Gianni Zonin oggi additato come un mostro ma per me rimane il galantuomo che conobbi


“Chissà chissà chi sei, chissà che sarai

chissà che sarà di noi
lo scopriremo solo vivendo…”
Giulio Rapetti, in arte Mogol

 

Da quando tutto il mondo ha saputo quello che era successo alla Banca Popolare di Vicenza, durante la presidenza di quel celebre protagonista del mondo del vino veneto e italiano che è stato il cavalier Gianni Zonin non ho mai smesso di pensare a questo luttuoso evento. Ho pensato naturalmente al dramma delle famiglie rovinate, che hanno perso tutto investendo i risparmi di una vita in qualcosa che è crollato come un castello di sabbia, lasciando in mano solo un pugno di sabbia, al dolore di quelli che hanno pensato di fronte a tale tragedia l’unica soluzione fosse il suicidio.

Ma ho pensato anche, e non potevo non farlo, al dramma della famiglia Zonin tutta. Al dramma del cavaliere del lavoro Gianni Zonin, di sua moglie, dei suoi figli tutti coinvolti nella gestione del celebre marchio del vino italiano, delle aziende agricole, dei tanti collaboratori e dipendenti, investiti da un qualcosa di terribile, di disumano, di pazzesco. Un autentico tsunami.

Ho fatto questo non perché sia particolarmente umano, anzi, so di essere sufficientemente stronzo, cinico, canagliesco quando è il caso, e lo sono diventato ancora di più dopo l’annus horribilis terminato lo scorso 31 dicembre. L’ho fatto perché… Beh, ve lo spiego in pillole, ripubblicando qui le stesse identiche parole che ho pubblicato ieri, provocando moltissime reazioni, che cercherò di ripubblicare qui ma che vi invito ad andare a vedere, se riuscite ad avere accesso, alla pagina Facebook dei miei due blog. Voglio assolutamente precisare una cosa importante:
Se oggi mi accodassi alla canea che si diletta nello squallido esercizio del calcio dell’asino al dottor Zonin, lo stesso dottor Zonin che prima blandivano come servi sciocchi, sarei un infame, dovrei vergognarmi di me stesso, e tradirei quel Franco Ziliani di anni orsono che reputò, come reputa ancora oggi, molto importante, anzi, un fiore all’occhiello, quella pagina della mia attività professionale che mi vide collaborare a stretto contatto con due galantuomini come Franco Zuffellato e Gianni Zonin.

Ecco le mie riflessioni facebookiane di ieri: Non riesco a credere che il galantuomo che ho avuto modo di conoscere, frequentare, apprezzare, quando lui era presidente dell’Unione Italiana Vini e io collaboratore, scomodo, del settimanale dell’Unione, il Corriere Vinicolo, e a fianco del quale ho collaborato per mesi, insieme al grande Franco Zuffellato, suo cognato, per sviluppare le linee ed i testi, da me scritti per la presentazione della prima linea di vini delle aziende agricole Zonin destinata alla ristorazione, chiamata Aristos e poi Gianni Zonin Vineyards, sia la persona impresentabile, capace di crimini gravissimi, che appare dalle indagini sul crack della Banca Popolare di Vicenza che hanno portato al suo rinvio a giudizio. Era falso quel Gianni Zonin che ho frequentato, da cui ho imparato cento cose, quel Signore, quel galantuomo dal perfetto aplomb dotato di una visione del vino italiano che pochi avevano, 15-20 anni fa, ed era vero quel Gianni Zonin che ha causato la rovina di tanti ex dipendenti della sua azienda, correntisti della banca, che si sono di fatto trovati senza nulla? Non so dare alcuna risposta.

Non ho parole, solo un’enorme amarezza, una grande tristezza, una perplessità che mi divora, che mi fa soffrire, che mi ha portato ieri sera a chiamare un’altra persona che ha conosciuto molto bene Gianni Z., l’ex direttore del Corriere Vinicolo, e mio carissimo amico, Marco Mancini. Peccato, il mondo del vino italiano, l’Unione Italiana Vini o quello che ne resta, avrebbero ancora bisogno di un grande imprenditore del vino come il Cavaliere del lavoro Gianni Zonin!

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13 pensieri su “Gianni Zonin oggi additato come un mostro ma per me rimane il galantuomo che conobbi

  1. Uno che merita, mia opinione, la galera e la spoliazione sia personale che della famiglia tutta! Ho parenti e conoscenti che hanno perso quei pochi risparmi di una vita e per nulla speculatori sono stati abbindolati e abbandonati.
    Galantuomo forse lo sarà stato in un passato lontano.
    La magistratura, spero, svelerà quanto fatto ma credo che poco ristoro potrà dare a chi ha perso tutto.
    Un caro saluto

    Ps: Forse la malafede si vede dal fatto che l’anno scorso ha donato tutto ai figli proprio perché sapeva che gli avrebbero, alla lunga, tolto tutto..che dice?

