Basta illusioni e utopie, una sana dose di realismo s’impone

Riflessioni sul futuro di Vino al vino e Lemillebolleblog

Sono stati elettrizzanti e bellissimi, da tanti punti di vista, tranne che uno, questi primi dieci mesi del 2017. Dopo l’annus horribilis 2016 dove una devastante depressione mi aveva fatto perdere 16 chilogrammi di peso, ridotto a non scrivere più e non toccare vino per nove mesi (manco dovessi partorire chissà quale mostro…), questo 2017 mi aveva dato l’illusione di essere rientrato appieno in quel mondo del vino al quale ho dedicato qualcosa come 33 anni della mia rocambolesca vita.

Dapprima con grande timore e cautela, perché temevo di aver perso palato e percezione degli aromi e interesse e passione per il prodotto vino, sono tornato ad assaggiare e bere vino. Sono tornato, seguendo un sacco di manifestazioni, in Italia e all’estero (cinque volte, per un totale di venti giorni, a Londra) e due volte a Parigi, a fare il mio strano mestiere di cronista del vino, a partecipare ad alcune anteprime (saltato Benvenuto Brunello, perché a Montalcino dominano i cialtroni), al Vinitaly, a piccole rassegne di vignaioli naturali, ultima delle quali Fornovo Taro per Vini di Vignaioli, dove sono stato meravigliosamente bene domenica.

Continuavo a pensare, pirla che non sono altro, che potessi continuare a scrivere, ormai quasi esclusivamente sui miei blog (sulle testate cartacee o le rivista on line dove si collabora non gratuitamente ma pagati per il proprio LAVORO in Italia non mi fanno scrivere, non perché non capisca un ca..o di vino o non sappia scrivere, ma perché sono pericoloso, perché non accetto compromessi, non mi piego alle leggi del marketting – volutamente doppia p – e avrei dovuto ricominciare a scrivere, ma per una rivista inglese..), con il mio stile, con il mio modo di raccontare e commentare che mi ha ritagliato un posticino d’angolo nella cronaca del giornalismo sul vino dagli anni Ottanta in poi. Su carta e su Internet.

Continuavo a pensare, ma guardate voi che babbeo!, che due blog come Vino al vino (nato nel 2006) e Lemillebolleblog (nato nel 2010) potessero essere megafono e cinghia di trasmissione del mio lavoro di giornalista e comunicatore del vino, che si sviluppa(va?) non solo scrivendo, ma redigendo testi per aziende e consorzi, conducendo degustazioni, coordinando o ideando eventi, incarichi di pubbliche relazioni escluse. Perché o si fa il cronista del vino, oppure si hanno incarichi di p.r., uffici stampa, ecc. Per i quali sono più adatte le donne, possibilmente belle e con un pelo sullo stomaco stile yeti, o persone non divisive come lo sono io.

Quando siamo ormai a novembre e il 2017 si avvicina al suo epilogo è tempo che io apra gli occhi, rinunci a romantiche e donchisciottesche illusioni e utopie e faccia un sano bagno di realismo e di concretezza.
A fine anno, come ho già scritto in un pubblico appello dove dicevo apertamente di essere alla ricerca di un nuovo partner tecnico, scadrà il mio attuale contratto di Web hosting per Vino al vino e Lemillebolleblog e come ho spiegato ora si tratterebbe di dare una nuova ospitalità, un Web hosting, ai blog e ai loro contenuti. Non poca roba, perché si tratta di blog (Google analytics attesta essere ancora seguiti) che hanno una storia di parecchi anni.

Se troverò questa soluzione, bene. Se non dovessi trovarla, visto che carmina et blog non dant panem ma addirittura costano soldi per aggiornarli ad indispensabili versioni mobile e non me l’ha prescritto il medico di avere due blog del vino, non farò altro che limitarmi a rinnovare i domini e non aggiornare più i blog. Dirò di più. Sono disponibile, di fronte ad un’offerta interessante, a cedere i domini e a lasciare che chiunque altro, cambiando linea editoriale se vuole, mettendosi a scrivere il contrario di quello che ho scritto io sinora, continui a far vivere Vino al vino e Lemillebolleblog. Unica clausola che vengano mantenuti on line i testi sinora pubblicati. Per entrambe le soluzioni le proposte vanno inviate a cannubi@gmail.com

