Prima invitano e poi ci ripensano. Non è Ionesco, é il mondo del vino, bellezza!

Uffici stampa, responsabili marketing, p.r., sempre più cialtroni

Nel mondo del vino italico trionfano sempre più la stupidità, la stranezza e l’assenza di decenza. La mancanza di rispetto. Il dilettantismo pasticcione e cialtrone. I dilettanti allo sbaraglio e un teatro dell’assurdo, ma tremendamente provinciale, da palcoscenici di periferia. Senza Ionesco, Beckett, Tardieu e Adamov, purtroppo, ma con tanti piripacchi e carneadi con libertà di penosa esibizione…

Nel giro di pochi giorni via mail mi è capitato di:

a) sentirmi chiedere da un produttore di vino “Ci piacerebbe chiederle di fare un articolo/Recensione sui nostri vini e vorremmo capire gli eventuali costi. Potrebbe darci una delucidazione al riguardo?”. Immaginate la mia risposta…

b) ricevere da una sconosciuta blogger la seguente richiesta: “ Mi chiamo XYZ sono una blogger, e le scrivo perché mi è piaciuto moltissimo l’articolo su… che ho letto su Vino al vino. Mi piacerebbe chiederle se è possibile inserire un link verso il sito con il quale collaboro all’interno del suo articolo.  Immaginate la mia risposta…
c) ricevere questa proposta di esplicita spudorata marchetta: “Sono ZDA Social Media Manager dell’azienda Piripacchio. La contatto per sapere se era possibile creare delle sponsorizzazioni mensili con i prodotti Piripacchio sui suoi canali digital istituzionale. 1 articolo al mese per sei mesi più 1 post al mese sui suoi social istituzionali per sei mesi. Quanto sarebbe la sua fee?”. La scrivente, poareta, aveva sbagliato destinatario, perché la mail era indirizzata ad una persona dal nome femminile (piuttosto nota anche per comparsate in tv e libri totalmente inutili e insipidi). Immaginate, non è affatto difficile, la mia rispostina alla Social Media Manager…

d) questa è la più divertente. Mi è capitato di ricevere, ai primi di febbraio, una mail d’invito, tutta gentilezze, dal Marketing & Export manager di una nota azienda vinicola di una delle zone vinicole che più nel cor mi sta. Oggetto: l’invito ad una degustazione dei diversi cru, eccellenti, del noto vino Docg di questa azienda. L’invito conteneva la seguente avvertenza: “se vuole può pernottare in un hotel che abbiamo messo a disposizione per i giornalisti”.

Eccellente cosa l’avvertenza, perché l’azienda dista 250 chilometri circa da Bergamo dove vivo e perché alla degustazione avrebbe fatto seguito una cena cui ero stato invitato. Ovviamente trattandosi del mio amato vino XXX ho immediatamente dato la mia adesione. Ieri, sabato 18 febbraio, ho ricevuto dal “simpatico” Marketing & Export manager la seguente comunicazione: “con dispiacere sono a comunicarle che visto le precedenti conferme non abbiamo più disponibilità per il pernottamento della stanza”.

Non potete immaginarvi la mia risposta, articolata in due fasi: dapprima telefonata incazzata niente male al marketing & export manager, che mi ha risposto in stile Peso el tacòn del buso, “sa, l’albergo cui ci siamo rivolti ha meno camere a disposizione e quindi”…. Ovviamente, anche un bambino ci avrebbe pensato, non il fenomenico Marketing & Export Manager dei miei ciufoli, senza prendere in considerazione l’ipotesi di dirottare in un altro albergo, in zona è pieno di agriturismi, alberghi, b&b, le persone, me compreso, che non trovavano più posto nell’hotel originale.

Poi ho scritto una mail in perfetto stile zilianesco, ma di quelle che so scrivere bene quando sono ispirato e motivato. Mail con tanto di luminarie e… fuochi d’artificio: music for the royal fireworks

E poi cosa ho fatto e cosa farò?

Semplice: con una sola telefonata ho trovato posto in una delle camere annesse al mio ristorante del cuore della zona della degustazione, dove sarò a pranzo il giorno dopo il cosiddetto evento, distante solo 5 km da dove si svolgerà la degustazione.  E poiché avevo già organizzato altre visite nella zona, che io adoro, dove ero stato invitato, quel giorno mi presenterò regolarmente alla degustazione.

Ovviamente, a meno che nelle prossime 24 ore non riceverò, non dal cialtrone, ma dal proprietario dell’azienda per la quale il carneade lavora, scuse per il comportamento offensivo e cialtronesco di tale incapace collaboratore, non parteciperò alla degustazione, ma mi piazzerò con largo anticipo davanti ai cancelli della cantina per incontrare de visu il fenomeno da circo, nonché per vedere quali altri prestigiosissimi colleghi siano stati invitati, loro sì con tanto di pernotto assicurato.

Ciò fatto, me ne andrò, mi basta una sola telefonata per trovare cancelli aperti, ho solo l’imbarazzo della scelta, in altra cantina, a degustare/bere alla faccia del Marketing & Export Manager che meriterebbe invece di tornare all’asilo per studiare innanzitutto la buona creanza ed il corretto modo di lavorare bene e non offendere il prossimo.

