Perché Carrera e Cronache di gusto raccontano, anzi non raccontano, balle?

A proposito di una presunta “collaborazione tra Oscar Farinetti e Walter Massa”

Questo pomeriggio diciamo che il mio amato Piemonte mi sta facendo girare le palle. Preciso, il mio amato mondo del vino piemontese, una parte del mondo del vino piemontese, mi sta facendo incazzare.

Prima scopro, e ne ho scritto qui, che tale Pecchenino Orlando, uno che mi onoro di avere criticato 15 anni orsono, quando era solo un discutibile produttore di Dolcetto di Dogliani oggi Dogliani Docg, è diventato, non ci posso credere, addirittura Presidente del Consorzio del Barolo Barbaresco, ecc.

E che continua ad essere tale, anche se è finito nel mirino della Procura di Cuneo per una vicenda che se fosse vera, sarebbe ben poco commendevole. E per la quale il Pecchenino, se avesse un minimo di buongusto, si sarebbe dimesso dalla sua impegnativa carica. Cosa che avrebbero dovuto chiedergli di fare, con urgenza, i produttori langhetti. Che evidentemente dormono o sono distratti o chissà che…

Poi, sempre questo pomeriggio, ho scoperto, e sono costernato e affranto, che uno dei più grandi personaggi del mondo del vino di Langa, l’indimenticabile portabandiera del vero Dolcetto di Dogliani, Quinto Chionetti, lo scorso settembre se n’è andato. E nessuno dei miei amici barolisti, dei ristoratori langhetti amici che sapevano quanto fossi legato a Quinto, quanto gli volessi bene e che lui mi onorava della sua considerazione e stima, ha pensato bene di informarmi della cosa. E così io non ho potuto essere presente, come ho fatto invece, quando sono mancati altri portabandiera della Langa che amo, Bartolo Mascarello, Teobaldo Cappellano, Giovanni Conterno, all’ultimo saluto. E questa cosa mi procura un dolore lacerante.
Colpa mia, certo, che causa la mia fottuta depressione per mesi e mesi mi sono estraniato dal mondo del vino, non leggevo, non scrivevo, non degustavo, non mi tenevo informato, cercavo solo di sopravvivere giorno dopo giorno, ma anche colpa, accidenti, di chi non mi ha detto niente!

Infine, e ormai il giramento di palle era vorticoso, un crescendo rossiniano, un turbinio, mi è capitato di leggere su un sito Internet che non stimo affatto, quello diretto dal furbetto Fabrizio “carriera” Carrera, una notizia che voleva essere uno scoop, ma che invece…

Titolo: Oscar Farinetti farà un Timorasso. E acquista vigneti con Walter Massa. E nel corpo del testo ci si spingeva ancora oltre scrivendo: “Un’amicizia nel segno della passione per il vino prima che un accordo tra cantine e produttori. Con questo spirito nasce una collaborazione tra Oscar Farinetti e Walter Massa”.  E ancora: “Una joint venture nata sull’onda dell’amicizia e della stima reciproca tra i Farinetti e Massa”.

Il tempo di farmi prendere da un conato di vomito, urlando “ma come, anche Walter si fa catturare dal richiamo del pifferaio con i baffi, del miliardario rosso, del Berlusconi della sinistra, dell’imprenditore culo e camicia con un certo Renzi”, nonché sodale di una donna, che non voglio nemmeno nominare tanto mi è insopportabile, che sarebbe, secondo certa stampa, simbolo della Valpolicella, ma intanto produce Brunello di Montalcino e altri vini in Toscana, e ricopre il ruolo di consigliera nel Consorzio del Brunello stesso, che mi è venuta una semplice idea.
Perché non telefonare al mio vecchio amico Walter Massa e chiedergli se fosse impazzito oppure no?
Detto fatto, e dopo i saluti, la mia domanda aggressiva: ma sei fuori di testa a fare una joint venture con “un certo Farinetti”?

La risposta, tranchante, ha sgombrato ogni dubbio: “Franco, nessuna collaborazione con Farinetti, lui ha acquistato vigneti nel mio paese, a Monleale, e anch’io ho acquistato altri vigneti, ma ad ognuno il suo, nulla che ci veda coinvolti. Domani stesso mi darò da fare per smentire la notizia e mettere le cose a posto”.
Rinfrancato dalla risposta e confidando nella sincerità e onestà di Walter, che è un galantuomo e una persona perbene, prima di essere il re del Timorasso, sono tornato a leggere l’articolo di “Cronache di…disgusto” e mi sono fatto questa domanda, che giro anche a voi lettori e giro, se vorrà rispondere, all’interessato: sor Carr(i)era, ma perché racconta balle?

E come pensa, sor Carr(i)era, di essere preso sul serio, considerato un comunicatore del vino credibile, un titolare di un sito dove spesso la pubblicità sembra dettare lo spirito degli articoli, suggerire la linea redazionale, quando invece racconta frottole prontamente smentibili? Perché fa il cuntaball?

Sa cosa mi ha fatto pensare il suo pseudo scoop? Che avesse assolutamente ragione il mio caro amico e confrère franco-belga Hervé Lalau quando ieri sul sito Internet Les 5 du vin, segnava il netto discrimine tra giornalisti del vino e blogger influencer, in un articolo capolavoro e da applausi che vi invito a leggere.

Non ho alcun dubbio da quale parte situarla Carr(i)era: non certo dalla parte dei giornalisti che fanno informazione seria, credibile, documentata… Forza, intoni questa vecchia canzone del Casco d’oro, di Caterina Caselli… Le sta proprio a pennello…

Attenzione!

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28 pensieri su “Perché Carrera e Cronache di gusto raccontano, anzi non raccontano, balle?

  1. Caro Ziliani, capisco che un blog debba essere sapido e magari anche piccante, ma questa notizia che dai e (vivaddio) smentisci – che un produttore di cui stimi lavoro e risultati nel bicchiere (e mi fido di te!) si sarebbe confuso con un certo altro produttore più ‘medio’ – ha una sola, e banale, risposta.
    Ti faccio un esempio, così anche una capatosta, come la tua, capisce meglio.
    Io (scusa l’autobiografia) sono una mangiatrice di lenticchie: mi piacciono molto e le uso quasi quotidianamente, in tutte le ‘salse’.
    Però sono anche una abbastanza attenta a mangiare sano, perciò cerco di mangiare le migliori lenticchie del mondo (si fa per dire).
    Le vorrei nostrane e immuni dal gliphosato (un veleno con cui noi europei ci ostiniamo a irrorare campi, vigne, e quant’altro) … Perciò io voglio la lenticchia immune e nostrana. I lenticchia addict stanno crescendo e siamo diventati una nicchia di mercato interessante.
    Ma … cosa fanno i disonesti?
    Mescolano la lenticchia nostrale (che vale e costa di più) con quella canadese – che anche se parla ingles e un orribile francese è una coltura che controbilancia la minore luce con abbondante chimica e vale di meno – poi chi mescola la lenticchia esotica (tanta) con (poca) lenticchia autoctona, scrive e vanta ciò che vuole, cioè “agricoltura italiana” (che noi sappiamo essere meglio controllata).
    Che cosa voglio dire: se in una doc c’è qualcuno che magari fa numeri piccoli ma roba buonissima, può succedere che qualcun’altro – magari animato da spirito di emulazione – cerchi di mescolare un po’ le carte per appropriarsi della luce (e del prezzo) di chi ha già una reputazione eccellente.
    E oggi, caro Ziliani un po’ Biancaneve, la reputazione è tutto, ha valore di mercato, ti distingue da un altro .
    Oggi anche le cicale si travestirebbero volentieri da formiche, pur di vendere a caro prezzo una verginità che non è nemmeno mai stata.
    (“Signora mia, non è più il mondo di una volta …”)

  2. Ziliani, vuole per caso dire che quello dal naso lungo sarebbe il vignaiolo di Monleale?
    Mi permette di invitarla a pensare che nel mondo del vino di oggi c’é di tutto e ovviamente, ci sono ancora dei ‘bravissimi’ che danno via … l’anima per chissacché ..?
    Ci pensi e non mandi il cervello… all’ammasso… 🙂

    • assolutamente nulla, ma perché Walter Massa non mi ha detto quello che mi ha detto ieri sera al telefono Oscar Farinetti, ovvero?
      Il problema se lo risolva,se riesce, “un certo Massa”, che si mettesse a posto con la propria coscienza.
      A me fa pensare a quelli che votavano DC o Forza Italia e poi avevano vergogna di confessarlo…
      O quelli che vanno a…..e e poi tornano a casa dalla mogliettina e la domenica vanno in chiesa come nulla fosse…

      • Potrebbe essere semplicemente che, anche se le da l’onore di essere un suo “amico”. Il Walter Massa abbia voluto tenerla alla larga dalla verità ? A quale scopo non lo chieda a me, ma a se stesso.

