Ritorno a Nizza Monferrato dopo 13 anni


L’eterno ritorno, l’attesa, il ricordo, le emozioni…

«L’idea dell’eterno ritorno (Ewige Wiederkunft des Gleichen) è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che ogni cosa un giorno si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?”.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere.

Vi prego di pensarmi intensamente mercoledì mattina verso le 10.30, perché starò per affrontare delle intense emozioni. E ho bisogno, anche se da lontano, del vostro sostegno. Si tratta, anche in questo caso, di una storia d’amore, una lunga e intensa storia d’amore con una cantina storica e un grande Uomo del vino, che purtroppo ci ha lasciato da tempo, ma ha conservato e conserverà sempre un posto indelebile nel mio cuore.

Ho lungamente frequentato quella persona splendida, che mi onorava della sua considerazione, e, credo, amicizia, ho imparato mille cose dalla sua esperienza, in primo luogo la coerenza, la capacità di resistere alle mode caduche, la volontà ferrea di essere se stessi fino in fondo. Di produrre vini non per compiacere Parker, Wine Spectator, le varie guidette italiche (ricordatevi, come ama dire Gianni Mura, che guida é anagramma di giuda…), ma come terroir, identità vitivinicola della zona di produzione, gusto e savoir faire del produttore, suggeriscono. E impongono, se non si vuole prendere in giro se stessi ed il consumatore.

In quella cantina, di cui ricordo ogni singolo dettaglio e cui mi legano immagini e ricordi meravigliosi, dove ho degustato, ascoltato, imparato cosa sono i grandi vini della tradizione piemontese (siamo ovviamente, non poteva essere diversamente, in Piemonte), non ho più messo piede dopo la scomparsa dell’Uomo e amico e già quando la cantina era stata ceduta ad un gruppo ricco ma incapace di coglierne la storia e l’anima, non avevo voluto tornarci.

E’ dal 2004 che non entro più in quella cantina e domani mattina, quando ci entrerò di nuovo, sollecitato a farlo dalla nuova proprietà, che ha avuto la bontà di invitarmi, lo farò con un’emozione grandissima, e sicuramente un pizzico di commozione, consapevole che non troverò più ad accogliermi il grande Maestro M.P., ma nuove facce e nuova gente, che mi auguro vogliano e sappiano restituire ad antica grandezza un’azienda che é stata nella storia del vino piemontese, e spero ardentemente che torni ad esserlo.
So che mercoledì mattina, oltre alle nuove annate, ad attendermi ci saranno anche tante bottiglie, vecchi millesimi pronti ad emozionarmi e sorprendermi, artigianalmente realizzate, con immensa passione e pazienza in vigna e cantina, da quella persona indimenticabile. Da quel galantuomo. Da quel Signore.

E quindi degustarne qualcuna, alzando il calice al suo ricordo, sarà (quasi) come incontrarlo di nuovo e abbracciarlo come non ho mai potuto fare (lui era uomo all’antica e ci davamo del lei, dandoci la mano anche dopo anni di consuetudine) quando lui mi riceveva in cantina.

Il vino, la bellezza del vino, la mia idea, umanistica, letteraria, del vino, un po’ poetica e donchisciottesca se volete, anti-utilitaristica, ancien régime, veronelliana, è questa. Ma sono certo che sia anche quella di larga parte di voi che ancora leggete e prestate attenzione a questo blog un po’ diverso dagli altri e fiducia, spero non immeritata, in chi scrive…

Attenzione!

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4 pensieri su “Ritorno a Nizza Monferrato dopo 13 anni

    • Beh, io sono di Nizza e la descrizione di un grande personaggio più le lettere M.P. lasciavano spazio a poche interpretazioni. Poi ho visto come la nuova proprietà stia investendo nel rilancio. Lavoro per una cantina nella zona e fa sempre piacere quando si parla del territorio.

      • lei non può nemmeno immaginare come fossi emozionato ieri quando entravo, dopo anni di voluta assenza, LUI non c’era più, in quella cantina. E come tutto, in quegli spazi, mi ricordasse quel Galatuomo di Mario Pesce.
        Quanti meravigliosi ricordi e quante lezioni di vita e non solo di vino, da quella persona…
        Oggi sono ancora più felice, perché ho capito, incontrando i nuovi responsabili, e riabbracciando il grande Carlo Castino, il nipote, il custode della tradizione di qualità senza compromessi di Casa Scarpa, ho capito che questa cantina simbolo del miglior vino piemontese é finita in buone mani e che il futuro, ho assaggiato anche le nuove annate, torna a sorridere in via Montegrappa a Nizza Monferrato.
        E che io tornerò a frequentare quella cantina assiduamente, anche se il Maestro, l’indimenticabile Dottor Pesce, non sarà più li ad accogliermi sorridendo…
        Il vino, per me, é anche e soprattutto questo…

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