Ecco perché è nato il Franco Ziliani blog

 

Egocentrico, pieno di me, ma comunque attento a quel che dicono i lettori

Sono egocentrico, tendo pericolosamente a credere, e senza l’ironia che caratterizzava un maestro come Leo Longanesi, che, parafrasando il sommo polemista ed il suo celebre sulfureo detto, “Ziliani ha sempre ragione”, ma nonostante l’approssimarsi dei 61 anni non sono ancora arrivato alla solenne pirlaggine di escludere che, semel in anno, anche gli altri possano pensarla meglio di me. E persino le donne, che dico di adorare (ed è vero) ma che sotto sotto, tanto non ci ascolta nessuno, sono “animali” molto diversi da noi maschietti. Non dico migliori o peggiori, ma molto differenti.

Pertanto, anche se tendo a mostrare monolitiche certezze e non mi spezzo né mi spiego e continuo ad inanellare, nella vita più che nel lavoro, solenni cazzate, non è affatto vero che io non tenga conto dell’altrui parere, magari trincerandomi dietro Sartre ed il suo celebre motto tratto da Huis clos secondo il quale l’enfer c’est les autres. Dimenticando che il padre dell’esistenzialismo aveva dato significati ben più ampi e sottili alla sua affermazione.

E del parere dei lettori, non di tutti ovviamente, perché i blog sono miei e va bene l’accoglienza (brutta parola, non mi piace affatto), diciamo piuttosto una certa cortesia verso l’ospite che mi legge e entra in casa mia per interloquire con quel che ho scritto, ma non posso di certo dar ragione a chi mi dà del cretino e dell’incompetente, tengo debita considerazione.

Anche perché di lettori ormai me ne sono rimasti pochini, un manipolo di “disperati” pronti a tutto, dei simpatici casi umani che mi leggono evidentemente non avendo nulla di meglio da fare, dei romantici Don Chisciotte che non hanno capito nulla della vita e del vino altrimenti leggerebbero altri wine blog e altri cronisti del vino o improvvisati blogger, o riciclati che tentano (impresa ardua) di rifarsi una verginità. E non vogliono arrendersi all’evidenza che se la pensano davvero come me, se si riconoscono in quel che scrivo, sono destinati ad essere degli sconfitti e dei loser e non sono consapevoli che basta dire in certi ambienti che mi leggono e mi stimano per attirarsi contro l’ira ed il disprezzo di una maggioranza di “esperti” di vino e di addetti ai lavori politicamente ed enologicamente corretta.

Questo premesso, con lucidità e realismo, senza alcun cupio dissolvi, alla luce di quella onestà intellettuale cui, a parole, non sono disposto a nessun prezzo (beh, fate le vostre offerte e poi ne parliamo…) a rinunciare, confermo che qualche volta riflessioni dei lettori mi hanno fatto cambiare idea.

Ultimi esempi, ma sarebbero numerosi, il mio cambiamento di opinione su quella zona spumantistica bresciana, che non nomino a meno che mi paghino per lo spot pubblicitario, dimostrato ad esempio da questo post, una rivalutazione del netto primato del Giulio Ferrari nell’ambito della spumantistica metodo classico italiana, il cambio di atteggiamento nei confronti di Oscar Farinetti, dopo un incontro che mi ha svelato una sua dimensione che non conoscevo, l’umanità.

Ho così dato ascolto ai lettori che mi rimproveravano di pubblicare sui miei due blog, questo e Lemillebolleblog, post dove di tutto si parlava tranne che di vino (a dispetto dei nomi dei blog) e, aiutato in questa riflessione da un amico, che non nomino ma ringrazio, che mi ha dato una mano anche da un punto di vista tecnico, ho pensato di creare un terzo blog (in verità l’avevo già creato, era il primo wine blog al mondo ad occuparsi dei vini più trendy di questo periodo.

Si chiamava Rosé Wine Blog, è partito con il piede sbagliato, in un periodo in cui avevo seri problemi di salute, l’ho trascurato ed il mio partner tecnico a marzo di quest’anno ha pensato “bene” di chiudermelo…). Ho pensato che la cosa migliore, anche se avevo vagliato tanti possibili titoli divertenti e provocatori, fosse chiamarlo con il mio nome perché fosse espressione di quello che mi viene l’uzzolo di scrivere ragionando non ad alta voce come i matti, ma per iscritto, di politica, cultura, musica, arte, vita e varia umanità. E’ così nato, deve ancora ingranare bene, ma sento che riuscirò a farlo crescere e a dargli una solida quadratura, il Franco Ziliani blog.

Sarà questa la sede naturale di post un po’ spericolati e divisori come questi, leggete qui e poi ancora qui, che ho pubblicato su Vino al vino, e lo è stata per digressioni di carattere musicale come questa o questa.

Oggi ho deciso di sfruttare l’audience, piccoletta, ma solida, di Vino al vino per annunciarvi la nascita di questo blog e presentarvelo e per segnalarvi l’ultimo post che ho pubblicato. Un intervento che non ha nulla di enoico, ma che pone al centro della riflessione un elemento, l’acqua, senza il quale non si potrebbe mai parlare di produzione vinicola.

Perché un agricoltura e una viticoltura senza acqua, lo abbiamo visto e capito benissimo in questa terribile estate torrida, senza pioggia, con temperature tropical – africane (ma Padreterno e Papa Francesco, va bene accoglierli, i vostri amici migranti, ma non potevamo farlo evitando di metterli completamente a loro agio con un clima al quale loro, non noi invasi, non eravamo di certo abituati?), non è ancora possibile. E una soluzione non mi sembra alle porte.

Ho parlato di acqua, del terribile flagello della carenza di acqua soprattutto in Africa, del dramma di bambini costretti a fare chilometri a piedi non solo per andare a scuola, ma per dissetarsi e potersi lavare, in un post, questo, colpito profondamente dalla ripetuta visione di un video, realizzato in inglese, dove si presenta in maniera efficacissima il problema. Un video realizzato da una giovane ragazza (30 anni) italiana che ha scelto di vivere e lavorare all’estero. Negli Stati Uniti.

Una ragazza che dopo precedenti importanti esperienze, di vita e di lavoro, sempre negli States, in agenzie leader nel loro settore, la comunicazione pubblicitaria, ha creato una propria company.

Nell’articolo ho inserito il discorso sul video realizzato da questa ragazza nell’ambito di una riflessione amara sulla fuga dei giovani cervelli italiani all’estero, giovani che, al di là di quello che può ciarlare qualche ministro in vena di sparare cazzate, sono stati costretti ad emigrare per lavorare, esprimersi, fare carriera, ma avrebbero tanto preferito restarsene in Italia.

Spero che siate in tanti, come me, ad essere orgogliosi di questa ragazza che mostra nel mondo la migliore immagine dell’Italia, quella fantasiosa, creativa, talentosa, generosa, sensibile (in Italia o meglio a Bruxelles o chissà dove qualcuno punta a fare diventare gli italiani, per reazione, per legittima difesa, per nausea ed indignazione, razzisti, per poter poi realizzare quale nefando disegno politico o piuttosto quale mega speculazione affaristico finanziaria..).

E ora, ringraziandovi tutti, i lettori fedeli, quelli capitati di passaggio o per sbaglio, quelli che fanno una capatina per vedere quale “cazzata” abbia scritto oggi lo Ziliani, quelli curiosi o incuriositi da questo strano cronista del vino e dal suo modo di pensare e di scrivere, prometto di tornare già domani ad occuparmi qui e su Lemillebolleblog di vino e bollicine, sul Franco Ziliani blog di quello che mi passa per la testa.

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog http://www.lemillebolleblog.it/

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

4 pensieri su “Ecco perché è nato il Franco Ziliani blog

  1. Più a zig zag del solito, mi pare.
    Spero di non dover pensare “ecco un’intelligenza sprecata”.
    Abbiamo bisogno di costruttività, non di nichilismo (e nemmeno di etilismo, se è per quello).
    Parliamo di vino però, qui, perché ci sono all’orizzonte interessanti (issime) novità.

  2. Ziliani,
    Credo di non condividere nessuna delle sue idee sulla politica e sulla società, e francamente negli ultimi tempi fatico a seguirla anche per quel che riguarda il vino.
    Detto ciò, sono convinto che lei sia una brava persona, così come sono certo che lei abbia preso la decisione giusta separando il campo di esercizio della sua professione da quello del suo pensiero politico, proprio come mi permettevo di suggerirle in un mio precedente commento.

    Per questo mi auguro che questa nuova iniziativa possa regalarle nuova serenità e fortuna lavorativa; continuerò a seguirla a prescindere dalla dissonanza delle rispettive idee.
    Buona fortuna

  3. In realtà Rosé Wine Blog l’ha creato il cosiddetto “partner tecnico” (il sottoscritto), proprietario del dominio, a sue spese, dandoti la possibilità di parlare di Rosati. A inizio 2017, quando sei ripartito a scrivere in generale, hai continuato a ignorarlo; inevitabile chiuderlo visto che i costi del sito erano del “partner tecnico” senza alcun ritorno alcuno, nè dal Blog, nè da progetti ambiziosi correlati sempre sui Rosati che hai, purtroppo, provveduto ad affossare (vedi Vinitaly) tafazzianamente. Poi, nel post successivo a questo, ti chiedi perché non hai lavoro ….

    • ho esitato molto, quando ho potuto tecnicamente farlo di nuovo, dopo una breve impasse tecnica, se pubblicare o meno i commenti, che si commentano da soli, del parter tecnico di Rosé Wine Blog. Della persona sul cui server saranno ospitati, sino a fine 2017, questo blog e Lemillebolleblog.
      Non capivo perché dovessi ospitare, in casa mia, visto che i blog sono di mia proprietà, commenti di una persona che interviene attaccandomi o peggio.
      Alla fine ho deciso di pubblicarne uno solo, questo sopra, mentre l’altro, visto che non sono ancora arrivato a vertici di masochismo, l’ho cestinato.
      Nessuna replica da parte mia. A chi legge questo blog e questi commenti ogni giudizio.

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