Al Vinitaly sbarca per la prima volta la Federazione Russa con i suoi vini

Occasioni d’assaggio da non perdere: viva la Santa Madre Russia!

Mentre il dottor Stranamore, il presidente yankee mostra il suo vero volto imperialista e aggressivo attaccando proditoriamente la Siria e mettendo a serio pericolo, come se non esistessero già innumerevoli focolai di guerra e come se l’Isis ed il mondo islamico non avessero già dichiarato guerra al mondo libero e alle culture occidentali con la loro ideologia mortifera e assassina, la cosiddetta “pace” mondiale, ricevo da un amico questa comunicazione che prontamente giro ai lettori di Vino al vino.
Viva la Santa Madre Russia!
f.z.

Anche il mio invito – per quanto tardivo – promette di essere originale, se non altro perché si tratta della presenza – per la prima volta  a Verona – della Federazione Russa che parteciperà a VInitaly (padiglione D Vininternational, situato tra il padiglione 9 e il SOL) con 18 aziende con oltre 600 vini, tra fermi, spumanti e ice wine prodotti in 5 regioni – Krasnodar, Stavropol, Rostov, Dagesta e Crimea – che utilizzano per la maggior parte vitigni autoctoni davvero sconosciuti e di grande interesse storico, e in misura minore vitigni internazionali.

Dunque quella di Vinitaly rappresenta un’occasione per scoprire i vini di questo Grande Paese, considerato che gli investimenti pubblici e privati nel settore stanno facendo crescere la vitivinicoltura russa sia in termini quantitativi sia qualitativi (troverai alcune informazioni e numeri nel comunicato allegato).

Per questo avrei piacere se – qualora fossi in fiera – potessi organizzarti partecipare alla degustazione di vini rossi autoctoni organizzata per domenica 9 aprile dalle 13,30 alle 14,15 (sala degustazione Vininternational) e guidata dall’esperto di vini russi Vladimir Tsapelik e da Andrea Galanti, Miglior Sommelier d’Italia 2015.

Nella stessa giornata di domenica, nello stand B2 della Federazione Russa, dalle 14,30 alle 15,30, sarà presente anche Sergey Levin, Segretario di Stato e vice ministro dell’Agricoltura, disponibile per interviste sulle politiche di sviluppo della vitivinicoltura russa.

Martedì 11 aprile alle ore 17 è prevista anche una seconda interessante degustazione di vini da vitigni internazionali prodotti in Crimea”.

La Russia è finora rimasta una terra sconosciuta per la produzione di vino anche se la storia dell’enologia, risale ai tempi delle antiche colonie greche (oggi le regioni al Sud della Russia), quando il vino veniva prodotto dai greci con gli stessi autoctoni tramandati fino ad oggi.

Le ultime ricerche svolte dagli enti internazionali hanno confermato che gli autoctoni del Sud della Russia non hanno nessun legame con i vitigni europei e quindi si possono trovare esclusivamente sul territorio russo. Infatti le condizioni climatiche con lunghi e freddi inverni e corte e calde estati unite a  terreni particolari permettono di creare i vini dallo stile inconfondibile.

In Russia si coltivano circa 90.000 ettari di vigneti: la regione Krasnadar, situata al Sud della Russia, è considerata tra i maggiori produttori di vino con 1/3 dei vigneti e della produzione totale nazionale. Anche la Crimea ha un’antica tradizione vitivinicola e oggi si presenta come una zona di produzione di vini di qualità dove attualmente si sperimentano maggiormente i vitigni internazionali.

Favorita dalle nuove politiche vitivinicole di sostegno avviate dalla Federazione Russa – che prevedono di arrivare a 140 mila ettari di vigneto nel 2020 su un potenziale di 200 mila ettari coltivabili – la produzione è aumentata di 13 volte dal 2010 a oggi, e nel 2016 si è attestata intorno a 550 mila tonnellate di uve pari a 370 milioni di litri. Negli ultimi anni la qualità del vino russo è molto cresciuta anche grazie alla presenza di alcuni dei migliori enologi europei invitati a riscoprire e valorizzare le ricche caratteristiche del territorio attraverso i suoi vini e di molti enologi russi rientrati dopo importanti esperienze all’estero. Un nuovo corso che ha inciso anche sulle preferenze dei consumatori: negli ultimi venti anni è diminuito il consumo di superalcolici del 50% a favore di quello del vino cresciuto del 70%.

A Vinitaly sono in programma due Master Class guidate dall’esperto Vladimir Tsapelik e da Andrea Galanti, Miglior Sommelier d’Italia 2015 http://www.vinitaly.com/en/events2017/calendar/vininternational-hall/int-russia/

domenica 9 aprile | ore 13,30-14,15  “Vini autoctoni della Russia”

1) Rkatsiteli Chateau Tamagne 2016 – Kuban-Vino (zona prod. Taman, Krasnodar, vitigno Rkatsiteli) | rosso

2) Krasnostop Chateau Tamagne 2015 – Kuban-Vino (zona prod. Taman, Krasnodar, vitigno Krasnostop) | rosso

3) Tsimlyanskoe Sparkling Red Wine Cossacks Method 2014 – Tsimlyansk Winery (zona prod. Tsimlyansk, Rostov, vitigni Tsimlyanskiy Nero, Plechistik, Krasnostop Zolotovskiy) | rosso, dolce

4) Saperavi Ice Wine 2015 – Fanagoria (zona prod. Taman, Krasnodar, vitigno Saperavi) | rosso, ice wine

 

martedì 11 aprile | ore 17,00-17,45: “Alma Valley Reserve: blending experience”

Partecipa Igor Serdyuk, direttore commerciale di Alma Valley (zona di produzione Crimea)

1) Merlot Reserve 2014 – Alma Valley; 2) Cabernet Sauvignon Reserve 2014 – Alma Valley;

3) Shiraz Reserve 2014 – Alma Valley; 4) Pinot Noir Reserve 2014 – Alma Valley

Na zdrowie!

 

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog

http://www.lemillebolleblog.it/

Un pensiero su “Al Vinitaly sbarca per la prima volta la Federazione Russa con i suoi vini

  1. Buongiorno,
    spero partecipi alle degustazioni e poi ci racconti quali impressioni ne ha tratto.
    Da parte mia ho già avuto modo di assaggiare il Rkatsiteli e il Saperavi di produttori georgiani, e non mi sono dispiaciuti affatto.
    Buon vino
    Michele R.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *