Moscato d’Asti 2016 Soria: un dissetante sano e naturale!

Non date ascolto a quelli che dicono che ai bambini non si può fare assaggiare nemmeno un goccio di vino, che fa male! Non dategli ascolto, se poi vedete che queste persone tanto attente a preservare gli infanti dai “pericoli” del vino, dal rischio di diventare, a 8 anni, già dei fanatici di Bacco, lasciano che gli stessi pargoli (sinite parvulos venire ad me avrebbe detto Gesù ai suoi discepoli…) bevano tranquillamente, come se facessero loro bene, la celeberrima bibita gassata multinazionale, oppure altra roba ricca di coloranti o chissà che o si abbuffino di merendine industriali e prodottacci dolci di merda!

Difendete le ragioni, che di ragioni ce ne sono un sacco, del vino, che bevuto moderatamente, e ai minori dato solo da assaggiare, da pucciare il dito nel bicchiere dei genitori per assaporare il gusto e cominciare ad educare naso e palato, fa sicuramente meglio di quella bevanda nefanda che in qualche fottuto spot pubblicitario veniva presentata come ideale accompagnamento di quello che portiamo a tavola. Ma vaff!

In giornate calde come queste, figlie di questa faticosissima estate tropicale e africana (non solo per le temperature ma per un certo clima malsano che si registra nelle nostre città e per il quale un giorno dovranno rendere conto agli italiani personaggi di cui preferisco non dire quello che penso – tanto è ormai noto – quale la Presidenta della Camera Boldrini, lo pseudo papa che siede in Vaticano e fa danno ogni volta che blatera, le varie associazioni cattoliche e cattocomuniste e le Ong, larga parte dello schieramento politico di c(o)asa nostra – per dissetarsi in maniera sana, per consumare italiano, per bere italiano, per rendere omaggio ad un incredibile prodotto italiano, che nella Francia della Champagne ci invidiano, non c’è meglio che il Moscato d’Asti.

Cosa di meglio di questo vino unico e magico, espressione sincera di colline celebrate da Pavese (che a Santo Stefano Belbo, terra di grandi Moscato, è nato), vino contadino anche quando viene prodotto da industriali, che ad una panoplia infinita di sfumature aromatiche, di delicatezze profumate, di chiaroscuri in forma di fragranze abbina quel suo essere delicatamente dolce, senza mai diventare stucchevole e quella capacità inaudita, unica, di carezzarti la bocca, farti gustare il sapore dell’uva da cui nasce, e di dissetarti?

Io, in questo un po’ stupido pomeriggio di un sabato di fine agosto, a Bergamo dove vivo si festeggia il patrono Sant’Alessandro, e altrove, chi si trova al mare o in montagna, si gode, se non la frescura, che manca, ancora qualche scampolo d’estate, ascoltando Paolo Conte, la sua poesia infinita e inimitabile, quella sua “faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così”, quel suo timbro da chansonnier francese, mi sono stappato una bottiglia di uno dei Moscato d’Asti che più amo, insieme, inutile dirlo, alla Caudrina e alla suprema Galeisa del mio vecchio caro amico Romano Dogliotti (e della sua famiglia) oggi presidente del Consorzio del Moscato d’Asti. E che Bacco e tutti gli dei lo aiutino, visto la rogna che si è caricato sulle spalle…

