Masterclass di Pinot nero a Wine Days il 5 novembre a Milano

Siamo sicuri che il Pinot nero italiano sia stato scelto bene?

Domenica 5 e lunedì 6 Milano sarà teatro di una manifestazione dedicata al vino intitolata Wine Days. Come scrivono gli organizzatori “Due giorni di masterclass, degustazioni guidate e un grande walk-around tasting con 223 etichette d’Italia e Alsazia. Sono i Wine Days di Milano! Domenica 5 e lunedì 6 novembre al Museo dei Navigli. Civiltà del bere porta nel cuore della città 63 protagonisti della grande enologia d’autore: una selezione che abbraccia nomi celebri e produzioni di nicchia, uno spaccato della varietà che contraddistingue l’inebriante mondo di Bacco. L’ingresso (20 euro, ridotto a 15 per abbonati e professionisti) è dalle ore 15 alle 20”.

Ai banchi d’assaggio dei Wine Days ci sono 63 realtà produttive d’eccellenza. Una selezione di Cantine da tutta Italia: Allegrini, Marchesi Antinori, Argiolas, Baglio di Pianetto, Guido Berlucchi, Bertani Domains, Bisol, Ca’ di Rajo, Cascina I Carpini, Castello di Querceto, Gerardo Cesari, Cleto Chiarli, Michele Chiarlo, Cusumano, Cuvage, Eleva, Falesco – Famiglia Cotarella, Fèlsina, Feudi di San Gregorio, Gianfranco Fino, Tenuta L’Impostino, La Raia – Tenuta Cucco, La Vis, Le Colture, Les Crêtes, Librandi, Livon, Cantine Lunae, Lungarotti, Lupi, Marchesi di Barolo, Masi Agricola, Mezzacorona, Monteverro.

E poi: Nino Negri, Pasqua, Petra, Pietraventosa, Pighin, Planeta, Rocca delle Macìe, Roccafiore, Ruggeri, Cantine San Marzano, Cantina San Michele Appiano, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita, Cantine Settesoli – Mandrarossa, Matteo Soria, Tasca d’Almerita, Tenuta di Trinoro – Passopisciaro, Tinazzi, Torrevento, Cantina Tramin, Umani Ronchi, Vallone, Velenosi, Villa Matilde, Villa Sandi, Vite Colte, Zymè. Più due special guest: i produttori della Valle di Cembra (Mostra Müller Thurgau) e il Consorzio Vini d’Alsazia.

Beh scorrendo l’elenco vedo qualche nome che mi acchiappa senza discussioni, I Carpini, Felsina, Les Crêtes, Librandi, Lupi, , Cantina San Michele Appiano, Tenuta Santa Caterina, Matteo Soria, Tenuta di Trinoro – Passopisciaro, Torrevento, Cantina Tramin, Vallone, ma anche tanti nomi che non mi fanno certo impazzire. E qualcuno che cordialmente poco simpatico mi sta… E i cui vini non starò certo ad assaggiare…

Nulla di nuovo sotto il sole, l’ennesima manifestazione dedicata al vino, organizzata da una testata storica (che continua ad esistere e resistere, meglio di altre teoricamente più “fighette”… E quindi applausi..) alla quale sarò presente come spettatore curioso, anche se il mio cuore sarà, negli stessi giorni, a Fornovo di Taro, per Vini di Vignaioli, dove i partecipanti saranno nientemeno che i seguenti

Tornando a Wine Days, ci saranno cinque Masterclass, personalmente seguirò questa, perché Champagne e Paolo Basso sono due nomi che funzionano come una calamita su di me.., ma vorrei concentrare la vostra attenzione su quello che si svolgerà domenica 5 novembre alle 15.30, dal titolo Pinot noir: un confronto mondiale. Il wine tasting, guidato dal giornalista toscano Aldo Fiordelli, vedrà 5 vini in assaggio, i seguenti:

