Domani sera a Villa d’Adda per un grande caffè letterario!


Terrorismo, musica, vita e anche vino in una serata da ricordare…

Devo molto all’amico Marco Vannucci, autore dell’acuto blog Politichiamo. Gli devo avermi restituito l’orgoglio di un’identità politica, di destra sociale, anzi missina. La nostalgia, non certo del Fascismo (sono troppo giovane per averlo conosciuto e molto probabilmente se avessi vissuto sotto il Regime sarei stato un oppositore, un tipo da fronda fascista alla Berto Ricci) ma di un partito, che per me è stata soprattutto una comunità umana, come il Movimento Sociale Italiano.

Gli devo avermi restituito la tentazione d’impegnarmi, a 60 anni, in campo politico, scegliendo di partecipare, il prossimo 23 aprile, il giorno dopo volerò a Londra per tre giorni, a questo meeting.

Gli devo l’aver avuto il fegato di invitarmi, lo scorso 29 dicembre, al Caffè letterario organizzato dal Comune di Villa d’Adda, in collaborazione con l’Associazione Passioni & Futuro, (segretaria e tesoriere la bravissima Loretta Aldeni) e la Biblioteca comunale di Villa d’Adda, di cui Loretta si occupa con dolce tenacia. Una serata indimenticabile, nel corso della quale Marco riuscì con grande intelligenza e tatto a farmi raccontare, con emozionato distacco, come se la cosa non riguardasse me, ma altra persona, le mie personali disavventure, vissute nel corso dell’annus horribilis 2016.

Con Marco ci s’incontrò per la prima volta quella sera, a seguito di precedenti lunghi colloqui telefonici e via Facebook (che non è solo quella cosa turpe che spesso verifichiamo essere) ma fu subito amicizia, condivisione di sentimenti, sogni, speranze, indignazioni e utopie politiche, vissute da chi, a 60 anni, non smette di essere un po’ Don Chisciotte e non si rassegna. Non si arrende. Anche se è abituato da una vita a stare…, come diceva il sommo Piero Buscaroli, dalla parte dei vinti. Ma a testa alta, senza mai chinare il capo.

Fu davvero emozionante per me quella sera trovarmi a Villa d’Adda, il borgo collinare con pochi vigneti terrazzati, ma in passato erano molti di più, da cui si ottengono sorprendenti vini. Bello e commovente vedere tra il folto pubblico di persone che rimasero fino a mezzanotte a discutere di giovani, Europa, euro, Italia, e politica e classe politica indegne di questo Paese, Antonella, la vedova dell’indimenticabile collega e amico Francesco Arrigoni, cronista del vino e anche wine blogger, troppo presto volato nel cielo dei giusti, che proprio Villa d’Adda aveva scelto come suo ben retiro.

E mi ripromisi di tornare presto, e capire meglio cosa ci fosse d’interessante e di moderno, ma antico al tempo stesso, da scoprire in questo borgo poco lontano da un luogo celeberrimo come Sotto il Monte, luogo di nascita di Papa Giovanni XXIII, e da Calusco d’Adda, dove uno che conosco bene (ma lo conosco?) da 60 anni, si aggirava confuso, andando su e giù lungo un ponte, in cerca di risposte e del giusto sentiment, il 13 luglio di quasi un anno orsono.

A Villa d’Adda tornerò, domani, e questa volta sarà un’intera giornata o quasi che vi passerò. In mattinata e nel pomeriggio per motivi vinicoli, per visitare questa azienda agricola, che oggi produce un ottimo Pinot nero, a lui dedicato, proprio su prezioso suggerimento di Franz, e un paio d’altre, perché uno studio ambientale documenta la vocazione vitivinicola del borgo.

E la sera, prima di partire alla volta del Piemonte, dove rimarrò per due eventi, Taste Alto Piemonte e Grandi LangheNebbiolo Prima, fino al 5 aprile, per una nuova edizione del Caffè Letterario, che si annuncia, unico punto debole la presenza del sottoscritto, entusiasmante.