Il Moscato che ho usato anche per metterci in infusione due pesche (una bontà che piaceva tanto anche a mio padre buonanima…) è quello, esemplare, del giovane vignaiolo Matteo Soria, un solare Moscato di Castiglione Tinella per la cui descrizione trovo impeccabili le parole utilizzate sul sito Internet aziendale, ovvero “dolce, ma non stucchevole, con un inimitabile aroma muschiato dell’uva da cui è vinificato, un sapore delicato ed intenso, che ricorda il glicine ed il tiglio, la pesca e l’albicocca con sentori di salvia, limone e fiori d’arancio”.
A Matteo, che per inciso è il felice sposo della dolce Eleonora, figlia di un altro vignaiolo del mio cuore, Teresio Brangero, re del Dolcetto di Montelupo Albese, e a tutti i vignerons del Moscato d’Asti, vino simbolo del miglior Piemonte, l’augurio che questa vendemmia, nonostante uno dei più avversi andamenti stagionali che si ricordino da tempo (eppure in una zona spumantistica bresciana hanno l’ardire di emettere cialtroneschi comunicati stampa – ne parleremo lunedì, trattandoli come meritano – dove spacciano per buona una vendemmia che buona non può assolutamente essere: bugiardi!), sia decente e consenta, nonostante il caldo abbia per forza di cose condizionato il quadro aromatico e bruciato profumi e abbassato drasticamente l’acidità, di produrre vini buoni. E sinceri e schietti, com’è ogni Moscato d’Asti degno di questo nome.

Viva il Moscato d’Asti e fatelo assaggiare tranquillamente ai vostri bambini!

Attenzione!

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13 pensieri su “Moscato d’Asti 2016 Soria: un dissetante sano e naturale!

  1. Grazie Franco per i graditi complimenti al Moscato,fatti da te sono sicuramente sinceri, come lo è l’augurio di una buona vendemmia.
    Da grande esperto hai saputo cogliere quali sono stati gli aspetti climatici molto strani di questa annata che hanno condizionato il prodotto uva, base per fare dei buoni vini.Abbiamo visto gelate, grandinate caldi africani, siccità che sicuramente hanno condizionato la produzione del vigneto Italia.
    Adesso bisogna pensare a raccogliere il prodotto e vinificarlo con la massima attenzione per cercare di ottenere anche in annate come queste dei buoni vini.
    Ciao Franco . A presto.
    p.s. Magari fossi il re del dolcetto , sono solo un semplice produttore che cerca di fare il possibile per dare a questo fantastico vino lo spazio che merita.

    • caro amico Teresio, caro autentico vignaiolo di Langa Teresio, caro dolcettista appassionato, averne di vignaioli come te! Figure che prima di essere ottimi vignaioli, servitori umili della terra, interpreti non esaltati o presuntuosi della verità delle vigne che lavorano, sono persone vere e splendide persone. E’ una vera fortuna per me aver conosciuto, in oltre trent’anni che faccio il cronista del vino, a modo mio, magari sbagliando ma in buona fede, ma sempre mettendoci la faccia e dicendo quello che penso senza ragionamenti di convenienza, figure come la tua e come altri vignaioli di Langa. Quelli simpaticissimi e a me cari di Montelupo Albese, di Diano d’Alba, della Langa tutta che ha un posto speciale nel mio cuore e l’avrà sempre, perché in nessuna terra del vino come la Langa albese io mi sento a casa mia, sicuro di non aver sprecato la mia vita cercando di raccontarne protagonisti, sogni, meraviglie e miracoli…
      un forte abbraccio amico vero..

  2. Signor Ziliani…semplicemente perfetto…per la parte vinicola e per quella politica!
    un produttore di moscato e altro
    Guido Schiavio

    • Grazie Guido, spero di aver presto occasione di farle visita in cantina. Vedo che é a Costigliole d’Asti http://it.vignetilannunziata.it/home un luogo magico, che mi rievoca ricordi di oltre trent’anni fa, l’incontro, nel suo ristorante, con il grande Guido Alciati: che famiglia straordinaria di ristoratori e che classe Guido! Cari saluti e buona vendemmia!

  3. Condivido in pieno le considerazioni e le critiche su bevande famose e iperzuccherate. La stessa famosa multinazionale sembra abbia assoldato un esercito di giornalisti e pseudo medici-dietisti per divulgare articoli e informazioni a favore della non “pericolosità” della bevanda….!
    Devo dire che anche io, ogni tanto, stappo qualche sana e buona bottiglia di Moscato d’Asti. L’ultima proprio l’altra sera, per addolcire un boccone un po’ amaro…. 😉 🙁

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