Barolo e Champagne: gemellaggio in sacra terra di Langa


Sono felice stasera, penso che Bacco, che sovraintende da tanto tempo alla mia vita, insieme agli altri potenti Dei, mi abbia sorriso. Penso che loro, gli Dei, anche se ogni tanto si distraggono e sembrano non interessarsi di me, mi vogliano bene e mi sorridano.

Una grande simpatia da parte di Bacco nei miei confronti è l’unica spiegazione possibile, secondo alcuni (e forse anche per me che pure a questi due vini ho dedicato nella mia vita e dedicherò, finché ne avrò la capacità, speciali attenzioni) oltre ad un favorevole gioco del caso a mio favore, della mia presenza, lunedì mattina, dalle 9.30 alle 12.30 ad una fantastica cosa che si terrà in uno dei borghi del vino a me più cari, Barolo, una degustazione a duplice tema, e che tema!, Barolo & Champagne.

Per iniziativa di una geniale associazione di vignerons de Champagne, che hanno dato vita ad un’associazione chiamata T R A I T – D – U N I O N, vedere qui la loro pagina Facebook, vignerons che corrispondono ai seguenti Domaines,

DOMAINE ROGER COULON Isabelle et Eric COULON
DOMAINE EGLY-OURIET Annick et Francis EGLY
DOMAINE JACQUESSON Jean-Hervé et Laurent CHIQUET
DOMAINE LA CLOSERIE Agnès et Jérôme PREVOST
DOMAINE LARMANDIER BERNIER Sophie et Pierre LARMANDIER
DOMAINE JACQUES SELOSSE Corinne et Anselme SELOSSE

Vignerons che hanno la bella abitudine di non restarsene a casa loro (il che non sarebbe male, vista la bellezza sconfinata della Champagne) ma di dare vita, in un’ottica di conoscenza reciproca, di confronto e scambio di esperienze, di dialogo (perché la natura ed i problemi di chi fatica in vigna sono gli stessi in Francia come in Italia o altrove), ad incontri con vignerons di altre zone vinicole, di altre denominazioni, di altri Paesi.

E così lunedì 27 marzo, San Ruperto Vescovo, si terranno nello storico Castello di Barolo, oggi sede dell’Enoteca Comunale nonché del Museo del vino, due sedute di degustazione dedicate al Barolo e allo Champagne.


Nel luogo sacro dove nacque il moderno Barolo (non il Barolo moderno, il che significa ben altra cosa…), e che vide agire con lungimiranza la francese, anzi, vandeana, Juliette Colbert ed il marito, Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo, i sei vignerons champenois s’incontreranno con dodici vignaioli di Langa, 12 protagonisti del Barolo (perché sei francesi e 12 langhetti? Perché un francese vale per due barolisti?) che corrispondono ai seguenti nomi:

Elio Altare
Bartolo Mascarello
Comm. G.B. Burlotto
Giovanni Canonica
Ettore Germano
Ferdinando Principiano
Giuseppe Rinaldi
Luca Roagna
Luciano Sandrone
Giorgio Scarzello & Figli
G.D. Vajra
Roberto Voerzio

E questo incontro, che avrà un preambolo tutto privato, un incontro a cena tra vignaioli e vignerons che si svolgerà presso uno sconosciuto ristorante o osteria, che vorrei tanto capire quale sia, se déroulera, come direbbero i francesi, in pubblico, con una degustazione doppia cui sono state invitate, dai produttori di Barolo, dai vignerons champenois, dai loro importatori italiani (io da uno dei sei champagnisti e dal loro bravissimo italico importatore) una serie di persone. Quante non so, ma si tratta di sommelier, giornalisti, ristoratori e di figure attive a vario titolo nel mondo del vino.