Se nessuna di queste condizioni si verificherà, visto che nessuno è indispensabile, io per primo, visto che non scrivo parole di salvezza eterna, che non ho alcuna pretesa di detenere alcuna verità o di salvare il mondo con i miei testi, così come sono nati i miei due wine blog tranquillamente e silenziosamente andranno a morire.
Per questi due mesi che restano aggiornerò ancora i blog ma non parteciperò più a nessuna degustazione o manifestazione e farò tesoro dell’ampio materiale, assaggi in Italia, Londra e Parigi, incontri, esperienze, conoscenze, emozioni che ho sinora accumulato. Quindi niente Mercato dei vignaioli della Fivi (25-26 novembre, Piacenza) e niente altre cose. A casa tranquillo.

E cosa farò dopo? Ho ancora il Franco Ziliani blog per “sfogarmi” e mi accingerei, ma ho moltissimi dubbi a questo punto, ad aprire (o riaprire) un terzo blog vinoso: ma aprirlo per chi? Perché? Con quale senso? E inoltre, visto che non so fare altro, lascerò il giornalismo indipendente del vino, che in questa Italia squallida, volgare e irriconoscente non ha spazio, e metterò penna e computer al servizio di chi vorrà da me, professionalmente, prima si paga poi si fanno progetti, prima si precisa che si chiede la mia collaborazione considerandola come un lavoro, non come un’occasione per fare una passeggiata da Bergamo a Merano e condurre una degustazione a gratis…, e poi si parla, con il mondo del vino.

Nessuna azienda esclusa, poco mi deve fregare, a questo punto, se i loro vini mi piacciano o mi facciano pena, se il produttore sia una persona onesta o un farabutto (ci sono nel mondo del vino italiano, credetemi..). Sono un professionista serio, a tutto tondo, con grande esperienza, che sa ancora scrivere. Se il mio lavoro interessa ancora bene, se non interessa, cosa possibilissima, ci sono sempre Paris e i ponti sulla Seine che mi aspettano. Più onesto e rispettoso un futuro da clochard che vedersi trattati come dei dilettanti che secondo qualche “fenomeno” sarebbero disposti a fare cinquecento chilometri per condurre una degustazione per “fare una passeggiata”…, mica per lavoro…

Provino a fare così con altri, se hanno il pelo sullo stomaco. Al prossimo che si dovesse azzardarci dedico l’Avvelenata di Guccini e questa aurea canzoncina di Marco Masini…

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog http://www.lemillebolleblog.it/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

12 pensieri su “Basta illusioni e utopie, una sana dose di realismo s’impone

  1. Ti auguro e mi auguro che almeno un blog possa essere salvato e che ti permetta di essere una penna e una mente libera in un mondo di asserviti..

  2. Franco , da anni ti leggo poco ,credo di sapere il perchè e il per come hanno voluto castigarti per non esserti allineato a quel marketting che ormai dilaga e somiglia sempre più a un mostro vorace quanto feroce. Anni fa per il solo fatto di aver dichiarato che non comprendevo l’accanimento che ti veniva riservato per aver espresso un pensiero fuori dal coro ho subito un autentico killeraggio ,se volessi esplicitare la trama dovrei ricorrere al migliore Cammilleri . Tralascio la mia storia sono ormai rassegnato che per la verità occorre aspettare tanto e mi intrometto nella tua, certo che l’ingratitudine vince su tutto, come è possibile che in 33 anni di carriera non hai conservato amici che dovrebbero correre in tuo aiuto ? Proprio ieri sera ho visto uno special su Enzo Biagi e quanto è stato in sintonia con Indro Montanelli nella vita è stato magnifico, così distanti politicamente così vicini eticamente. Ma è così cambiato il Mondo ? Franco spero che la solidarietà di mestiere superi ogni divisione e che il tuo pubblico ti sostenga nonostante le stridenti voci dei tuoi detrattori sono ancora potenti. Spero con sincerità che il tuo proposito non si avveri. Cerca di trovare tutta la serenità possibile. Vittorio.

  3. Senza offesa, e` solo il mio parere, ma dopo il repentino cambio di opinioni sui vini della Franciacorta, sta toria del Franco Ziliani indipendente e tutto di un pezzo, a me pare piu un mito che una realta`

    • Lei dice? Interessante punto di vista e convinzione che la invito cortesemente a supportare con elementi concreti. Altrimenti sono chiacchiere e opinioni e basta

  4. Non so se interpreto correttamente il pensiero di Renato, ma per quanto lo possa capire, le do il mio parere (Renato rettificherà nel caso).
    Lei ha passato anni a elogiare la Franciacorta, i loro vini, i personaggi e finanche le etichette arancioni (ricorda le dispute con Zakk? Peccato non si faccia più vivo qui). Tutto ad un tratto, i vini sono diventati mediamente mediocri, le persone ignoranti arricchiti e le etichette arancioni volgari.
    Il mio sospetto (ma qui può confermare solo lei) e ‘che per anni lei ha lavorato (e guadagnato) con la zona Bresciana. Parlando bene dei vini, delle persone e dei colori delle etichette. Poi, per un motivo o per l altro, questa collaborazione e ‘venuta meno, e pure le sue Idee sono cambiate. Sbaglio a pensarla cosi? Basterebbe sapere quanto lei ha incassato (giustamente, beninteso) dalla Franciacorta, che so, nel 2014 o 2015, e quanto nel 2017. Non sarei sorpreso se ci fosse una differenza importante.
    Venendo al punto…se tutto quanto sopra scritto assomigliala alla verità`, la sua indipendenza di giudizio, personalmente, mi lascia più di una perplessità.
    Saluti cordiali

    • molto bene Fabio, lei mi dà esplicitamente del markettaro, di quello che scrive bene di un produttore, di una zona, perché foraggiato.
      Non commento e lascio ai lettori giudicare la veridicità e la fondatezza delle sue affermazioni.
      Il discorso relativo alla zona spumantistica bresciana, che non nomino, perché non vedo perché dovrei farle pubblicità, é molto più complesso e lei preferisce ridurlo ad un discorso, volgare e offensivo, di do ut des. Credo di averlo sviluppato e sviscerato sufficientemente ma parlare alle zucche vuote é sempre molto difficile…

      • Mi perdoni, Ziliani, ma i motivi di cui parla, ha più volte detto che li avrebbe chiaramente detti (mi togliero` i sassolini dalle scarpe, raccontero` tutto, a Brescia saranno preoccupatissimi…)…tanto fumo, ma ad oggi, dichiarazioni chiare su quanto successo io non ne ricordo. Sara colpa della mia zucca vuota? Bo, io non credo. Vuota o non vuota, e ‘difficile leggere cose non scritte.

        • mi scusi, perché va fuori tema?
          Siamo su Vino al vino e non su Lemillebolleblog e non si sta parlando in alcun modo di una zona spumantistica lombarda e di eventuali miei rapporti, che non potrebbero essere che quelli, normalissimi, che ogni giornalista del vino e degustatore ha con una zona di produzione e con i suoi vini.
          Ad ogni modo stia sereno (detto con accezione renziana), non é successo assolutamente nulla. Lo chieda ai suoi amici della caldissima e assolata pianura bresciana…

  5. Buongiorno Franco,
    intervengo anchio in questa piccola “discussione” a seguito di questo tuo post stanco, sfiduciato e disilluso, ma pur sempre realista, vista la situazione attuale di quel mondo che ben conosci…
    Sinceramente non ho molto da dire al riguardo…e come potrei, dopo l’analisi e le considerazioni, più che mai personali, che hai voluto condividere con i tuoi lettori, pochi o tanti che ancora siano.
    Mi dispiace, e molto, avvertire una profonda amarezza nelle tue parole, ma ora non credo che le nostre opinioni possano farti prendere decisioni diverse da quelle che stai, giustamente, soppesando.
    Posso solo dirti, se ciò può farti in qualche modo piacere, che molti di noi, me compreso, continueranno a seguirti se deciderai di mantenere in vita almeno questo blog…!
    Anche perché così, ogni tanto, ci si può anche sfottere su altri verdi campi… 😉 😀

  6. Come fa “il Renato” a scrivere -“senza offesa ma io la giudico praticamente un markettaro”- ? Senza offesa ???? Ma come sta ??
    Poi arriva “il Fabio” che interpretando il pensiero di uno sconosciuto ( o non lo è per lei…? ) si mette a chiedere introiti ed annate…Ma come sta ??
    Avete mai visto FZ all’opera ? Dovreste prima di dare aria alla bocca!
    La passione struggente e l energia che mette in quello che fa la conoscete ? Intuisco che per mercenari quali voi probabilmente siete ( 1 o 2 non si sa ? ) un hombre vertical VERO faccia persino spavento.

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