Franco Ziliani a rischio incontinenza

Lo decreta Il Consiglio di Disciplina Territoriale OdG Lombardia

Lo dico subito, se non ci fosse da ridere, da piegarsi in due, ci sarebbe davvero da piangere. Invece di fronte a questo documento che mi è arrivato stamattina da parte del Servizio Notificazione Atti Giudiziari, il mio sentimento è duplice: da una parte rido così tanto che temo di… farmi la pipì addosso (perché, capirete dopo leggendo, sono a rischio incontinenza e pertanto mi sono subito provvisto, facendomi una cultura su un tema che non conoscevo, di pannoloni contenitivi…) e dall’altra sono indignato, anzi offeso.

Torniamo però alle origini di questa notifica. Per farla in breve dirò che un produttore di Prosecco, tale Mirco Battistella, che imparai a conoscere, mio malgrado, nel 2010 quando mi inviava ripetute mail da questo account mirco.battistella@lucazaiapresidente.it e che l’anno seguente ritrovai, sempre via mail, come produttore di Prosecco http://www.proseccobattistella.com/ nel settembre 2013 si rivolse all’Ordine dei giornalisti della Lombardia (cui sono iscritto, albo pubblicisti, dal 1981) per chiedere se vi fossero “ i presupposti per procedere, anche tramite le vie legali, a una notifica, al sig. Ziliani, di diffamazione a mezzo stampa”.

Gli articoli “incriminati”, secondo tale Battistella, uno di cui aveva scritto China Daily perdiana, mica bau bau micio micio, erano uno del 24 maggio 2012 apparso su Lemillebolleblog e uno del 2 settembre 2013 apparso qui.

Ricevuta la comunicazione, datata 13 novembre 2014, dall’Odg che mi informava che “stava assumendo sommarie informazioni ex art.21 L63/1963, artt.2, 48 e 58” in merito ai due articoli, mi piegai in tre dal ridere e scoprii per la prima volta che il pannolone poteva essermi utile. Pertanto, preso dalle risate, nonché dalle relative perdite, non ritenni opportuno “presentare una memoria illustrativa entro 30 giorni” come mi veniva proposto di fare.
Trascorsi due anni e un mese, quando ero ormai persuaso che quell’esposto fosse finito dove meritava di finire (ovviamente immagino un polveroso archivio, cosa pensate mai?) verso la fine del 2016 ricevetti una raccomandata r.r., datata 22 dicembre 2016, dove un organismo dell’Ordine dei giornalisti a me sinora sconosciuto, ovvero il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’OdG., informandomi, con un linguaggio simil langue de bois, della “apertura di un procedimento disciplinare” nei miei confronti dovuto ai due articoli sopra citati.
Scopo di detta apertura, come ho già annotato su Lemillebolleblog, ““verificare se vi sia violazione delle norme deontologiche presiedono alla professione di giornalista e, in particolare, degli artt. 2, 48 L69/1963 della Carta dei doveri del giornalista con riguardo alla verità sostanziale dei fatti, ai doveri di lealtà e buona fede e dell’essenzialità e della continenza espressiva dell’informazione”.
Quindi venivo “invitato a comparire davanti a questo Consiglio per essere sentito nelle sue discolpe” il 30 gennaio alle 10.30.
Questo fregandosene bellamente, di fatto, che il Presidente del Consiglio di disciplina territoriale per i giornalisti della Lombardia si era già pronunciato sull’esposto del proseccaro, pardon prosecchista, oltre due anni fa: “Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, esaminato nella seduta del 17 luglio 2014 il fascicolo disciplinare propone all’Ecc.mo Consiglio di disciplina l’archiviazione del fascicolo a carico del collega, non ravvisando nei fatti alcuna violazione deontologica”.

Ovviamente sono andato a Milano, da solo, senza memorie difensive e avvocato, non volevo scomodare il mio, da Brescia, per una simile bazzecola (eufemismo) e mi sono divertito come un matto, scoprendo nella collega Anna Migotto, inviata di guerra del TG 4, un’appassionata di vini e una barolista convinta.

Oggi, con notifica urgente a mezzo ufficiale giudiziario, inviata anche a tale Battistella (che mi risulta essere in Australia…), nonché alla Procura generale della Repubblica e/o Corte d’Appello di Milano (che notoriamente non ha nulla da fare e aspettava questa notifica come la manna dal cielo..), mi è arrivata la decisione del Consiglio di disciplina territoriale, che potete leggere nelle pagine allegate.

Decisione che recita: “nel procedimento in questione questo Collegio di Disciplina Territoriale, visti gli atti e non ravvisando violazioni deontologiche, delibera il proscioglimento del giornalista pubblicista Franco Ziliani”.

Sono soddisfatto del risultato, meno lo sarà l’ex prosecchista (a proposito: ha chiuso l’aziendina e conferisce le uve Glera ad un imbottigliatore e se si visita il sito Internet aziendale si ha una comicissima sorpresa, vedete qui), ma sono parimenti incazzato e offeso, per alcune espressioni contenute nella “sentenza” emessa dai colleghi e per lo spirito, ben poco rassicurante, di cui danno prova.

Dapprima, facendo riferimento ai miei articoli, i membri del Collegio di disciplina ricordano i “titoli dai toni ironici e particolarmente vivaci”, ma poi passando agli articoli in questione, questi colleghi “pur non condividendo i toni esagerati degli articoli a firma di Franco Ziliani” ritengono “che la descrizione dei vini del Battistella rientri nella libertà di espressione e nel diritto di cronaca”.

Sino alla bottarella finale, gratuita, che non accetto e rispedisco al mittente, nella quale “con l’occasione si raccomanda al giornalista pubblicista Franco Ziliani di rispettare sempre la giusta continenza espressiva, la verità sostanziale dei fatti, i doveri di lealtà e buona fede e l’essenzialità dell’informazione”.

