Occhio all’antifascismo militante, ha già creato morti ammazzati e brigatisti rossi!

Pubblico appello al Sindaco Beppe “Giuseppe” Sala

In quanto milanese di nascita, orgogliosamente milanese, anche se vivo a Bergamo da 50 anni, credo di avere tutto il diritto, amando profondamente la città dove sono nato, di rivolgermi al “simpaticissimo” Signor Sindaco di Milano Beppe “Giuseppe” Sala con questo sommesso appello.

Mi scusi sciur Sindic, capisco che lei voglia provare a distogliere l’attenzione dai suoi problemini relativi ad Expo 2015 Milano e ad altro (almeno stando a quello che scrivono i miei colleghi giornalisti, anche quelli della stampa sua amica come Repubblica). Capisco che voglia distogliere l’attenzione da un’amministrazione e gestione di Milano che sta facendo addirittura rimpiangere il compagno, aspirante leader della novella sinistra che non si arrende, il tupamaro Giuliano Pisapia, già membro di Democrazia Proletaria negli anni Settanta. Il che é tutto dire.

Però Bepi, alias Beppe, mi perdoni la domanda, ma lei non ha nulla di meglio da fare di meglio, come Sindaco di Milano, che mestare nel torbido, e diffondere allarmismi inutili di stampo boldriniano (cioè pessimi) inviando a Repubblica testi pericolosi e indici di una mentalità nostalgica e reazionaria, filo comunista, nostalgica dei tempi in cui la sinistra comunista, e magari anche lei, urlava in piazza “uccidere un fascista non é reato“?

Testi come questo, tanto per essere chiari…

E’ forse nostalgico degli anni Settanta quando squadracce rosse, amici di Gad Lerner, Paolo Mieli, Paolo Liguori, Adriano Sofri, tutta gente che ha fatto carriera, nel campo editoriale e giornalistico, sprangavano e massacravano il giovane “camerata” Sergio Ramelli, 19 anni, milanese, colpevole solo di essere un giovane di destra, militante del Movimento Sociale Italiano, formazione politica non extraparlamentare come quelle care all’ex capo katanga Mario Capanna, ma regolarmente rappresentata in Parlamento e votata da tanti italiani? Nostalgico degli anni in cui ammazzavano ragazzi di destra come Mikis Mantakis, Mario Zicchieri, Carlo Falvella, Emanuele Zilli, ecc. ecc.?

Signor Sindaco, a me è andata meglio, perché quando frequentavo il Liceo scientifico Filippo Lussana a Bergamo, mi hanno “solo” dato una sprangata in testa (dodici punti di sutura doppia) perché fortunatamente quel giorno ero in moto. Se fossi stato a piedi, ora non sarei qui ad importunarla.

Signor Sindaco Sala, posso raccontarle come andò quel giorno quando il sottoscritto, che non aveva mai torto un capello a nessuno (salvo un poderoso calcio nelle balle ad un compagno, quando in sei avevano aggredito uscendo da una farmacia in zona rossa a Bergamo, me ed una mia amica, diciassettenne, l’indimenticabile Nicoletta Terzi) venne sprangato?

Accadde che dopo essere stato portato in ambulanza al Pronto Soccorso decisi di tornare al Liceo, dove tutti sapevano quello che era successo, e ritornai per l’ora di matematica. La professoressa, si chiamava Asperti Maria Vittoria nata Chiarante, sorella del senatore Giuseppe Chiarante, senatore del Partito Comunista Italiano (quella formazione da cui nacquero le Brigate Rosse, tanto per spiegarci), quello dell’album di famiglia del comunismo, secondo una definizione coraggiosa di una grande Donna di sinistra, ma non trinariciuta, come Rossana Rossanda.

Io, a differenza di quello che poi sarebbe diventato mio cognato Luigi, detto Gino, che era il primo della classe, ero un asino completo in matematica e la Chiarante, professoressa bravissima con i bravi, completamente dimentica di quelli che invece avevano bisogno di essere aiutati, mi considerava, per usare il linguaggio di quel Marx a lei caro, lumpenproletariat, o meglio ancora, per usare un termine nazista, untermensch. Forse anche perché sapeva che ero di destra. Giovane militante missino.
Entrai in classe con il mio giubbino nero, tutto sporco del mio sangue fuoriuscito dal mio cranio per la sprangata dei “compagni che sbagliano”, per usare un’altra definizione relativa alla tolleranza dimostrata dal PCI nei confronti del nascente movimento brigatista. Rosso. Comunista. Atteggiamento che rimase fino all’assassinio dell’eroico operaio comunista Guido Rossa, trucidato nel 1979 da gente uscita dall’album di famiglia. Dal P.C.I.

Cosa fece la professoressa Asperti nata Chiarante nonostante mi fossi piazzato in prima fila in un banco proprio davanti alla cattedra, dove anche un cieco, pardon, un non vedente, mi avrebbe visto?