        • Graziano, mi scusi, Walter Massa chi? Non conosco, non so di chi stia parlando…
          Che sia forse un tale, di cui dicono sia un t(r)ombeur de femmes, che produrrebbe un vino bianco in provincia di Alessandria (non ricordo il nome, da quale uva? Non saprei) la cui etichetta in un prossimo futuro potrebbe ipoteticamente, ma é proprio un ragionamento per assurdo lontano anni luce dalla realtà, essere questa?
          Ma no, escludo che possa esserlo, questo é un giochino, una cosa fatta pour rigoler, il Massa in oggetto é una persona seria, perdiana!

  3. dieci minuti fa ho finito una conversazione con Fabrizio Carrera, l’autore dello “scoop” sulla Massa & Farinetti joint venture (ieri alle 21.45 avevo parlato con l’amicone di Renzi e avevo capito quanto fossi stato fesso e boccalone), conversazione nella quale ho invitato il responsabile di Cronache di gusto a querelarmi, perché avrebbe tutte le ragioni di farlo, perché l’ho accusato di pubblicare notizie false, mentre invece, purtroppo, erano vere…
    E ho capito che il bugiardo, il Pinocchio gigante, non era il giornalista siciliano, il cui sito Internet e il cui modello di comunicazione continuano a non piacermi, ma altra persona non identificata e non identificabile. Sconosicuta.
    Farinetti, che continua a non piacermi in alcun modo, anche se al telefono con me ha fatto il compagnone simpatico (ma casca male: io resto “un certo Ziliani” e non ho intenzione di fare il suo compagno di merende..), mi ha chiarito le cose.
    Poi ho fatto altre telefonate, ho avuto altri riscontri e ho concluso che con me, in sintesi, il vignaiolo di Monleale, il fiero portabandiera dei vignaioli naturali che non accettano compromessi ), ha chiuso.
    Per me la sua cantina, i suoi vini hanno cessato di esistere.
    E bravo mister Timorasso che mi ha davvero scassato ‘o ca…sso…

  4. Scusate, ma non seguo il filo logico. In sostanza, cio’ che scrive Carrera è vero o no? A leggere l’artivolo, parrebbe di no. A leggere i commenti, parrebbe di si. Mi sono perso un pezzo?
    Essendo i commenti scritti temporalmente dopo..prendo per buoni questi. Indi Ziliani ha preso l’ennesimo granchio?
    Ziliani, ma la figura di palta clamorosa fatta con Intravino lo scorso anno (Champagne vs Franciacorta) non le ha insegnato nulla? Non trova che sarebbe serio informarsi bene, prima di dare del bugiardo ai colleghi?
    Diamine, sto sito è ormai divenuto come il TG4 di Fede. Lo si guarda perche fa ridere….

    PS commentare e degustare i vini non sulla base della qualità degli stessi ma in base alla simpatia / amicizia (presunta, mi verrebbe da dire) col produttore è molto triste.

    • perché dovrei rispondere ad un carneade che viene qui a provocare e tentare di buttare fango sul sottoscritto, sulla mia storia e la mia professionalità?
      Non voglio sprecare tempo con cialtroncelli del genere che mi attribuiscono valutazioni e comportamenti che non mi appartengono.
      Quindi dedico al sor “Matteo Radice”, ammetto che esista veramente un “lettore” con questo nome, questa splendida canzone di Francesco Guccini, e… a culo tutto il resto…

  5. Ziliani lei deve lavorare sodo per rifarsi una reputazione. Non è con post come questi che se la rifarà…. polemica dove serve non a prescindere. E sui vini non sulle persone