Non chiedetemi, non parlerò nemmeno sotto tortura (che nel mio caso potrebbe consistere nel costringermi a bere, che Bacco me ne scampi!, un’intera bottiglia di Prosecco) un commento sulla selezione barolista. So che la scelta è stata fatta, non so con quali criteri, dai francesi, e che, questo posso dirlo, presenta alcune assenze a mio avviso gravi (cito per tutte Giuseppe Mascarello e figlio e Cavallotto, ma anche i Ceretto non sapevano nulla di questa bella iniziativa…) e alcune presenze…beh, lassuma pert

So per certo che l’organizzazione dell’evento, curata dagli champagnisti di T R A I T – D – U N I O N, è stata meticolosamente impeccabile, tanto che una mail, in francese ed inglese,  ricevuta venerdì sera, ricorda, a me che parteciperò alla seduta del mattin: “Attention, l’entrée ne sera possible que de 9h30 à 10h. A partir de 10h, il ne sera plus possible d’entrer pour ne pas déranger la conférence”.

L’abbinata Barolo – Champagne è affascinante e ha già dato vita ad iniziative, tipo quella del celebre chef romano Antonello Colonna, che presso il Resort che porta il suo nome, ha proposto una cena dove il Barolo incontra lo Champagne, mentre secondo Vincenzo Donatiello, wine Director del ristorante Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba, tre stelle Michelin, “Ci sono solo tre posti al mondo che possono unire il legame con il territorio e l’internazionalizzazione: Champagne, Borgogna e Barolo”. Non sono d’accordo sul tema internazionalizzazione, ma plaudo.

Cosa che faccio anche nel caso di due grandi della ristorazione e della cucina italiana, ovvero Raffaele Alajmo che con il fratello Massimiliano conduce Le Calandre di Sarmeola di Rubano, a un passo da Padova, tre stelle Michelin, il quale sostiene che “Il Barolo è un vino per uomini profondi e per donne di forte personalità, che conoscono le mode ma le interpretano a modo proprio”. E plaudo al divino Cesare Giaccone, il poeta dei fornelli di Albaretto Torre, per il quale “il vino lo fa la terra, e questa terra non ha pari.

Io, attendendo con ansia il vertice di lunedì mattina a Barolo, ho deciso di portarmi avanti, per cui arriverò nella sacra terra di Langa domenica mattina. Per volermi bene e regalarmi alcuni momenti di gioia suprema. In primis il pranzo, tajarin come se piovesse, nel ristorante del mio cuore in Langa, Da Felicin a Monforte d’Alba, dai cari amici Silvia e Nino Rocca, poi una scappatina, ancora a Monforte, a Marina ed Elio Grasso, poi la visita, a La Morra, in una cantina dove non sono mai stato e dove sono stato precettato, per domani alle 17, da un amico profesur e vignaiolo, quindi la cena non so ancora dove, come e perché.

Quindi dopo la promenade tra Barolo e Champagne, il pomeriggio di lunedì 27, prima di tornare a casa (ma ad Alba tornerò di nuovo il primo aprile e non per uno scherzo, ma per Grandi Langhe – Nebbiolo Prima, rimanendoci sino al 5) farò una visita al mio Barolo del cuore, Monsù Monprivato, nella storica cantina, a Monchiero, di Mauro Mascarello e della sua famiglia.


Ma non sono escluse, tempi stretti permettendo, deviazioni e divagazioni, a Novello e a Barolo, dove anni fa ebbi l’idea di questo sito Internet, che riporta ancora i miei testi originali.

Il Barolo (a proposito, vi ricordo ancora la degustazione degli ottimi vini di Sobrero che condurrò il 19 aprile a Varese) è una cosa unica e meravigliosa ed il suo incontro con lo Champagne, un incontro al vertice tra due re, due imperatori del vino, sarà comunque un successo.

P.S.
Peccato, doppiamente peccato, anzi, dommage & darmagi, che Giorgio Gaber sia morto, accidenti. Fosse ancora vivo, magari riusciremmo a convincerlo a modificare la sua immortale Barbera e Champagne in Barolo e Champagne!

Attenzione!

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15 pensieri su “Barolo e Champagne: gemellaggio in sacra terra di Langa

  1. Quando il gioco si fa duro è allora che i duri cominciano a giocare.Complimenti a parte ,visto che conosce entrambi i due esclusi eccellenti che,anche per me ,sono punto di riferimento nelle sacre terre del Barolo,e che ottengono i loro vini top(Ca’ de Morissio e Vignolo,in due vigne confinanti quale interpretazione preferisce e quali,se ce ne sono ,le differenze tra i due.Grazie anticipa e……buon fine settimana in compagnia di nobili tannini piacevolmente rimossi dal loro naturale detergente ovvero sua maestà lo champagne .Francesco Mondelli

  2. Caro Franco, ti scrivo con schietta invidia – non tanto per le degustazioni (straordinarie, ma io sono avviata sulla strada dell’astinenza) – per la bella terra di Barolo che non visito da almeno quattro anni. Ti scrivo soprattutto per dirti che … sì, Gaber è morto, ma qui nella terra di Montalcino incontro spesso al mattino, al bar per un caffè, un musicista straordinario – Luca Ravagni – che con Gaber ha suonato a lungo (sax, clarino). Insomma a ognuno la sua musica … eh?
    Buoni assaggi e salutami Rinaldi

  3. Immagino che lei abbia messo i nomi delle aziende baroliste di cui ci sarà un rappresentate oppure, che so, Bartolo Mascarello è resuscitato per l’occasione? (in questo caso credo che sarà piuttosto presente la figlia Maria Teresa…)

    • é inutile che faccia il fenomeno… da baraccone, con me. Se lei é ignorante e ignora che anche dopo la morte di Bartolo e con il passaggio della conduzione dell’azienda agricola nelle mani della figlia Maria Teresa la cantina continua a chiamarsi Bartolo Mascarello, sono problemi suoi, di sua scarsa informazione e deformazione mentale. Forse dovuta all’incontro i” Barolo” dei Barolo boys. Si beva un Monvigliero di Comm.G.B.Burlotto, un Barolo di Beppe Rinaldi e cerchi di rifarsi un palato e un’attendibilità come interlocutore serio.
      Altrimenti é solo un cialtronesco provocatore..

        • cretino, a dire metà del suo nome: ho riportato esattamente il testo pubblicato sulla locandina della manifestazione fatta dai francesi. Taccia, capra!

      • si ma Lei ha scrito una cosa diversa….

        “12 protagonisti del Barolo che corrispondono ai seguenti nomi:” ( forse era 12 protagonisti del Barolo di aziende che corrispondono al seguente nome?)

        x me la lingua ha un valore importante e sono convinto che vada usata nel giusto modo. ahahaah quante scemenze nel suo commento di risposta, poveretto, bravo lei è l’unico intenditore di Barolo, ahahahaahah

        P.S.: x me anche da quando il “capo” è Maria Teresa la qualità dei Barolo dell’azienda Bartolo Mascarello è sublime. Forse il mio preferito nella denominazione, dove comunque non mancano certo altre punte di diamante

        • perchè poi si finisce a dire cose (già sentite ampiamente) tipo: il giudice Borsellino è stato giustiziato a Palermo etc etc invece che dire assassinato…. così che la lingua perda 1 termine, ovvero giustiziato non ha più il significato intrinseco che gli da il dizionario. ci pensi.

          • ci penso, ci penso, penso e ripenso e mi chiedo: perché ho lettori imbecilli come lei? Cosa ho fatto per meritarmi tale iattura?
            Ho capito: lei non beve i vini di Maria Teresa, beve vini all’altezza e degni della sua personalità da pirla.

    • …………perchè poi si finisce a dire cose (già sentite ampiamente) tipo: il giudice Borsellino è stato giustiziato a Palermo etc etc invece che dire assassinato…. così che la lingua perda 1 termine, ovvero giustiziato non ha più il significato intrinseco che gli da il dizionario. ci pensi.

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