    • il suo commento sarebbe stato ancora più probante e significativo se ci avesse messo la faccia ed il nome. Come io faccio sempre, assumendomi sempre le responsabilità di quanto scrivo

      • “Era un bravo ragazzo, non avrebbe mai fatto del male – disse il babbo del figlio con le mani intrise di sangue o l’ignara vicina…”

        Ma che centra il nome e il cognome se poi lei li accusa di averne uno falso, Ziliani?
        Com’è che il commento sarebbe stato ancor più “probante e significativo” se avesse messo nome e cognome?

        Qualunqueggio anche io e partecipo assieme alla schiera di italiani incazzati per l’ennesimo salvataggio con soldi pubblici di banche i cui consigli di amministrazione siedono sulle poltrone più importanti di grandi gruppi o multinazionali.
        Piuttosto, per via di non ricalcare usi&costumi dei “tondinari” a lei non più cari, che ne dice di evitare di ottundere lo sguardo sulla sub-realtà finanziaria di banca Vicenza esattamente in controtendenza rispetto a ciò di cui “avrebbero bisogno” mondo del vino, unione italiana and co. oggi?
        Intendeva forse amichevolmente “suggerirgli un ritorno alle origini”? Spero si tratti di questo: solo nostalgia per “la persona”…

        La storia del personaggio nel mondo del vino non la conosco e non sarò dunque io a metterla in discussione.
        Questa però, ricorda tanto la parabola del “tondinaro” che diventò vignaiolo… al contrario!

        • ribadisco il concetto: io scrivo un ottimo ed intelleggibile italiano per lettori intelligenti in grado di capire quello che intendo esprimere. Mi pare di capire che lei non faccia parte di quei lettori

          • Ribadisco anche io il “concetto” risparmiandole quanto sia intelleGibile il suo articoletto : che si diverta dunque a fare la parte della madre che difenderebbe il figlio criminale perchè “amore di mamma”.
            La scena è tutta sua, io da ignorante lettore del blog contribuisco solo a svelare il palcoscenico 😀

            Di nuovo ribadisco anche che questa è una lodevole storia di riscatto, dai campi alla finanza.
            D’altronde, i prodotti “derivati” crescono…nei campi!

          • ultimo suo intervento che pubblico poi la cestino, vada a scassare la m…ia altrove

    • mah…io non ho mai avuto direttamente a che fare con i Zonin, ma mi permetto di fare 2 considerazioni:
      1- confindustria,confcommercio,cgil,cisl,uil,magistratura,fiamme gialle,polizia,carabinieri,sindaci,presidenti provinciali e regionali,concorrenti….in tanti anni di presidenza Zonin nessuno ha mai visto niente? Beh, in Cadore fanno ottimi occhiali.
      A dire il vero solo uno si espose in tempi non sospetti, Paolo Trentin.
      Ora non riesco a trovare il vecchio articolo con l?intervista del Giornale di Vicenza, accontentatevi di questi http://www.vicenzapiu.com/leggi/bpvi-sotto-attacco-su-il-sole-24-ore-zigliotto-si-inalbera
      http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-10-27/il-faro-bce-e-mosse-extremis-162237.shtml?uuid=ABXAhH7B

      2- da anni, parlo anche degli anni pre-crisi, negli ambienti finanziari (forum di speculatori su internet compresi) si attaccava la BPVi che non era quotata in borsa, e questo e quello…bene! Adesso banca Intesa se lè pappata per 1 euro senza le sofferenze.
      Addirittura banca Intesa ha mandato ai correntisti BPVi la lettera informativa del loro acquisto PRIMA dell’approvazione in Senato del decreto salva banche.

      Incredibile!

  2. Caro Ziliani,

    come dice “nessuno” qui sopra, il fatto che oggi il Sig. Zonin risulti nullatenente non depone certo in favore della sia onestà signorilità`. Sbagliare si può`..ma, dopo avere sbagliato, preoccuparsi solo di salvare il proprio culo (avesse poi bisogno di soldi….), e non delle persone che veramente ci hanno rimesso e`una cosa vergognosa e non scusabile.

    • ma lei capisce l’italiano? Io non sono un magistrato e non entro nel merito dei fatti per i quali Gianni Zonin é sotto inchiesta. Io mi sto riferendo al Gianni Zonin personaggio e imprenditore del vino che avuto il piacere di conoscere e con il quale ho avuto l’onore di collaborare. Quello Zonin sono pronto a difenderlo con la baionetta tra i denti. E’ chiaro????

      • E no Ziliani. Non si puo scindere cosi una persona. Tutti hanno qualcosa di buono. Zonin ha molto di cattivo. E il volere fare il furbo, una volta colto in flagrante, e’ indifendibile. “Io l ho conosciuto come una brava persona”. Magari qualcuno ha passato delle belle serate davanti al camino con un bel rosso dell etna con Toto Riina…ma non credo che sarebbe sensato dire “per cio che ho visto io, era un signore”. Grave, sta affermazione.

        • grave per un forsennato giustizialista come lei, non per me che difendo unicamente l’immagine e l’identità dello Zonin che ho conosciuto e frequentato, ed era un galantuomo. Il banchiere non l’ho conosciuto né tantomeno frequentato

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