“Toni esagerati” in quei due articoli, cari colleghi Colonnello, Nemes e Migotto? Ma voi sapete leggere e sapete utilizzare il vocabolario? E poi caro inviato della Stampa, cara inviata di guerra del TG 4, la terza persona ignoro chi sia e cosa faccia, ma state scherzando con il vostro invito alla “continenza espressiva, ecc. ecc.”, o state facendo sul serio?

Se davvero state facendo sul serio, confesso di essere molto preoccupato per voi. Confesso di avere dubbi su quale concezione della libertà di stampa, di critica, di espressione alberghi in voi rappresentanti dell’Ordine dei giornalisti. E delle vostre sottili “intimidazioni” sotto forma di raccomandazione alla moderazione espressiva, non so proprio che farmene. Anzi, lo so benissimo…
Da tempo ero arrivato alla conclusione che pagare i 100 euro annui, quota da versare per rimanere iscritto all’Albo pubblicisti, fossero 100 euro buttati nel cesso. Ma ero costretto a pagarli perché l’ODG ha avuto la geniale pensata di estorcerli mediante quella cosa sozza che è Equitalia…

Dovevo pagarli entro il 31 gennaio quei 100 euro, ma aspettavo di leggere la vostra sentenza per farlo. Ora che l’ho letta vi comunico le seguenti cose:

non pagherò il pizzo, pardon la quota associativa;

lascerò che Equitalia mi persegua per il mancato pagamento;

martedì 28, prima non posso, verrò a Milano all’Ordine per fare le pratiche per uscire, perché non intendo più farne parte, dall’Ordine dei giornalisti. Non ne fanno parte fior di giornalisti come Renato Farina e Vittorio Feltri, e penso, visto che dall’ordine dei giornalisti, in oltre 30 anni di pagamenti di quote, non ho mai avuto un fico secco, che posso tranquillamente e orgogliosamente farne a meno anch’io.
Così i vostri richiami e le vostre bacchettatine sulle mani le potrete riservare ad altri. A me no, chiaro?

p.s.

vi ricordo la locuzione del poeta latinista francese Jean de Santeul: Castigat ridendo mores che tradotta letteralmente, significa: “corregge i costumi ridendo”. Se non riuscite a capire che i miei articoli, il mio stile di scrivere di vino è tutt’altro che “incontinente” o esagerato, e che la satira – articoli come quelli sui Battistella erano soprattutto satirici (a saperli leggere e capire…) – “spargendo ironia e ridicolo sui vizi e i difetti umani” dà un apporto importante per la riforma dei costumi.
Non capirlo o facendo finta di non capirlo, per essere politicamente corretti e dare un colpo al cerchio (prosciogliermi) e uno alla botte (richiamarmi alla continenza espressiva così che il proseccaro abbia il suo misero contentino) non è indice né di particolare acume, né di tolleranza.

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

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Rosé Wine Blog

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5 pensieri su “Franco Ziliani a rischio incontinenza

  1. Caro Franco,
    ora saprò che cosa regalarti a Natale. Spero che nel frattempo Tena lanci qualche promotion (!).
    Ma quel produttore che non sopporta la cronaca è lo stesso che dichiarava che il Prosecco avrebbe sotterrato lo Champagne? E che milita nell’ufficio stampa della sua regione? (forse mi confondo, ma se fosse così sarebbe davvero in conflitto d’interessi)
    Buona pipì.
    ps. Ma a che cosa dovrebbe servire l’iscrizione all’albo dei giornalisti: mica sarà per leggere i predicozzi di tre rappresentanti della categoria?
    Francamente un omaggio natalizio ‘ contenitivo’viene da pensarlo anche in quel caso …

    • cara Silvana, caro Tiziano, vi prometto che la cosa non finirà qui. L’Ordine dei Giornalisti non avrà più da me un solo centesimo. E d’ora in poi mi farò paladino di una battaglia per l’abolizione di quella corporazione retaglio di un’epoca passata e remota che dobbiamo ricordarci come pagina della storia italiana, ma alla quale, io lo dico io di estrema destra, che sogno una destra sociale e di popolo, dobbiamo andare oltre.
      E’ ora di finirla di pagare gente che perde il proprio tempo a convocarmi per una cosa tanto sciocca e poi mi manda un testo così privo di senso e irreale. Mi conoscete e sapete che quando m’impunto rompo le palle niente male…
      carissimo “compagno” Tiziano, conto sul tuo sostegno…
      E poi si stupiscono se i giornali perdono lettori… se sono questi i giornalisti…

  2. Sorrido, Franco. Io da molti anni pago la quota alla fine dell’anno, a dicembre. Anche quest’anno è stato così. Naturalmente pago la maggiorazione sanzionatoria. Ma è il mio modo di ribellarmi e di protestare contro questa “roba” corporativa, di cui si fa fatica a comprendere la necessità e l’utilità. E ora mi aspetto un procedimento sanzionatorio….disciplinare.. o giù di li.

  3. Mi ricordo benissimo, anche se non ricordo l’anno preciso, di quando fui uno tra quelli che non vollero pagare le ormai “famose” 85.000 Lire per il medico di famiglia…! E ricordo molto bene come andò a finire per tutti quelli che invece decisero di pagare quell’ennesimo ingiustissimo balzello…
    Questo per dire che condivido al 100% le tue valutazioni e decisioni sulle vicende surreali che hai narrato, Franco. Quando mi capita di scrivere un commento a qualche “articolo” giornalistico pubblicato, quasi sempre non posso che qualificare “giornalaio” l’autore…e sono sicuro che comprendi bene la differenza… 😉

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