Oggi le comiche: Pecchenino presidente del Consorzio Barolo Barbaresco?


Un Consorzio che fu grande oggi alla deriva

Leggo su un comunicato stampa che mi é arrivato: “il presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Orlando Pecchenino”. Come????

Mi ero distratto un po’, sapevo che questo Consorzio era ridotto ai minimi termini, che nel mondo del Barolo regna una confusione sovrana, che i miei amici tradizionalisti si sono rotti le scatole di lottare contro i poteri forti del vino, ma non avrei mai immaginato che potesse diventare Presidente di un Consorzio che fu grande e ora é definitivamente diventato cosa triste, una persona che al mondo del Barolo é approdata da così poco. Troppo poco…

E che ci é arrivata dopo essersi “distinta”, se così si può dire, insieme ad altri, come dolcettista di Dogliani nella lettura più assurda e intollerabile del Dolcetto, il Dolcetto di Dogliani barricato, potente, legnoso, massiccio, concentrato o figlio del concentratore, imbevibile, negazione dell’idea stessa di bevibilità e piacevolezza del Dolcetto.

E ora costui, il Pecchenino, (qui sopra ritratto) che nel contempo si è comprato qualche ettaro di vigna nella zona del Barolo é diventato presidente della più prestigiosa Docg italiana? Questo nonostante sia finito sotto indagine da parte della Procura di Cuneo? E non per una bagatella ma per una cosa molto seria…

Ma siamo matti? Ma chi l’ha voluto, chi l’ha votato, perché il mondo del Barolo sano, che c’é ancora, non si é opposto a questa follia? Chi sono i responsabili di questa scelta allucinante? Il solito Monsù Gaja come gran burattinaio dietro le quinte? Pio Boffa, la Marchesi di Barolo, magari Martini e Terre da Vino o chi altro?

Un solo pensiero mi solleva: che i carissimi Baldo Cappellano, Bartolo Mascarello, Giovanni Conterno, Aldo Conterno, Giacinto Brovia, el cunt Paolo Cordero di Montezemolo, Renato Ratti, Elvio Cogno, ovvero le colonne portanti di una storia meravigliosa e unica, non siano qui ad assistere a tanto sfacelo e svaccamento.

Sono costernato, esterrefatto, senza parole.. Nauseato.

Stasera cambio programma: niente Champagne per celebrare la fine di un amore contrastato, ma Barolo. Alla sua massima essenza.
Mi stapperò un meraviglioso 1999 di un interprete sommo del più grande vino base Nebbiolo del mondo, parlo del Barolo riserva Vignolo 1999 di Cavallotto, e pregherò Bacco che salvi la Langa, le colline care a Pavese e Fenoglio, a Giovanni Arpino, quel mondo magico al quale ho dedicato tanti anni della mia vita di cronista del vino, dall’impazzimento totale, dalla perdita di identità, dallo stravolgimento…

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog

http://www.lemillebolleblog.it/

8 pensieri su “Oggi le comiche: Pecchenino presidente del Consorzio Barolo Barbaresco?

  1. Franco non sono d’accordo!
    Conosco Orlando Pecchenino e mi spiace tanto che sia troppo tempo che non lo incontro. Ho continuato ad assaggiare i suoi vini e ad apprezzare enormemente il lavoro di Orlando Pecchenino, vinificatore brillante, tra i più seri e consapevoli di Langa, capace di produrre superbi Dolcetto (non rimanere, Franco, fisso alla delusione di quel Sirì dJermu 2000), ottimi Barolo (dal 2004! …non proprio da ieri), persino un grande Pinot Nero, almeno nelle annate giuste. Ambizioso, continuo, meticoloso, scrupoloso. Stimo Orlando Pecchenino anche oltre la sua attività e i suoi risultati, per la sua coerenza, la sua ritrosia, il suo garbo, la sua attenzione, il suo saper essere PERBENE. Si è già impegnato in impieghi consortili e in progetti più estesi per la valorizzazione di Dogliani, e in quelle occasioni ho apprezzato la sua misura e la sua lungimiranza. Chi lo ha votato, evidentemente, lo conosce per quello che è. Non per quello che “si dice”. Non c’è nulla di allucinate in questa scelta. Sarà un ottimo presidente, affidabile per tutti, che ha nulla da invidiare a chi lo ha preceduto in questo ruolo tanto oneroso ed onorevole.
    Mi spiace quindi che usi con lui toni ancora così graffianti. Ti esorto a “non confondere il sapere col sospetto” come cantava Ivano Fossati ” e quest’ora passerà”.
    Buonanotte e abbracci, a destra e a manca