Per concludere: a me Marco Masini non piace affatto, anzi, ma credo che intonare a squarciagola questa sua celebre canzone, sia la migliore e la più degna risposta a tanto cialtronismo dilettantesco e sgangherato che imperversa, infangandolo, in quel mondo del vino che mi fa tanto pensare ai versi immortali del grande poeta latino Catullo
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior

Attenzione!

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7 pensieri su “Prima invitano e poi ci ripensano. Non è Ionesco, é il mondo del vino, bellezza!

  1. Ciao Franco, buona domenica il mondo è pieno di persone che io definirei ridicole e incoerenti, l’opposto di quello che sei te.
    Ti chiamo presto per organizzare l’incontro che mi avevi anticipato per i primi di marzo. Non ti preoccupare che io l’hotel te lo trovo senza difficoltà e sarà un vero piacere averti ospite. A presto.

    • amico mio, l’ho già trovato e a Monforte d’Alba, pochi chilometri di distanza dal paese, a me carissimo, Castiun Falàt, dove si svolgerà la degustazione. Alla quale, come ho scritto, non parteciperò limitandomi a presenziare ad inizio evento, per guardare in faccia il fessacchiotto e capire a quali colleghi più importanti sia stato riservando un trattamento diverso dal mio.
      A meno che domani non il cosiddetto manager, ma il proprietario dell’azienda mi telefoni per chiedere scusa della dabbenaggine del suo collaboratore. In quel caso accetto le scuse e partecipo, altrimenti passi lunghi e ben distesi…
      Ti tengo informato, che sarei contento di risalire a Montelupo…
      un abbraccio

        • arrivata eccome! Dapprima, domenica, quella dello sprovveduto, e lunedì sera, verso le 22, la trafelata e imbarazzata chiamata da parte del produttore..
          Hanno capito, si sono scusati e quindi l’uno marzo sarò da loro. Convinto di godermela, trattandosi di … Barolo… 🙂

  2. Non è difficile individuare il produttore : diversi cru, Castiglione Falletto… sono indizi più che sufficienti.
    Mi sembrava impossibile che Giorgio Sordo, da signore quale egli è, si potesse comportare in modo diverso.
    L’export and marketing manager antecedentemente al suo arrivo in azienda forse non s’occupava di vino ma di qualche altro prodotto e, per tale ragione, non ti conosceva .
    Poiché tutte le società di consulenza dicono che la metodologia che loro posseggono si può applicare ad ogni prodotto e non è necessario avere conoscenze specifiche i risultati sono stati quelli che Ziliani sa.

    • ella é una simpatica “canaglia” che conosce bene le Langhe, caro Cantabruna, non le si può celare nulla…
      Ho avuto quelle due telefonate, ma non volevo umiliare nessuno. So bene che un errore come quello narrato può capitare a chiunque. Certo che se poi capita di farlo con un notorio rompicoglioni come il sottoscritto, diventa un errore pericoloso. Perché io non taccio, non le mando a dire, scrivo…
      Comunque l’1 sarò a Castiun Falàt da Sordo, ma attorno a questa degustazione che attendo con grande interesse mi sono costruito, me la merito, mancavo da troppo tempo dalla terra del mio cuore, una grande tre giorni.
      Mattina dell’1 a Montelupo Albese, incontro con i produttori locali organizzatami da Teresio Brangero, alias Cantina Oriolo http://www.cantinaoriolo.it/ pomeriggio e sera con i Sordo ed i loro Barolo. Mattina del 2, dalla “tua morosa”, come amava chiamarlo la mia ex moglie, ovvero da Mauro “Se non esistessi bisognerebbe inventarti” Mascarello http://www.mascarello1881.com/. Pranzo dal mio ristorante preferito della Langa, Felicin a Monforte, inutile dirlo http://www.felicin.it/ Quindi pomeriggio da un altro fraterno amico barolista, ovvero Fabio Alessandria, alias Comm. G.B. Burlotto http://www.burlotto.com/it/ Nanna a Verduno e forse cena al Falstaff http://www.ilfalstaff.com/index.php/it/. La mattina ancora Verduno da Bel Colle, per un Nebbiolo Grapes in miniatura http://www.belcolle.it/it/ e infine, prima di tornare a casa (ma chi ci torna?) un forte abbraccio ad amici carissimi che non vedo da tempo, in uno dei posti più belli di Langa, la Cascina Gavarini http://www.eliograsso.it/it/
      Ti piace il mio programma, Cantabruna?

      • Non male il programma . Non vedo, stranemente, alcuna visita presso i Barolo Boys . Non Le piacciono più i loro vini, di cui era un noto fan, ai tempi in cui Bartolo Mascarello , Beppe Rinaldi e Baldo Cappellano erano osannati da tutta la critica enoica ?
        Per restare in tema, da Elio Grasso non beva solamente il Barolo Ginestra Casa Mate’ , provi il Runcot, magari ,
        questa volta, Le piace.

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