Monfortino 2010 a 1000 euro? Mauro Mascarello rilancia: Cà d’Morissio a 1500!

Clamoroso a Castiglione Falletto

Ero rimasto anch’io colpito, come molti, dalla recente notizia, resa nota, in strisciante conflitto d’interessi, da un tale che scrive di vino pur vendendolo, secondo la quale, leggete qui (io cito doverosamente la fonte senza fare il nome del blog sia dell’autore: meglio evitare contagi e contaminazioni di qualsiasi tipo…), “con un prezzo che si assesterà, con ogni probabilità, tra gli 800 e i 1.000 euro al pubblico di primo passaggio, il Monfortino 2010 alza l’asticella dei premium wines italiani fin dove nessuno si era mai spinto prima, con un rapporto tra valore assoluto e incremento relativo senza pari”.

In altre parole che Roberto Conterno, figlio di Giovanni e nipote di Giacomo Conterno, attuale erede di una delle più prestigiose aziende agricole della Langa del Barolo, la Giacomo Conterno di Monforte d’Alba, che vinifica uve Nebbiolo da Barolo provenienti dal mitico vigneto Francia in Serralunga d’Alba, aveva preso la decisione di uscire sul mercato con la nuova annata, la 2010, del suo Barolo riserva denominato Monfortino, ad un prezzo record, quasi da super cru francese, variante, non si saprebbe ancora, tra gli 800 ed i 1000 euro. Roba da fare impallidire, al confronto, Bruno Giacosa con le sue riserve etichetta rossa e il Re del Langhe Nebbiolo, ora aspirante re (di ritorno) del Barbaresco, Angelo Gaja.
A caldo avevo abbozzato un commentino un po’ incazzoso, pubblicato sul mio account Linkedin, molto ben frequentato, molto più serio e professionale che Facebook, dove pure ho due account, che recitava: “Mi occupo di Barolo, vino che penso di amare sopra ogni altro e aver raccontato e onorato con umiltà e passione, dal lontano 1984, anno in cui l’autore di questo testo forse andava ancora alle scuole elementari. Sono però orgoglioso e felice di non aver mai scritto una cosa simile e di non avere i conflitti di interessi che ha questo ragazzotto marchigiano che si atteggia a guru del vino. Enosnob. Quando a Roberto Conterno, beh è libero di fare quello che vuole ma so che suo padre Giovanni e suo zio Aldo, che ho ben conosciuto, avevano tutt’altro stile… È sapevano scegliere molto meglio le persone di cui fidarsi. A volte il successo, commerciale, può far perdere la trebisonda”.

Oggi confermo in toto le parole di qualche giorno fa, nonché la difficoltà a comprendere le logiche e le ragioni di Roberto Conterno (con suo padre Giovanni, che era un uomo tutt’altro che affabile, ma era un Signore, i rapporti sono sempre stati eccellenti, con lui non c’è mai stato feeling. Ma non sono il solito a dire così…). Gaja insegna: se uno riesce a vendere al prezzo elevato cui propone i propri vini, chi può criticarlo?

Mi è però venuta un’idea. Con il massimo rispetto per il Barolo Monfortino credo che in Langa esista un altro Barolo fuoriclasse, o meglio una selezione speciale e prodotta in poche bottiglie solo nelle grandi annate, del mio Barolo del cuore. Il Barolo più elegante e suadente che esista, una carezza per il palato, la finesse fatta vino, un bouquet aromatico eccitante, per me. Come potrebbe esserlo, immagino (è solo un sogno purtroppo) il corpo in deshabillé della più bella donna nel mondo, imho, ovvero la francese Juliette Binoche, che mi trovassi a sorpresa (roba da infarto) nel mio letto..
Questo Barolo strepitoso, a dire solo metà del suo nome, è il Barolo, da uve poste nel comune di Castiglione Falletto, denominato Monprivato. Il suo artefice, il vino è quasi un “monopole”, si chiama, e che Bacco ce lo protegga in eterno, l’Unesco lo dichiari patrimonio dell’Universo e lo metta sotto tutela, e che noi amanti del Barolo gli riserviamo ogni giorno un inno di lode, Mauro Mascarello, attuale patron dell’azienda agricola Giuseppe Mascarello, con cantina (una vecchia ghiacciaia a bordo Tanaro) in Monchiero e vigneti in Castiglione Falletto e Perno di Monforte d’Alba.
Non bastandogli produrre un Barolo meraviglioso come il Monprivato, a quell’insostituibile “matto” di Mauro, uno di quei vignaioli che se non esistesse bisognerebbe inventarli, è venuta l’idea, leggete qui il progetto, di produrre una speciale selezione di Monprivato e quindi, “nell’agosto del 1999, questo Barolo pazientemente “affinato” per sei anni, fu imbottigliato come Barolo MONPRIVATO “Cà d’Morissio” Riserva 1993”.