Difatti, stimolati dal buon Vannucci, a Villa d’Adda ci saranno due nomi di assoluto rilievo. Quello di una persona molto importante nell’ambito dell’Aiviter, Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e dell’eversione contro l’ordinamento costituzionale dello Stato, Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi Torregiani, trucidato a Milano da un commando di Proletari Armati per il Comunismo, innescato dal comunista criminale e assassino Cesare Battisti, che sebbene “arrestato come mandante dell’omicidio di Torregiani e riconosciuto colpevole dell’omicidio di Sabbadin, condannato all’ergastolo, evade e tuttora è latitante, prima in Francia e poi in Brasile”.

Come si legge sul sito Aiviter, “Pierluigi Torregiani la sera del 22 gennaio 1979 è in una pizzeria con i suoi gioielli portati ad una dimostrazione televisiva, ma nel locale entrano dei rapinatori. Torregiani è minacciato, reagisce con la sua arma e ne consegue una sparatoria che conta morti e feriti.
Il 16 febbraio successivo davanti al suo negozio un commando terrorista lo aspetta. Nel conflitto a fuoco che si genera muore lo stesso Torregiani ed il figlio Alberto, che lo accompagnava, viene ferito gravemente e rimarrà paralizzato. Lascia la moglie Elena e tre figli”, tra cui Alberto.

E poi a Villa d’Adda ci sarà, ho proposto io a Vannucci d’invitarlo, ho avuto la gioia di conoscerlo a Milano, il 3 febbraio, in occasione di una commovente Giornata della Memoria, Roberto Durkovic, un geniale cantautore e musicista milanese – praghese, Da oltre 10 anni ha iniziato la collaborazione artistica con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Nei suoi concerti Roberto fonde armoniosamente raffinato cantautorato italiano e musiche della tradizione tzigana.

E tra le sue esperienze vanta quella di aver suonato davanti ad un Santo, un eroe, un vero Pontefice non una sua parodia, Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Woityla.

Preso di mezzo ad autentici personaggi e artisti del genere, che hanno veramente conosciuto l’esperienza del dolore e del difficile ma non impossibile dialogo tra culture diverse, che sono davvero uomini e artisti a parte intera, come potrò avere la faccia di tolla di rispondere e dire la mia (su una cosa tutto sommato molto più leggera come il vino e il variopinto universo che gli gira attorno) una volta chiamato a parlare da Vannucci?
Non sarà molto meglio invece, e farò fatica a farlo, chiacchierone come sono, esercitare il sublime esercizio dell’ascoltare, e cercare di trarre profitto da quello che Torregiani e Durkovic ci racconteranno?

Ascoltare e magari tenere idealmente come mentale sottofondo le Danze tzigane del sommo Johannes Brahms, cui magari un Caffè letterario come questo non sarebbe dispiaciuto?

Comunque vada, di una cosa sono persuaso: che sarà una grande serata, una magnifica occasione per crescere, capire, imparare e ringraziare i potenti Dei di non avermi ancora chiamato tra loro e di lasciarmi ancora su questa terra a cercare di vivere, come avrebbe detto Mario Luzi, una vita fedele alla vita

Attenzione!

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2 pensieri su “Domani sera a Villa d’Adda per un grande caffè letterario!

    • No Alberto, non devo spiegazioni né a lei, né a nessuno.
      Una cosa é certa: di fronte a questa Italia ridotta a quella povera e triste cosa che é, non provare la tentazione di impegnarsi, anche politicamente, per provare a cambiarla (in meglio ovviamente) mi fa pensare che chi non sente prudere le mani e non voglia tirarsi su le maniche sia ignavo, indifferente, senza attributi. O che sia complice o tragga vantaggi da questo indegno regime del putridume fatto sistema

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