    • Pigi carissimo, sai in quale considerazione, massima, io tenga il tuo punto di vista, il tuo sapere di Langa.
      A pelle mi fiderei, ma…
      Ricordo che già altre volte in passato abbiamo avuto amichevoli discussioni registrando diversissimi punti di vista in merito alla cosiddetta nouvelle vague doglianese, e alla figlia del grande Giorgio Bocca.
      Ricordo bene il loro intollerante disprezzo, parlo anche di un certo Bruno che oggi mi pare si dedichi ad altro, e ad una certa Anna Maria, nei confronti del mio dissenso rispetto al loro percorso e sensibilità dolcettista, culminato in uno “stronzo” che mi disse aggressiva in faccia, madamoiselle Nicoletta.
      Ricordo come fosse adesso quel giorno a Milano, durante una degustazione dolcettista doglianese, dove ebbi la sensazione netta che la “banda” fosse sul punto di aggredirmi fisicamente.
      Sarà come dici tu, ma Pecchenino presidente del Consorzio Barolo mi sembra una bestemmia, un’assurdità e mi chiedo cos’abbiano provato a fare i nostri amici Maria Teresa, Beppe, Augusto, Mauro, Alfio, Fabio, per tentare di impedire questa iattura.
      Mi consola, come ho scritto, sapere che a Baldo & Bartolo sia risparmiato questo spettacolo osceno di un Consorzio che sembra un fantasma, che non invia mai uno straccio di una comunicazione, che affida le proprie sorti ad un Pecchenino di turno…
      Che tristezza, che degrado…
      Vedremo come si comporterà Pecchenino, toccato da un’inchiesta pesante che avrebbe dovuto indurlo a fare un passo indietro e che invece lo vede tenacemente attaccato alla carica come una cozza allo scoglio.
      Io sono intellettualmente tanto onesto da essere disponibile ad un incontro con lui, ad ascoltare le sue ragioni, ad assaggiare, senza arrière pensées, i suoi vini di oggi. Ma sono pronto a scommettere, conoscendolo un po’, che lui farà finta di niente, perché tanto per lui uno come Ziliani non conta niente… Ma dimentica che ancora tanti lettori mi seguono e si fidano di quello che scrivo.
      Alla sua intelligenza provare a smentire il mio profondo scetticismo…

  2. Ziliani amo leggere le sue note!
    Ogni giorno accedo al suo blog sperando di trovarla incazzata come una iena a sputar fiele a destra e a manca, a sbraitare contro questo oppure quello… e spesso vengo soddisfatto!
    Altrettanto divertente ed istruttivo (oppure legga “e distruttivo”), ascoltare le sue suppliche ai vari malcapitati personaggi, ai quali offre un colloquio, un confronto, per dispensare la sua infinita saggezza… (cit.: “Io sono intellettualmente tanto onesto da essere disponibile ad un incontro con lui, ad ascoltare le sue ragioni..”).
    Ziliani, non cambi mai! Anzi si faccia invitare più spesso da questa gentaglia del vino, e si paghi albergo e cena, poi beva male e mangi peggio, che mi diverte un sacco!