Conte Vistarino – Pernice, Provincia di Pavia Igt 2013
Marquis d’Angerville – Volnay 1er Cru Champans Aoc 2013
Gilbert Ruhlmann Fils – Pinot noir Alsace Aoc 2015
Maison Louis Jadot – Résonance Vineyard Pinot noir Willamette Valley Oregon 2014
Cloudy Bay – Pinot noir  2015

Tutto molto interessante, sicuramente una degustazione stimolante e utile, anche se personalmente al Pinot noir di Cloudy Bay avrei preferito, sempre restando in Nuova Zelanda, il Pinot noir prodotto dall’ex winemaker storico di Cloudy Bay Kevin Judd nella sua tenuta Greywache. Degustate in giugno in un masterclass londinese cui Judd mi aveva invitato, tre annate di questo Pinot noir mi hanno letteralmente incantato…

Ma poiché oltre che come franco tiratore sono noto anche come bastian contrario o lo “Sgarbino del vino”, posso rompere l’incanto chiedendo se il vino chiamato a rappresentare i colori del Pinot nero italiano sia davvero stato scelto bene? Siamo certi che l’araldo del Pinot nero tricolore sia davvero quello che possa consentirci di fare una buona figura, ma che dico, un figurone, dopo il Volnay 1er Cru, nella degustazione dei cinque?

Convinti davvero che non solo in Alto Adige (dove avrei almeno 3-4 nomi da ricordare al collega Fiordelli), ma in Trentino, oppure in Veneto (penso a Gini) in Friuli Venezia Giulia (Masut da Rive e soprattutto Fulvio Bressan), forse nel Mugello toscano, e persino sull’Etna non ci fossero Pinot nero più meritevoli di quello scelto?

E volendo rimanere, com’è giusto, essendo di gran lunga la più importante e storica zona di produzione italiana, con 3000 ettari vitati, nel bellissimo (nonostante le bizzarrie e le pigrizie dei locali) Oltrepò Pavese, siamo sicuri che il Provincia di Pavia Igt Pinot nero (Provincia di Pavia e non Oltrepò Pavese: ma quando cambierà nome questa orribile IGT che sembra solo un’indicazione amministrativa?) Pernice della nobile e antica casata dei Conti Vistarino, sia la migliore e incontestabile scelta possibile?

Io ho qualche dubbio in merito. Un buon vino, sempre troppo legnoso per i miei gusti, ma come ho scritto in un recente articolo, dove tiravo simpaticamente le orecchie al bravo collega Davide Paolini, penso che alternative valide Fiordelli le avrebbe trovate, in terra oltrepadana, nei Pinot nero di Tenuta Mazzolino, Conti di Vistarino, Anteo, Le Fracce, Frecciarossa, Olmo antico, Cà di Frara, in seconda battuta Montelio, Doria. E nell’ottimo Pinot nero 2012 di Le Fracce, che segnalavo plaudendo nel mio articolo.

Ed un figurone, e filo da torcere ai competitors esteri, avrebbe fatto se avesse scelto una vecchia annata di Brumano del vignaiolo che io considero il più bravo di tutti, quel “dilettante di genio” che corrisponde al nome di Gianluca Ruiz de Cardenas, un gentiluomo esperto e saggio che del Pinot noir sa tutto e che onora, magnificamente, con i suoi Pinot nero stile borgognone Brumano e Vigna Miraggi.

Allora come mai il Pernice della “ contessa che rilancia l’Oltrepò”, come scriveva due anni fa, con la consueta attenzione deferente che riserva a ricchi e potenti, l’esperto di vini del Corriere della Sera?

Come diceva Andreotti, “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E allora noto una coincidenza. L’animatore del masterclass, Aldo Fiordelli, classe 1977, è fiorentino e fiorentina l’abile e navigata PR e ufficio stampa della contessa Ottavia Giorgi di Vistarino.

Dai Ziliani, non fare così, è un puro caso, una coincidenza, non pensar male, non fare il bischero, suvvia!

Attenzione!