Mi disse qualcosa, mi espresse dispiacere per quanto mi era accaduto, e magari solidarietà e comprensione umana? No, niente di niente. Fece finta di non vedermi, forse dispiaciuta che i “compagni che sbagliano” non mi avessero ammazzato. Perché “uccidere un fascista non è reato”, si urlava in piazza. Facendo riferimento non ad ex fascisti del periodo fascista, ma a semplici militanti del Movimento Sociale Italiano e della sua espressione giovanile, il Fronte della Gioventù. Nati dopo la fine del fascismo inteso come movimento politico storico.

Non le viene in mente, sciur Sindic, che lanciando allarmi al fascista come quello che lei, con solenne incoscienza, ha lanciato, lei corra oggettivamente il rischio di riattizzare un’intolleranza, un’istigazione alla violenza contro chi ha il solo torto, semplicemente facendo un saluto romano, di essere di destra, di pensarla diversamente rispetto alla vulgata diffusa del politicamente corretto, del conformismo di sinistra?

Dia ascolto a me, Sindaco Sala, si preoccupi di fare buona Amministrazione al Comune di Milano dove tanti cittadini milanesi hanno liberamente deciso di mandarla, si occupi dei tanti problemi, che a lei sembrano interessare meno che fare demagogia di basso livello, di infimo livello, che la mia meravigliosa città di Milano ha ancora!

Il mio è solo un semplice consiglio, che le arriva da un giornalista di destra, un cronista del vino di lunga esperienza, uno che il giorno della presentazione dell’accordo tra la Franciacorta e l’Expo, era il 26 gennaio del 2015, il giorno successivo alla gloriosa e illusoria vittoria di Tsipras in Grecia (cui, io di destra sociale, anti globalista e anti mondialista, dedicai su Vino al vino un post entusiasta e commosso) ebbe la ventura, lei non si ricorderà, di suggerirle e versarle un Franciacorta, era quello di Cavalleri, che valeva la pena degustare…

Mi dia ascolto Sindaco Sala, con la sua storia professionale di bocconiano e dirigente d’azienda, non la vedo bene nei panni del pasionario rosso, dell’antifascista militante inconsolabile, che tale si mostra solo per guadagnare un po’ di popolarità nei sondaggi. A Sua disposizione, se avesse piacere di ricevermi e dedicarmi, siamo quasi coetanei, lei del 1958 io del 1956, dieci minuti del suo preziosissimo tempo.
Con inalterata simpatia.
Suo Franco Ziliani

P.S.
Prima che qualche sinistro imbecille mi dia del nazifascista, definizione che respingo al mittente, ricordo quello che ho scritto in occasione del Giorno della Memoria lo scorso febbraio… Penso possa bastare. Anche agli imbecilli, che a sinistra non mancano…

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4 pensieri su “Occhio all’antifascismo militante, ha già creato morti ammazzati e brigatisti rossi!

  1. Caro Ziliani, mi sfugge cosa hanno in comune persone e movimenti come Antonio Martino e Giorgio Almirante, la Le Pen (figlia) e Oscar Giannino, il MSI e Tsipras. Onestamente non mi viene in mente alcun minimo comune denominatore, se non la stima che lei ha nei confronti di tutti. Mi pare però una visione piuttosto confusa.
    Un poco come se un appassionato di vino, alla domanda sul vino preferito, rispondesse: Champagne, Prosecco, Barolo, Pinot grigio veneto, Borgogna e Caberet Australiani. I gusti sono gusti, ma, se mi permette, qualche dubbio sulla competenza del soggetto mi verrebbe.

    • osservazione intelligente la sua, Matteo (a proposito: sicuro di chiamarsi Matteo? Penso ad un altro Matteo totalmente imbecille, che mi pensare essere impossibile che un altro Matteo non possa esserlo…).
      Sono figure, Antonio Martino e il simpatico giornalista di Radio 24 dalla laurea fantasiosa, che sono in contraddizione con il mio essere, risolutamente, di destra sociale, ex missino.
      Rappresentano momenti della mia vita di cittadino in cui ho sperato che un rinnovamento liberale (Martino inteso come migliore espressione di quella totale fregatura per gli italiani che é stata ed é Forza Italia – alias puttaniere di Arcore) e un modo di affrontare le cose di petto da giornalista senza peli sulla lingua potessero rappresentare la soluzione.
      Tsipras rappresenta un momento in cui, io di destra, sono stato vicinissimo ad una certa sinistra che diceva di lottare contro la dittatura di Bruxelles, della culona inchiavabile, del Fondo Mondiale, della Banca Centrale. Insomma di un mondo e di una idea del mondo che aborro.
      Inutile spiegarle che c’é un filo rosso che collega il glorioso Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante, il cui unico clamoroso errore fu di scegliere come successore un verme, un infame, uno fini-to prima di nascere, al Front National dell’eroica Marine Le Pen…
      Aux armes citoyens, formez vos bataillons!

  2. Armez vos bataillons …

    Scusa Ziliani: facevo un giretto su questo blog e mi imbatto nella tua ennesima parata politica.
    Dico io: ma se invece di sventolare bandiere ci facessi assaggiare qualche vino, magari chiosando Jean-Claude Juncker che ha dichiarato sguaiatamente che i vini italiani fanno schifo?

  3. Caro Franco ancora una volta mi hai commosso parole sante concordo pienamente ma ahime dicono che la mamma degli imbecilli sia sempre incinta!😎

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