Mascarello, che io amo chiamare l’ultimo dei Mohicani del Barolo tradizionale, ha deciso di dedicare “questo Barolo a mio nonno Maurizio, “Morissio” in piemontese, che per primo intuì la grande vocazione qualitativa del vigneto MONPRIVATO, volle acquistarne una parte, iniziando la produzione già nel 1904, ed ebbe l’ispirazione di piantare questo clone di Michét. Per contraddistinguere questa selezione massale di Barolo MONPRIVATO, ho utilizzato il nome della “Cascina Mascarello” così come risulta dal Foglio IV di Mappa Catastale, Particella 99, del Comune di Castiglione Falletto, nel dialetto piemontese “Cà d’Morissio”, così come è usato nella tradizione orale di Castiglione Falletto”.

Chi ha avuto la fortuna di provare anche una sola volta il Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio, 4 anni fa il super sommelier pirotecnico Luca Gardini ha giudicato l’annata 2006 il miglior vino del mondo, ha avuto la consapevolezza di trovarsi ad un capolavoro assoluto non solo del Barolo, del vino piemontese, del vino italiano, ma in assoluto ad uno dei più grandi vini del mondo. Un vino che, in diverse annate, non poteva mancare nella mia cantina, dove viene conservato gelosamente (belle signore appassionate di Barolo, prendete debita nota, se voleste provarlo in mia compagnia… ). Un vino, prodotto mediamente in meno di 2500 esemplari, che esce dalla cantina, listino operatori, ad un prezzo intorno ai 220 euro più Iva. Un rapporto prezzo qualità strepitoso, se si considera che un pari valore francese, in Bourgogne, a Bordeaux, costa almeno il doppio.

Cosa ho fatto dunque quando ho appreso che il Monfortino 2010 sarebbe stato proposto ad un prezzo quattro volte tanto il Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio? Ho contattato immediatamente Mauro e gli ho proposto di organizzare con urgenza un “consiglio di gabinetto”. Così sono solito definire il consiglio di famiglia comprendente 4 Mascarello 4: Mauro, la sua tenace moglie Maria Teresa ed i figli Giuseppe, filosofo e libero pensatore, ed Elena, splendida voce da soprano e donna immagine e addetta alle p.r. della cantina.
Accorso in cantina a Monchiero, facendo leva sulla credibilità conquistata con una lunga fedeltà all’azienda, un’inossidabile amicizia (si può essere amici di un produttore di vino anche se si è cronisti del vino, e Mauro Mascarello, come Fulvio Bressan, come Fabio Alessandria, per me lo è), che dura da una vita, e sul recente exploit di essere riuscito a far entrare il Barolo Monprivato nella wine list dell’hotel dove scendo quando vado a Londra, questo (chiedere conferme all’importatore UK di Mauro e all’head sommelier G.F.) senza giri di parole ho subito detto: ma vi sembra possibile che il vostro Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio esca dalla cantina ad un quarto di prezzo del Monfortino? Ma sarà mai possibile?
Pensate forse che il vostro gioiello valga quattro volte meno del vino di Roberto Conterno? E qui lasciandomi andare ad una dantesca orazion picciola “Li miei compagni fec’ io sì aguti, / con questa orazion picciola, al cammino, / che’ a pena poscia li avrei ritenuti”, ho fatto mie le parole del divino poeta:

« “O frati,” dissi, “che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”. »

E dopo tanta poesia un approdo prosaico in tono manzoniano: amici cari, questo Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio s’ha da aumentare! Ed il finale, mentre Mauro sembrava essere conquistato dal mio volo pindarico, la Signora Maria Teresa, vedendo chiaramente il tornaconto economico mi dava ragione, la bella Elena mi definiva pazzo scatenato e Giuseppe dava avvio ad una divagazione giuridico filosofica su pro e contro dell’eventualità di appoggiare la mia proposta e si chiedeva cosa avrebbero detto a proposito la Chiesa ed i clienti in Dubai, non poteva essere che uno solo.
Guardandoli tutti negli occhi e sentendo di potercela fare a convincerli ho urlato: “siete o non siete i produttori del miglior vino del mondo? L’ha detto Luca Gardini, perdinci, mica Jancis Robinson! E allora se il Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio è questo super vino, e per me, che sono solo un absolute beginner, lo è, non può costare meno del pur fantastico Barolo riserva Monfortino.