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e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

7 pensieri su “Masterclass di Pinot nero a Wine Days il 5 novembre a Milano

  1. Sono completamente d’accordo. In Veneto altre a quello di Gini, che conosco ed apprezzo molto, mi permetto di segnalare anche quello di Albino Armani.
    Per quanto concerne l’Oltrepo, a mio parere, solo un Brumano di 5/7 anni avrebbe potuto rivaleggiare degnamente.

    • prendo atto. Una domanda: affermando che “solo un Brumano di 5/7 anni avrebbe potuto rivaleggiare degnamente”, lei sostiene che il Pinot nero oltrepadano scelto é destinato a non fare grande figura rispetto agli altri 4? Ci faccia capire e parli senza problemi: tanto al massimo se la prenderanno con me…

      • Non posso sapere se il Pinot Nero oltrepadano scelto farà bella figura. Intendevo solo esprimere la mia preferenza, che, se non sbaglio è anche la sua, per i vini di Gianluca Ruiz de Cardenas rispetto agli altri principi dell’Oltrepo.

  2. Ciao Franco!
    Innanzitutto grazie per l’articolo. Sei un professionista e lo hai dimostrato anche per il fatto di aver scritto dell’evento. Addirittura a priori, aiutandoci a lanciarlo, per cui due volte grazie. Chapeau! Ormai, è un’attenzione che pochi hanno. Tutti vengono, nessuno scrive.
    Hai anche giustamente e liberamente scritto le tue opinioni in merito alla compagnia di produttori che vi parteciperanno, in particolare sulla selezione di Pinot nero.
    Non entro nel merito delle tue valutazioni su Vistarino. Solo di un particolare mi dispiaccio (ma non potevi saperlo!): hai fatto una deduzione errata in merito al legame Fiordelli fiorentino-Pr fiorentina. Infatti, il collega Fiordelli è stato incaricato di guidare il tasting, ma non ha scelto i vini. Siamo stati noi a scegliere le etichette (per tutte le masterclass). E un’altra precisazione: i vini non sono stati selezionati in quanto massimi rappresentanti nei rispettivi Paesi. Sono stati scelti in serenità, tra diverse etichette disponibili, da zone anche molto distanti, per rendere l’assaggio curioso e interessante. Infatti confronteremo i vini alla cieca, per ragionare sulle differenze tra climi e stili. Alla semi-cieca, se vogliamo. Cioè i vini sono quelli che sai, ma saranno serviti in un ordine non dichiarato. Il pubblico si cimenterà a collocarli nel nuovo o vecchio mondo, in clima più fresco o più caldo ecc… Alla fine lo scopo sarà soprattutto quello di divertirsi. Il pubblico si misurerà con le proprie convinzioni e a volte con i propri pregiudizi. Non ne uscirà certamente “il migliore”, ma anzi sarà curioso vedere se, ad esempio il Vistarino verrà sistematicamente scambiato per un altro vino, magari di un mondo vinicolo molto lontano.
    Grazie ancora per l’attenzione, e a prestissimo! Il seminario di Paolo Basso sarà una bomba. Spero.
    Buona serata,
    Alessandro
    P.S.
    Grazie anche per le considerazioni sulla testata “che resiste”.
    Alessandro Torcoli
    Direttore
    Civiltà del bere

    • Ringrazio il collega Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere. Per le gentili parole e la precisazione relativa alla scelta dei vini che “scagiona” Fiordelli, incolpevole della scelta di quel rappresentante italiano nella degustazione di cinque Pinot nero. Precisazione che, per completezza dell’informazione, pubblico. Restando assolutamente della mia idea circa il Pinot nero Pernice di Vistarino. Con altri Pinot nero, oltrepadani e non, il Pinot nero italico avrebbe fatto ben migliore figura.

  3. Caro Franco, grazie per la gentile menzione. Abbiamo optato per le stesse due masterclass , io sarò certo presente con i vini in degustazione, ma non potevo perdermi anche un giusto momento di svago e crescita. Ci vediamo a Milano.

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