Greywacke Marlborough Masterclass this evening in London

Incontro con un mito del vino moderno, Kevin Judd

Due righe di corsa, tanto per annunciarvi che tra poche ore, alle 6.30, per l’ennesima volta, la quarta sinora in questo scoppiettante 2017, partirò alla volta di Londra.

Ancora una volta riabbraccerò la mia carissima amica Giuseppina Andreacchio, preziosa collaboratrice dei miei blog e fantastica venditrice, direi di più, psicologa della vendita, attiva nella migliore ristorazione italiana in London, per importatori di primario livello, e poi andrò ad affrontare il ritmo pazzesco, inimitabile (a Parigi l’atmosfera è più fascinosa, ma il ritmo meno sincopato) di questa città che non è solo bella e indomita, nonostante i reiterati attacchi del farabuttesco e vigliacco terrorismo islamico, ma, quel che a me interessa particolarmente, è la capitale del vino in Europa. E forse nel mondo.

A Londra puoi trovare, assaggiare, comprare i vini più disparati e impensabili, puoi ogni giorno trovare decine di tasting cui partecipare, imparare, se non sei uno stupido provinciale che crede che la propria piccola zona di produzione e le proprie bollicine siano l’ombelico del mondo, cosa vogliono i consumatori internazionali. Quanto siano disposti a spendere, i trend che si affermano, i nuovi protagonisti della wine scene.

Io a Londra torno oggi per una serie di appuntamenti importanti, un incontro con una vecchia cara amica che per anni è stata efficientissimo e super professionale ufficio stampa di una notissima azienda del vino veronese, una visita, la mia prima, ad una sparkling wine winery, a Shoreham, nel Kent, e un meeting, per me di straordinaria importanza, con un personaggio che per la causa dei rosati, una causa che è da oltre vent’anni la mia, ha fatto più di qualunque altro a Londra ed in UK. E che voglio, se ci riesco, “incantare” con un tourbillon di idee e proposte di sinergie e collaborazioni.

Il vero target della mia tre giorni londinese lo raggiungerò martedì 27 sera, quando presso Planet of the grapes in Sicilian Avenue, alle 19 parteciperò ad un masterclass, durata fino alle 23, che vedrà protagonista uno dei miti del vino internazionale. Un winemaker con i controfiocchi, un genio, che ha creato una nuova era di un vino, varietale e territoriale, come il Sauvignon blanc.

Quest’uomo, non solo un winemaker supremo, ma un fotografo (di scene vinicole e non solo) di livello mondiale, ha fatto sì che si parlasse e scrivesse di Sauvignon prima e dopo il suo magistero, di Sauvignon prima e dopo Cloudy Bay. Di Sauvignon, ecco svelato il suo nome, prima e dopo Kevin Judd.

L’evento vedrà difatti protagonista quel Kevin Judd che ha dato ai vini from New Zealand notorietà stellare, ma che di nascita è inglese ed è cresciuto professionalmente in Australia :“He moved to New Zealand in 1983 and joined Selaks Wines. Subsequently, he became the founding winemaker at Cloudy Bay, a pivotal role during which he directed the company’s first 25 vintages. In 2009 he established his own label, Greywacke, named after New Zealand’s prolific bedrock”

Kevin ha dettato un nuovo stile, molto più fruttato, intenso, non vegetale, del Sauvignon blanc e ha reso i vini di Cloudy Bay mitici, apprezzati dagli appassionati di tutto il mondo.

Una volta lasciata Cloudy Bay, nel 2009 ha creato la sua azienda, Greywacke, che conduce insieme ad un figlio e proprio i vini di Greywacke saranno i protagonisti del Masterclass del 27 giugno, organizzato da Planet of the Grapes, nella sede di Sicilian Avenue.

I vini in degustazione, presentati da Judd, saranno i seguenti

2014 Greywacke Marlborough Riesling
2016 Greywacke Marlborough Sauvignon Blanc
2014 Greywacke Marlborough Wild Sauvignon
2015 Greywacke Marlborough Pinot Gris
2013 Greywacke Marlborough Chardonnay
2014 Greywacke Marlborough Pinot Noir
2013 Greywacke Marlborough Pinot Noir
2011 Greywacke Marlborough Pinot Noir
2013 Greywacke Marlborough Botrytis Pinot Gris

Io attendo con grande trepidazione questo incontro, che mi fa tornare indietro negli anni fino ad un mio indimenticabile viaggio in Australia, nel novembre 1996, insieme al collega Marco Sabellico e alla nostra accompagnatrice, la cara Lucia Vimercati, traduttrice e sostegno in ogni fase di questo viaggio leggendario che non potrò mai dimenticare… Ricordo che nel 1997 (o era il 1998?) io mi recai a Londra per la London Wine Fair, che non mi perderò next year, e che assaggiando qua e là le cose più strane rimasi folgorato, ne scrissi anche sul Corriere Vinicolo, da una serie di sorprendenti, inediti, completamente diversi nel gusto dai nostri, Pinot grigio dell’Oregon.