Dunque se Conterno lo vende a 1000 euro, che voi Mascarello non dovete esitare un solo istante a proporre all’attenzione degli appassionati dei fine wines di tutto il mondo e di Marte il vostro Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio 2010, l’annata che state per commercializzare, a 1500 euro. Se non lo fate, se non date l’importanza che merita al vostro gioiello, allora non avete capito un tubo di come vanno le cose del vino oggi! Sarete mica così provinciali, stolti e modesti, da venderlo a 220-250 euro?”

E prima che avessero il tempo di obiettare e di ipotizzare che magari ci sarebbero stati dei problemi ad applicare il mio suggerimento, autonominandomi al volo direttore commerciale (?) della deliziosa piccola azienda i cui vini nel cor mi stan (non solo il Monprivato, ma i Barolo Villero, delicato e sublime, il misterioso e ineffabile Barolo Perno Vigna Santo Stefano, i Dolcetto d’Alba Bricco Mirasole e Vigna Santo Stefano di Perno, il Langhe Freisa Toetto, le tre Barbera d’Alba una più succosa dell’altra), ho costretto i Mascarello ad accettare la mia proposta/ordine.
Questa, quindi, la decisione finale: il Barolo Monprivato riserva Cà d’Morissio 2010 che sta per uscire entro fine anno verrà proposto ed esitato alla cifra di 1500 euro. Una bella sommetta, non da vino per il popolo, non da Tavernello, e che sicuramente renderà questo strepitoso vino patrimonio esclusivo di happy few (Mauro, ma una buta almeno me la merito dopo questa pubblicità, no?), ma che farci? Le Ferrari, le Rolls Royce, gli orologi Vacheron Costantin, gli abiti di Brioni o di Loro Piana, sono forse per tutti? Non mi risulta. Risiedere al Ritz o fare shopping in Piccadilly o Mayfair quando si va a Londra? Nemmeno, acciperbacco…
Allora, se nessuno protesta e si straccia le vesti perché il Barolo Monfortino riserva 2010 costerà, l’ha annunciato un ragazzotto marchigiano su un wine blog pseudo alternativo, tra 800 e 1000 euro, e i vini strepitosi, storici, magici, del mitico Domaine de la Romanée Conti costano, fonte RareWine.dk, le seguenti cifre, a seconda dell’annata:

1 * DRC – Romanee Conti 1998 at 11500 euro
1 * DRC – Romanee Conti 2008 at 11000 euro US Backlabels
2 * DRC – Romanee Conti 2011 at 11000 euro – US Backlabels

2 * DRC – La Tache 1993 at 2700 euro
1 * DRC – La Tache 1996 at 2750 euro

12 * DRC  Romanee St. Vivant 1995 in OWC 12 at 1600 euro – US Backlabels
6 * DRC – Romanee St. Vivant 2005 at 1550 euro – US Backlabels

1 * DRC – Richebourg 1991 at 1850 euro
1 * DRC – Richebourg 1994 at 1500 euro
1 * DRC – Richebourg 1997 at 1475 euro
1 * DRC – Richebourg 1998 at 1600 euro
1 * DRC – Richebourg 2006 at 1425 euro
1 * DRC – Richebourg 2011 at 1325 euro
3 * DRC – Richebourg 2013 at 1375 euro
1 * DRC – Richebourg 2014 at 1500 euro
1 * DRC – Echezeaux 2004 in OWC 1 at 1100 euro
3 * DRC – Echezeaux 2005 at 1275 euro
1 * DRC – Corton 2014 at 1025 euro

Perché mai ci si dovrebbe stupire e scandalizzare se il miglior Barolo, uno dei migliori vini del mondo, un’opera d’arte che onora tutto il pasticcione, fasullo, bugiardo, caciarone mondo del vino italiano, viene a costare 1500 euro? Ce l’ha prescritto il medico di acquistarlo? No. Deve essere servito insieme a costine e cotechini alle, ormai semi deserte, Feste dell’Unità? Nemmeno. E allora viva Mauro Mascarello e viva la sua splendida famiglia per questa decisione coraggiosa di dare il giusto valore al loro lavoro. In vigna ed in cantina.