    • Maiocco, ma chi cacchio é lei per permettersi di fare un’affermazione tanto arrogante?
      Ma chi crede di essere, Jancis Robinson, Nicolas Belgrage, Hugh Johnson, Michel Bettane, Victor de la Serna?
      No é solo un provocatore da quattro soldi che viene qua a rompere i maroni. Ammesso e non concesso che io debba “rifarmi una reputazione” (andando in giro e incontrando tanta gente mi accorgo che quella reputazione é intatta, anzi superiore alle mie aspettative, dopo il cazzottello ad un sommelier fiorentino, dato nell’ottobre 2015, senza uccidere nessuno) io devo rifarmela, quindi l’avevo e devo recuperarla. Ma lei, carneade cialtroncello, chi la conosce?
      Ma perché non va rompere le palle altrove? Perché non si rifà la bocca con un wine blog a casa, tipo intra… , e evita di leggermi?

  6. Perchè lei mi fa incazzare… ho imparato a bere vino (anche) leggendo quello che lei scriveva. Passo di qui ogni tanto sperando di ritrovare lo Ziliani di un tempo e mi ritrovo polemiche fittizie e poco spazio ai vini. Continuerò a farlo e nel caso a scriverle. Starà a lei leggere i miei commenti e pubblicarli o semplicemente ignorarli.

    • Maiocco, ma perché si incazza? Si prenda una camomilla, si rilegga Wine Report, passi a leggere altri wine blog, ce n’é un fottio, crescono come funghi, ma chissà perché poi tanta gente viene qui a leticare e provocare sul mio!
      Mi deve spiegare perché le polemiche cui ho sempre dedicato e dedico tanto tempo, polemiche che non m’invento, che si alimentano da sole, senza che io le vada a cercare, che ogni giorno regalano motivi per accenderle, polemiche che mi hanno valso il nome di “franco tiratore” (qualcuno invece ebbe ulteriore notorietà grazie al nomignolo di Robert Parker der Tufello che il sottoscritto s’inventò), siano diventate, secondo lei, “fittizie”. Aggettivo che non mi pare scelto con particolare acume, io, avendo capito dove lei voglia andare a parare, le avrei definite accessorie, collaterali, magari gratuite, inutili (non perché non ci sia motivo per crearle, ma perché anche dopo averle create, la Cupola che regge le sorti di gran parte del mondo del vino italiano riesce a fare in modo di attutirle, di dare loro una sorta di sonnifero. O un silenziatore.
      E mi dovrebbe spiegare, visto che é un lettore attento e, incredibile dictu, fedele, perché mai quando io scrivo puramente di vino, con la competenza che mi viene riconosciuta anche da quelli che mi vedono come due dita negli occhi, le visite non si innalzano, cosa che accade quando faccio “casino”, spargo sangue sudore e lacrime, faccio cadere pezzi di… nel ventilatore.
      Allora cari lettori dei miei blog, quale Ziliani volete? Mettetevi d’accordo una volta per tutte e intanto ascoltatevi questo capolavoro di canzone in un’interpretazione.. da brividi..

      • Veda anche in televisione le risse a volte tirano, ma poi stufano e squalificano chi le fà. Una cosa sono le polemiche su uno stile di vino a lei incomprensibile, sulla critica troppo allineata, su politiche vinicole dissennate quali lo snaturamento dei disciplinari etc. Tutt’altra cosa sparare a 0 se non la invitano in albergo o dare di matto se Massa per togliersela dai piedi le ha detto che era tutto falso. Dia retta a me riparta con umiltà. Perchè non prova a smontare il fenomeno dei vini naturali (50% ottimi, 50% porcherie imbevibili anche di produttori importanti), perchè non prova a raccontare il “fenomeno” prosecco? Perchè non va alla ricerca di produttori non mediatici ma da consigliare? Perchè non ritorna nei luoghi di Vino al Vino di Soldati per raccontare cosa è cambiato in 40 anni?

