Villa Forano, un miracoloso bianco marchigiano di vent’anni


Merito delle mie cantine o del vino?

Fanno davvero miracoli le mie due cantine! Danno ai vini che vi vengono amorosamente conservati il dono dell’eternità, la capacità di sfidare il tempo…
E’ solo grazie a questa speciale peculiarità delle mie caves che si spiega come sia possibile che conservata almeno dieci anni in una delle due questa bottiglia di un bianco 1997 stappata stasera con qualche fatica – il tappo faceva i capricci – stia dando i numeri, stia mostrando effetti speciali!
Vent’anni d’età portati splendidamente per un bianco ventenne che mi sto godendo bicchiere dopo bicchiere, complesso ma fresco, profondo, vivo, grasso, minerale, con un bouquet aristocratico tutto miele, fiori bianchi, agrumi, marzapane, ed un gusto ben secco, verticale, ma grasso e avvolgente sul palato, suadente, di grande dolcezza espressiva.
Ma di che bianco si tratta? Di un grande Bourgogne? Di uno Chablis di quelli giusti, di un vecchio bianco altoatesino di Terlano, di un Trebbiano d’annata di Valentini? Di un grande Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva di Bucci, reso possibile anche grazie alla collaborazione di un genio assoluto come Giorgio Grai?

Macché!!
Siamo sempre nelle Marche, ma è “semplicemente” un incredibile Colli Maceratesi bianco, il Villa Forano 1997 della Fattoria di Forano dei Conti Lucangeli.
Un vino prodotto nel “cuore del maceratese” espressione di “un antico vitigno a bacca bianca, il Maceratino”, insieme a “piccole aggiunte di Malvasia e di Trebbiano”.
Un vino splendido, che anni fa aveva selezionato per la sua mitica e pioneristica (troppo in anticipo sui tempi, troppo geniale!) Selezione Fattorie, quel grande Uomo del Vino che é stato ed é Silvano Formigli, che ricordo con affetto e gratitudine.
Questa, amici miei lettori, è la bellezza imperscrutabile, la magia imprevedibile, la stregonesca bellezza del vino!

Attenzione!

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3 pensieri su “Villa Forano, un miracoloso bianco marchigiano di vent’anni

  1. Bravo Andrea! Il suo articolo dedicato ad una manifestazione alla quale io stesso ho partecipato e alla quale presto dedicherò un articolo (spero che sia all’altezza del suo, eccellente) contiene una perla, lo spazio di rilievo riservato ad un grande umile protagonista Alfonso Rinaldi, il cui “Costa di Sera Dei Tabacchei” 2016 é stato uno dei gioielli di tutto il banco d’assaggio. Complimenti e a presto risentirci

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