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog http://www.lemillebolleblog.it/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

5 pensieri su “Monfortino 2010 a 1000 euro? Mauro Mascarello rilancia: Cà d’Morissio a 1500!

  1. Grande articolo Franco, l’ho trovato interessante, poetico, spiritoso e vivace. Condivido il marketing-pensiero sul Barolo di Mascarello (che anch’io amo), anche se l’accento sul prezzo lo renderà meno accessibile al pubblico. Ma è pur giusto cosí (sperando di essere in futuro una di quei fortunati “Happy Few”). Un caro saluto! Eleonora

  2. Il Monfortino 2010 esce a 270 euro franco cantina, ovvero 330 finito di iva, contro i 270 I.C. del Ca d’Morissio. Non mi pare una differenza abissale. Con un margine consueto del 50% per il rivenditore, il prezzo finale al cliente si sarebbe dovuto attestare intorno ai 650-700 euro (alcune enoteche per l’appunto hanno applicato tale prezzo). L’incremento previsto fra gli 800 e 1000 euro è dovuto semplicemente alla domanda di mercato, in cantina sono arrivate richieste per circa 30.000 bottiglie contro le 9/10.000 prodotte, di conseguenza le forniture ai rivenditori sono state tagliate al fine di soddisfarne il maggio numero possibile. Da qui si generano più che giustificate dinamiche speculative dovute a leggi di mercato estranee alla cantina. Perciò non ritengo così insensato il prezzo finale. Spero che il mio messaggio non fraintenda un tono polemico, non ho nulla a che fare con intravino, né tantomeno con la cantina Giacomo Conterno (magari così fosse!). Ci tengo solo ad affermare la mia opinione che Roberto Conterno non si sia svegliato una mattina con l’intenzione di rimpinguarsi le tasche aumentando vertiginosamente i prezzi, ma si siano dovuti a dinamiche indipendenti dal produttore.

    Marco

    P.s. Adoro il Cà d’Morissio

  3. E il vignolo dei Cavallotto da buon vicino vogliamo scordarcelo?Riguardo ai prezzi non so cosa pensare.Di sicuro ,dopo un’annata così scarsa non solo in Italia Francia Spagna,ma a livello mondiale e con un sensibile aumento dei potenziali bevitori e conseguente richiesta di vino i prezzi non possono che aumentare a cominciare,come sta già succedendo,dallo sfuso.La dura legge del mercato cui poco interessa se a bere il grande vino sia un intenditore o un magnate capace persino ,come già successo,di mischiarlo alla Coca Cola.Pecunia non olet.Sursum corda e…….andiamo in cantina a cercare una buona bottiglia non cara da bensì possibilmente con UNA carina.Francesco Mondelli

  4. il monfo esce a 270 piu iva, e per tutto il racconto infanghi un produttore chè ha assistito, come tutti, ad una speculazione quasi vergognasa.
    Sulla singola bottiglia ci guadagna di piu chi ha avuto l assegnazione, che il produttore stesso.
    Hai fatto un articolo ridicolo, facendo capire a tutti che se conterno ti lascia fuori da quel cancello fà bene, molto bene!!!
    ps non conosco entrambi ma basta leggerti per capire la tua rabbia per un bicchiere che non ti appartiene 😉

    • vede Caoduro, lei piscia fuori dal vaso mentre straparla. A vanvera.
      a) non infango nessuno, faccio informazione. E nessuno, tantomeno Roberto Conterno, ha avuto nulla da ridire;
      b) Roberto Conterno non mi lascia fuori da nessun cancello. L’ultima volta che ci sono stato, ormai anni fa, ho capito che a differenza di quanto accadeva con suo padre Giovanni, con lui non c’é feeling. Ottimi vini, ma nel Barolo, e non solo, per me conta anche la personalità di chi lo fa. E la possibilità di comunicare, dialogare, con quel vignaiolo;
      c) “la rabbia per un bicchiere che non ti appartiene” é una simpatica espressione, ma che nel mio caso é completamente fuori luogo. Penso che nemmeno a lei competa il Barolo, ma vista la sua intelligenza al massimo un bel Langhe Merlot o un Super Tuscan al gusto di legno e caffé….

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