde”, e quasi dimenticata e portata a casa per sfizio dicendomi “vediamo cos’è diventata…”, una volta stappata riesca a fare tabula rasa delle convinzioni, sparigliare luoghi comuni e proporsi con l’evidenza dei fatti…

Ho così deciso di stappare questa bottiglia sulle cui attuali condizioni di forma, nonostante il nome prestigioso del produttore, non avrei scommesso. Certo, Valentini, il grande produttore abruzzese, ha meritata fama universale per i suoi Trebbiano e Montepulciano che sfidano il tempo e quando li stappi, dopo anni e anni, sono meravigliosi.

Montepulciano Cerasuolo 2001 Valentini
Però, nel mio caso, si trattava non di Trebbiano e Montepulciano, bensì del Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, ovvero di un “rosato”. E l’indicazione dell’annata, sull’inconfondibile etichetta gialla, lasciava sperare solo i sognatori come me: 2001.

Stappata con ogni cura la bottiglia e benedicendo la tenuta del tappo, dopo aver versato un po’ di vino nell’ampio bicchiere scelto, un bel bicchiere da Pinot nero, ho dovuto subito sedermi, perché temevo di stramazzare al suolo. Un’emozione folgorante, un baluginio caleidoscopico di profumi eleganti eppure caldi. Perbacco! Un rosato di quasi 16 anni in perfetta forma, un grimpeur di quelli da tappe di montagna del Tour o del Giro d’Italia, che aveva scalato i tornanti del tempo con un’agilità e una freschezza di gambe mozzafiato, e che aveva ancora la forza, in vista del traguardo, di fare un ultimo scatto, per piegare la residua resistenza di quelli che avevano cercato di rimanere nella scia…

Che meraviglia assoluta, bella gente, che splendore, che armonia! Sicuramente affinato in legno grande e non ammazzato da quelle fastidiose barrique nelle quali produttori anche validi come Cantina del Notaio e Costaripa (di altri meglio non parlare e continuare ad ignorarli…), si ostinano a fermentare e far sostare i loro rosati, questo splendido 15-16enne mi si è proposto con una signorilità, una grazia e soprattutto una piacevolezza (la serata si è chiusa con la bottiglia godibilmente “seccata”) da fuoriclasse.
Cerasuolo 2001 ValentiniNon la farò lunga – nei prossimi giorni magari spenderò qualche parola per provare a raccontare brevemente i motivi della mia lunga assenza da questo blog e da http://www.lemillebolleblog.it/ e per parlarvi di alcuni Barolo 1999 e 2004 che ho recentemente bevuto – e passo subito a riferire le emozioni che questo Cerasuolo da sogno mi ha regalato. Ho deciso di scriverne qui, per rompere il ghiaccio, e non sul blog che sarebbe naturalmente dedicato ai rosati, perché credo che un capolavoro come questo trovi in Vino al vino, blog che a marzo compirà 11 anni di vita, il degno spazio.

Partiamo dal colore, un melograno con un’unghia lievemente aranciata, ma senza opacità. Un colore caldo che faceva subito intuire come il vino avesse sostanza e profondità. Le sorprese, in un crescendo quasi rossiniano, sono continuate non appena portato il vino al naso, con la scoperta che 15 anni di bottiglia non ne avevano minimamente scalfito l’integrità ma intensificato e amplificato la complessità, con note di lampone e ribes, più che ciliegia, a rincorrersi nel bicchiere, con una venatura petrosa che dettava il ritmo, sfumature selvatiche, speziate, accenni di rosa passita e rosmarino, di crème brulée e sale.

E poi che bocca, incredibilmente larga, avvolgente, cremosa e ancora sul frutto, succosa, con un tannino ben avvertibile e coda lunga e sapida, persistenza lunghissima, con un’acidità viva e nervosa. Una bocca fenomenale e commovente per estro, vivacità, energia, una godibilità estrema (a fine serata la bottiglia vuota testimoniava quanto il vino mi avesse entusiasmato), una dolcezza naturale e un’eleganza nel proporsi davvero rare.

Un rosato, pardon, un supremo Cerasuolo, di 15 anni, un vino da estasi, per riprendere a dialogare con voi, vecchi e nuovi lettori di Vino al vino…

P.S.

Il mio consiglio é di leggere con il sottofondo di questo capolavoro di Mozart, Le Nozze di Figaro, in una meravigliosa edizione diretta da Erich Kleiber del 1955.

22 pensieri su “Garantito… da me! Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2001 Valentini

  1. era ora! Plaudo al suo ritorno. Lo stile é sempre il suo, inconfondibile, ed il racconto di quel vino, affascinante.
    Bravo, ma ora non ci lasci più…

    • ringrazio sia Paola che Giovanni per i loro commenti. A Paola dico, troppo gentile. A Giovanni ricordo che non gli ha prescritto il medico di leggermi, quindi se non gli garba quello che scrivo può tranquillamente accomodarsi altrove…

  2. ma non poteva continuare a starsene via? Guardi che dei suoi articoli, noiosi e sempre uguali, non si sentiva proprio la mancanza! Perché non va in pensione?

    • Per l”amor d’iddio! gentile Giovanni, Un altro in pensione? L’Italia è già per due terzi in pensione, ci vuol mandare anche lo Ziliani?
      Facciamogli recensire un po’ di vini e lasciamoci guidare – enologicamente – dal suo palato ..
      Chi non lo sopporta può evitare di leggere i suoi blog, a volte fastidiosi, ma altre volte preziosi, come ha riconosciuto e decretato Winenews in un articolo recente su cui sono capitata l’altro ieri.
      In pensione mandiamoci i militari (a cinquant’anni o già di lì) che fanno notoriamente un lavoro usurante.
      Ma lo Ziliani che stia al pezzo e lavori; il mondo del vino ha bisogno di criticoni, anche se ogni tanto le sue critiche (quelle dello Z.) hanno avuto toni un po’ sopra le righe …Ma altre volte ha rotto le uova nel paniere di chi stava … diciamo così … prendendo (o spacciando) lucciole per lanterne.

  3. Grande articolo! Che bello leggere di Vino. Mi raccomando continui nella sua opera di informazione. Non vedo l’ora di leggere nuovi articoli.
    Grazie

  4. Content de te lire à nouveau, l’ami. Je connais mal les cerasuoli, qu’ils soient des Abruzzes ou d’ailleurs eh Italie. Cela me donne envie de my intéresser. Amitiés et comme on dit chez nous, à propos des ronchons, “laisse pisser le mérinos…”

    • Hervé, merci, l’univers des rosati italiens est très intéressant et les Cerasuolo répresent une réalité a part. Ce vin, crois moi, était magnifique 🙂

  5. Carissimo Franco Ziliani sono contento sia tornato fra noi. Le mando un caloroso saluto da Milano. AH! Dimenticavo ho letto un articolo su winenews del declino dei vini internazionali super gonfiati, costruiti e addomesticati. Invece al contrario il crescente interesse per i vini che hanno autenticità espressiva!! Praticamente quello che Lei predica da secoli. Chiedo scusa se sono fuori tema. Di Nuovo a presto. Gianni
    p.s. Non si dimentichi di parlare dei Barolo e compagniabella.

    • gentile Gianni, non mi dimentico di certo, vedrà che nei prossimi articoli ci sarà spazio per ben tre Barolo, due 1999 e un 2004. Io il Barolo giovane posso anche assaggiarlo, ma quando scelgo di berlo che sia Barolo: invecchiato a dovere e rigorosamente solo in legno grande… Grazie per le belle parole

    • ciao carissima, che piacere! Il tuo “colfondo” ed i tuoi vini mi sono piaciuti e li ricordo con piacere perché erano schietti e sinceri. Quelli di altri, capisce bene a chi mi riferisco, furbi e con un chiaro senso del business…

      • ahahhahhahahha rido per non sparare cazzate… abbiamo aperto un 2009 l’altro giorno ed è stato finito in 3 secondi, mentre lo champagne è rimasto li da solo nel suo secchiello. non è cambiato in quanto schiettezza sincerità e personalità, è però diventato più elegante. riguardo ai colleghi, ne sto asfaltando qualcuno e mi dicono che gli rode… problemi loro, io vado dritta per il mio cammino, come sempre :)))

  6. Gentile Franco , buonasera . Apprendo proprio ora che il tuo autorevole blog riprende a darci notizie di indiscussa qualità . Quindi , ti auguro i migliori successi e i più sinceri auguri di rinnovata energia .

  7. Buonasera Signor Ziliani. Grazie per essere tornato! Avevo quasi perso la speranza di vedere i suoi ottimi articoli e recensioni. Non si curi di chi la critica! E poi non capisco quelle persone che criticano continuamente per antipatia personale senza giudicare la competenza e professionalita’. A me se non piace un blog, semplicemente non lo guardo! Le auguro un sereno e proficuo 2017.

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