        • Maiocco, non é che forse lei é segretamente innamorato di me?
          Sono così squalificato, sputtanato, ecc. ecc. ma lei, come un innamorato perso, continua a suggerirmi cosa fare, come dovrei evitare errori, cosa dovrei scrivere. Mi spiega questa cosa? Perché perde il suo tempo a seguirmi, leggermi, inviare commenti come un innamorato alla morosa che ha deciso di tagliare con lui ma non sa come dirglielo?
          Guardi, non se la prenda, sono un vecchio reazionario, fascista dirà lei e diranno i suoi amici (dite pure: io me ne frego) che continua a non condividere la.. terza via e continua a preferire le donne. Quindi il suo corteggiamento é davvero senza speranza, mi spiace…
          p.s.
          visto che ha tante idee brillanti, e visto che non scrive nemmeno male, perché non si apre un blog e si mette lei a scrivere le cose che mi suggerisce di scrivere?
          mi stia bene 🙂

          • Ziliani, lasciamo stare questa omofobia d’accatto. Sono felicemente sposato ma ho amici gay che lei ha offeso; quello che scrive poteva al massimo andare bene tra tredicenni ignoranti di venti anni fa. Ora è puro vomito. Ciò detto non ho tempo nè soprattutto le capacità per fare un blog, però di vino mi piace leggere. E come le ho scritto mi fa incazzare lei che avendone le capacità non le usa. Ripeto: più umiltà, meno polemiche inutili, più contenuti, meno egocentrismo, meno baruffe. Strada lunga e difficile, ma se non la vuole percorrere è meglio che chiuda qui. E che si cerchi un altro lavoro o si dedichi alla politica in qualche partitino fascista o grillista.

          • adesso basta Maiocco. Va bene la tolleranza, il rispetto (cosa che io dimostro, non lei, con la sua isterica pretesa di insegnarmi a vivere) per il diverso sentire, ma permettere ad un cialtrone qualsiasi di entrare in casa mia e insultarmi o lasciarlo tranquillamente fare la pupù sul divano di casa, quello non lo consento. E’ masochismo puro. Ed é consentire di ritagliarsi un frammento di visibilità a qualcuno che avrebbe serenamente bisogno di uno psichiatra. O di tornare all’asilo. Pertanto la informo che avendone le “tasche” piene delle sue intemerate rancorose e da aspirante primadonna in età da climaterio, destinerò al posto che si meritano le sue eventuali prossime esternazioni spacciate per commenti. Il cestino, oppure il cesso, che mi sembra davvero essere il loco giusto per ospitarle.
            Spero di essere stato chiaro, si risparmi e mi risparmi tempo. Quello da perdere e già perso con il suo irrecuperabile caso é ampiamente esaurito

          • dimenticavo: se si azzarda una sola altra volta di accostarmi in qualsiasi forma al grillismo e ai pentastellati, la vengo a cercare e la prendo a pedate nel culo
            Io con quel politicante da strapazzo non ho nulla in comune. Mi fa ribrezzo. Mi dia pure del fascista se le garba, o, più correttamente, del missino: non mi offendo affatto, anzi…

        • Massa forse si toglierà dai piedi uno come lei, pedante, noioso, asfissiante. Non me: quando ha avuto bisogno di pubblicare documenti della Fivi e di altre cosa Massa mi é venuto lui a cercare e ora mi direbbe una bugia accomodante per togliermisi dalle palle?
          Questa é una stronzata di cui se avesse un filo di pudore dovrebbe subito scusarmi con me. Ma lei, caro innamorato non corrisposto, non lo farà mai. Perché é un cialtrone

          • Eh, ma poi una ragione l’avra avuta a (s)mentire verso di Lei. Non penso che uno lo fa deliberatamente, cosi come li capita.