    • non devo certo cambiare per fare piacere ad una persona come lei che dimostra di avere le idee confuse, di litigare con la lingua italiana e di venire solo qui a provocare… Alla larga! C’é intra… perfetto per quelli come voi…
      Capisco bene che lei rasenta l’analfabetismo, magari di ritorno, ma parlare di mie “suppliche ai vari malcapitati personaggi” é non solo ridicolo, ma falso e inventato di sana pianta. Tali suppliche esistono solo nella sua devastata fantasia

  3. Carissimo,
    ho letto solo oggi il tuo articolo e noto che ti ricordi di noi solo per citazioni poco amichevoli. Pazienza!
    I nostri rapporti con il Consorzio del Barolo si limitano al pagamento delle fatture e poco altro e non apparteniamo né alla corrente di Pecchenino né a quella dei suoi denigratori. Buon lavoro

    • Buon per voi Piero. Essere sostenitori di un personaggio, che secondo me non avrebbe MAI dovuto diventare presidente di un Consorzio del Barolo, seppure decaduto e ridotto a quasi nulla come questo, come é l’attuale immagino sia imbarazzante.
      Ancora di più dopo la vicenda, scabrosa e ben poco commendevole, che l’ha visto protagonista, attaccato come una cozza allo scoglio, alla poltrona di presidente, senza avere la dignità di dimettersi….
      Ti dirò una cosa Piero: sono transitato tre volte davanti alla cantina di Terre da Vino e devo riconoscere oggi, dopo averla definita invasiva o peggio, che quella struttura arreca meno oltraggio al paesaggio circostante della vomitevole doppia scatola di scarpe posta sui Cannubi, proprio di fronte a voi.
      E decisamente meno della cantina di un noto produttore di Barolo moderni, posta proprio in un luogo, la piccola rotonda venendo da Barolo per andare a Monforte d’Alba, che grida vendetta al cospetto di Bacco. Ma poiché il produttore (cui auguro di cuore tanta salute) é un intoccabile, tutti zitti… Viva la libertà, ma non troppo, mi raccomando…

  4. Gent. mo sig. Ziliani,

    io sono un giovane piemontese solamente da qualche anno appassionato dei vini del monferrato e delle langhe. Sono dal 2014 cliente di Maria Teresa Mascarello la quale gentilmente mi mette da parte ogni anno 4 bt del suo Barolo, quello non imbellettato come diceva Bartolo, insomma il vero Barolo come tradizione vuole. Quest’anno in occasione della mia visita settembrina alla cantina al medesimo orario di appuntamento c’era una coppia di ragazzi milanesi, credo titolari di qualche enoteca o ristorante.
    Il ragazzo americano che ora lavora da Maria Teresa dal 2010, alla domanda della coppia se si fosse potuta avere qualche bottiglie, ha dato una risposta che mi ha un po raggelato: “dovete pregare che muoia qualcuno, tutte le bottiglie hanno già un’assegnazione, anche per gli anni futuri.”
    Ora, prendo spunto da questo episodio per condividere con Lei una riflessione; partendo dal presupposto che la natura non va forzata e le bottiglie prodotte/anno sono quelle e non si possono aumentare visti anche i soli 4.5 ha di proprietà, non sarebbe giusto “concedere” qualche bottiglia in più anche a nuovi clienti e magari darne meno a fornitori disonesti che poi rivendono queste bottiglie a prezzi folli? Ricordo di un altro Suo articolo ove si parlava del Barolo di Bartolo 2011 venduto a 150 euro. Per non parlare poi delle etichette disegnate ….
    La stessa cosa capitata qualche tempo fa con la riserva Rocchette 2007 del cav. Accomasso, mio amico e fornitore dal 2015. Gli dissi tempo fa di aver visto la suddetta bottiglia su di uno scaffale di una notissima enoteca di Alba in via Vittorio Emanuele ad euro 122.00 iva esclusa; un vino che esce dal produttore ad euro 30,00 la bottiglia. Accomasso è uno che non se lo fa dire 2 volte, quell’ enotecaro non ha più visto manco una buta vuota del cavaliere da quel momento…
    La ringrazio in anticipo dell’ attenzione che mi vorrà dedicare e La saluto cordialmente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *