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	<title>Blog di Vino al Vino &#187; Mon coeur mis a nu&#8230;</title>
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	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Per il vino la Cina è sempre più vicina, ma non chiedetemi di esserne felice</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c’é giorno che non si parli dello sbarco ad Oriente, dei nuovi mercati orientali che fagocitano quote sempre più rilevanti dei più importanti vini del mondo. A me però, che sono cresciuto credendo, con Napoleone, che “quando la Cina &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/03/per-il-vino-la-cina-e-sempre-piu-vicina-ma-non-chiedetemi-di-esserne-felice.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Yellowperil.jpg"><img class="alignright  wp-image-7296" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="Yellowperil" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Yellowperil.jpg" alt="" width="257" height="405" /></a>Non c’é giorno che non si parli dello sbarco ad Oriente, dei nuovi mercati orientali che fagocitano quote sempre più rilevanti dei più importanti vini del mondo.<br />
A me però, che sono cresciuto credendo, con Napoleone, che “quando la Cina si desterà, la Terra tremerà” e ricordandomi dell’evocazione del “pericolo giallo” fatta nientemeno che da Mussolini, questa corsa a vendere vino in Asia, dove hanno fatto i soldi e ci sono i nuovi ricchi, ma la cultura del vino è ancora quasi completamente da inventare, fa letteralmente orrore.<br />
Lo so bene che “business is business” e che con questi chiari di luna i produttori di vino di tutto il mondo sarebbero pronti a vendere il vino anche ai marziani, ma tutta questa corsa alla Cina e ai Paesi circonvicini, datemi pure del razzista (o altro) se volete, non mi piace.<br />
Perché un conto è il Giappone, dove progressivamente un approccio meditato, culturale e non banale al vino ha avuto tempo e modo di svilupparsi, e un conto è invece vendere non vini da battaglia, bianchi e rossi e verdi e niente più, ma vini che hanno una storia, che raccontano una terra, una tradizione, in Paesi dove l’approccio al vino è recentissimo e dove spesso si acquistano <em>fine wines</em> di qualità (o presunti tali) solo perché sono status symbol e fanno fare bella figura in quel nuovo universo privo di reali valori e alimentato solo da un malinteso senso di sviluppo, dove vengono ostentati.<br />
E così, sarò solo un vecchio reazionario, o qualcuno che sta invecchiando male ed è sempre più pessimista e preda di quella malinconia canina cara ad Ennio Flaiano, ma non riesco a sorridere, ad accettare considerandole segno dei tempi, come qualcosa di inevitabile, perché così vanno le cose del mondo, le continue news testimonianza di uno progressivo spostamento del mercato del vino ad Oriente.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/LafiteChina.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7297" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="LafiteChina" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/LafiteChina.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a>Ad esempio la <a href="http://www.thedrinksbusiness.com/2012/03/lafite-starts-building-winery-in-china/">notizia</a> che i <a href="http://www.lafite.com/fre">Domaines Barons de Rotschild</a> hanno cominciato a costruire un’azienda vinicola in Cina, a Penglai nella provincia di Shandong per, così hanno dichiarato, “capitalizzare la sete per i vini di qualità in Asia”, e la successiva dichiarazione di un’analista finanziario cinese secondo il quale “The world’s top luxury brands are all very interested in the Chinese market, Rothschild is no exception”, ovvero i marchi mondiali del lusso sono tutti interessati al mercato cinese.<br />
E le analisi di Vinexpo secondo le quali l’Asia diventerà il secondo più grande mercato di vino del mondo entro il 2015, ed i cinesi aumenteranno entro quell’anno i loro consumi di vino di oltre il 50 per cento.<br />
E non fa che intristirmi <a href="http://www.thedrinksbusiness.com/2012/03/asia-to-shape-burgundys-future/">un’altra news</a>, la dichiarazione di Guillaume d’Angerville del celebre <a href="http://www.domainedangerville.fr/en/">Domaine Marquis d’Angerville</a>, produttore di prestigiosi Volnay, Meursault, Pommard, che commentando l’andamento dei nuovi mercati asiatici crede non solo che Cina e Hong Kong cresceranno per i vini della Bourgogne a scapito dei tradizionali mercati, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, ma si dice disponibile a destinare un minore quantitativo di vini in Scandinavia, Europa continentale e Francia, pur di non disattendere la richiesta crescente del Far East…<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Ornellaiacinese.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7298" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="Ornellaiacinese" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Ornellaiacinese.jpg" alt="" width="360" height="322" /></a><br />
Mi indigna meno, invece, anzi mi lascia tranquillamente indifferente la <a href="http://finewineandthecity.blogspot.com/2012/03/ornellaia-picks-chinese-artist-for-2009.html">notizia</a>, letta sul <a href="http://finewineandthecity.blogspot.com/">blog Fine wine and the city</a>, e poi ancora <a href="http://www.thedrinksbusiness.com/2012/03/ornellaia-chooses-chinese-artist-for-2009-art-series/">su Drink Business.com</a>, che uno dei vini più internazionali e meno toscani prodotti in Toscana, il Super Tuscan <strong>Ornellaia</strong>, ha un’etichetta dell’artista cinese Zhang Huan per l’edizione 2009 dell’edizione limitata denominata Vendemmia d’artista. Una serie di opere intorno al tema Confucio, destinate a grandi formati, tra cui un Salmanazar da nove litri con una scultura che ritrae il grande filosofo e pensatore.<br />
Lo so bene che il ricavato di questi Ornellaia Vendemmia d’artista andrà in beneficienza, e che il prossimo 27 aprile, ovviamente ad Hong Kong, ci sarà un’asta dove verranno battute 21 delle 111 complessive bottiglie in edizione limitata.<br />
Ma se pensare a grandi vini di Bordeaux, della Bourgogne, a grandi Barolo, Brunello di Montalcino destinati ai nuovi mercati del Far East, ai nuovi ricchi assetati di vini costosi che dimostrino quanto ricchi e importanti siano diventati mi causa dolore, pensare ad un Ornellaia destinazione Asia mi sembra la giusta e naturale destinazione.<br />
In fondo, quello come altri Super Tuscan, di toscano hanno solo la sede della cantina dove vengono <span style="text-decoration: line-through;">fabbricati</span>, pardon, imbottigliati i vini, sono sempre stati vini da business e da esportazione e che finiscano in Cina invece che nelle collezioni di qualche ricco magnate americano, petroliere oppure investitore a Wall Street, cosa cambia?<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Yellow.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7300" title="Yellow" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/03/Yellow.jpg" alt="" width="400" height="207" /></a></p>
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		<title>Franco Biondi Santi compie oggi 90 anni. Tutti in piedi per una standing ovation a questo Grande Signore del vino italiano!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mon coeur mis a nu...]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo del vino italiano tutto, la comunità di Montalcino, gli amici del vino vero in tutto il mondo tributano oggi il più caloroso e affettuoso degli omaggi al Grande Vecchio del Brunello, quell’autentico galantuomo e gran signore di altri &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/01/franco-biondi-santi-compie-oggi-90-anni-tutti-in-piedi-per-una-standing-ovation-a-questo-grande-signore-del-vino-italiano.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://farm3.staticflickr.com/2617/4295276123_08bdd86530_o.jpg" alt="" width="233" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify">Il mondo del vino italiano tutto, la comunità di <strong>Montalcino</strong>, gli amici del vino vero in tutto il mondo tributano oggi il più caloroso e affettuoso degli omaggi al <em>Grande Vecchio del Brunello</em>, quell’autentico galantuomo e gran signore di altri tempi, fulgido esempio di educazione, dedizione assoluta alla causa del vino di qualità che corrisponde al nome di <strong>Franco Biondi Santi</strong>.<br />
Franco taglia oggi un traguardo importante, compiendo la splendida età di <strong>90 anni</strong>, raggiunti in grande forma, con la lucidità, la classe, la signorilità che lo contraddistinguono. Un lungo e ventoso percorso, a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-cUaO1P2mfo">long and winding road</a> quello percorso, sempre a testa alta, da Franco.<br />
Sicuro di interpretare il pensiero di tutti i lettori di Vino al vino e di tutti gli appassionati del vino italiano in tutto il mondo porgo a Franco i più affettuosi auguri, con il ringraziamento commosso di tutti per quello che ha fatto nella sua lunga splendida vita e per quello che farà ancora.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://farm4.staticflickr.com/3050/2831914197_d904a20887_o.jpg" alt="" width="226" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Perché Franco Biondi Santi lo insegna: la classe non è acqua e lui, sovrano assoluto del Brunello di Montalcino, lo ha dimostrato.<br />
Standing ovation, auguri di tutto cuore Franco!</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6678185337_07232fedb8_o.jpg" alt="" width="500" height="281" /></p>
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		<title>Auguri di un sereno 2012 da Vino al vino!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 23:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il calendario parla chiaro: questo 2012 che principia ora sarà l’anno numero sette per questo blog (che prese avvio nel febbraio 2006). E come è lecito temere, la “crisi del settimo anno” è lì che incombe insidiosa e imprevedibile… Cosa &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/01/auguri-di-un-sereno-2012-da-vino-al-vino-2.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7172/6595282471_64a27ed06d_o.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify">Il calendario parla chiaro: questo <strong>2012</strong> che principia ora sarà l’anno numero sette per questo blog (che prese avvio nel febbraio 2006). E come è lecito temere, la “crisi del settimo anno” è lì che incombe insidiosa e imprevedibile…<br />
Cosa fare dunque per evitare il “divorzio”, solo virtuale e via Web ovviamente, tra Vino al vino ed i suoi affezionati lettori?<br />
Non solo tenere botta, mantenere fede ad un modo di raccontare le vicende del vino che ha reso questo wine blog (dicono) diverso dagli altri. Dai tanti, anche validi e ben scritti, che popolano la wine blogosfera. Ma, pur proseguendo nello stile di Vino al vino, con la stessa indipendenza e “spudoratezza”, rilanciare e porre nuove sfide.<br />
Se continuerete a leggermi – senza dimenticare di leggere anche il blog “fratello”, <a href="http://www.lemillebolleblog.it/">Lemillebolleblog</a> – scoprirete nei prossimi mesi diverse novità. Innanzitutto una nuova veste grafica, di cui Vino al vino aveva bisogno, nuove rubriche (e anche sempre maggiori contributi da nuovi collaboratori) e una nuova formula che vi sarò lieto di presentarvi quando dall’attuale status di idea/progetto sarà passata a qualcosa di concreto. Da sottoporre alla vostra attenzione.<br />
Nell’attesa, come ho fatto sul blog delle bollicine, voglio porgere a voi tutti i miei più affettuosi auguri di un sereno, operoso, e felice (per quanto possa esserlo con il “governo-piovra” dei bocconiani che ci dissangua…) <strong>Nuovo Anno</strong>.<br />
Di un <strong>2012</strong> che porti grandi vini, un mondo del vino molto più arrosto che fumo, più realtà e meno rappresentazione, e un dialogo sempre vivo e serrato tra voi e me.<br />
Auguri a voi tutti e come direbbero quelli meno provinciali di me: “<em>Cheers to you, Cheers to me, Have a Happy New Year’s Eve</em>!”</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7035/6595294937_71c6268560_o.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>___________________________________________________________</p>
<p><strong>ATTENZIONE!</strong></p>
<p><strong>Non dimenticate</strong><strong> </strong>di leggere</p>
<p>anche<strong> </strong><strong>Lemillebolleblog,</strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.lemillebolleblog.it/">qui</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bartolo stappa una buta che arriva Giorgio!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 10:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Refrattario com’era ad ogni forma di retorica e veramente anti-italiano in questo, Giorgio Bocca, che se n’è andato ieri a 91 anni a Milano, merita di essere ricordato a ciglio asciutto e con un filo di ironia. Per questo ho &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/12/bartolo-stappa-una-buta-che-arriva-giorgio.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm8.staticflickr.com/7014/6574045013_dc69874b3f.jpg" alt="" width="450" height="183" /></p>
<p style="text-align: justify">Refrattario com’era ad ogni forma di retorica e veramente anti-italiano in questo, <strong>Giorgio Bocca</strong>, che se n’è andato ieri a 91 anni a Milano, merita di essere ricordato a ciglio asciutto e con un filo di ironia.<br />
Per questo ho pensato di ricordare questo maestro del giornalismo, che tale è indubbiamente stato, quali che possano essere le idee politiche di chi legge, questo piemontese scontroso, indipendente, libero, pensando, come mi aveva raccontato nelle due occasioni in cui ero stato ad intervistarlo nella sua casa di via Bagutta a Milano, non tanto al Bocca sommo cronista, ma al grande, ed esigente, appassionato di vino.<br />
Un vino, soprattutto il <strong>Barolo</strong>, che viene citato spesso nei suoi libri, e di cui era un grande cultore, e che sceglieva da pochi, selezionati e fidati produttori.<br />
E così, pensando a Bocca che se n’è andato, mi viene naturale rievocare un altro grande uomo di Langa ironico e asciutto che Bocca ha lungamente frequentato e di cui era amico e che quando si trovava in zona andava a trovare nella sua casa, frequentata non solo da amici di Bacco, ma da uomini di cultura e politici, di Barolo.<br />
Penso a <strong>Bartolo Mascarello</strong>, uomo indiscutibilmente di sinistra come Giorgio Bocca, ma di una sinistra non settaria, illuminata ed illuminista, rigorosa nel suo essere favorevole o contraria a qualcuno o qualcosa, ma non intollerante, disposta se non al dialogo all’ascolto anche di chi ha idee diverse.<br />
Per questo pensando al congedo del grande giornalista di Cuneo mi piace immaginare che, non so dove, in un angolo di fantasia, ci sia proprio Bartolo Mascarello, con uno dei suoi sorrisi ironici e divertiti, ad accogliere, naturalmente parlando nel nobile dialetto di Langa, Giorgio Bocca e a stappare una “<strong>buta</strong>” di quelle giuste per dargli il benvenuto in un salotto un po’ particolare…<br />
Stappa una buta Bartolo che arriva Giorgio!..</p>
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		<title>Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età…</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 07:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni che si avvicinavano al compleanno di oggi mi è venuta in mente una canzone di Francesco Guccini che ho tanto amato anni fa, tratta dall’album Radici uscito nel lontanissimo, remoto 1972. Si tratta della Canzone dei dodici &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/09/settembre-e-il-mese-del-ripensamento-sugli-anni-e-sulleta.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm7.static.flickr.com/6156/6171698079_f9df6af385_o.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify">In questi giorni che si avvicinavano al compleanno di oggi mi è venuta in mente una canzone di <strong>Francesco Guccini</strong> che ho tanto amato anni fa, tratta dall’album Radici uscito nel lontanissimo, remoto 1972.<br />
Si tratta della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MEX-ZXkM9A0">Canzone dei dodici mesi</a>, con <a href="http://www.angolotesti.it/F/testi_canzoni_francesco_guccini_1655/testo_canzone_canzone_dei_dodici_mesi_42532.html">un testo bellissimo</a> che giunto a settembre, il mio mese, recita: “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità&#8230; Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, e come stintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità&#8230;”.<br />
In effetti la perplessità , il dubbio, il ripensamento sugli anni e sull’età, sono sentimenti normali quando si tocca, come accade a me oggi, la soglia dei 55 anni.<br />
Tempo di bilanci dunque, che mi riescono più impietosi e meno indulgenti del solito, di interrogativi, sugli amici che se ne sono andati, su chi sono, cosa faccio, dove sto andando, cosa sto facendo della mia vita, sullo strano lavoro  di cronista del vino attivo anche via Web che mi sono scelto.<br />
Il pensiero dominante è stato ed è tuttora, mentre scrivo, quello di mio padre <strong>Gianbattista</strong>, e la consapevolezza che arrivando a 55 anni, oggi, sono vissuto più di lui che essendo nato il 9 agosto del 1926 ed essendo scomparso, trent’anni fa, il 7 giugno del 1981, non è riuscito a vivere a lungo quanto sono riuscito a fare io.<br />
Anni fa mi ero convinto, non so perché, che non sarei riuscito a vivere quanto lui, che anch’io, per la volontà bizzarra del destino, me ne sarei andato, togliendo il disturbo, prima.<br />
E oggi che questa strana “auto-profezia” non si è realizzata, se da un lato sono felice, visto che ho grandi progetti e aspettative di vita davanti a me, ché di vita ho veramente “sete” e sento di aver raggiunto un equilibrio e una serenità che un tempo mi erano estranee, dall’altro lato mi sento stranamente in colpa.<br />
Come se il fatto di avere vissuto di più di quanto sia stato concesso dalla sorte al mio povero babbo, che non ha fatto in tempo a vedere il suo quasi astemio figlio (lui che aveva pochi mezzi ma ogni tanto amava concedersi una bottiglia di Barolo della casa Einaudi, quella di una volta, lui che mi ha introdotto alla lettura di Veronelli, oltre che del maestro Montanelli, di Guareschi, Longanesi, Flaiano) diventare un giornalista del vino in servizio permanente effettivo, costituisse un “peccato” di cui mi dovessi scusare e discolpare.<br />
E’ con questo strano sentimento, colmo di malinconia, di rimpianto, di velata tristezza, che affronto questa giornata e cerco di superare indenne la boa di questo 55esimo compleanno, di una vita da tanti anni dedicata al racconto del vino e con il vino strettamente e saldamente intrecciata.<br />
“Mai paura” amava dire mio padre e me lo ripeto ora anch’io, per tenermi compagnia e farmi coraggio…</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm7.static.flickr.com/6177/6184451576_e8b292f4c4_o.jpg" alt="" width="382" height="500" /></p>
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		<title>We will never forget: 11 settembre, dieci anni dopo…</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 08:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le abbiamo tutti negli occhi, nella mente, nel cuore, queste e tante altre immagini di quel giorno terribile. E comunque la si possa pensare su quel Paese, su quel sistema politico, su quella way of life, su quel modello economico, &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/09/we-will-never-forget-11-settembre-dieci-anni-dopo.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm7.static.flickr.com/6081/6135149877_3341a331b7_o.jpg" alt="" width="400" height="343" /></p>
<p style="text-align: justify">Le abbiamo tutti negli occhi, nella mente, nel cuore, queste e tante altre immagini di quel giorno terribile.<br />
E comunque la si possa pensare su quel Paese, su quel sistema politico, su quella way of life, su quel modello economico, sulle guerre (di liberazione o di conquista?) che nacquero come conseguenza da quell’evento, sulle contraddizioni (e la grandezza) degli Stati Uniti, se si è essere umani, se parole come sofferenza, pietas, orrore, hanno un senso, non si può non essere, quel giorno come oggi, dieci anni dopo, dalla parte delle vittime di quell’atto sconsiderato e criminale, delle loro famiglie e di quel Paese colpito ferocemente da quell’atto di guerra.<br />
L’attacco alle Twin towers di New York, alle due torri del World Trade Center, la follia del terrorismo più fanatico e pericoloso, i tantissimi morti, la desolazione, la paura, il senso di vuoto e di sgomento, l’incredulità, restano marchiate sulla mia pelle e in me con la stessa devastante forza di quel giorno.<br />
Non posso dire altro che non dimenticherò, non dimenticheremo mai, <strong>we will never forget…</strong></p>
<p><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm7.static.flickr.com/6197/6135694702_605de12f50_o.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
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		<title>Un po’ di quiete dopo la lunga battaglia per il Rosso di Montalcino</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato meraviglioso e inebriante dedicarmi, insieme a Nicolas Belfrage, Jane Hunt, Jeremy Parzen, a tutti gli amici e colleghi wine writer e Master of wine (da Jancis Robinson a Rosemary George) e poi ad altri come Wojciech Bońkowski, per &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/09/un-po-di-quiete-dopo-la-lunga-battaglia-per-il-rosso-di-montalcino.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm7.static.flickr.com/6083/6125077638_5ffb13d2a4_o.jpg" alt="" width="405" height="271" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ stato meraviglioso e inebriante dedicarmi, insieme a Nicolas Belfrage, Jane Hunt, Jeremy Parzen, a tutti gli amici e colleghi wine writer e Master of wine (da Jancis Robinson a Rosemary George) e poi ad altri come Wojciech Bońkowski, per citarne solo alcuni, alla battaglia, condotta sul fronte dell’informazione (talvolta in tandem, anche se dalla pedalata non sempre armonica, con il <a href="http://www.intravino.com/">blog Intravino</a>) per la difesa del <strong>Rosso di Montalcino Doc</strong> dall’insidioso attacco di chi voleva trasformarlo in una cosa qualsiasi senza identità.<br />
E’ stato un impegno costante, che si ricollegava idealmente ai primi articoli su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brunellopoli">Brunellopoli</a> pubblicati nel marzo 2008 e al <a href="http://www.viddler.com/explore/filipporonco/videos/3/">dibattito sul Brunello</a> del 3 ottobre 2008 a Siena, che ha richiesto un notevole dispendio di energie. E mi ha un po&#8217; stremato.<br />
E così, ora che “abbiamo”, pardon, che i produttori di Montalcino <a href="../../../../../blog/2011/09/e-il-rosso-di-montalcino-resta-sangiovese-100.html">hanno portato a casa una fantastica vittoria</a>, mettendo in fuga il “drago” che voleva <em>santantimizzare il Rosso</em> penso sia il caso di fare un passo in dietro e godermi un po’ di meritato riposo.<br />
Lunedì tornerò a postare esprimendo quello che secondo me i produttori di Montalcino dovrebbero fare in questa fase di “rifondazione”, del Consorzio ovviamente, ma anche di un clima nuovo di dialogo, di azione nell’interesse comune dei vini di Montalcino. Sinonimo di Sangiovese, come ha deciso il voto dell’assemblea del 7 settembre.<br />
Ma per ora lasciate che “il guerriero” (ovvio che sto facendo dell’ironia e dell’autoironia, innanzitutto su me stesso) si goda la quiete dopo la battaglia e per qualche giorno (ammetto che ci riesca) si dimentichi delle questioni ilcinesi.<br />
Così oggi, quando mi leggerete, sarò impegnato, cosa che avevo già programmato da tempo, in una bella degustazione di Champagne, di una storica e prestigiosa Maison, grazie ad un amico importatore che me l’ha organizzata. Bere un po’ di ottimo Champagne brindando a Montalcino è una splendida soluzione&#8230;<br />
E poi, nel pomeriggio, lascerò Bergamo ed il computer, per regalarmi un paio di giorni di relax, senza occuparmi di vino se non per puro piacere, in uno dei posti d&#8217;Italia che più mi sono cari. E che non nomino nemmeno, perché voglio essere un visitatore quasi inosservato e anonimo in quella landa vinosa, senza programmare nessuna visita ai tanti amici produttori, alcuni carissimi, che ho lassù.<br />
Per “disintossicarmi” un attimo dalle “fatiche” di questa nuova meravigliosa esperienza professionale e umana, per ritrovare la tranquillità dopo l’impegno in prima linea, quasi “sulle barricate”, accanto ai produttori ilcinesi di buona volontà che mi hanno aiutato a fare il mio mestiere. Quello di informare, di dare notizie, di offrire spunti di dibattito.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3262/2864894199_60e77d30c4_o.jpg" alt="" width="400" height="154" /><br />
Due giorni di riposo (magari con una puntatina ogni tanto, se mi sarà tecnicamente possibile, a moderare i commenti, a questo e ad altri post già scritti e programmati) sono proprio quello che ci vuole. Per godere questo momento magico, per dedicare idealmente questa &#8220;vittoria&#8221; ad una persona speciale, cui devo moltissimo, per ritemprarmi e ritornare, da lunedì, a discorrere, con un forte impegno a costruire, dei magici vini base Sangiovese, è inutile dirlo, di Montalcino.<br />
In fondo me lo sono meritato, non siete d&#8217;accordo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Angelo e Maria Grazia la pausa di riflessione è finita: tornate a scrivere che ci mancano le vostre voci</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se lo considero un genio assoluto mi sono sempre permesso di non essere d’accordo con quel grandissimo poeta, drammaturgo, saggista che è Thomas Stearns Eliot secondo il quale, come ha scritto in The Waste Land, “April is the cruellest &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/09/angelo-e-maria-grazia-la-pausa-di-riflessione-e-finita-tornate-a-scrivere-che-ci-mancano-le-vostre-voci.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://farm7.static.flickr.com/6187/6086216972_820ccd2411_o.jpg" alt="" width="450" height="219" /></p>
<p style="text-align: justify">Anche se lo considero un genio assoluto mi sono sempre permesso di non essere d’accordo con quel grandissimo poeta, drammaturgo, saggista che è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot">Thomas Stearns Eliot</a> secondo il quale, come ha scritto in <a href="http://www.piuchepuoi.it/eliot/terra_desolata.php">The Waste Land</a>, “April is the cruellest month”, ovvero “<strong>Aprile è il più crudele dei mesi</strong>, genera lillà da terra morta, confondendo Memoria e desiderio, risvegliando le radici sopite con la pioggia della primavera”.<br />
Io, forse più prosaicamente e provincialmente colpito da quello che cantava <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VajJ8pMbVBI">Bruno Martino</a>, non dico che “odio l’estate”, ma ho sempre considerato quelli estivi e agosto in particolare i mesi più difficili o “crudeli”.<br />
Per questo motivo, non avendo un rapporto ottimale con la stagione estiva, con i mesi del grande caldo e degli esodi, e preferendo di gran lunga le altre stagioni, e considerando agosto un mese che favorisce le inquietudini e i ripensamenti, non sono rimasto colpito più di tanto quando ho letto che quasi contemporaneamente due amici, prima che due validi wine blogger, parlo di <strong>Maria Grazia Melegari</strong>, alias <a href="http://undiwine.typepad.com/soavemente/">Soavemente blog</a>, e <strong>Angelo Peretti</strong>, ovvero <a href="http://www.internetgourmet.it/">Internet Gourmet</a>, hanno deciso, annunciandolo in due post sofferti, che potete <a href="http://www.soavemente.net/soavemente/2011/08/lanima-del-vino-e-la-stanchezza-del-blogger-pausa.html">leggere qui</a> e <a href="http://www.internetgourmet.it/2011/08/pausa-di-riflessione.html">ancora qui</a>, di prendersi una pausa di riflessione, avvertendo sulla propria pelle quella che Maria Grazia ha efficacemente definito “la stanchezza del blogger”.<br />
Li capisco bene perché l’ho vissuta anch’io, nel luglio dello scorso anno, <a href="../../../../../blog/2010/07/vino-al-vino-si-congeda-pausa-di-riflessione-per-capire.html">come ho raccontato qui</a>, questa nausea da wine blog, questa necessità di staccare, di non essere in qualche modo più “schiavo” del post da scrivere, dei commenti cui replicare, del ruolo da sostenere e della necessità di corrispondere all’immagine di me che i lettori potevano essersi fatta.<br />
Ci sono passato anch’io, complice una bella crisi esistenziale, da questa assoluta necessità, come la definisce Angelo di “rivedere il mio rapporto con il vino e con il suo mondo e con il mio ruolo in quel mondo”. E di “riflettere, anche, su quest&#8217;ultima manciata d&#8217;anni di crescente dedizione, alla ricerca assidua, e talvolta troppo insistente, di un&#8217;anima del vino che oggi mi sfugge”.<br />
<img class="alignright" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm5.static.flickr.com/4078/4786124064_a9b7759c15_o.jpg" alt="" width="240" height="240" />Però dopo meno di due mesi il “demone della scrittura” pubblica, la necessità, non solo quella dettata dal mio lavoro di giornalista e cronista del vino, l’obbligo di guadagnarmi da vivere scrivendo, ma quella di confessarmi in pubblico e dialogare con i lettori sul blog ha preso il sopravvento.<br />
E sono tornato, qui su Vino al vino (oltre che <a href="http://www.sommelier.it/default.asp">sul sito Internet dell’A.I.S.</a>) e da metà novembre, raddoppiando l’impegno, sul nuovo blog dedicato alle bollicine, <a href="http://www.lemillebolleblog.it/">Lemillebolleblog</a>.<br />
Allora cari Maria Grazia e Angelo, io capisco bene le vostre difficoltà attuali, la situazione di impasse, un certo blocco psicologico, più che l’angoscia à la Mallarmé, per la pagina bianca e vuota.<br />
E capisco come ad un certo punto il meccanismo del blog, così come l’avete vissuto e condotto voi, con impegno assoluto e passione divorante, mettendovi interamente in gioco senza risparmio, possa rischiare di stritolarvi e di farvi perdere quel piacere di scrivere e di raccontare che deve comunque essere alla base di ogni forma di blogging, si scriva di vino o di qualsiasi altro argomento.<br />
Però, visto che tu Angelo hai assicurato che “seguiterò a scrivere, o almeno ci proverò, ma senza pubblicare. Vorrei scrivere per me. Ho bisogno di confidarmi con la parola scritta. La scrittura è un&#8217;amica fedele. Non ci sono omissioni, men che meno bugia. Le racconto i sogni, le aspirazioni, i desideri, le convinzioni, i dubbi, i sentimenti, le passioni, la vita. Non potrei vivere senza”, e tu Maria Grazia hai detto che “è giunto il momento di riflettere sulle motivazioni alla scrittura, sulla sostanza di quello &#8220;scrivere di vino&#8221; che mi ha accompagnato fin qui”, allora sperando che superata la boa di ferragosto le cose oggi vadano meglio, voglio invitarvi a non essere egoisti.<br />
A non vivere un rapporto personale e intimo con la scrittura e la parola scritta. A non privarci oltre del piacere di leggere (riflettendoci sopra) le cose intelligenti e mai banali che scrivete, e visto che sono sicuro che durante questa pausa di ripensamento avete continuato a scrivere, di tornare a farlo al più presto, <strong>as soon as possible</strong> come dicono in UK, su <strong>Soavemente blog</strong> e su <strong>Internet gourmet</strong>.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 8px;margin-right: 8px" src="http://farm3.static.flickr.com/2075/3638078950_674c54b13c_o.jpg" alt="" width="335" height="164" /></p>
<p style="text-align: justify">Innamorato perdutamente della scrittura come sono, convinto che scrivere serva a salvare davvero la vita, quantomeno la mia, e memore del pensiero di quel sommo scrittore e giornalista che è stato <strong>Dino Buzzati</strong>, che rivolgendosi a se stesso <a href="http://novalismi.blogspot.com/2011/05/dino-buzzati.html">diceva</a> “Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi.<br />
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca […] Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare (forse)”, vi invito a tornare alla scrittura pubblica. A quella forma un po’ masochistica di diario in pubblico che è il blog. Vedrete che in questo modo dubbi, angosce, fantasmi, perplessità e stanchezze, e tutte le incertezze sul senso di parlare di vino (e soprattutto delle nostre vite e dei nostri sogni) su un blog come per incanto voleranno via. Non indugiate oltre, vi aspetto.</p>
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		<title>E’ morto Gianni Gallo, grande artista cantore della Langa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 07:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo della Langa, e non solo quello del vino, è in lutto per la scomparsa a 76 anni (era nato nel 1935) dell’artista doglianese Gianni Gallo, noto per le suggestive illustrazioni di etichette di vini e grappe. Nelle sue &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/08/e-morto-gianni-gallo-grande-artista-cantore-della-langa.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://farm3.static.flickr.com/2570/4140360201_f17bbbf126_o.jpg" alt="" width="396" height="297" /></p>
<p style="text-align: justify">Il mondo della Langa, e non solo quello del vino, è in lutto per la scomparsa a 76 anni (era nato nel 1935) dell’artista doglianese <strong>Gianni Gallo</strong>, noto per le suggestive illustrazioni di etichette di vini e grappe.<br />
Nelle sue etichette Gallo ha rappresentato la flora, la fauna e le piante delle Langhe: come hanno scritto “ritrae i soggetti con tratti precisi che si ripetono a mano libera migliaia di volte. Le foglie del castagno, le piume del martin pescatore o gli aculei del riccio vengono così ad assumere una precisione quasi geometrica che esprime in pieno il carattere a volte irsuto dell&#8217;artista ma anche la generosità del personaggio”.<br />
A proposito di una delle sue etichette più belle, quella del Barolo riserva Villero 1982 di Vietti “Gianni scrisse questo pensiero, così ricco di poesia: “Mi trovo a chiedermi per la prima volta come mai un vino, così poco vino in fondo, abbia radici così profonde in me stesso. Con sorpresa scopro che non nasce in me niente di razionale, ma un discorso di sensazioni, come corse nei campi, profumi pungenti ma evanescenti, colori, esplosioni tra mari di giallo frumento e verdi prati. E mi torna in mente la festa grande con la torta ed il vino bianco, concesso anche ai bambini”.<br />
Ha scritto bene di lui, <a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/le-etichette-del-mitico-galet-ovvero-la-normalita-del-genio/1631286">in questo articolo</a> di un paio di anni orsono, Carlin Petrini: “Ciò che distingue un vero genio dalle persone comuni forse è il fatto che il genio sa di essere tale, ma è geniale nel fartelo sembrare normale. Si concede giusto la sregolatezza, più per un´innata attitudine, a non rientrare negli schemi che per posa, ma dopo che ci passi un po´ di tempo insieme, anche la sregolatezza ti sembra la cosa più normale di questo mondo.<br />
Credo che Gianni Gallo, in Langa conosciuto come &#8220;Galet&#8221;, faccia quest´effetto a tutti quelli che hanno la fortuna di trascorrere un po´ di ore con lui, magari nella sua casa a Dogliani. È un artista, disegnatore, un incisore sopraffino che ha la rara capacità di saper tradurre per noi le forme della natura. A guardare bene le sue incisioni, riprodotte su un´infinità di etichette di vino e di grappa, si resta sbigottiti per come una spiga, una coccinella, un grillo, un fiore di campo, riemergano dalla carta nella loro essenza.<br />
Linee pulite che non sono una semplificazione della realtà, ma al contrario ne restituiscono tutta la sua infinità complessità: «È che ho il vizio di occultare, anche a me stesso» commenta sornione da dietro la sua folta barba quando il profano cerca di discutere della sua arte. Non mi interessa la natura, a me interessano le linee. Non vedo l´oggetto, vedo spessori, ritmi. Non sto tanto a chiedermi cosa viene fuori, metto su dei segni con delle suggestioni”.<br />
Ho un ricordo stupendo di Gianni Gallo, un pranzo meraviglioso fatto insieme a lui e al suo grandissimo amico Mauro Mascarello nel novembre del 2009 da Felicin a Monforte d’Alba.<br />
Con Mauro andammo a prendere Gallo a casa sua a Dogliani e poi solo il tempo di spostarci nel paese poco distante e prendere progressivamente “confidenza” davanti ad una memorabile bottiglia di Barolo 1958 prodotto dal padre di Mauro, quel “Gepin” Mascarello che Gallo aveva ben conosciuto, perché si aprisse un fuoco di fila di ricordi, aneddoti, folgoranti scorci di vita vissuta, dove l’arte, la pittura, il vino, la buona tavola, le donne, la bella vita in Riviera e sempre l’amatissima Langa erano scenario e protagoniste.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://farm3.static.flickr.com/2679/4140356725_723a80a64b.jpg" alt="" width="291" height="387" /></p>
<p style="text-align: justify">Il tutto raccontato con quella voce intensa e profonda, con quell’aspetto profetico dato dalla lunga barba bianca fluente (vedi le foto che gli scattai quel giorno) e dagli occhi che ti fissavano e sembravano interrogarti e chiederti se valesse la pena fidarsi di te e raccontarsi. Ma sempre con assoluta ironia e leggerezza, senza prendersi troppo sul serio.<br />
Ricordo la felicità di Gianni Gallo quando finito il pranzo ci spostammo, non ricordo bene dove, mi sembra ad Albaretto Torre, per andare a trovare un altro grandissimo personaggio di Langa e vecchio amico di Gallo, il grande cuoco, ma anche bravo pittore, Cesare Giaccone, che aveva preparato una mostra dei suoi quadri che non era solo una mostra, ma anche una grande festa dove si beveva, si mangiava, si faceva musica. Ricordo i tanti produttori di vino venuti a portare loro bottiglie, soprattutto magnum, perché venissero stappate in questa occasione e l’omaggio di tutti a Gallo, salutato con grande affetto da chiunque arrivasse.<br />
Ricordo il suo sguardo buono, quieto e felice, la grazia di quella domenica di Langa e non posso che piangere, con la scomparsa di Gianni Gallo, artista poliedrico, la cui opera possiamo ritrovare su tante bottiglie che amiamo e che continueranno a tenerci compagnia e a ricordarlo, uno dei suoi protagonisti più schivi e appartati, ma più veri.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://farm7.static.flickr.com/6209/6028494702_9e1d2fca40.jpg" alt="" width="360" height="315" /></p>
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		<title>In memoria di un caro amico che se ne va…</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2011/08/in-memoria-di-un-caro-amico-che-se-ne-va-2.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-memoria-di-un-caro-amico-che-se-ne-va-2</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2011/08/in-memoria-di-un-caro-amico-che-se-ne-va-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mon coeur mis a nu...]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha la fortuna e la consolazione di poter godere del conforto della fede troverà di certo una “spiegazione” per quanto è successo e vi dirà si è fatta la volontà di Dio. Chi invece, come me e come tanti, &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/08/in-memoria-di-un-caro-amico-che-se-ne-va-2.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone" style="border: 2px solid black;margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://farm4.static.flickr.com/3013/2975061249_1e0274ac62.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Chi ha la fortuna e la consolazione di poter godere del conforto della fede troverà di certo una “spiegazione” per quanto è successo e vi dirà si è fatta la volontà di Dio.<br />
Chi invece, come me e come tanti, su questo conforto non può contare trova osceno, assurdo, e soprattutto insensato che a soli 52 anni, improvvisamente, un caro amico e collega, diciamolo uno di quelli con una marcia in più, un esempio, uno dei più bravi in assoluto, sia colpito da un ictus e giaccia in un letto d’ospedale, in regime di morte cerebrale, in attesa che termini l’agonia e si possa dire la parola fine alla sua esistenza terrena.<br />
Il rispetto per il destino tragico che si sta compiendo e per il dolore della famiglia impone di non fare il nome di questa persona che ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere da metà anni Ottanta e da cui ho imparato molte cose, innanzitutto il coraggio di essere indipendenti e di non rinunciare per la propria libertà di espressione a nulla. E di non scendere a compromessi. Voglio solo esprimere per ora il mio profondo dolore e lo sconcerto per quanto accaduto ed il senso di impotenza e di rabbia che mi ha preso da quando ho saputo, nel tardo pomeriggio di ieri, il dramma che si stava consumando.<br />
Ci sarà tempo e modo per ricordare questo caro amico, per celebrarne il valore di grande cronista del vino, il suo fare schivo e asciutto, il suo caratteraccio, proverbiale, che lui riconosceva e che lo faceva comunque apprezzare a prescindere.<br />
Perché era difficile non volergli bene, anche se era (faccio fatica a scrivere era) ruvido come la carta vetrata e di tempra montanara come pochi. Per ora mi basta esprimergli pubblicamente qui, come uno sfogo al dolore sordo che provo, il mio affetto, la mia gratitudine per quanto mi ha insegnato, per quella lezione di giornalismo, applicata allo strano mondo del wine &amp; food, che ce lo farà sempre ricordare. Che la terra ti sia leggera, caro amico…</p>
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