          • gentile Tino, vuole aiutarmi e formulare lei delle ipotesi sulla pinocchiata compiuta dal produttore di Monleale (come vede non lo nomino nemmeno più, perché fargli pubblicità: magari se mi promette qualche cassetta di pesche del suo paese in cambio…. 🙂 ) quando gli ho telefonato?
            provo a formulare io qualche ipotesi, delle più assurde e disparate, così tanto per ridere:
            a) stava dormendo, l’ho svegliato e nel dormiveglia mi ha detto roma per toma;
            b) era occupato ad accoppiarsi con una locale produttrice di pesche, gli ho rotto le … e allora per vendetta mi ha detto una bugia sapendo che pensandolo ancora una persona perbene e affidabile avrei abboccato;
            c) mi ha risposto così perché con diabolica sagacia ha pensato che avrei scritto un articolo dove, alla fine, avrebbe avuto un bel po’ di pubblicità gratuita;
            d) si sente già in campagna elettorale, per diventare senatore Piddiota (o povero lui) come gli ha promesso l’amico baffuto di un cialtrone fiorentino (non sto parlando di nessun sommelier, ma di uno che avrebbe ancora il coraggio di fare attività politica) e quindi ha pensato (male) che un battage dove figurasse come una vittima e non come un bugiardo matricolato gli venisse comodo;
            e) non sapeva che il Berlusconi di sinistra, il mercante di utopie, il baffuto ex venditore di lavatrici e tostapane, considera il loro non solo un rapporto di amicizia o una comunione di amorosi sensi, but business;
            f) ha mentito sapendo di mentire;
            g) ha mentito non sapendo di mentire;
            h) é un giocherellone, magari non ha ancora superato la fase adolescenziale, e gli piace prendere per il culo la gente;
            i) voleva dimostrare alla sorella Sindaco, socia al 50% (me l’ha detto lei nel corso di una lunga e noiosa telefonata che mi ha fatto) che anche lui sa prendere decisioni difficili. Tipo quella di mentire spudoratamente ad una persona che gli é sempre stata amica e che, da pirla qual’é, lo considerava serio, affidabile e non ultima cosa, un amico;
            l) ha fatto il patto con il boss di Eataly ma si vergognava ad ammetterlo. Da qui la balla. Un comportamento simile a quello di tanti italiani che votavano DC e magari oggi PD (stesso partito simil a guano di pipistrello) e dicevano che non l’avrebbero mai votata, mai e poi mai. Invece… Scudo Crociato e oggi.. l’aspirante Partito della Nazione.
            Potrei andare avanti con le ipotesi più fantasiose. Lascio a lei individuare se tra queste ci sia o meno una spiegazione che appaga la sua legittima (é anche la mia) curiosità. Oppure lascio a lei fornirci altre chiavi interpretative del comportamento un po’ da Dr. Jekyll & Mr. Hyde di tale W.M.

  7. Guardi che a me della visibilità non frega proprio nulla. Se non le piace non mi pubblichi. Who cares? Accetti il fatto che deve ripartire quasi da 0 smettendo di insultare a destra e massa. Se no i suoi 15 lettori diventeranno 10 e poi 5 e poi 0….

    • questa la pubblico Maiocco, balocco, farlocco, con la testa dura come il cocco: proprio per dimostrare che tra quei pochissimi lettori che mi restano, come dice lei che ovviamente ha accesso ai dati di Google Analytics riguardanti le visite dei miei blog, c’é anche un emerito fessacchiotto. A lei individuare chi sia: mi sa che lo conosce bene. Da quando é nato. Ma esiste davvero o si tratta di un povero troll?

      • Mi firmo con nome e mail quindi tragga lei le conseguenze. Tralascio la serie di insulti gratuiti, anche perchè riceverli da lei è quasi titolo d’onore visto che insulta gente per bene e che nella vita qualche risultato lo ha ottenuto. Quanto ai suoi lettori, perchè non pubblica le sue statistiche?per non imbodarsi con la loda occorre portare dati….

        • che conseguenze dovrei mai trarre, sbruffoncello di un Maiocco dalla testa più dura di una noce di cocco?
          Devo scegliermi il padrino e l’arma, l’ora ed il luogo (ovviamente dietro un cimitero o un convento) del duello?
          Io non l’ho sfidata, non so che (brutta) faccia abbia, non l’ho schiaffeggiata con un guanto, non so nemmeno se lei esista davvero o sia un troll. Ergo niente duello, né all’arma bianca o con pistola.
          Quanto alle statistiche, beh sono cavoli miei e non le pubblico nemmeno sotto tortura. Rispetto la scelta di un collega come Luciano Pignataro di pubblicare le sue, le mie, come fanno la stragrande maggioranza dei giornalisti blogger, me le tengo per me e non vedo perché dovrei renderle note ad un nessuno come lei.
          Poi cosa vuole che sia? Non mi legge nessuno, solo dei perditempo rompi…e come lei, che non avendo meglio da fare sono qui a sfracanare i maroni…

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