Clamoroso a Verona: Ziliani parla con i colleghi senza picchiare nessuno…

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Per dirla con Sandro Ciotti, clamoroso al Cibali! Quel cattivone e mancato pugile del sottoscritto (lo so che non dovrei più parlare di quell’episodio ma un “amico” su Facebook mi ha regalato una definizione fulminante che adoro: “cazzottone marinettiano”..), sono riuscito, senza dovermi impegnare a farlo, a deludere coloro secondo i quali avrei passato gli ultimi 32 anni non a scrivere di vino, ma a fare a botte con il prossimo.

Fatta una doppia rentrée pubblica, la settimana scorsa per il banco d’assaggio, stupendo, di Proposta vini, e venerdì e ieri, a Verona per l’Anteprima Amarone, il sottoscritto ha messo a segno la “clamorosa impresa” di non litigare e non “menare” nessuno. E dire che ha incontrato, oltre che produttori, un sacco di colleghi giornalisti, stranieri (belle persone come Christian Eder, Stephen Brook, Charles Scicolone, Tom Maresca) e italiani (sono tanti, ma ne voglio ricordare uno in particolare, un vero amico che nel cor mi sta, Pierluigi “Pigi” Gorgoni…).
Eppure, possono testimoniarlo Federica Schir e quella gentildonna della direttrice del Consorzio Valpolicella, Olga Bussinello, che pure qualche motivo per guardarmi un po’ storto l’aveva pure, e poi anche persone, che rispetto e stimo come Alessandro Regoli e Angelo Peretti, e un sommelier di gran classe come Alessandro Scorsone, sono stato brillante, spero simpatico e per niente, o quasi, polemico. E non c’è stato bisogno di ricorrere all’intervento della Digos, dell’Ufficio politico della Questura, dei caschi blu dell’Onu o delle Guardie Svizzere, per causa mia… E non hanno nemmeno chiamato in causa, per un esame della scena del crimine, Gil Grissom di C.S.I.

Sono stato a tavola, senza mettere i gomiti sul tavolo e senza fare ruttini, senza fare piedino a tavola con le belle donne, numerose, che ho incontrato, con diversi di loro, ho incrociato i colleghi, li ho salutati, sono stato accolto con una sorprendente cordialità da molti di loro, alcuni (vero Maria Grazia?) mi hanno quasi commosso con i loro bentornato e la mia presenza a queste manifestazioni non ha comportato problemi di ordine pubblico.

Incredibile, ma vero. Se ne facciano una ragione irriducibili p.r. per le quali sarei, testuali parole “di difficile gestione”, o altre che si rifiutano al telefono, quando sono pagate per relazionarsi, senza fare distinguo, con il giornalista che le contatta. Datemi pure del Dr. House, sarà un onore per me, ma non sono un mostro… E additarmi come tale è falso e disonesto.

Quello “scivolone” dell’ottobre 2015 a Milano è e resterà un episodio, oscuro, di cui non meno certo vanto, ma solo un episodio. Il Purgatorio, molto lungo, troppo, è finito. Ed il sottoscritto vuole andare, anzi è già andato ben oltre. E se qualcuno/a continuerà a fare discriminazioni nei miei confronti, beh, sono problemi solo suoi, ma sappia che non starò lì a subire la cosa senza reagire.

Non solo sorprendendo queste Signore e inviando loro, perché no?, un mazzo di rose, come forse avrebbe voluto fare Grissom con Lady Heather, ma anche secondo lo Ziliani style: raccontando, facendo nomi e cognomi la prossima volta, il loro comportamento e, cosa su cui dovrebbero riflettere, rivolgendomi direttamente ai soggetti con i quali collaborano e da cui sono pagate.

Pagate non per mettere in atto, magari per compiacere qualche loro amica, o alcuni personaggi che, ancora oggi, cercano di buttare fango su di me e sulla mia professionalità (occhio, che ho anch’io un buon avvocato, e non è Perry Mason…), un’assurda conventio ad excludendum nei miei confronti, ma per fare, correttamente e professionalmente, il loro mestiere. A buon intenditor….

Attenzione!

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