E girando per stand e padiglioni mi imbattei in quello di Cloudy Bay, che era già un mito, ed ebbi la faccia di tolla, nonostante il mio inglese allora fosse addirittura peggio di quello di oggi (many apologies in advance…) di avvicinare Kevin Judd. Lui mi sorprese per la sua calma e per l’attenzione che dedicava ad un giornalista sconosciuto, italiano, che parlava un inglese maccheronico e che ad un certo punto, alla sua domanda cosa mi avesse colpito in particolare, rispose che era rimasto folgorato dai Pinot gris dell’Oregon.

Mr. Judd rimase un attimo pensieroso, come a rincorrere un pensiero che gli percorreva la mente e poi mi disse, come on, andiamo a degustarli insieme. Cosa che facemmo, lui attento, concentrato, consapevole, io sorpreso della sua curiosità. Fino a che Kevin Judd mi confessò che anche lui a Cloudy Bay aveva piantato Pinot grigio…

E così, degustando domani sera il Sauvignon, il Wild Sauvignon, i Pinot noir, tre annate, lo Chardonnay, il Riesling e soprattutto i Pinot gris di Greywacke presentati da Kevin Judd, (che proprio la mia ospite a Londra, la cara Giusy, incontrò per me in 4 anni in Nuova Zelanda raccontando l’incontro in questo articolo formidabile) sarà in qualche modo, per me stagionato cronista del vino, un po’ un chiudere un cerchio, arrivare a qualche primo bilancio di questo lungo percorso di cronista enoico.

Un cronista, sempre meno propheta in patria, che a 60 anni corre (anzi, vola) da Bergamo a Londra per assaggiare, confrontare, ascoltare, capire, farsi emozionare dai vini, con lo stesso entusiasmo, la stessa passione, la stessa identica disponibilità al sogno di tanti anni fa. Quando, grazie a Veronelli, primo nostro incontro nel marzo 1983, e all’indimenticabile direttore della Gazzetta di Parma Baldassarre Molossi, uno dei tre miei Maestri di giornalismo, insieme a Indro Montanelli e Germano Pellizzoni, iniziai questo strano lungo viaggio nel vino. Che terminerà solo e quando a Bacco piacerà così…  E prossimamente il racconto di questo tasting lo potrete leggere non su Vino al vino, ma… Sorpresa, lo scoprirete, on line, solo vivendo…

“Chissà, chissà chi sei chissà che sarai
chissà che sarà di noi
lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po’ paura
ora che quest’avventura
sta diventando una storia vera
spero tanto tu sia sincera!”

Attenzione!

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2 pensieri su “Greywacke Marlborough Masterclass this evening in London

  1. Caro Franco, non riesco a celare l’invidia che provo per questo Suo appuntamento. Ebbi il primo incontro col Sauvignon Cloudy Bay in uno splendido ristorante di Hong Kong e fu subito amore. Come al solito, scettico sui vini di non Italica provenienza e not corked, sono rimasto stupito, che dico, meravigliato, estasiato da questo vino davvero emozionante.
    Uno dei pochi vini che subito al naso ed in bocca lascia galoppare l’immaginazione verso i suoi luoghi di origine. Mi è bastato chiudere gli occhi per far balzare la mente verso quei luoghi, immagini da documentario che, spero un giorno, di poter vedere di persona.
    Non vedo l’ora di assaggiare le di lui nuove creazioni da Lei elencate che, sono certo, sapranno darmi nuove forti emozioni.
    Stringa la mano e faccia i miei complimenti a questo straordinario maestro del vino.
    Un caro saluto

  2. caro amico, grazie per le belle parole. Prossimamente racconterò, altrove, dove lo scoprirete, del wine tasting di martedì sera, dell’incontro con Kevin Judd, delle oltre 4 ore passate insieme, del fitto dialogo e scambio di opinioni (con il mio inglese avventuroso chissà come ho fatto: ma ce l’ho fatta…) avuto con questo grande wine maker dalla umanità assoluta, che non se la tira, che non si dà arie da prima donna o da rock star.
    Questo, prima ancora della grandezza, assoluta, ricorderò sempre il Pinot noir 2011 di quella sera, dalla finesse et élégance da Gevrey-Chambertin…, dei vini, il grande insegnamento di quella serata. Il cui ricordo porterò sempre con me…

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